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Scritto da La Nuova Stagione on . Postato in Ultime

Il Cittadino - (Quotidiano del Lodigiano e del sud Milano) -15 Dicembre 2011

«Provincia truffata», via al processo - I legali Aboneco: «Accuse sbagliate»

E’ stato rinviato di un mese, già alla prima udienza, il processo per le ipotesi di truffa aggravata ai danni della Provincia di Lodi e falso ideologico che vede imputati, a vario titolo, gli ex funzionari del settore ambiente di San Cristoforo Clau­dio Samarati e Damiano Gritti, l’ex comandante della polizia provinciale Angelo Ugoni e due ex responsabili in seno alla ditta pavese Aboneco, M.R.Z., 52 anni, all’epoca dei fatti contestati legale rappresentante, e S.S., 49 anni, già direttore tecnico, entrambi di Mortara. Tutti sono accusati, chi per omesso controllo, chi perché ritenuto autore materiale dei comportamenti contestati, di aver concorso a far pagare 944mila euro le operazioni di bonifica delle fughe di gasolio dei serbatoi delle aziende dismesse Madital di Massalengo ed ex Robur. Eurotecno di Lodi, bonifiche effettuate tra il 2004 e il 2006, con costi anticipati dalla Provincia di Lodi e quindi saldati dal fallimento Madital, gruppo proprietario di entrambe le aziende.

Secondo guardia di finanza e carabinieri del Noe non solo quelle bonifiche sarebbero potute costare molto meno, rimuovendo o sigillando i serbatoi invece di andare a ripulire più volte il terreno contaminato dalle fuoriuscite, ma ci sarebbero state duplicazioni nelle fatture presentate all'ente pubblico, su cui risulterebbe la presenza nei cantieri lodigiani di macchinari e personale impegnati, contemporanea mente, altrove, a notevole distanza. «La Aboneco è da 40 anni nel settore delle bonifiche ­ chiarisce l'avvocato Giulio Colli di Mortara ­ e non ha mai avuto problemi, di questo o di altro tipo. Dobbiamo affrontare il processo per chiarire che si è trattato di un palese errore di valutazione nell’analizzare le fatture. Un errore di cui, a mio avviso, si sarebbero potuti avvedere anche gli inquirenti, molto tempo prima». Sia la Provincia sia il fallimento Madital sono costituiti parte civile. «Da parte nostra ­ spiega l’avvocato Aldo Vicario, che cura la posizione ex Madital ­ ci atterremo alle conclusioni del pm all’esito del processo, su questa base effettueremo le nostre eventuali richieste». L'udienza di ieri è stata aggiornata a metà gennaio in quanto le notifiche a Gritti e Samarati, già peraltro nell'indirizzario della procura per altre vicende, non risultano perfezionate: il tribunale ha disposto che questa volta, invece del postino, ci pensi la polizia giudiziaria.

Carlo Catena




la Provincia Pavese
- 12 Luglio 2011

 

MORTARA, bonifica a LODI

Due ex-dirigenti di un’azienda a processo per truffa

MORTARA - Due ex-dirigenti della ditta Aboneco di Mortara saranno processati per una presunta truffa legata alla bonifica di una roggia a Lodi. Stefano Sommi, 48 anni, e Maria Rosa Zorzolo, 49 anni, all’epoca dei fatti (la vicenda è del 2006) rispettivamente direttore tecnico e legale rappresentante dell’azienda, sono stati rinviati a giudizio insieme a tre ex-funzionari della Provincia di Lodi: l’ex-capo della polizia provinciale Angelo Ugoni, 50 anni, l’ex-dirigente del settore Tutela ambiente, Claudio Samarati, e il 43enne Damiano Gritti, ex-responsabile del settore Rifiuti.

Il prossimo 14 dicembre è fissata la prima udienza del processo al tribunale di Lodi. Il dibattimento ripercorrerà le vicende della bonifica della roggia Bardana-Filippina di Lodi, effettuata nel giugno di cinque anni fa.

Nel corso d’acqua si era riversata una grande quantità di gasolio a causa di un serbatoio di idrocarburi lasciato aperto nell’area ex-Madital in località cascina Carazzina. La bonifica era stata affidata alla Aboneco di Mortara, specializzata in bonifiche, recupero e selezione di rifiuti. Secondo le accuse, gli ex-dirigenti della ditta avrebbero “gonfiato” le fatture con atti che non corrispondevano alle reali prestazioni.

Gli ex-funzionari provinciali, invece, avrebbero firmato documenti che attestavano falsamente l’avvenuta esecuzione dei lavori di messa in sicurezza e il ricevimento di materiali e manodopera da parte della Aboneco.

Il processo, però, deve ancora iniziare e i fatti sono ancora tutti da dimostrare. I due ex-dirigenti della ditta hanno sempre respinto le accuse e sono pronti a farlo anche in aula. «La ditta Aboneco non c’entra proprio niente nelle vicende oggetto dell’inchiesta– afferma l’avvocato difensore Giulio Colli –. Non solo l’attuale dirigenza che è completamente estranea ai fatti di cinque anni fa, ma anche i due ex-dirigenti che non hanno commesso alcuna irregolarità. Una perizia di parte già depositata lo dimostra, ma sono convinto che la stessa cosa risulterà da una ulteriore perizia, se il tribunale vorrà disporla.

I due ex-dirigenti della società hanno operato in modo corretto e regolare, tanto è vero che la società mortarese è stata poi pagata per il servizio effettuato e non ci sono state contestazioni».(l.g.)

 

 


 

Fonte: Il Giorno di Lodi - 7 Luglio 2011

 

link: Bonifica truccata alla roggia Bardana Cinque persone rinviate a giudizio


Il giudice per l’udienza preliminare Isabella Ciriaco ha disposto ieri mattina il rinvio a giudizio per Angelo Ugoni, Claudio Samarati e Damiano Gritti

Lodi, 7 luglio 2011 - Finiranno a processo il 14 dicembre con l’accusa di truffa le 5 persone coinvolte nell’inchiesta della Procura di Lodi sulla bonifica di gasolio effettuata lungo la “roggia Bardana-Filippina” di Lodi nel giugno 2006. Il giudice per l’udienza preliminare Isabella Ciriaco ha disposto ieri mattina il rinvio a giudizio per l’ex capo della Provinciale di Lodi, Angelo Ugoni, 50 anni, per l’ex dirigente del Settore tutela ambiente della Provincia, Claudio Samarati, 46 anni, e per l’ex responsabile del Settore rifiuti dello stesso ente, Damiano Gritti, 43 anni.

Assieme a loro finiranno alla sbarra anche Stefano Sommi, 48 anni, direttore tecnico della ditta Aboneco srl, e Maria Rosa Zorzolo, 49 anni, legale rappresentante e amministratore della stessa azienda. Samarati, Gritti e Ugoni sono accusati anche di falsità ideologica commessa da pubblici ufficiali in atti pubblici.

L’inchiesta era nata dall’esposto del giudice del Tribunale fallimentare Pierluigi Stolfi, il 29 novembre del 2007, assieme ad un altro esposto, rimasto anonimo. Secondo la Procura, i 5 indagati si sarebbero procurati un ingiusto profitto di 944.218 euro a danno della Provincia di Lodi e del fallimento della ditta Madital spa». A causa di un serbatoio di idrocarburi lasciato inavvertitamente aperto nell’area dell’ex Madital in località Cascina Carazzina ed allagato dalle piogge una grande quantità di gasolio era finita nella vicina roggia. La bonifica era stata affidata alla ditta Aboneco Srl di Mortara (Pavia), i cui manager avrebbero secondo i pm «gonfiato» le fatture inserendo al loro interno «fogli di lavoro e documenti di trasporto non corrispondenti alle reali prestazioni fornite».

I fogli erano stati firmati per la Provincia di Lodi dal direttore dei lavori (Samarati) o da uno dei suoi delegati (Gritti, Ugoni), che per il pm titolare del fascicolo Paolo Filippini avrebbero «attestato falsamente l’avvenuta esecuzione dei lavori di messa in sicurezza nonché il ricevimento dei materiali e della manodopera da parte della Aboneco srl». Il costo dell’operazione, anticipato dalla Provincia, era stato poi riversato nel passivo della Madital Spa. Le vittime della presunta truffa, identificate nella Provincia di Lodi e nel curatore fallimentare della Madital, hanno già annunciato di volersi costituire parte civile.

di Alessandro Gigante

 


Informatore Vigevanese - 6 MAGGIO 2010

MORTARA, UN INGIUSTO PROFITTO

A Lodi una richiesta di giudizio per due dirigenti dell'"Aboneco"

LODI - La ditta "Aboneco" di Mortara, specializzata nelle bonifiche ambientali, è coinvolta con due dirigenti in una vicenda avvenuta a Lodi. Il pm titolare dell'inchiesta ha chiesto il rinvio a giudizio di un dirigente del settore ambiente della Provincia, dell'ex responsabile rifiuti e dell'ex capo della polizia provinciale di Lodi. Nel mirino della Procura anche Stefano Sommi, 48 anni, responsabile di cantiere e direttore tecnico della Aboneco, e Maria Rosa Zorzolo, 49 anni, amministratore dell'azienda all'epoca dei fatti (tra il 2006 e il 2007) ma ora non più. Secondo il pm avrebbero compilato «fogli di lavoro e documenti di trasporto non corrispondenti alla reali prestazioni fornite». L'ingiusto profitto ai danni della Provincia di Lodi e del fallimento della ditta "Madital" sarebbe di 944 mila 218 euro. L'avvocato Giulio Colli difende i mortaresi: «Sarà tutto chiarito. L'azienda non è assolutamente coinvolta in questa vicenda».

 

Il Giorno di Lodi - 28 Febbraio 2010

La Procura: bonifica fasulla sulla roggia Bardana

Il presidente Foroni: «Ci costituiremo parte civile»

LA PROVINCIA di Lodi si costituirà parte civile (nella foto il palazzo di giustizia) e chiederà il risarcimento danni nell’eventuale processo ai cinque indagati accusati di aver «allestito» una bonifica irregolare da gasolio sulla roggia Bardana-Filippina di Lodi: l’ex capo della Polizia provinciale Angelo Ugoni, gli ex funzionari provinciali Damiano Gritti e Claudio Samarati, oltre a due dirigenti della ditta pavese Aboneco, Stefano Sommi e Maria Rosa Zorzolo. A prometterlo, dopo aver letto la notizia della richiesta di rinvio a giudizio per i cinque indagati pubblicata ieri su Il Giorno, è stato il presidente della Provincia di Lodi, Pietro Foroni, identificato dalla Procura come una delle parti lese di un presunto raggiro con danno di 944mila e 218 euro alle casse di Palazzo San Cristoforo.


Il Giorno di Lodi - 27 Febbraio 2010

LODI IL PM titolare delle inchieste sulle presunte “Rifiutopoli”

2010-02-27 — LODI —

IL PM titolare delle inchieste sulle presunte “Rifiutopoli” del Lodigiano chiede il rinvio a giudizio per l’ex capo della Provinciale di Lodi, Angelo Ugoni, 49 anni, per l’ex dirigente del Settore tutela ambiente della Provincia, il 45enne Claudio Samarati, per l’ex responsabile del Settore rifiuti di Palazzo San Cristoforo, Damiano Gritti, 42 anni. Assieme a loro,chiesto il processo per Stefano Sommi, 48 anni, direttore tecnico della ditta Aboneco srl, e per Maria Rosa Zorzolo, 49 anni, legale rappresentante e amministratore della stessa azienda.

Al centro delle indagini, la bonifica dal gasolio lungo la “roggia Bardana-Filippina” di Lodi. L’inchiesta nasce dall’esposto del giudice del Tribunale fallimentare Pierluigi Stolfi, il 29 novembre del 2007. E da un altro esposto, anonimo.

LE ACCUSE. Secondo la Procura, i 5 indagati «in concorso tra di loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, per mezzo di artifizi e raggiri, si procuravano l’ingiusto profitto di euro 944.218 a danno della Provincia di Lodi e del fallimento della ditta Madital spa». Come? Samarati e Gritti «affidavano con determina Regta 12/2004 del 12 gennaio 2004 alla Aboneco srl la messa in sicurezza d’emergenza di siti inquinati», annota il pm. In un inciso, nella richiesta di rinvio a giudizio che finirà sul tavolo del giudice per l’udienza preliminare, il magistrato fa notare che Samarati e Gritti «svolgevano altresì per il direttore tecnico di Aboneco - senza autorizzazione - attività di consulenza privata in Romania presso la Sc.Ren Energy srl». Sempre i due ex dirigenti pubblici (finiti in manette nell’ambito dell’operazione “Gerione”, con l’accusa di aver contribuito a far smaltire rifiuti avvelenati nella cava di Orio Litta di proprietà della famiglia Burlini) «nella loro qualità di funzionari della Provincia addetti alla direzione delle opere di messa in sicurezza d’emergenza sul corso d’acqua “Roggia Bardana-Filippina” di Lodi, in forza della determina Regta 74/2006 del 2 febbraio 2006 — accusa il magistrato — attestavano falsamente, in quanto non presenti sul cantiere e assenti dal servizio, l’avvenuta esecuzione dei lavori di messa in sicurezza nonché il ricevimento dei materiali e della manodopera da parte della Aboneco srl».

Sommi e Zorzolo, dirigenti della ditta Aboneco, sono invece finiti nel mirino della Procura perché accusati di aver compilato «fogli di lavoro e documenti di trasporto non corrispondenti alle reali prestazioni fornite, presentandoli per ricevuta alla Provincia di Lodi, in persona del direttore dei lavori (Samarati) o di un suo delegato (Gritti, Ugoni); documenti in cui l’impresa esecutrice dichiarava falsamente la fornitura dei materiali e della manodopera impiegata per l’esecuzione dei lavori», si legge nel documento.

I CALCOLI. Secondo gli investigatori (Noe e Guardia di Finanza hanno collaborato alle indagini) l’«ingiusto profitto» incassato dalla ditta ammonterebbe a 944mila e 218 euro. «A danno della Provincia che provvedeva al pagamento dell’importo, insinuandosi al passivo per la medesima cifra nei confronti del fallimento Madital, in danno del quale aveva effettuato l’intervento di messa in sicurezza». I fatti sarebbero avvenuti in epoca anteriore e prossima al 30 giugno 2006.

IL PRESUNTO FALSO. L’altra accusa mossa dalla Procura è quella di falsità ideologica commessa da pubblici ufficiali in atti pubblici. Perché «Samarati, Gritti, Ugoni in concorso tra loro attestavano falsamente, in documenti aventi rilevanza pubblica e formati nell’esercizio di pubbliche funzioni, di aver ricevuto materiali e manodopera da parte dell’impresa Aboneco». I magistrati individuano tre vittime della presunta truffa: Provincia di Lodi («in persona del presidente Pietro Foroni»), il fallimento Madital spa («in persona del curatore fallimentare Giordano Massa») e lo Stato Italiano.

F.Lu.