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Discarica ceneri dell'Inceneritore

Scritto da La Nuova Stagione on . Postato in Ultime

 
la Provincia Pavese — 24 giugno 2007
Merlo: «Se il Clir dice no si spaccherà»
VIGEVANO. Martedì il Clir potrebbe arrivare al capolinea. L’ipotesi di fusione tra Asm Isa e Clir trova contrari più di un sindaco lomellino e Vigevano potrebbe lasciare il Clir con altri Comuni. «Non ci siamo contati, ma non siamo soli e se ce ne andiamo il Clir verrà ridimensionato - spiega Ferdinando Merlo, vicesindaco di Vigevano - . Noi non vorremmo andarcene, ma continuare a gestire solo il servizio di raccolta non ha senso perché non conviene. Il Clir non può solo dire sempre di no, servono anche proposte costruttive. Non conviene nemmeno a loro. Il Clir ha cambiato sede, ma se non fa utili, per costruirla dovrà chiedere i soldi ai Comuni». Per discutere della fusione tra Asm Isa e Clir domani alle 17 in sala giunta si riuniranno i rappresentanti di Vigevano, Mede, Cilavegna, Robbio, Mortara, Torre Beretti e Sannazzaro. «I bilanci di Asm Isa preoccupano e i benefici futuri sono solo ipotesi - spiega Giorgio Guardamagna, sindaco di Mede - . Ora Asm Isa ha bisogno di capitali e a molti sindaci sembra che voglia soprattutto i soldi dei nostri Comuni. Di certo non posso votare la fusione perché significherebbe accettare così com’è il piano industriale di Asm Isa che prevede anche la discarica delle ceneri di Galliavola, a cui io e due dozzine di sindaci siamo contrari. Non ho mai approvato nemmeno la seconda linea del termodistruttore perché al nostro territorio non serve. Gli amministratori pubblici non possono pensare solo a ridurre i costi. Se per pagare meno riempiamo la Lomellina di discariche o inquiniamo l’aria che respiriamo non mi sta bene. E poi non possiamo fare profitti rischiando soldi pubblici. La fusione non è l’unico scenario possibile, si potrebbero ad esempio fare accordi su progetti specifici». «I soci Clir dovranno capire perchè Vigevano ha posto quasi un ultimatum - dice Pierangelo Fazzini, vicesindaco di Sannazzaro e capogruppo in Provincia della Margherita - . Asm Isa ha il suo piano industriale, ma questo documento va valutato da tecnici ed economisti. Propongo di nominare due consulenti di fiducia super-partes, per un confronto con Asm Isa che porti a definire diritti ed impegni dei comuni Clir. E poi voglio capire se con la fusione ci saranno sconti sulle bollette. Dovremo anche prevedere il quadro economico che si presenterà in futuro con o senza discarica delle ceneri. Mi chiedo perché, visti i numerosi punti da chiarire, Vigevano abbia tanta fretta di arrivare alla fusione». La stessa domanda se la fa Lorenzo Demartini: «Vigevano è riuscita a unire la sinistra e la destra lomelline contro di sé - dice il consigliere regionale leghista - . Con le scelte degli ultimi sei anni l’Asm Vigevano è passata da produrre 1,5 milioni di euro di utili l’anno ad appena 300mila. L’ultimo errore è stato comprare il 20% di un termodistruttore che secondo le stime della Regione ha costi superiori di circa il 25% agli altri impianti lombardi perché usa una tecnica (il letto fluido) da molti abbandonata perché considerata svantaggiosa. In Regione già si dice che una volta completato il secondo forno, per ottenere dallo Stato l’ok a vendere l’elettricità a un prezzo superiore a quello normale, Lomellina energia chiederà di variare la tecnologia dei forni passando alla letto a griglia. Se così fosse i soci dovrebbero di nuovo mettere mano al portafogli. Quando Asm Isa ha comprato il 20% dell’inceneritore aveva detto ai sindaci del Clir che le tariffe sarebbero diminuite, invece non è successo. Con queste premesse dubitare è lecito». Roberto Robecchi, sindaco di Mortara, deciderà cosa fare martedì: «Prima voglio sentire cosa pensano i colleghi». (ha collaborato Paolo Calvi) - Claudio Malvicini