Analisi sulla Natalità di Parona Lomellina

CERGNAGO   05/10/2014

       Sulle donne di Seveso, dai tempi del famigerato incidente, la diossina ha colpito duro: da una ricerca pubblicata circa 20 anni fa dalla rivista scientifica The Lancet risulta che la popolazione femminile in media ha nel sangue tre volte più TCDD dei maschi. La scoperta più sorprendente è datata 1996 e getta una luce inquietante sugli effetti della diossina. Nel periodo 1977-1984 da coppie di genitori esposti alla nube tossica sono nate 48 femmine ogni 26 maschi. Troppe, se si considera che il normale rapporto tra i sessi alla nascita è di 100 femmine ogni 106 maschi, cioè 1,06 (sex ratio 0,514 = n. maschi 106 / totali nati 206). Alla diossina si è dimostrato molto sensibile il sistema riproduttivo maschile, soprattutto nell’età della pubertà e della prepubertà, e questo ha determinato un effetto sul rapporto tra le nascite di maschi e femmine («sex ratio»): che si è abbassato nei padri esposti che hanno sposato donne non esposte e che hanno generato un 20-30% in più di femmine. I biologi dell’università di Pavia, hanno cercato la diossina nei topi, hanno però trovato qualcosa di diverso. Esaminando i loro cromosomi, hanno notato che erano diversi, era nato un nuovo ibrido, un topo mutante, per cui ci siamo chiesti:

Come sarà messa Parona oggi che ha la diossina nei terreni e nelle uova ?

       Abbiamo usato per il confronto il solito paese dello studio Tenconi che è Rovescala, scelto ai tempi dell’insediamento dell’inceneritore tramite accordi stipulati per tranquillizzare i cittadini di Parona e quello che è emerso per noi, non è per niente rassicurante, anche qui i dati sembrano confermare che Rovescala è nella norma nel rapporto M/F dal 2006 al 2013 con 1,521, mentre a Parona notiamo un cambiamento con 0,840 (leggermente inferiore a Seveso che aveva 0,855 ma sappiamo cosa è successo da quelle parti). In dettaglio nel periodo 2006-2013 (gli anni successivi ai primi rilevamenti della diossina nei terreni), a Parona sono nate 88 femmine ogni 74 maschi (Rapporto M/F=0,8 Sex Ratio=0,456) mentre a Rovescala nello stesso periodo sono nate 23 femmine ogni 35 maschi (Rapporto M/F=1,5 – Sex Ratio=0,603). Nel periodo 2002-2005 (che ipotizziamo con una più bassa presenza di diossina nei terreni) a Parona sono nate 23 femmine ogni 37 maschi (Rapporto M/F=1,6 – Sex Ratio=0,616)  mentre a Rovescala nello stesso periodo sono nate 13 femmine ogni 19 maschi (Rapporto M/F=1,4- Sex Ratio=0,593). Appare evidente che quello che è successo a Seveso lo rileviamo negli ultimi anni anche a Parona, mentre Rovescala ha un rapporto molto più allineato alla media nazionale in entrambi i periodi. 


Tabella-PR

(media sex ratio anno x anno con dati Istat nel confronto dei nati maschi)

 

Grafico

         

          Auguri e figli maschi alle giovani coppie di Parona, perché secondo noi molto è cambiato in questo paese, per molti anni ci sarà la diossina per cui sarà più difficile realizzare questo desiderio.


Ricordiamo i danni della diossina a Seveso per attirare il più possibile l’attenzione anche su Parona Lomellina

Verso le 12:37 di sabato 10 luglio 1976, nello stabilimento della società Icmesa, sito nel territorio del comune di Meda, al confine con quello di Seveso (22 km da Milano), il sistema di controllo di un reattore chimico destinato alla produzione di triclorofenolo, un componente di alcuni diserbanti, va in avaria e la temperatura salì oltre i limiti previsti. L’esplosione del reattore viene evitata dall’apertura delle valvole di sicurezza, ma nessuno riesce ad evitare la massiccia formazione di diossina, una delle sostanze chimiche più tossiche, che in poco tempo viene trasportata dal vento verso sud. Una nube tossica colpisce i comuni di Meda, Seveso, Cesano Maderno e Desio. A Seveso, in particolare, si registrano le prime conseguenze sulla popolazione: odore acre e infiammazioni agli occhi. 240 persone vengono colpite da cloracne, una dermatosi che crea lesioni e cisti. I vegetali investiti dalla nuvola muoiono rapidamente a causa dell’alto potere diserbante della diossina, mentre migliaia di animali contaminati vengono abbattuti. Il fatto grave è che la popolazione dei comuni colpiti venne informata della gravità dell’inquinamento ben otto giorni dopo la comparsa della diossina nell’aria. Gli abitanti di Seveso non hanno avuto diritto a un risarcimento dei danni per la mancata bonifica, da parte della società Icmesa, dell’area colpita dagli effetti inquinanti del disastro ambientale. Lo ha stabilito recentemente la Cassazione.

seveso


Non sono mai passate le immagini dei bambini con i volti devastati dalla dermatite o della natura bruciata dalla chimica. E’ rimasta una canzone: quella di Antonello Venditti, ”Canzone per Seveso”, che raccontò in versi un dramma italiano. Disastri come quello del 10 luglio 1976 sono ancora possibili, con altre caratteristiche ed entità. Per questo è obbligatorio non dimenticare.

 

 

Era il dieci luglio
di una terra senza colpa
bambini nei giardini giocavano nel sole
e l’aria era di casa, di sugo e di fatica
e vecchi nella piazza parlavano d’amore
e donne al davanzale lanciavano parole
sepolte ormai nel ventre di madri perdute,
perdute, perdute dal cielo, dal cielo proprio sopra di noi
che restiamo a guardare
morire le radici, i preti perdonare
proprio sopra di voi,
che vivete tranquilli
nella vostra coscienza di uomini giusti,
che sfruttate la vita
per i vostri sporchi giochetti
allora allora ammazzateci tutti, ammazzateci tutti!
Noi siamo qui prigionieri del cielo
come giovani indiani risarciteci i cuori,
noi siamo qui, senza terra né bandiera,
aspettando qualcosa da fare
e che non porti ancora dei torroni a Natale,
telegrammi “ci pensiamo noi”
condoglianze!
condoglianze!

Nel 2004, sebbene il numero di nascite di maschi sia superiore a quello delle femmine, generando un sex ratio (nati maschi/totale nati) superiore a 0.500, tale rapporto presenta delle variazioni spazio-temporali sia tra i popoli dei diversi paesi del mondo che nel corso degli anni per lo stesso popolo (1). Negli ultimi decenni in alcuni paesi occidentali si è assistito ad una significativa diminuzione del sex ratio (1, 2). Questa tendenza non si osserva nell’Europa del Sud compresa l’Italia, eccetto che nell’area metropolitana costituita dalle province di Torino, Milano, Roma e Napoli (3).
Le cause di queste variazioni non sono ancora chiare. Sembra che il sex ratio alla nascita venga influenzato da fattori biologico-comportamentali, quali l’età dei genitori, la parità (4), i parti plurimi (5), l’attività sessuale (6) e lo stato nutrizionale della madre (7). Inoltre alcuni fattori e condizioni legate all’ambiente di lavoro (8), e l’esposizione a determinate sostanze, note come Endocrine Disrupters, quali la diossina (9) ed il nematocida DBCP (10) influenzano anche essi il rapporto numerico di nati maschi e femmine. I meccanismi d’azione sia dei fattori biologici che ambientali sembrano coinvolgere il sistema endocrino e conseguentemente il sex ratio (11). Studi epidemiologici hanno inoltre indagato sulla relazione tra esposizioni residenziali a specifici agenti chimici o ad inquinamento urbano-industriale e prevalenza di femmine nella prole degli esposti. L’associazione tra queste esposizioni ambientali e la diminuzione del sex ratio è stata confermata da alcuni di questi studi (9, 12, 13) ma non da altri (14, 15, 16). Associazioni positive sono state riscontrate nello studio di Malagrotta (12), zona periferica di Roma, in cui sono presenti una raffineria di prodotti petroliferi ed impianti di incenerimento e trattamento di rifiuti e nello studio condotto in Scozia (13) in una area anche essa contaminata da inceneritori di rifiuti. Un altro studio positivo è quello condotto da Mocarelli ed altri nella zona di Seveso (9). In questo ultimo l’evidenza sull’influenza dell’esposizione a diossina sul sesso alla nascita nell’uomo è molto convincente. Dopo il noto episodio di contaminazione da diossina della zona di Seveso, nel luglio del 1976, sono stati raccolti campioni di sangue da alcune centinaia di esposti, che successivamente hanno permesso di valutare con precisione il grado di esposizione di ogni soggetto. Il successivo studio del sex ratio tra i nati da questi soggetti, ha individuato una correlazione tra l’esposizione e la prevalenza di nascite di femmine. Maggiore il livello di esposizione del padre maggiore la probabilità di avere nascite di femmine. Non è noto se questo effetto ha interessato l’intera popolazione esposta a diossina nella zona intorno a Seveso, per la quale il grado di esposizione non è bene definito.

Bibliografia

1) Parazzini F, La Vecchia C, Levi F, Franceschi S. Trends in male:female ratio among new- born infants in 29 countries from five continents. Hum Reprod 1998; 13(5): 1394-1396.

2) Martuzzi M, Di Tanno ND, Bertollini R. Declining trends of male proportion at birth in Europe. Arch Environ Health 2001; 56(4): 358-364.

3) Astolfi P, Zonta L.A. Reduced male births in major Italian cities. Hum Reprod 1999; 14(12): 3116-3119.

4) James W.H, Rostron J. Parental age, parity and sex ratio in births in England and Wales, 1968-77. J Biosoc Sci. 1985; 17(1): 47-56.

5) Jacobsen R, Moller H, Mouritsen A. Natural variation in the human sex ratio. Hum Reprod 1999; 14(12):
3120-3125.

6) Hilsenrath RE, Swarup M, Bischoff FZ, Buster JE, Carson SA. Effect of sexual abstinence on the proportion of X-bearing sperm as assessed by multicolor fluorescent in situ hybridization. Fertil Steril 1997; 68(3): 510-3.

7) Andersson R, Bergstrom S. Is maternal malnutrition associated with a low sex ratio at birth? Hum Biol 1998; 70(6): 1101-6.

8) Figà-Talamanca I, Petrelli G. Reduction in male births among workers exposed to metal fumes. Int J Epidemiol 2000; 29: 381.

9) Mocarelli P, Gerthoux PM, Ferrari E et al. Paternal concentrations of dioxin and sex ratio of offspring. Lancet 2000; 355: 1858-1863.

10) Goldsmith JR, Potashnik G, Israeli R. Reproductive Outcomes in Families of DBCP Exposed Men. Arch Environ Health 1984; 39(2): 85-89.

11) James WH. Evidence that mammalian sex ratios at birth are partially controlled by parental hormone levels at the time of conception. J Theor Biol 1996, 180(4): 271-286.

12) Rapporto Rifiuti 2001, capitolo 5 “Effetti igienico sanitari della gestione dei rifiuti”. Roma, giugno 2001, ANPA-ONR.

13) Williams FLR, Lawson AB, Lloyd OL. Low sex ratios of births in areas at risk from air pollution from incinerators, as shown by geographical analysis and 3-dimensional mapping. Int J Epidemiol 1992; 21(2): 311-319.

14) Kozlov MV. Offspring sex ratio in a heavily polluted town. Reprod Toxicol 1999; 13: 567-568.

15) Rogan WJ, Gladen BC, Guo YL, Hsu CC. Sex ratio after exposure to dioxin-like chemicals in Taiwan. Lancet 1999; 353: 206-207.

16) Figà-Talamanca I, Carbone P, Lauria L, Spinelli A, Ulizzi L. Environmental Factors and the Proportion of Males at Birth in Italy. Arch Environ Health, in corso di stampa 2003.

17) Di Domenico A, Silano V, Viviano G, Zapponi G. Accidental Release of 2,3,7,8-Tetrachlorodibenzo-p-dioxin (TCDD) at Seveso, Italy. II. TCDD Distribution in the Soil Surface Layer. Ecotoxicol Environ Safety 1980; 4: 298-320.

18) Needhman LL, Gerthoux PM, Patterson DG. Jr, Brambilla P et al. Half-Life of 2,3,7,8-Tetrachlorodibenzo-p-Dioxin in Serum of Seveso Adults: Interim Report. In: Organohalogen Compounds, Vol. 21: “PCB; Toxicology, Human Toxicology, Toxicology, Ecotoxicology, Yu-Cheng. Eds. H. Fiedler, O. Hutzinger, L. Birnbaum, G. Lambert, L. Needhman, S. Safe. Kyoto University, Kyoto, Japan 1994, pag.81-86. Citato in: Brambilla P, Gerthoux P, Beretta C, Cazzaniga M, Ferrari E, Mocarelli P. Seveso-Monitoraggio biologico di inquinamento da Diossina: Esempio di Medicina Ambientale. Ricerca Applicata Multicentricae Interdisciplinare. G Ital Med Lav Erg 1998; 20(3): 197-199.

Autori: I. Figà-Talamanca (1), M. Tarquini (1), L. Lauria (2)
1 Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”
2 Dipartimento di Epidemiologia e Biostatistica Istituto Superiore di Sanità

wwf-lomellina-logo5
 

About wwflomellina

WWF Lodigiano Pavese