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Discarica ceneri dell'Inceneritore

Scritto da La Nuova Stagione on . Postato in Ultime

 
la Provincia Pavese - 10 agosto 2006
A 500 metri dalle case
GALLIAVOLA. «Il posto giusto per le ceneri» di cui parlava ieri Dario Invernizzi, presidente di Asm Vigevano e Lomellina, è una cava di sabbia e ghiaia che si trova in via Molino d’Agogna, collegata alle ultime case del paese da una strada sterrata di 500 metri. Basta uscire dal paese per vedere all’orizzonte le due piramidi di sabbia e ghiaia che indicano la cava meglio di un’insegna luminosa. Tra le case e la discarica, campi agricoli sorvolati da garzette. Oltre la recinzione della cava, scendendo lungo via Molino d’Agogna, appare il buco da cui sabbia e ghiaia vengono ancora estratte, collegato all’area cintata da uno scivolo di terra. Ai piedi della cava c’è un edificio diroccato e su una colonna d’ingresso la targhetta «Azienda faunistico venatoria “Galliavola”, Pavia numero 15». In poche parole, una riserva di caccia.
 

la Provincia Pavese - 10 agosto 2006
La Lega insorge contro la nuova discarica
MEDE. La Lega Nord della Lomellina replica in modo violentissimo all’ipotesi che le ceneri del termodistruttore di Parona siano smaltite a Galliavola. «Diversi politici avevano approvato il raddoppio dell’impianto di termovalorizzazione: se qualcuno di loro ha deciso di farsi cremare, stia tranquillo perché troveremo un buco anche per le sue ceneri in qualche cimitero della Lomellina», dichiara Fabio Lambri, sindaco di Torre Beretti e componente del direttivo provinciale del Carroccio. Netta contrarietà anche del sindaco di Mede, Giorgio Guardamagna, e dell’assessore al Bilancio di Valle, Marco Maggioni. Gli esponenti della Lega Nord annunciano una lotta durissima contro questa nuova ipotesi. Oggi le ceneri dei rifiuti solidi urbani sono trasportate in un impianto autorizzato dell’ex Germania Est, così come fanno anche altri termoutilizzatori lombardi. Secondo qualcuno, se gli scarti della termovalorizzazione fossero smaltiti in Lomellina, si potrebbe diminuire il costo dell’igiene urbana a carico dei Comuni e dei cittadini. «E’ sempre la solita promessa con cui ci condiscono ogni decisione legata al termodistruttore - commenta Maggioni -. Dobbiamo anche supporre che qualcuno abbia modificato il calendario: fra qualche giorno non sarà Ferragosto, ma Natale, visto i regali che ci sono recapitati a scadenza periodica. Due anni fa il raddoppio del termodistruttore, oggi le ceneri». I “lumbard” della circoscrizione di Mortara e Lomellina si riuniranno d’urgenza questa sera nella sezione medese: qui arriverà anche il sindaco Guardamagna. «Ormai è un fatto assodato: il territorio lomellino non viene coinvolto nelle questioni che lo riguardano da vicino - spiega -. Domani sera (oggi per chi legge) valuteremo con attenzione le misure da adottare, ma è chiaro che questa ipotesi non ci trova assolutamente favorevoli. Mede e altri Comuni hanno scommesso sullo sviluppo turistico della Lomellina, con cui il progetto di Galliavola fa a pugni». Dopo Ferragosto Guardamagna riunirà anche il Coordinamento permanente per lo sviluppo della Lomellina, l’organismo di tutela ambientale di cui è portavoce e cui fanno capo numerose amministrazioni locali. «Purtroppo siamo nel cuore delle vacanze estive: ci riuniremo subito dopo Ferragosto - aggiunge -. Se parteciperà anche il Comune di Galliavola? Non credo: era un componente del Coordinamento qualche tempo fa, poi non è più venuto alle nostre riunioni». Il sindaco di Torre Beretti, Lambri, è uno dei più energici oppositori del progetto Galliavola. «Forse trasporteranno le ceneri sulle carrette: nessuno si rende conto di com’è la situazione viabilistica di Galliavola, senza offesa per questo Comune - afferma -. Se qualcuno insisterà in questa prospettiva, sia consapevole che a Galliavola potrebbe lasciarci la pelle, in senso politico ovviamente». (u.d.a.)
 


la Provincia Pavese - 10 agosto 2006
Poche anime e meno idee
GALLIAVOLA. Il futuro deposito delle ceneri dell’inceneritore è così vicino al centro del paese che sarebbe come se a Vigevano mettessero una discarica al posto della stazione. La cava dove l’Asm Vigevano vuole portare i resti della lavorazione del termodistruttore di Parona si trova a 700 metri da piazza della Vittoria, il cuore di Galliavola. Per intenderci, dove ci sono il municipio, la chiesa e il castello. Del resto il paese è tutto qui. Considerate che per andare da un cartello con la scritta Galliavola all’altro, lungo la strada che porta da Lomello a Sannazzaro, si percorrono solo 900 metri. «A Galliavola - spiega puntigliosa l’impiegata del municipio - ci sono 230 residenti e una casa di riposo da 36 posti, a cui vanno aggiunte le abitazioni dei milanesi che vengono qui ogni tanto. Nel nostro castello, che risale all’anno Mille, ha soggiornato anche Pipino il Breve». Se però le chiedete cosa pensa del progetto di portare a Galliavola le ceneri di Parona, tutta la sua precisione svapora: «Io non penso - dice l’impiegata - sto lavorando». Simile è l’atteggiamento dell’assessore Maria Antonietta Franzoni: «Il faldone con il progetto di Asm è stato depositato in Comune giovedì 3 agosto e la giunta non ha ancora avuto il tempo di valutarlo perché ci sono le ferie». Va bene, ma lei che opinione si è fatta del problema dei rifiuti da smaltire? «Non ho un’ opinione». Forse il faldone porterà consiglio, oppure lo faranno i cittadini, che ieri sono venuti a conoscenza del progetto leggendo la Provincia pavese. Se escludete i contadini che girano in trattore per il paese e le massaie che escono a buttare i rifiuti, le uniche persone che trovate all’aperto sono i clienti del bar Jolly. «A Parona hanno già l’inceneritore, perché non si tengono anche le ceneri? - chiede Angelino Casaro - Io sono già vecchio, ma per chi resta è preoccupante». «Mi aspetto che almeno il sindaco ci spieghi nel dettaglio il progetto - aggiunge Giovanni Moggi - e che i controlli verranno fatti». «Del resto a sentire l’Asm di Vigevano sembra che l’accordo sia già stato raggiunto - sostiene un altro cliente del bar - ma il consiglio comunale di Galliavola non si è ancora espresso». «Nessuno vuole le discariche, ma da qualche parte bisognerà pur farle - dice un altro cliente - . Nella vita quasi tutto ha un prezzo, bisogna capire cosa vogliono darci in cambio». E qui la conversazione si fa goliardica e scattano le richieste: «Io voterei a favore solo se mi dessero un’appartamento in via Montenapoleone, a Milano». «Se volessero portare le ceneri sul mio terreno - aggiunge un altro cliente - glielo venderei subito e con i soldi mi trasferirei in montagna». Del resto qui l’aria non sembra molto salubre, almeno a giudicare dai cinque camini della raffineria Eni di Sannazzaro che spuntano all’orizzonte. La cava che dovrebbe ospitare le ceneri inerti si trova a 500 metri dalla villa dei proprietari del terreno. «Siamo stati contattati - spiegano i proprietari - per ora però preferiamo non dire niente, vedremo cosa succederà». Viene da pensare che a Galliavola chi potrebbe sapere non parla, mentre gli altri sperano che almeno faccia bene i conti prima di firmare. - Claudio Malvicini


la Provincia Pavese — 10 agosto 2006
«Sono inerti ma qui non vanno bene»
GALLIAVOLA. «E’ una discarica per ceneri che inertizzeranno: sarà fatta con tutti gli accorgimenti, ma è la zona, la Lomellina, che non è adeguata per le discariche, perché è una terra dove l’acqua è affiorante». Luigi Vecchi, coordinatore provinciale di Legambiente, si schiera contro la scelta del gruppo Asm che ha individuato un’area del piccolo paese di Galliavola come deposito delle ceneri prodotte dalla combustione dei rifiuti del termo di Parona. Il presidente di Asm Isa, Rosario Mandoliti, ha sottolineato che non sarà una discarica, ma un deposito. «Dire deposito o discarica è la stessa cosa - spiega Vecchi - è come dire inceneritore o termovalorizzatore. Si chiamerà deposito di giacimento controllato, ma nei fatti sarà una discarica». Vecchi sottolinea che è proprio la collocazione in Lomellina a non andar bene. «In tutta la Lombardia - afferma Vecchi - è la zona meno idonea dal punto di vista idrogeologico. Queste discariche andrebbero realizzate dove c’è argilla: un inconveniente, qui, causerebbe un contatto con la falda. Ma con questa scelta si chiude un ciclo che non ha fatto bene alla Lomellina: tutto poteva essere ridotto con la raccolta differenziata». (d.a.)