Conosciamo questo paese come le nostre tasche, chi lo ha ridotto in questo stato insediando di tutto e di più è anche un abile manipolatore della verità, potrebbe fare credere ai suoi concittadini che se oggi non si vende più una casa, non è per via degli insediamenti che ha voluto ma per colpa degli ambientalisti che denigrano la politca per niente sostenibile di questo paese. Questo non vale per l’offella in quanto per fortuna i forni di Parona non usano uova o prodotti locali, anche perchè non esistono produzioni di vendita, un’ordinanza vieta addirittura il consumo di uova derivanti da allevamenti avicoli rurali a conduzione famigliare (galline e pollame vario e relative uova) siti nel Comune di Parona, pertato le famose e prelibate Offelle sono forse l’unica cosa buona e bella che ci rimane. Come ambientalisti non ci stancheremo mai di difendere tutti i prodotti locali, coltivati su questa terra, che rischiano di contaminarsi con le diossine e le nanopolveri. Se mangeremo prodotti, che un giorno risulteranno contaminati, avremo seri danni alla salute, i cittadini hanno il diritto di sapere oggi, quello che può capitargli domani. Taranto e i rifiuti tossici della Campania dovrebbero insegnare qualcosa, pertanto noi vogliamo da subito delle risposte dagli enti preposti che dovrebbero tutelare la salute pubblica, siamo stanchi di sentiire solo tante belle parole.
Ringraziamo Cronaca Vera per la pubblicazione e Giuliano Rotondi come autore dell’ottimo articolo.
Qualsiasi mostro sia interrogato per abominevoli delitti, dichiarerà sempre la sua innocenza, se non sarà incalzato da qualcuno a dire la verità. Se parliamo dell’inceneritore di Parona, noi non lo assolviamo come dice:
perché abbiamo prove certe di presenza di diossina nelle uova e nei terreni adiacenti all’inceneritore, e tante coincidenze simili al nostro territorio con la presenza di un inceneritore di rifiuti, confermano che noi abbiamo sempre avuto ragione (sono loro che devono dimostrare il contrario).
Le diossine saranno un “marchio indelebile per Parona“, visto che si bioaccumulano e rimarranno chissà per quanti decenni nei terreni.
L’Epa a Robbins sull’impianto gemello di Parona ha dato delle valutazioni che non mi sembrano tanto allineate con quello che “non dice l’ARPA provinciale” e nemmeno con le tante rassicuranti affermazioni dell’”ASL di questa provincia“.
Poi se parliamo di fiducia nei politici sia locali sia nazionali, non ci sembra abbiano a cuore la salute di duemila anime di un paese di campagna. Ben diversa la considerazione degli Americani per Robbins, perché movimenti di giustizia, hanno difeso i quartieri neri in cause di razzismo ambientale contro la “cancro valorizzazione dei rifiuti” (termine coniato dalla maggior parte degli ambientalisti).
Non parliamo poi di giustizia, per quello che abbiamo visto in queste ultime legislature, dominate da politici che hanno cercato di cambiare addirittura le garanzie costituzionali per tutelare un solo uomo, che non ha eguali nel mondo per conflitto d’interessi.
Un’azienda può dichiarare che tutto è in regola, che vende legalmente i residui tossici al miglior offerente, ma se poi scopriamo come dice Saviano, che qualcuno li ha smaltiti in modo illegale al SUD creando tumori e morte, noi diciamo che l’arma del delitto l’ha comunque fornita un mostro.
E noi dei mostri non ci siamo mai fidati, visto che la nostra sorte la sapevamo già dal 1999, come dimostra la foto sotto (ambientalisti storici della Lomellina). Tutto il resto è già stato ampiamente spiegato e documentato sul nostro sito, non comprendiamo pertanto l’interesse a difendere l’incenerimento, i tempi sono cambiati, qualsiasi cosa dicono ormai gli si ripercuote contro, perché l’opinione pubblica ha capito che l’Unione Europea sta andando in tutt’altra direzione e gli inceneritori sono destinati alla messa al bando entro la fine di questo decennio (noi speriamo molto prima) a favore della Raccolta Differenziata finalizzata al recupero totale dei materiali (metodologia che noi abbiamo sempre sostenuto come alternativa all’incenerimento).
Giovedì 23 Febbraio 2012 alle ore 21:00 nella sala del Comune si è tenuta una serata pubblica di approfondimento “Ambiente e Inquinamento” promossa dal Comitato dei cittadini di Parona (vedi volantino PDF 54 KB). Uno studio condotto a partire dal 2010 dall’Istituto Mario Negri di Milano in collaborazione col CLIR (Consorzio Lomellino Incenerimento Rifiuti), ha evidenziato la presenza di diossina e PCB con valori superiori a quelli di riferimento.
La nota dolente è il modo come il Sindaco di Parona riesca ogni volta a strumentalizzare qualcuno, in questo caso il “Comitato per la salute e per l’ambiente di Parona”. Come concordato hanno invitato il Sindaco a partecipare, gli invitati probabilmente non conoscevano tutti i risvolti sulle analisi già effettuate (vedi le ordinanze nella sezione sull’Inquinamento anno 2011), per questo probabilmente hanno tenuto un comportamento rassicurante (leggi il comunicato stampa di futuro sostenibile – PDF 20 KB ). Basta vedere le differenze con gli altri paesi, sapere che in tutti i posti dove hanno insediato un inceneritore aumenteranno ancora, per preoccuparci … e non poco. Poi il fatto che il committente dello studio sia addirittura il C.L.I.R., fa pensare che per via di questo condizionamento, la valutazione non possa essere obbiettiva. Chi conosce il Sindaco sa benissimo che cerca qualcuno che rassicuri per dire che non dobbiamo preoccuparci. Noi continuiamo a sostenere che le minoranze hanno ragione: “Il Sindaco si dovrebbe dimettere“, invitarlo è stata una scelta inopportuna, basta leggere i giudizi che ha dato giorni prima della serata (queste critiche erano rivolte al Comitato). Altri comitati sono usciti in modo tempestivo con i loro comunicati stampa sulla serata, mi aspettavo una dura presa di posizione anche da Parona per quello che il Sindaco Colli e l’Assessore Sommi hanno dichiarato su Cronaca Vera (PDF 768), che è puntualmente arrivata:
– Leggi la smentita del Sindaco al settimanale Cronaca Vera (versione Stampabie PDF 36 KB)
Conoscendo il Sindaco dubitiamo che non abbia rilasciato queste dichiarazioni, basterebbe acquisire le cassette dei Consigli Comunali per trovarne a iosa di queste rassicuranti esposizioni. Chiedetevi come può un giornalista inventarsi tutto questo, l’articolo cita anche la certificazione ISO 14000 che non può che essere stata appuntata dall’autore dell’articolo. Il sindaco ci prova sempre, non si contano le volte che ha dichiarato che i giornalisti scrivono quello che vogliono, stavolta non ha trovato scritto quello che lui gradiva, pertanto Cronaca Vera sarà costretta a rettificare, per non prendersi una querela. Utilizziamo invece la vicenda per dire che allora non è vero che a Parona ci sono dei detrattori dell’Amministrazione e che non dobbiamo preoccuparci, perché il sindaco per giustificarsi sta dicendo il contrario di quanto probabilmente aveva dichiarato.
E’ stato un mese indimenticabile per Parona Lomellina, del nostro paese si è occupata anche la stampa nazionare e il TG3 Lombardia della Rai. Senza contare che la sitiuazione di allarme è stata denunciata anche dagli Anonymouse. Noi per quello che è capitato gli abbiamo dedicato una Home Page dal titolo emblematico: Parona Maglia Nera
Nel mese di Maggio dell’anno 2010 si è tenuto presso la sala del consiglio comunale di Parona, la conferenza sulle Diossine: “conoscerle per evitarle”, è intervenuto come relatore il Dott. Giorgio Fedrizzi, responsabile del Laboratorio Chimico degli Alimenti dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lombardia ed Emilia Romagna (I.Z.S.L.E.R.). La serata è stata organizzata dal Comitato dei cittadini di Parona per la salute e l’Ambiente. Diversi cittadini hanno partecipato e sono intervenuti nel dibattito.
Il comitato tramite un gruppo di lavoro ha organizzato la serata e ha pubblicato un Dossier esaustivo sulle diossine.
Questo è l’elenco con i link ai vari argomenti
Riportiamo solo i titoli perché il sito del Comitato dei cittadini di Parona per la salute e l’Ambiente al 20/08/2024 non è raggiungibile.
Dossier
Diossine
Che cosa sono
Indice
Che cosa sono le Diossine
Esposizione
La catena alimentare
Bioaccumulo
TEF e TEQ
Effetti sulla salute umana
Effetti sugli organismi
Come si formano
Indice
Come si formano le Diossine
Incidenza delle fonti
Processi chimici
Processi di combustione
Come si diffondono
Indice
Come si diffondono le Diossine
Aria
Suolo
Acqua
Vegetali
Valori di fondo
I PCB
Indice
I PCB
Come si formano
Valori di fondo
Incidenti
Indice
Contaminazioni e incidenti da Diossine
Nitro, Virginia USA (1949)
Midland, USA (Anni ‘60)
VIETNAM (1963-1975)
Bolsover, INGHILTERRA (1968)
Times Beach USA (1971)
Seveso, ITALIA (1976)
FRANCIA (1998)
BELGIO (1999)
Studio Cenci
Indice
Lo Studio Cenci
Il progetto
Risultati Diossine
Appendice C
Glossario
Documentazione
Al comitato avevo anticipato alcune domande per il professore contenute nel Comunicato Stampa che non è stato pubblicato da nessun giornale locale. Sappiamo che i valori rilevati nei muschi a Parona prima del raddoppio dell’inceneritore erano:
nel 2002 : WHO-TEQ values for PCDD/Fs pg/g = 1,8
nel 2005 : WHO-TEQ values for PCDD/Fs pg/g = 2,3
nel 2006 : WHO-TEQ values for PCDD/Fs pg/g = 4,6
pertanto dalle risposte ottenute dal Professore, diciamo che lo stato deli terreni non è per niente rassicurante, eventuali esami fatti sui cittadini che si alimentano con prodotti locali, potrebbero dare risultati peggiori di quelli forniti dallo studio di R.M. Cenci sui muschi. Inoltre dobbiamo prendere atto che i fanghi della depurazione in agricoltura favoriscono la diffusione delle diossine nella catena alimentare, pertanto a Parona dovrebbero essere banditi.
Visto che le diossine si bioaccumulano nel tempo, visto che dal 2002 al 2006 sono più che raddoppiate, visto che dopo il raddoppio dell’inceneritore non hanno più pubblicato niente, ci chiediamo se oggi sono ancora rispettati i limiti di legge per i valori nei terreni agricoli. Una proiezione dei dati sul raddoppio dell’inceneritore dovrebbe considerarsi allarmante, pertanto è probabile che non faranno altri studi simili. Sempre più inceneritori moderni (di nuova tecnologia come il nostro), finiscono sul banco degli imputati per le nanopolveri o per inquinamento da diossine trovate nelle carni di pollo o nel latte materno. Questi sono i dati rilevati vicino all’inceneritore di Parona, il gemello dell’inceneritore di Robbins, chiuso a Chicago per inquinamento e razzismo ambientale. Come già detto sopra, documentazione e ulteriri dettagli li trovate sul sito del comitato.
Poi ci sono le solite rassicurazioni del sindaco di Parona Colli: “il termo non è in mano ai privati ma è delle banche pertanto fate sonni tranquilli” – Se chi rappresenta i cittadini ragiona in questi termini, può arrecare più danni delle diossine.
L’Associazione Futuro sostenibile in Lomellina ha inviato al Ministero dell’Ambiente un’ampia ed esauriente documentazione attestante la criticità della situazione ambientale della Lomellina, in particolar modo per ciò che riguarda i comuni di Parona, Mortara, Olevano e Castello d’Agogna.
La constatazione che immancabilmente gli amministratori locali non prendono seriamente in considerazione lo stato ambientale fortemente compromesso adottando le misure necessarie per tutelare la salute dei cittadini, nonostante l’appello di medici, scienziati e tecnici, ci ha indotto a questa iniziativa fortemente voluta da tutti i cittadini che hanno coscienza civile e che ci sostengono.
La Direzione Generale Valutazioni Ambientali ha quindi sollecitamente inviato in data odierna alla Prefettura, alla Regione Lombardia, alla Provincia, all’Arpa, ai comuni di Mortara, Olevano, Parona, Castello d’Agogna, al Corpo Forestale e alle varie Direzioni generali del Ministero la richiesta di chiarimenti in ordine allo stato di criticità ambientale da noi denunciato e la trasmissione di informazioni sullo stato dei luoghi e la sussistenza di situazioni di pericolo per la salute dei cittadini e per l’ambiente.
Il ministero ha inoltre inviato all’ISPRA la nostra documentazione su supporto informatico, chiedendo a questo Isituto di redigere un’apposita relazione di approfondimento tecnicoscientifico e di valutazione del danno ambientale.
Alda La Rosa
Presidente Associazione Futuro Sostenibile in Lomellina
Con il termine generale di diossine viene descritto un gruppo di centinaia di composti chimici capaci di persistere per lungo tempo nell’ambiente. Almeno 13 di queste molecole sono considerate sicuramente tossiche per l’uomo e gli animali. Il composto più tossico è la tetraclorodibenzo-p-diossina o TCDD. La tossicità delle altre diossine e delle sostanze analoghe viene espressa in relazione alla TCDD.
Dove si trovano
Le diossine di per sé non rivestono alcuna utilità pratica, e non sono mai state un prodotto industriale. Si formano nel corso di numerosi processi chimici in cui siano coinvolti prodotti clorurati. Le fonti principali di diossina sono rappresentate da: inceneritori di rifiuti urbani, fonderie di metalli, inceneritori di rifiuti ospedalieri, emissioni di attività industriali quali la produzione di pesticidi ed altre sostanze chimiche come il cloruro di polivinile (meglio noto come PVC), le operazioni di sbiancatura della carta, gli impianti di riscaldamento domestico a legna, gli incendi e il traffico veicolare. La diossina emessa in atmosfera tende solo in parte a depositarsi nel terreno circostante l’impianto di provenienza, mentre la maggior parte viene trasportata dai venti a grandi distanze.
Si ritiene che diossine possano formarsi “spontaneamente” per effetto di microrganismi o per processi fotochimici di degradazione di prodotti clorurati. Le diossine possono contaminare il suolo e le acque e hanno un lungo tempo di degradazione. Sono reperibili in tracce pressoché ovunque nell’ambiente a causa dell’uso indiscriminato fatto nel recente passato di elevatissime quantità di prodotti chimici contaminati. Sono state isolate diossine anche nel tessuto adiposo di animali antartici.
Le diossine depositate nel suolo e nei sedimenti entrano nella catena alimentare terrestre e acquatica. Il consumo di alimenti inquinati, pesci o prodotti agricoli, è un’importante sorgente di esposizione per l’uomo.
Quale rischio comportano
Le diossine sono state coinvolte in numerosi gravi incidenti ambientali: la fuoruscita di una nube di diossina da un impianto di produzione di triclorofenolo e prodotti chimici intermedi a Seveso nel milanese nel 1976 e da un impianto inceneritore di rifiuti a Times Beach nel Missouri nel 1996 determinarono l’evacuazione della popolazione dalle zone inquinate. L’Agent Orange, un diserbante utilizzato nel corso della guerra del Vietnam per scopi bellici, conteneva diossine che sono state successivamente ritrovate negli alimenti provenienti dalle zone inquinate.
Le diossine sono molto solubili nei grassi (sostanze lipofile), con un tempo di dimezzamento (il periodo necessario per la diminuzione della sua concentrazione del 50%), che può variare da pochi mesi a diversi anni. Le diossine vengono assorbite per lo più per via digerente. Un ciclo tipico di questo processo si può schematizzare come segue: depositandosi ed accumulandosi nel suolo, le diossine passano nei vegetali, da qui negli animali da pascolo in cui si depositano nei tessuti adiposi. L’uomo può assorbire le diossine attraverso prodotti quali latte e derivati e carni. Le diossine possono essere assorbite anche da pesci che vivano in acque inquinate. Nell’uomo la concentrazione di diossine può raggiungere concentrazioni tossiche per l’organismo ed è in grado di passare nel latte materno. Tra le diossine, la TCDD è la molecola dotata di più spiccata tossicità, ed è dimostrata la sua capacità di causare un’ampia gamma di gravissimi effetti nocivi nell’uomo. In primo luogo la capacità di indurre tumori. Dal 1997 lo IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) ha classificato la diossina TCDD in classe 1 come cancerogeno certo per l’uomo. Gli studi epidemiologici hanno evidenziato un significativo eccesso di tumori in toto negli esposti.
Esistono chiare evidenze di rischi per la riproduzione anche a basse concentrazioni di diossina, che può causare effetti mutageni sul DNA, aumentata incidenza di aborti, malformazioni fetali, riduzione della fertilità con danno agli spermatozoi.
Le diossine sono in grado di esercitare un effetto tossico sul sistema immunitario con effetti di depressione delle difese immunitarie. Nell’animale e nell’uomo è stata dimostrata la capacità delle diossine di interferire con il sistema endocrino (tiroide, sistema riproduttivo). Alle diossine sono stati attribuiti, seppure con alcune incertezze, anche una patologia cutanea chiamata cloracne, con eruzioni cutanee e pustole simili a quelle dell’acne giovanile, talvolta estesa all’intera superficie corporea che possono perdurare, nei casi più gravi, per anni. Sono oggetto di studio gli effetti nocivi a livello epatico, sull’induzione dell’endometriosi, sugli effetti neurotossici, sull’induzione di diabete mellito.
Come si rilevano
La determinazione delle diossine viene effettuata in laboratorio attraverso metodiche strumentali che prevedono l’impiego di gas-massa . L’Italia ha recepito con Decreto del Ministero della Salute 23 luglio 2003 la direttiva 2002/69/CE per la standardizzazione delle metodiche di campionamento e di analisi per il controllo ufficiale di diossine e la determinazione di PCB diossina-simili nei prodotti alimentari.
Cosa dice la legge
Dopo che le diossine sono state riconosciute come cancerogene per l’uomo, sono state emesse direttive da diverse organizzazioni sulle concentrazioni “accettabili” di diossine nelle emissioni, in atmosfera, nelle acque, nei suoli e negli alimenti. Per tutte le diossine i limiti vengono espressi in un’unica unità quantificabile: “concentrazione di tossicità equivalente” riferita al TCDD. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 1998 ha abbassato la dose tollerabile giornaliera per l’uomo da 10 pg/kg a 1-4 pg/kg. Per picogrammo si intende un miliardesimo di milligrammo, mentre per kg si intende il peso corporeo. L’Agenzia statunitense per la Protezione Ambientale (EPA) ha stabilito, per contro, un valore di assunzione giornaliera accettabile molto inferiore.
Per quanto riguarda le emissioni in atmosfera degli inceneritori l’U.E al fine di contenere l’emissione di diossine, ha stabilito con una direttiva recepita in Italia dal D.M. 124/2000, il limite di emissione degli inceneritori a 0.1 nanogrammi per metro cubo.
Chi controlla
Le Agenzie ambientali, nazionale, regionali insieme ad altri soggetti istituzionali quali il Comando dei Carabinieri Tutela Ambiente (CCTA ex NOE), le Capitanerie di Porto, le Autorità di Bacino, il Magistrato alle Acque, il Corpo Forestale dello Stato hanno le competenze in materia di controlli ambientali.
Le attività di controllo degli alimenti e delle bevande sono invece effettuate dal Servizio Sanitario Nazionale (S.S.N) che si avvale di numerosi organismi operanti sia a livello centrale che locale.
I controlli analitici sono effettuati dai laboratori delle Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente, dagli Istituti Zooprofilattici e da altri laboratori riconosciuti dal Ministero della Salute.
L’ARPAV ha attrezzato, presso il Dipartimento Provinciale di Venezia, un laboratorio di analisi specializzato nella rilevazione e nel dosaggio di diossine in diverse matrici (aria, acque, alimenti, fanghi e terreni).
Prevenzione
A partire dagli anni ’90 sono state emanate normative per ridurre le emissioni, in particolare dagli inceneritori e dalle attività industriali. Bisogna tener conto che persistono sorgenti non conosciute di diossine. La prevenzione si attua in primo luogo individuando le possibili fonti di emissione e vigilando periodicamente sulla entità delle stesse. E’ necessario inoltre il monitoraggio della concentrazione di diossine al suolo, nelle acque e negli alimenti.
Per Ulteriori approfondimenti leggi:
Fonte: APAT – Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici
Quanti risultati del sito nuovastagione.eu sono presenti nel motore di ricerca Google?
Vai sulla Home di Google = http://www.google.it
Inserisci nella barra della ricerca di Google site:nuovastagione.eu
Fai Cerca e avrai alla data odierna (8 Aprile 2011) Circa 3.160 risultati
Se metti un segno meno davanti all’opzione site ottieni la risposta alla seconda domanda:
Escluso il sito, quanti risultati sono presenti nel motore di ricerca di Google che parlano di nuovastagione.eu?
Vai sulla Home di Google = http://www.google.it
Inserisci nel motore di ricerca “nuovastagione.eu” -site:nuovastagione.eu
Fai Cerca e avrai in pari data circa 4.460 risultati
Puoi anche ordinare i risultati per pertinenza o per data lavorando sul menu più strumenti di sinistra utilizzando la funzione intervallo di date, ultimo anno, ultimo mese, ultima settimana, ultime 24 ore.
Google ha però una limitazione, se li ordini con più strumentinon te li fa vedere tutti, però è utile per trovare le ultime informazioni.
Vediamo come trovare risposta ad un’altra domanda:
Intendo sapere le ultime informazioni sulle diossine di Parona ?
Nel motore inserisco le parole chiave diossin (senza vocale finale così la ricerca è valida per entrambe: diossina e diossine) con l’aggiunta di Parona
Con cerca si fa partire la ricerca
Quando vengono visualizzati i risultati attivo la voce di sinistra più strumenti
E’ indifferente scegliere ultimo anno o ultimo mese (ininfluente per i risultati più recenti), una volta scelta l’opzione avvia la ricerca per avere i risultati
Una volta visualizzati i risultati, scegli l’opzione ordina per data e attendi l’ordinamento
Nei risultati vedi un sito xxxxxx.xx (inventato per fare un esempio) che riporta un eccessivo numero di suggerimenti non attinenti
Aggiungo nella barra di ricerca a diossin parona -site:xxxxxx.xx (dominio inventato da escludere) e avvio di nuovo la ricerca
NB) Devi esclude il sito xxxxxx.xx, quando nei risultati trovi un notevole numero di suggerimenti non attinenti con le diossine di Parona. Magari contengono le parole della ricerca, ma non sono associate (Esempio: esiste Parona ma parlano di diossine di altri luoghi”), è possibile escluderlo con l’opzione -site (vedi sopra), se si desidera è possibile escludere altri siti accodandoli con lo stesso metodo alla barra di ricerca. Non lasciate spazi vuoti dopo il “-” e i “:”, altrimenti l’esclusione non funziona.
Nel caso di ricerca di cui sopra, dieci giorni addietro ho trovato l’ultimo articolo sulle diossine.
In data odierna ripeto la ricerca con il medesimo criterio (ordinamento per data).
Consulto i risultati fino all’ultimo articolo trovato precedentemente (ovvero 10 giorni fa) perché essendo ordinati, quelli precedenti li ho già consultati.
Pertanto se esiste un nuovo articolo, deve per forza trovarsi tra la data odierna e la data della precedente news trovata perché è ordinato per data.
Per concludere suggerisco di leggere gli Operatori Booleani:
Incredibile! Tagliano le rinnovabile e poi continuano a favorire la costruzione di nuovi inceneritori con il meccanismo diabolico dei CIP6 che noi paghiamo con le bollette.
Per questo laNuova Stagione condivide e invita tutti a sottoscrivere:
L’Appello per il fotovoltaico promosso da Energia Felice
anche 55 Parlamentari l’hanno firmato!!!
Le balle di Silvan
Ricetta perfetta per i bambini: “Per non avere problemi con le diossine di Parona, fategli mangiare la frittata senza rompere le uova”.
La diossina nelle uova, che novità sarebbe nei paesi degli Inceneritori?
A Parona sarebbe incredibile non trovarle le diossine
Anche a Brescia sarebbe incredibile non trovarle le diossine
Lo studio Cenci conferma una criticità già nel 2006 pari a a un livello di 4,6 pg/g poi è venuto il raddoppio dell’inceneritore di Parona, le diossine hanno continuato ad accumularsi e oggi non è difficile tirare delle conclusioni.
Non è detto che le diossine nelle uova ci siano per colpa dell’Inceneritore, quelle però trovate nei Muschi da Cenci sono secondo noi, prove inconfutabili.
“Carta canta” “…e villan dorme” … si addice perfettamente ai contadini/cittadini di Parona che fanno sonni tranquilli malgrado l’evidenza.
Indovina indovinello: “cosa hanno in comune, oltre alle diossine nelle uova, Brescia e Parona Lomellina ?”
La Nuova Stagione esprime il più profondo e forte disappunto per i modi e le forme con i quali il Sindaco di Parona, tutela la salute dei suoi cittadini
Le nuove regole del Marketing Telefonico
Il Registro Pubblico delle Opposizioni (Robinson List) è un nuovo servizio concepito per tutelare il cittadino”. Leggi cos’è e come funziona.
Chi ha sostenuto il Movimento contro l’ampliamento dell’Inceneritore di Corteolona nel difendere la salute e il territorio dai predatori, ha firmato la PETIZIONE
Per saperne di più vai alla pagina informativa alla sezione Comitati Corteolona
Speriamo che la Provincia esprima un parere contrario all’ampliamento, presto sapremo la data dell’ultimo consiglio provinciale che discuterà la mozione dei consiglieri del PRC.
sarebbe un’indecenza approvare un ampliamento per ricevere altri rifiuti extra provinciali ed inquinare ulteriormente con i Camion il nostro territorio.
E’ mai possibile che in questo paese non esiste un consigliere della maggioranza che abbia una propria identità, un proprio pensiero, una propria indipendenza, una coscienza. Fatti gravi come questi, possono danneggiare loro stessi o peggio la salute delle loro famiglie.
A Parona è così alta l’ipocrisia che si rischia di superare persino Gomorra !!!
Con ironia possiamo dire che esistono degli amministratori con doti tipiche dei Nosferatu: “Hanno poteri ipnotici che non appartengono all’essere umano, sono in grado di convincere che se bruciamo il rudo lo trasformiamo solo in vapore acqueo, respirare l’aria malsana ha un effetto curativo perché si campa fino a novant’anni, i topi e le mosce in quantità sono un fattore positivo, sintomo che viviamo in un paese a misura d’uomo”. Hanno il potere di convincere la gente che assurdità come queste sono la verità.
Una immagine del film Nosferatu con Klaus Kinski
Vanno incalzati informando e dimostrando che loro incantano la gente. Giorno dopo giorno, si deve sperare che crolli il loro castello di sabbia, che sta in piedi solo perché fanno credere sia fatto di cemento.
Abbiamo deciso di pubblicare una premessa alla sezione Inceneritore, questo per facilitare e sintetizzare gli argomenti. Tante persone e comitati si interessano alla documentazione pubblicata, la ritengono utile informazione per contrastare nuovi impianti che sorgono come funghi in ogni parte d’Italia. E’ stata integrata anche la parte inerente la discarica di Galliavola, cercano di utilizzarle una cava per i residui tossici dell’incenerimento.
Inceneritore di Parona Lomellina (20 Febbraio 2007)
Abbiamo deciso di pubblicare una premessa alla sezione Inceneritore, questo per facilitare e sintetizzare gli argomenti. Tante persone e comitati si interessano alla documentazione pubblicata, la ritengono utile informazione per contrastare nuovi impianti che sorgono come funghi in ogni parte d’Italia. E’ stata integrata anche la parte inerente la discarica di Galliavola, cercano di utilizzarle una cava per i residui tossici dell’incenerimento.