Banda Larga a Parona

Diamo una buona notizia: Venerdi 13 Gennaio 2012 per Parona è stato un giorno fortunato, la Telecom ha portato l’ADSL e da quel giorno si NAVIGA alla GRANDE !!!

Fai la Verifica della Copertura ADSL

Questo è stato il test su una linea appena attivata

Test velocità linea ADSL

 

 


 

Chi ha amministrato Parona nell’ultimo decennio si è interessato molto nell’insediamento di industrie ad alto impatto ambientale ma poco ai problemi del cittadino quali ad esempio le nuove tecnologie o Internet. Tanti soldi entrati con gli introiti dell’Inceneritore e ritornati alle industrie tramite le grandi opere per fare circolare i mezzi pesanti che congestionavano il paese, non una lira spesa per questi servizi. Conoscendo la furbizia di chi amministra oggi il nostro paese, pubblichiamo la lista dei Comuni che probabilmente saranno interessati a questo progetto grazie ad un finanziamento regionale. Questo per evitare che si auto-attribuiscano un domani dei meriti che non hanno.

 

dal Forum della Provincia di Pavia

 

Testo della domanda: Egr. dott. Poma, leggo su “Il settimanale Pavese” la notizia che entro l’estate partiranno i lavori di posa in opera della fibra ottica per la banda larga che interesserà ben 29 comuni della ns. provincia. Ora Le chiedo, è possibile sapere quali saranno questi comuni? La mia non è una semplice curiosità, ma da un paio d’anni volendo acquistare una nuova casa fuori Pavia mi sono scontrata con la triste realtà di una quasi totale mancanza di copertura ADSL nei paesi limitrofi e oggi veramente se non hai internet sei fuori dal mondo. La ringrazio per una Sua, se possibile, risposta e porgo distinti saluti.

 

Testo della risposta: I 35 Comuni interessati dalla banda larga sono Arena Po, Badia Pavese, Bascapè, Bornasco, Bosnasco, Chignolo Po, Cilavegna, Galliavola, Lomello, Miradolo, Montescano, Montù Beccaria, Ottobiano, Palestro, Parona, Pieve Albignola, Pieve del Cairo, Pieve Porto Morone, Roncaro, San Damiano al Colle, Santa Maria della Versa, Sant’Alessio, Torrevecchia Pia, Valeggio, Valle Lomellina, Vellezzo Bellini, Zavattarello, Zenevredo, Zinasco, Albuzzano, Canneto, Cura Carpigano, Lardirago, Romagnese, Zeccone.

Per i primi 29 Comuni la copertura dovrebbe essere garantita attorno al 90%, mentre per i restanti 6 dovrebbe essere compresa tra l’80% e il 90%.

La realizzazione dell’infrastruttura di rete sarà in grado di garantire una rapida connessione ad internet per una popolazione di circa 57.000 cittadini del nostro territorio, andando a recuperare il deficit di connettività delle nostre zone.

La preciso che la scelta di questi Comuni risponde a precise valutazioni di ordine tecnico.

Cordialmente.

Internet veloce per altri 35 Comuni

la Provincia Pavese — 15 luglio 2009 pagina 17 sezione: CRONACA

di Donatella Zorzetto PAVIA. Internet veloce entra in provincia di Pavia. Grazie a un finanziamento regionale di poco più di 5 milioni di euro sarà costruita una tratta in fibra ottica che consentirà entro un anno di informatizzare altri 35 Comuni del territorio. Il progetto è della Provincia. Da fanalino di coda, il territorio pavese potrebbe trasformarsi in primo attore. «Più volte abbiamo ricevuto lamentele per la scarsa informatizzazione della provincia – ha sottolineato l’assessore Italo Richichi -. Ora siamo in grado di dare una risposta a questa esigenza, coprendo 23 Comuni, anche se “l’effetto” dell’operazione si estenderà a 35». I lavori inizieranno a settembre. Ad occuparsene sarà la società Infratel, società di scopo interamente pubblica perchè emanazione del ministero dell’Economia, che ha come obiettivo la posa della banda larga. In particolare si prevede la costruzione di una tratta in fibra ottica lunga 140 chilometri. Tecnicamente la tratta collega una rete in fibra che già esiste lungo una dorsale extraurbana, a centraline telefoniche non raggiunte dalla rete a larga banda, generalmente costituite da tratte di tubazioni esistenti intervallate da infrastrutture di nuova realizzazione. «Questa è un’occasione storica perchè per la prima volta in provincia arrivano risorse significative per recuperare il divario digitale e per la posa della fibra ottica – ha sottolineato il presidente della Provincia, Vittorio Poma -. Lo scorso anno avevamo preso atto delle lamentele avanzate dai Comuni. Ma in quell’occasione ci trovavamo di fronte alla possibilità di accedere a intese, che poi sono state siglate, proprio per raggiungere questo obiettivo. A seguito di quegli accordi erano state stanziate le prime risorse, e noi avevamo beneficiato di un contributo di 500mila euro. In seguito si era deciso di aspettare un’integrazione. Successivamente sono stati garantiti altri 20 milioni di euro e la Provincia di Pavia ha concorso con un progetto elaborato dagli uffici». «Il progetto è piaciuto alla Regione – ha proseguito Poma -, tanto da decidere di assegnarci 5.055.361 euro. Per questo siamo grati alla Regione. Cosa faremo con questi soldi? A seguito di un’intesa con Infratel saremo in grado di garantire Internet veloce a 57mila pavesi. Dopo questo primo intervento, i cui lavori inizieranno a settembre e termineranno il prossimo anno, che comporta un taglio della strada e la costruzione di una mini-trincea per la posa dei cavi, si potrà pensare ad un ulteriore infrastrutturazione della rete. L’obiettivo finale è quello di arrivare alla copertura di 100 Comuni. Il secondo bando sarà emesso a settembre, il completamento della rete può essere ipotizzata per il 2011». Ciò che la Provincia ha intenzione di fare, parallelamente alla posa delle fibre ottiche, è un monitoraggio tra i Comuni del territorio per acquisire la certezza di quanto e dove il servizio di Internet veloce sia già attivo. Attualmente, da quanto risulta, è servito meno di un quinto dei Comuni del territorio. Richichi conclude: «Il nostro progetto può dare una prima risposta in previsione del Protocollo federato».

Test velocità linea ADSL

Adsl

Articoli del 2011

Per gli ultimi articoli del 2011

la Provincia Pavese del 28 dicembre 2011 dal titolo Sosta vietata vicino alla centralina

e la lettera al direttore da parte di Plinio Chiesa come risposta al Sindaco di Parona leggi i Comunicati Stampa, altri articoli vengono riportati direttamente nelle relazioni dei consigli comunali sempre alla sezione Legislatura.

Inceneritore

Leggi anche gli:Articoli del 2011 le Notizie in Evidenza e i Giornali

Vista la quantità di eventi vi ricordo che in archivio abbiamo tutte le Prime Pagine

Non c’è niente di anomalo, può succedere che mangiando diossina o respirando PM10 si crepi prima del tempo, l’importante è non perdere la fiducia nel vostro sindaco, negli assessori e nelle istituzioni, finché campate e siete in buona salute.

Si è di nuovo Incenerito l'Inceneritore - 5 Novembre 2010 ore 9.00

Si è di nuovo incenerito l’Inceneritore di Parona (5 Novembre 2010 ore 9.00)

vedi l’elenco degli incendi

Abbiamo deciso di pubblicare una premessa alla sezione Inceneritore, questo per facilitare e sintetizzare gli argomenti. Tante persone e comitati si interessano alla documentazione pubblicata, la ritengono utile informazione per contrastare nuovi impianti che sorgono come funghi in ogni parte d’Italia.

E’ stata integrata anche la parte inerente la discarica di Galliavola, cercano di utilizzarle una cava per i residui tossici dell’incenerimento.

Leggi anche:

WWF: Rapporto IEFE della Bocconi – Analisi economica gestione rifiuti vedi alla sezione dell’incenertore il menu: Diossine
e la Storia dell’inceneritore di Robbins  (il gemello di Parona)

Morto di tumore a 12 anni Inceneritori sotto accusa

 

Cosa sono le Diossine

Cosa sono

Con il termine generale di diossine viene descritto un gruppo di centinaia di composti chimici capaci di persistere per lungo tempo nell’ambiente. Almeno 13 di queste molecole sono considerate sicuramente tossiche per l’uomo e gli animali. Il composto più tossico è la tetraclorodibenzo-p-diossina o TCDD. La tossicità delle altre diossine e delle sostanze analoghe viene espressa in relazione alla TCDD.

Dove si trovano

Le diossine di per sé non rivestono alcuna utilità pratica, e non sono mai state un prodotto industriale. Si formano nel corso di numerosi processi chimici in cui siano coinvolti prodotti clorurati. Le fonti principali di diossina sono rappresentate da: inceneritori di rifiuti urbani, fonderie di metalli, inceneritori di rifiuti ospedalieri, emissioni di attività industriali quali la produzione di pesticidi ed altre sostanze chimiche come il cloruro di polivinile (meglio noto come PVC), le operazioni di sbiancatura della carta, gli impianti di riscaldamento domestico a legna, gli incendi e il traffico veicolare. La diossina emessa in atmosfera tende solo in parte a depositarsi nel terreno circostante l’impianto di provenienza, mentre la maggior parte viene trasportata dai venti a grandi distanze.

Si ritiene che diossine possano formarsi “spontaneamente” per effetto di microrganismi o per processi fotochimici di degradazione di prodotti clorurati. Le diossine possono contaminare il suolo e le acque e hanno un lungo tempo di degradazione. Sono reperibili in tracce pressoché ovunque nell’ambiente a causa dell’uso indiscriminato fatto nel recente passato di elevatissime quantità di prodotti chimici contaminati. Sono state isolate diossine anche nel tessuto adiposo di animali antartici.

Le diossine depositate nel suolo e nei sedimenti entrano nella catena alimentare terrestre e acquatica. Il consumo di alimenti inquinati, pesci o prodotti agricoli, è un’importante sorgente di esposizione per l’uomo.

Quale rischio comportano

Le diossine sono state coinvolte in numerosi gravi incidenti ambientali: la fuoruscita di una nube di diossina da un impianto di produzione di triclorofenolo e prodotti chimici intermedi a Seveso nel milanese nel 1976 e da un impianto inceneritore di rifiuti a Times Beach nel Missouri nel 1996 determinarono l’evacuazione della popolazione dalle zone inquinate. L’Agent Orange, un diserbante utilizzato nel corso della guerra del Vietnam per scopi bellici, conteneva diossine che sono state successivamente ritrovate negli alimenti provenienti dalle zone inquinate.

Le diossine sono molto solubili nei grassi (sostanze lipofile), con un tempo di dimezzamento (il periodo necessario per la diminuzione della sua concentrazione del 50%), che può variare da pochi mesi a diversi anni. Le diossine vengono assorbite per lo più per via digerente. Un ciclo tipico di questo processo si può schematizzare come segue: depositandosi ed accumulandosi nel suolo, le diossine passano nei vegetali, da qui negli animali da pascolo in cui si depositano nei tessuti adiposi. L’uomo può assorbire le diossine attraverso prodotti quali latte e derivati e carni. Le diossine possono essere assorbite anche da pesci che vivano in acque inquinate. Nell’uomo la concentrazione di diossine può raggiungere concentrazioni tossiche per l’organismo ed è in grado di passare nel latte materno. Tra le diossine, la TCDD è la molecola dotata di più spiccata tossicità, ed è dimostrata la sua capacità di causare un’ampia gamma di gravissimi effetti nocivi nell’uomo. In primo luogo la capacità di indurre tumori. Dal 1997 lo IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) ha classificato la diossina TCDD in classe 1 come cancerogeno certo per l’uomo. Gli studi epidemiologici hanno evidenziato un significativo eccesso di tumori in toto negli esposti.

Esistono chiare evidenze di rischi per la riproduzione anche a basse concentrazioni di diossina, che può causare effetti mutageni sul DNA, aumentata incidenza di aborti, malformazioni fetali, riduzione della fertilità con danno agli spermatozoi.

Le diossine sono in grado di esercitare un effetto tossico sul sistema immunitario con effetti di depressione delle difese immunitarie. Nell’animale e nell’uomo è stata dimostrata la capacità delle diossine di interferire con il sistema endocrino (tiroide, sistema riproduttivo). Alle diossine sono stati attribuiti, seppure con alcune incertezze, anche una patologia cutanea chiamata cloracne, con eruzioni cutanee e pustole simili a quelle dell’acne giovanile, talvolta estesa all’intera superficie corporea che possono perdurare, nei casi più gravi, per anni. Sono oggetto di studio gli effetti nocivi a livello epatico, sull’induzione dell’endometriosi, sugli effetti neurotossici, sull’induzione di diabete mellito.

Come si rilevano

La determinazione delle diossine viene effettuata in laboratorio attraverso metodiche strumentali che prevedono l’impiego di gas-massa . L’Italia ha recepito con Decreto del Ministero della Salute 23 luglio 2003 la direttiva 2002/69/CE per la standardizzazione delle metodiche di campionamento e di analisi per il controllo ufficiale di diossine e la determinazione di PCB diossina-simili nei prodotti alimentari.

Cosa dice la legge

Dopo che le diossine sono state riconosciute come cancerogene per l’uomo, sono state emesse direttive da diverse organizzazioni sulle concentrazioni “accettabili” di diossine nelle emissioni, in atmosfera, nelle acque, nei suoli e negli alimenti. Per tutte le diossine i limiti vengono espressi in un’unica unità quantificabile: “concentrazione di tossicità equivalente” riferita al TCDD. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 1998 ha abbassato la dose tollerabile giornaliera per l’uomo da 10 pg/kg a 1-4 pg/kg. Per picogrammo si intende un miliardesimo di milligrammo, mentre per kg si intende il peso corporeo. L’Agenzia statunitense per la Protezione Ambientale (EPA) ha stabilito, per contro, un valore di assunzione giornaliera accettabile molto inferiore.

L’Unione Europea ha fissato tenori massimi di diossine nelle derrate alimentari nel regolamento 2375/2001 e nella Direttiva n. 69 del 26 luglio 2002 e ha rivisto le direttive sulla presenza di sostanze e prodotti indesiderabili degli animali (direttiva 2001/102/CE).

Per quanto riguarda le emissioni in atmosfera degli inceneritori l’U.E al fine di contenere l’emissione di diossine, ha stabilito con una direttiva recepita in Italia dal D.M. 124/2000, il limite di emissione degli inceneritori a 0.1 nanogrammi per metro cubo.

Chi controlla

Le Agenzie ambientali, nazionale, regionali insieme ad altri soggetti istituzionali quali il Comando dei Carabinieri Tutela Ambiente (CCTA ex NOE), le Capitanerie di Porto, le Autorità di Bacino, il Magistrato alle Acque, il Corpo Forestale dello Stato hanno le competenze in materia di controlli ambientali.

Le attività di controllo degli alimenti e delle bevande sono invece effettuate dal Servizio Sanitario Nazionale (S.S.N) che si avvale di numerosi organismi operanti sia a livello centrale che locale.

I controlli analitici sono effettuati dai laboratori delle Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente, dagli Istituti Zooprofilattici e da altri laboratori riconosciuti dal Ministero della Salute.

L’ARPAV ha attrezzato, presso il Dipartimento Provinciale di Venezia, un laboratorio di analisi specializzato nella rilevazione e nel dosaggio di diossine in diverse matrici (aria, acque, alimenti, fanghi e terreni).

Prevenzione

A partire dagli anni ’90 sono state emanate normative per ridurre le emissioni, in particolare dagli inceneritori e dalle attività industriali. Bisogna tener conto che persistono sorgenti non conosciute di diossine. La prevenzione si attua in primo luogo individuando le possibili fonti di emissione e vigilando periodicamente sulla entità delle stesse. E’ necessario inoltre il monitoraggio della concentrazione di diossine al suolo, nelle acque e negli alimenti.

Per Ulteriori approfondimenti leggi:

Fonte: APAT – Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici

Documento: Diossine Furani e PCB

 

Diossine

Inquinamento – Anno 2011

In questa sezione pubblichiamo lo stato ambientale di Parona e dei paesi limitrofi tramite una nostra relazione. Le presentazioni riportano informazioni utili sui danni alla salute e alla vegetazione causate dalle Polveri sottili, dalle diossine e da altre fonti inquinati. Vengono inoltre pubblicati i grafici e le sintesi dei dati rilevati dalle centraline di monitoraggio dell’ARPA.

Analisi ambientale anno 2011 (PDF 33 KB ) + D.M. 25 Ottobre 1999, 471 (PDF 360 KB)

Stato dell’aria di Parona e altri paesi o città dal 2008 al 2011 (Excel 24 KB)

Parona – Dati centralina di Rilevamento inerenti l’anno 2011 (Excel 788 KB)

Sannazzaro – Dati centralina di Rilevamento inerenti l’anno 2011 (Excel 59 KB)

Mortara – Dati centralina di Rilevamento inerenti l’anno 2011 (Excel 53 KB)

Vigevano – Dati centralina di Rilevamento inerenti l’anno 2011 (Excel 59 KB)

Pavia – Dati centralina di Rilevamento inerenti l’anno 2011 (Excel 59 KB)

Milano – Dati centralina di Rilevamento inerenti l’anno 2011 (Excel 59 KB)

Effetti sulla salute delle polveri sottili (Presentazione PDF 176 KB)

Effetti sulla salute degli Azoti Totali (NOx) (Presentazione PDF 243 KB)

Cosa sono le Diossine e i PCB (PDF 390 KB)

Vedi gli effetti sulla salute causati degli impianti di incenerimento di rifiuti

Si riporta anche solo il testo delle ordinanze in materia Ambientale, sono stati tolti i simboli soggetti a Copyright e la firma del Sindaco, pertanto queste sono copie non conforme all’originale

Ordinanza N° 11 del 5 Maggio 2011 – (non conforme all’originale PDF 108 KB)

Ordinanza N° 37 del 24 Dicembre 2011 – (non conforme all’originale PDF 34 KB)

Ordinanza N° 40 del 29 Dicembre 2011 – (non conforme all’originale PDF 23 KB)

Se siete interessati agli ultimi aggiornamenti delle normative della Comunità Europea abbiamo aggiunto ai

Per completare l’informazione, un altro indicatore ben più grave si aggiunge allo scempio del nostro territorio:

Vedi il consumo di suolo del 2007 di Parona Lomellina a confronto con gli altri paesi della Provincia di Pavia

questa purtroppo è la Storia di Parona Lomellina.

Ringraziamo il Comitato Salute e Ambiente di Parona perchè senza entrare in conflitto con l’amministrazione, cosa non facile conoscendoli, sono riusciti a fare venire allo scoperto la verità sulle diossine, pertanto se oggi i cittadini sono salvaguardati almeno su questo, il merito è principalmente il loro perchè hanno chiesto e ottenuto le analisi. Questa è anche la prova che noi avevamo ragione su tutto, anche se avremmo preferito il contrario.

Abbiamo citato Caronte nell’analisi pertanto fate

Click sulla foto o sul titolo sotto per leggere il link della poesia che lo riporta

Giordano Luca: La barca di Caronte

Giordano Luca: La barca di Caronte

Poesia: Pablo Neruda. Il Ribelle

 

Un paese di 2000 abitanti

Parona Lomellina è un piccolo paese in provincia di Pavia di circa 2000 abitanti. Per via di un’ eccessiva industrializzazione gli abitanti sono notevolmente aumentati negli ultimi anni. Le cronache ne parlano spesso per via dell’inquinamento, che raggiunge per quanto riguarda le polveri sottili (PM10), i valori di grandi città come Milano. Per evidenziare la reale situazione del territorio di Parona si mettono in evidenza i dati occupazionali e della struttura economica tramite l’ “8° censimento generale dell’Industria e dei servizi effettuato dall’ISTAT nel 2001”. Questi dati sono sottostimati rispetto all’anno in corso, in quanto gli insediamenti non si sono fermati, ma in sintesi possiamo dedurre con certezza che su una popolazione censita di 1698 abitanti risultavano occupati 1271 addetti in 165 Imprese nell’anno 2001 (Imprese, Artigianato,Istituzioni), su un territorio di appena 9,3 Km quadrati.

Parona L. viene citata come esempio di eccessiva industrializzazione nel geodatabase 2000-2002 nel confronto con i dati Istat del 1991

  1954 1991 2000-2002 2007
Vigevano 8,27% 15,80% 20,70% 23,80%
Parona 4,66% 9,60% 17,70% 22,00%
Mortara 5,17% 6,50% 10,90% 14,48%
Pavia 13,23% 21,20% 25,70% 27,49%
Milano 49,40% 71,60% 73,30% 78,07%

 

Il principale motivo dell’ampliamento della superficie è dovuto alla politica comunale che, in questi ultimi anni, ha favorito il sorgere di strutture industriali e di grandi insediamenti commerciali quali un inceneritore, una mega-fonderia, un centro commerciale una mega-ditta di vernici una Multisala Cinematografica e questo ha fatto lievitare la percentuale della superficie urbanizzata di un Comune che ha poco più di 900 ettari, senza contare che oggi queste percentuale sono sicuramente più elevate. E’ incredibile costatare che dal 2002 al 2007 continua la cementificazione. Gli ultimi dati aggiornati sul consumo di suolo ci collocano al secondo posto nella provincia di Pavia se calcoliamo l’aumento di aree antropizzate dal 1954 al 2007. Appare evidente che più le citta sono estese come dimensione, più alto diventa il consumo di suolo, mentre per paesi di esigue dimensioni come il nostro si notano dei consumi quasi pari alla Provincia o a Vigevano, addirittura abbiamo già superato Mortara che ha più di 15.000 abitanti. Vedremo cosa ancora sono in grado di combinare con il nuovo piano di governo del territorio.

 
Abbiamo pubblicato anche i link relativi alle fonti che trattano argomenti sul consumo di suolo alla sezione:
 
 
 

vedi anche la sezione di: Italia Nostra – Pavia

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Fonte:http://www.alternativasostenibile.it

Titolo: Il consumo di suolo in Italia è da record

Il consumo di suolo in Italia è da record