Consiglio Comunale (27-11-2010)

Ordine del Giorno:

Ordine del Giorno del Consiglio Comunale di Parona convocato per il 27 Novembre 2010 alle ore 10.00

  1. Comunicazione dell’avvenuto deposito dei verbali delle deliberazioni adottate nella seduta precedente;
  2. Comunicazioni del Sindaco;
  3. Risposta ad Interpellanza presentata a firma del Consigliere Comunale Donatella Marzetto in data 06.11.2010 prot. n. 4826;
  4. Risposta ad Interpellanza presentata a firma del Consigliere Comunale Donatella Marzetto in data 06.11.2010 prot. n. 4827;
  5. Risposta ad Interpellanza presentata a firma del Consigliere Comunale Donatella Marzetto in data 06.11.2010 prot. n. 4828;
  6. Risposta ad Interrogazione presentata dal Consigliere Comunale Donatella Marzetto in data 13.11.2010 prot. n. 4987;
  7. Risposta ad Interrogazione presentata dal Consigliere Comunale Donatello Marzetto in data 13.11.2010 prot. n. 4988;
  8. Risposta ad Interpellanza presentata a firma del Consigliere Comunale Donatella Marzetto in data 13.11.2010 prot. n. 4989;
  9. Recesso del Comune di Velezzo Lomellina dalla Convenzione per la gestione del Servizio di Segreteria tra i Comuni di Parona, Cilavegna, Gravellona Lomellina, Sant’Angelo Lomellina e Velezzo Lomellina”;
  10. Estensione della Convenzione per la gestione del Servizio di Segreteria tra i Comuni di Parona, Cilavegna, Gravellona Lomellina e Sant’Angelo Lomellina al Comune di Albonese;
  11. Variazioni alle dotazioni del bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2010.
La suddetta adunanza si è tenuta presso la sala consigliare del Palazzo Comunale, in Piazza Signorelli, n° 1
 
Relazione sulla seduta:

Le interpellanze presentate da Parona Giovane sono state rimandate causa assenza giustificata di Donatella Marzetto. Non capita mai di vedere l’amministrazione andare incontro alle esigenze delle minoranze, così è sempre stato e così sempre sarà.

Per il resto:

  1. Riguardo alla centrale, il sindaco ha fatto brevi dichiarazioni affermando che il caso è ufficialmente chiuso, e che ora convocherà la commissione per la revisione dello statuto comunale ai fini di inserire un divieto di insediamento relativo a centrali e ALTRE ATTIVITA’ INQUINANTI.
  2. Sull’incendio dell’inceneritore il sindaco ha dichiarato che al momento non sono emersi danni per l’ambiente.
  3. Il Comune ha ricevuto fondi regionali per il ripristino di tre fontanili.
  4. A meno di un miracolo, il 20 dicembre Combitalia verrà messa in liquidazione, con un debito di 500.000 euro.
  5. Anche la Multiservizi è messa male (200.000 euro di debiti).
  6. La proprietà del palazzetto dello sport passerà dal Comune alla Multiservizi, come bene di “copertura” dei debiti di Combitalia e della stessa Multiservizi.

Alla fine c’è stata una dichiarazione di Sommi, che ha affermato che il caso di Combitalia dimostra che l’amministrazione pubblica non dovrebbe imbarcarsi in avventure imprenditoriali, e che in merito a Combitalia hanno trovato una vera e propria “tragedia” (letterale) che non si aspettavano (nemmeno i binari sono stati posati, come invece si riteneva…).

Legislatura

Ringraziamo il Sindaco di Sanremo

Mi associo nel condividere il comunicato stampa sotto allegato. Come politico iscritto al PRC, le scrivo senza sapere il colore politico della sua amministrazione, per dirle che chiunque dovrebbe seguire il Vostro esempio, non perché avete fatto secondo noi la scelta giusta, ma perché avete saputo ascoltare e decidere di conseguenza. Dote rara che non accomuna i politici dei giorni nostri. Penso Vi farà piacere sapere che non è solo una mia opinione, lo leggo come coro unanime da parte dei comitati civici della Lomellina i quali commentano: “MAGARI ACCADESSE ANCHE QUI !!!”.

Distinti Saluti e Buon Lavoro

Apprezzamento espresso da: Soffritti Renato (Sostenitore dei comitati Civici)

From: Casa della Legalità e della Cultura – Onlus
Sent: Monday, November 08, 2010 6:05 PM Subject: Comunicato Stampa – “Comune di Sanremo – approva le proposte di riciclo totale”
CASA DELLA LEGALITA’ E DELLA CULTURA – Onlus
Osservatorio sulla criminalità e le mafie
Osservatorio sui reati ambientali
Osservatorio sulla trasparenza e correttezza della P.A.
 

COMUNICATO STAMPA
con cortese richiesta di pubblicazione e max diffusione

Comune di Sanremo – approva le proposte di riciclo totale.

Abbiamo appreso che l’iniziativa promossa per chiedere che il Comune di Sanremo scegliesse di promuovere una strategia di riciclo totale, sul modello del Centro Riciclo di Vedelago, dando occasione di sviluppo occupazionale, risparmio delle risorse (sia intese come “materia” sia economiche delle casse pubbliche e dei cittadini), tutela dell’ambiente e della salute, sta producendo importanti passi avanti.

Come Casa della Legalità – Onlus, anche a nome degli altri promotori della Lettera Aperta al Sindaco (Wwf Liguria, AlzaLaTesta, dei medici dell’Isde, dei Comuni Virtuosi) nonché del Coordinamento Civico Nazionale DNS Diritti-Natura-Salute, esprimiamo sincero apprezzamento per l’ordine del giorno approvato unanimemente ieri dal Consiglio Comunale di Sanremo, ed accolto dalla Giunta, in cui si identifica la strada della raccolta differenziata spinta quale soluzione contro combustione e discariche.

In occasione del positivo incontro avuto con il sindaco Zoccarato, abbiamo già messo in contatto l’Amministrazione di Sanremo con Carla Poli, imprenditrice promotore del Centro Riciclo di Vedelago, ed a breve, una volta superata la fase di emergenza del Nord-est per le esondazioni e gli allagamenti, si terrà l’incontro e sopralluogo della delegazione del Comune di Sanremo al Centro di Vedelago.

Il fatto che trasversalmente a Sanremo si sia compresa l’opportunità, anche economica, del progetto di riciclo totale, ovvero della combustione zero, è un segnale importante per tutta la Liguria, ed il 12 novembre vi sarà occasione di parlarne con la popolazione ed i comitati sanremesi che ci hanno invitato ad una loro iniziativa.


L’Ufficio di Presidenza
C.Abbondanza, S.Castiglion, E.D’Agostino

Lettera Aperta al Sindaco di Sanremo:

perché vuole “bruciare” il futuro della sua città?

Signor Sindaco di Sanremo,

abbiamo letto che vuole la realizzazione di un inceneritore per i rifiuti e ci domandiamo: perché vuole “bruciare” il futuro della sua città?

Se ci permette vorremmo proporle un altro modo per affrontare la questione e che potrebbe far diventare il suo Comune un esempio per l’intera Liguria.

Non le vogliamo vendere nulla, ma darLe tutte le informazioni – e se vorrà il supporto gratuito – per far sì che:

  1. si riducano i costi dell’Ente pubblico per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti;
  2. si riducano i costi che gravano sui cittadini per la tariffa/tassa sui rifiuti;
  3. si crei occupazione ben oltre a quel poco che darebbe un inceneritore;
  4. si incassi dalla vendita della “materia prima” che sono i rifiuti se riciclati;
  5. si realizzi un compost a basso costo e ad alta qualità per aiutare le attività di coltivazione.

Non ci crede? Venga con noi a Vedelago e vedrà che non solo è possibile, ma già realizzato. Lì le presenteremo l’imprenditrice Carla Poli che ha costruito un impresa in grado di fare questo. E se vuole le faremo anche incontrare i ragazzi della Cooperativa Apas di Palermo che dal nulla hanno dimostrato che si può creare occupazione, far risparmiare enti pubblici e cittadini, con riciclo, riuso e recupero dei “rifiuti”. Provi a chiedere ai suoi colleghi sindaci come ad esempio quello di Ponte delle Alpi o di Forlì, per citarne due, che hanno deciso di puntare sul riciclo e recupero della materia… e calcoli che solo nel 2010 vi sono stati altri 200 nuovi Comuni che hanno scelto questa strada.

Se ci darà questa possibilità scoprirà che oltre ai vantaggi già enunciati ne avrà anche altri, su larga scala, che si potrebbero sintetizzare così: tutela della salute e dell’ambiente. Pensi solo al fatto che a fronte di una ricchezza per le casse pubbliche e le tasche dei cittadini, si avrà un risparmio anche sanitario perché senza impianti inquinanti, come gli inceneritori, si evita il proliferare di tumori e patologie devastanti che vanno a colpire gli esseri umani già nella fase embrionale.

Infatti se si realizzano le piattaforme per la raccolta differenziata ed il riciclo totale, non solo non spenderà più per “bruciare” materia – ed invece incasserà perché quella “materia” si venderà -, ma non vi saranno emissioni inquinanti che compromettono allevamenti e agricoltura, oltre che la salute delle persone nel raggio di chilometri e chilometri dalla sede di quegli impianti di incenerimento.

Lei ha questa possibilità: creare in Liguria il primo modello fuori dal “ciclo integrato” e che potrà servire l’intera provincia di Imperia, portando ricchezza, lavoro e tutelando ambiente e salute.

Non è proprio una proposta indecente ci pare. Non si faccia prendere dal panico delle “emergenze”. Non ci vuole molto a realizzare quello che le proponiamo… ci vuole meno tempo e molte meno risorse che per costruire un inceneritore.

Allora che ne dice? Quando ci incontriamo per concretizzare questo progetto di “futuro” per Sanremo e la Riviera dei Fiori?

Wwf Liguria
Casa della Legalità – Onlus
associazione “Alza La Testa”
Marco Boschini – coordinatore Associazione dei Comuni Virtuosi
Patrizia Gentilini dei Medici per l’Ambiente – ISDE
Valerio Gennaro dei Medici per l’Ambiente – ISDE
Gianluigi Salvador – Referente energia e rifiuti WWF Veneto

PS:

Le alleghiamo, per offrire un quadro più dettagliato, la lettera aperta “I medici chiamano Parma” nella quale è indicato chiaramente il rischio per la salute derivante dagli impianti di incenerimento.

vedi al riguardo: la lettera aperta originale alla citta da parte dell’ISDE – 1 Settembre 2010 (PDF – 152 KB)

Comunicazione

Incendio Inceneritore – Novembre 2010

la Provincia Pavese – 06 novembre 2010

Danni gravi, ma il termo funziona

PARONA. L’inceneritore continua a ricevere rifiuti solidi urbani. In attesa di quantificare i danni, che dovrebbero ammontare comunque a qualche centinaio di migliaia di euro, è stata però scongiurata l’emergenza in seguito all’incendio scoppiato l’altra sera nel capannone di stoccaggio della frazione organica stabilizzata, il cosiddetto compost. L’incidente non ha determinato conseguenze nella gestione della raccolta dei rifiuti in Lomellina e nel Vogherese, zone che smaltiscono l’immondizia a Parona. Lo comunicano Vincenzo Filisetti e Andrea Fava, presidente e amministratore delegato di Lomellina Energia, la società che gestisce l’impianto di strada Scochellina autorizzato a bruciare 380mila tonnellate l’anno di rifiuti solidi urbani e di combustibile da rifiuto. «Il rapido intervento dei vigili del fuoco, oltre alla disponibilità di diversi sistemi di sicurezza e di protezione ambientale recentemente potenziati anche a seguito degli incendi del 2008, ha preservato le aree di produzione che, pertanto, continuano a funzionare senza alcun problema garantendo la continuità del pubblico servizio», assicurano. Le cause dell’incidente, che non ha determinato danni a persone, sono in fase di accertamento da parte dei tecnici, anche se con tutta probabilità l’origine dell’incendio è accidentale. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Pavia, Vigevano, Mortara, Robbio, Garlasco e Milano, che hanno spento le fiamme evitando che l’incendio si propagasse dal capannone lungo 150 metri e largo 50 alle altre zone del termodistruttore. «Tutti gli elementi di messa in sicurezza sono stati resi operativi e, grazie all’intervento dei vigili del fuoco e del personale interno dello stabilimento, l’incendio è stato circoscritto – commentano Filisetti e Fava – La società si è subito attivata informando le istituzioni competenti, dalla Provincia al Comune e all’Arpa. Ringraziamo, inoltre, chi si è prodigato nell’opera di spegnimento dell’incendio e, in particolare, i comandi dei vigili del fuoco, l’Arpa di Pavia, il Servizio di soccorso pubblico 118 e le stazioni locali dei carabinieri». Anche il sindaco Silvano Colli è stato informato dell’accaduto. «Mi spiace che si sia verificato questo incidente, che per fortuna non ha avuto conseguenze – dice – Malgrado tutto, ritengo che l’impianto di Lomellina Energia sia uno dei più sicuri d’Italia». L’altra sera, malgrado il fumo denso sprigionatosi dal capannone, non è stato necessario far evacuare la popolazione, mentre nemmeno il traffico lungo l’ex statale 494 fra Vigevano e Mortara è stato interrotto. Nel 2008 all’inceneritore erano scoppiati due incendi. – Umberto De Agostino

Vedi la Fonte

la Provincia Pavese – 05 novembre 2010

Fiamme all’inceneritore, crolla un capannone

PARONA. Fiamme visibili a distanza, un fumo denso su tutta la zona industriale di Parona, vigili del fuoco mobilitati da tutta la provincia e da Milano: l’incendio è scoppiato ieri poco dopo le 20 al termodistruttore di via Scochellina. Le fiamme si sono estese causando il crollo del tetto di un capannone lungo 150 metri e largo una cinquantina, bloccando l’attività. Si prevedeva che le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza sarebbero proseguite per tutta la notte. In prima battuta non era possibile ipotizzare con certezza quale potesse essere la causa precisa dell’incendio. E neppure se la causa sia stata di natura dolosa o accidentale: ma si propendeva per la seconda ipotesi. Non è escluso che le fiamme siano partite, come era avvenuto in altre occasioni, da un nastro trasportatore. L’allarme è stato lanciato al numero per le emergenze dei vigili del fuoco: il comando di Pavia ha immediatamente coordinato l’invio di squadre anche dotate di autobotte. I vigili del fuoco oltre che da Pavia e da Vigevano sono partiti dalle sede dei volontari di Mortara, Garlasco e Robbio, vista la difficoltà tecnica di spegnimento delle fiamme. Sono stati poi chiesti in rinforzo mezzi anche da Milano: alle 22 stavano lavorando una trentina di operatori. Non sembrava almeno all’inizio dell’intervento che ci fosse il pericolo di un ’estensione delle fiamme anche ad altre parti dell’impianto di incenerimento dei rifiuti di via Scochellina. La popolazione nella zona, almeno durante la prima parte dell’intervento, non è stata sgomberata e non risultavano ferito o persone intossicate. Anche la circolazione dei veicoli sulla ex strada statale 494, che collega Vigevano Mortara e passa a lato della zona industriale di Parona, almeno fino alle 22 era regolare. Erano comunque già stati avvisati i tecnici dell’Arpa (Agenzia regionale per la prorezione ambientale), per poter effettuare i rilievi necessari a valutare il pericolo di inquinamento per l’ambiente, e di conseguenza anche la necessità di eseguire ulteriori interventi nell’area circostante l’inceneritore di Parona. Gli ultimi due casi di incendio all’inceneritore si erano verificati nel marzo e nell’ottobre 2008, sempre nelle ore serali. In un caso, le fiamme erano partite da un nastro trasportatore, nell’altro da una delle torri dell’impianto. (a.m.)

Vedi la Fonte

Si è di nuovo Incenerito l'Inceneritore - 5 Novembre 2010 ore 9.00

Incendio del 05-09-2010

Perchè Inutili

In questa sezione intendiamo dimostrare l’inutilità degli inceneritori. La nostra esperienza è maturata da informazioni ricevute da esperti sia in campo ambientale sia nella gestione dei rifiuti.

Oggi siamo in grado di dimostrare che è matematicamente non conveniente incenerire i rifiuti perché sono una risorsa, che fisicamente è una follia incenerire del denaro per fare energia inquinando l’ambiente, che è scientificamente dimostrato quanto siano pericolosi per la salute della popolazione.

Dieci anni addietro non avevamo tutte queste informazioni, nessuno di noi era un esperto, ma esistevano diverse linee di pensiero. Ci hanno convinto che la raccolta differenziata finalizzata al riciclo e al riutilizzo dei materiali era la soluzione del problema, nessuno in tutti questi anni è riuscito mai a farci cambiare idea. Se la tecnologia, un domani sarà in grado di trattenere tutte le emissioni di un inceneritore, la nostra opinione non cambierà, perché non è in ogni caso logico trasformare una tonnellata di denaro in un rifiuto pericoloso. Non poniamo limiti alla scienza: “Se inventeranno la pietra filosofale che trasforma questi residui tossici in oro, diventeremo favorevoli ai valorizzatori dei rifiuti”.

L’Italia è un paese che investe sul degrado e non per lo sviluppo sostenibile. Ha strumenti potenti quali le televisioni per fare disinformazione, la Casta che è trasversale agli schieramenti politici favorisce queste lobby che percepiscono i soldi dalle bollette dell’ENEL pagate dai cittadini, i quali ignari, non sanno che dovrebbero essere destinati alle energie rinnovabili tale il sole, il vento e il mare.

Quando parliamo di rifiuti è abitudine associarli a discariche ed inceneritori (questi ultimi vengono chiamati col falso nome di termovalorizzatori).

Sulle discariche i cittadini conoscono bene il tema, in particolare sanno che creano miasmi, vale a dire i cattivi odori. Sugli inceneritori (alias, termovalorizzatori) si è detto e scritto molto, ma alle vostre orecchie non sono mai arrivati argomenti fondamentali come le fonti di inquinamento da polveri inorganiche, queste sono quelle più inutili, in quanto sono nient’altro che la maniera per moltiplicare la massa dei rifiuti e per renderli sicuramente patogeni. Infatti, se fate ricerche sulle leggi di Lavoisier, quelle della conservazione della massa, capireste da soli che con l’incenerimento i rifiuti non scompaiono, ma si trasformano, perché la massa di rifiuti introdotta nell’inceneritore tramite un processo chimico viene trasformata in sostanze gran lunga più tossiche rispetto a quelle iniziali e ridotto nella sua parte solida in polveri fini, finissime ed ultrafini che hanno un grave impatto sull’organismo umano, animale e ambientale.

Poi per garantire i controlli della combustione al rifiuto vengono addizionate sostanze chimiche pertanto quello che esce dall’inceneritore è una massa notevolmente superiore a quella che si voleva incenerire.

I rifiuti che possono essere bruciati aumentano di volume trasformandosi in sostanze tossiche; la produzione di polveri è enorme e quelle più sottili (nano particelle) non sono controllabili.

«L’incenerimento dei rifiuti, come ha scritto il prof. Stefano Montanari, altro non è che un gioco di prestigio per farli scomparire dalla vista, mentre, in realtà, la massa dei rifiuti ne esce aumentata e dotata di maggiore tossicità». Bastano, queste conclusioni per coprire di ridicolo e di vergogna i fautori dell’incenerimento (Sindaci compresi).

Una comunità che non difende il proprio territorio è una comunità priva di dignità e senso di appartenenza, perché il degrado ambientale è prima di tutto degrado culturale e sociale. Gli ambientalisti di Parona hanno dato il loro contributo d’opinione per bloccare due inceneritori in Piemonte: “Livorno Ferraris (VC) e Casalvolone”, siamo riusciti a convincerli dell’inutilità e del danno che avrebbero subito, per questo è nostro dovere continuare ad informare e sensibilizzare l’opinione pubblica.

Convinti che nessuno potrà smentirci, nella sezione esperti alleghiamo dei documenti selezionati pubblicati dai massimi conoscitori in materia: “II prof. Federico Valerio e il dott. Stefano Montanari”, preceduti da una sintesi dei contenuti.

 

Inceneritori

Associazione Futuro sostenibile in Lomellina

Ha sede a Castello D’Agogna ed è un’associazione di volontariato senza scopo di lucro, si chiama
Associazione Futuro sostenibile in Lomellina. I soci provengono da tutti i paesi della Lomellina.

Al momento hanno soci di Mortara, Ceretto, Olevano, Confienza, Parona e Castello d’Agogna, ma stanno crescendo. Le loro riunioni mensili sono itineranti, e si tengono ogni mese in un paese diverso della Lomellina. Anche se è faticoso, serve per avvicinare e coinvolgere le persone.

Per l’Associazione Futuro sostenibile in Lomellina
Alda La Rosa è il Presidente
Claudia Montanari è il Vice Presidente
ed hanno un direttivo di cinque persone

Per informazioni e contatti:
ASSOCIAZIONE FUTURO SOSTENIBILE IN LOMELLINA
via Quairone snc
27030 Castello d’Agogna (PV)
Tel: +39 0384296634
Cell: +39 3487030266
E-mail: futurosostenibilelom@tiscali.it

Per novità e iniziative, consultate il sito dell’Associazione:
sito Internet: Futurosostenibileinlomellina

la Provincia Pavese – 03 novembre 2010

Inceneritori e salute in un convegno

MORTARA. Ancora la tutela dell’ambiente al centro del convegno promosso dall’associazione Futuro sostenibile in Lomellina. Venerdì, alle 21, l’istituto Regina Pacis di via Ss. Trinità, con entrata da via delle Mura, ospita l’incontro «Inceneritori e centrali: la salute se ne va in fumo». Al centro della serata moderata da Alda La Rosa, presidente dell’associazione Futuro sostenibile in Lomellina, ci saranno le tematiche che negli ultimi mesi hanno diviso il mondo politico-amministrativo e mobilitato l’opinione pubblica: dal progetto della discarica per il cemento-amianto a Ferrera alle centrali elettriche di Olevano, fino all’inceneritore di Parona. La serata sarà introdotta da Eugenio Gandolfi, assessore alla Sanità del Comune di Mortara. Intervengono Gianni Tamino, biologo dell’Università di Padova, Patrizia Gentilini, oncomatologa della sezione Isde di Forlì, Giuseppe Masera, pediatra oncoematologo alla clinica pediatrica San Gerardo di Monza, e Marco Lorena, medico internista all’Asilo Vittoria di Mortara. «Abbiamo invitato sindaci e amministratori dei Comuni della provincia di Pavia, medici e pediatri di base e ospedalieri, e responsabili dell’Asl e dell’Arpa di Pavia», dice Alda La Rosa. (u.d.a.)

Lettera ai giornali su sentenza TAR – Castello d’Agogna – 30 ottobre 2010

L’Associazione Futuro sostenibile in Lomellina manifesta il più vivo compiacimento apprendendo la notizia che il TAR della Lombardia ha accolto il ricorso presentato dalla Fondazione Vera Coghi contro le autorizzazioni concesse alla ditta Maire Tecnimont S.P.A. ed alla ditta Biolevano Energie s.r.l. per realizzare una centrale elettrica nel territorio di Olevano di Lomellina.

Nell’esprimere alla Fondazione Vera Coghi ed in particolare al suo presidente dott. Mariangela Zenoni Colli Vignarelli, i più fervidi e sentiti ringraziamenti per il decisivo e costante impegno profuso nel raggiungimento di tale risultato, riteniamo che la difesa e la salvaguardia del nostro territorio così validamente perseguiti, corrispondano alle aspirazioni ed alle aspettative della signora Vera Coghi che costantemente operò in tale prospettiva.

Un vivo ringraziamento riteniamo di doverlo rivolgere ai valenti legali, in particolar modo all’avv. Zanuttigh per la competenza e la professionalità dimostrata nelle diverse fasi del procedimento.

Infine, un ringraziamento forte crediamo vada rivolto a tutti coloro che, in modi e forme diverse, hanno sostenuto la battaglia che la nostra Associazione ha intrapreso per opporsi alla realizzazione dell’impianto.

Infatti al nostro impegno, concretizzatosi in un convegno pubblico ad Olevano, nella raccolta di firme tra gli abitanti della Lomellina, nella presentazione di un esposto-denuncia alla procura di Vigevano, nella costante informazione condotta attraverso comunicati ed interviste agli organi di stampa locali, hanno risposto centinaia di cittadini che hanno dimostrato la loro volontà di salvaguardare la loro salute e l’ambiente lomellino da tale potenziale pericolo.

Il positivo e straordinario risultato conseguito oggi si aggiunge ad altri che sono stati raggiunti grazie alla mobilitazione dei cittadini, come ad esempio la mancata realizzazione della centrale di Vigevano, sventata dalla decisa opposizione degli amici di Vigevano sostenibile, e di quella di Ceretto Lomellina anch’essa sventata grazie all’opposizione dei suoi abitanti, a cui la nostra Associazione ha dato appieno il suo sostegno.

Certo siamo consapevoli che la battaglia non è conclusa e che nuovi e diversi pericoli si potranno presentare, tutti volti a trasformare la nostra terra di Lomellina in una serie continua di discariche, centrali ed inceneritori.

Tuttavia siamo convinti che un numero sempre più ampio di cittadini giustamente preoccupati per il loro futuro e per quello dei loro figli si unirà agli sforzi delle associazioni sorte spontaneamente e di tutte quelle forze che dimostreranno con i fatti di volere il bene della nostra terra.

Il nostro impegno continuerà con rinnovata determinazione e passione.

la Provincia Pavese – 18 maggio 2010
Mortara, l’assessore Gandolfi frena su centrali e smog

MORTARA. C’è un po’ più di attenzione dopo il convegno di Casamadre con gli esperti del Cnr di Pavia sugli effetti, estremamente dannosi per la salute, dello smog in Lomellina derivante dalla concentrazione di impianti e ciminiere. Così a Mortara il Pd chiede la convocazione di un consiglio comunale aperto e mentre la richiesta resta in attesa di risposta, in città se ne parla visto che uno degli impianti in questione è la centrale per la produzione di energia elettrica della Sit che sarà alimentata con gli scarti di legno. Ma a pochi chilometri da Mortara si stanno costruendo anche le centrali di Olevano, senza dimenticare il termodistruttore di Parona. «Ho qualche perplessità su tutti questi impianti – conferma l’assessore alla sanità Eugenio Gandolfi, che sta seguendo a titolo personale gli appuntamenti sul tema organizzati dalle varie associazioni – perché non è stato valutato l’impatto complessivo di tutti questi impianti, che sorgeranno su un fazzoletto di terra. Qualcuno è venuto meno al suo compito istituzionale di controllo sul territorio, che ci deve essere: è stata un po’ una “turbata”, quella di progettare tante piccole centrali al di sotto del limite richiesto per la valutazione di impatto ambientale». Molti degli argomenti proposti dalle associazioni di difesa del territorio vedono Gandolfi consenziente: «Sono preoccupato come medico anche per l’impatto che questi impianti avranno sulla sanità locale e sulla salute delle persone – aggiunge – sono tutti argomenti su cui mi ero espresso anche in passato». Gandolfi conclude chiedendo di mobilitarsi in maniera più efficace in futuro: «Bisogna evitare di costruire altri impianti». (s.m)