Archivi tag: Medici

Diossine

Giovedì 23 Febbraio 2012 alle ore 21:00 nella sala del Comune si è tenuta una serata pubblica di approfondimento “Ambiente e Inquinamento” promossa dal Comitato dei cittadini di Parona (vedi volantino PDF 54 KB). Uno studio condotto a partire dal 2010 dall’Istituto Mario Negri di Milano in collaborazione col CLIR (Consorzio Lomellino Incenerimento Rifiuti), ha evidenziato la presenza di diossina e PCB con valori superiori a quelli di riferimento.
 
Vedi i valori (PDF 212 KB)
 
La nota dolente è il modo come il Sindaco di Parona riesca ogni volta a strumentalizzare qualcuno, in questo caso il “Comitato per la salute e per l’ambiente di Parona”. Come concordato hanno invitato il Sindaco a partecipare, gli invitati probabilmente non conoscevano tutti i risvolti sulle analisi già effettuate (vedi le ordinanze nella sezione sull’Inquinamento anno 2011), per questo probabilmente hanno tenuto un comportamento rassicurante (leggi il comunicato stampa di futuro sostenibile – PDF 20 KB ). Basta vedere le differenze con gli altri paesi, sapere che in tutti i posti dove hanno insediato un inceneritore aumenteranno ancora, per preoccuparci … e non poco. Poi il fatto che il committente dello studio sia addirittura il C.L.I.R., fa pensare che per via di questo condizionamento, la valutazione non possa essere obbiettiva. Chi conosce il Sindaco sa benissimo che cerca qualcuno che rassicuri per dire che non dobbiamo preoccuparci. Noi continuiamo a sostenere che le minoranze hanno ragione: “Il Sindaco si dovrebbe dimettere“, invitarlo è stata una scelta inopportuna, basta leggere i giudizi che ha dato giorni prima della serata (queste critiche erano rivolte al Comitato). Altri comitati sono usciti in modo tempestivo con i loro comunicati stampa sulla serata, mi aspettavo una dura presa di posizione anche da Parona per quello che il Sindaco Colli e l’Assessore Sommi hanno dichiarato su Cronaca Vera (PDF 768), che è puntualmente arrivata:
 
– Leggi la risposta del  Comitato (versione stampabile PDF 105KB)

– Leggi la smentita del Sindaco al settimanale Cronaca Vera (versione Stampabie PDF 36 KB)

 Conoscendo il Sindaco dubitiamo che non abbia rilasciato queste dichiarazioni, basterebbe acquisire le cassette dei Consigli Comunali per trovarne a iosa di queste rassicuranti esposizioni. Chiedetevi come può un giornalista inventarsi tutto questo, l’articolo cita anche la certificazione ISO 14000 che non può che essere stata appuntata dall’autore dell’articolo. Il sindaco ci prova sempre, non si contano le volte che ha dichiarato che i giornalisti scrivono quello che vogliono, stavolta non ha trovato scritto quello che lui gradiva, pertanto Cronaca Vera sarà costretta a rettificare, per non prendersi una querela. Utilizziamo invece la vicenda per dire che allora non è vero che a Parona ci sono dei detrattori dell’Amministrazione e che non dobbiamo preoccuparci, perché il sindaco per giustificarsi sta dicendo il contrario di quanto probabilmente aveva dichiarato.

E’ stato un mese indimenticabile per Parona Lomellina, del nostro paese si è occupata anche la stampa nazionare e il TG3 Lombardia della Rai. Senza contare che la sitiuazione di allarme è stata denunciata anche dagli Anonymouse. Noi per quello che è capitato gli abbiamo dedicato una Home Page dal titolo emblematico: Parona Maglia Nera

 

 
Nel mese di Maggio dell’anno 2010 si è tenuto presso la sala del consiglio comunale di Parona, la conferenza sulle Diossine: “conoscerle per evitarle”, è intervenuto come relatore il Dott. Giorgio Fedrizzi, responsabile del Laboratorio Chimico degli Alimenti dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lombardia ed Emilia Romagna (I.Z.S.L.E.R.). La serata è stata organizzata dal Comitato dei cittadini di Parona per la salute e l’Ambiente. Diversi cittadini hanno partecipato e sono intervenuti nel dibattito.
Il comitato tramite un gruppo di lavoro ha organizzato la serata e ha pubblicato un Dossier esaustivo sulle diossine.
 
Questo è l’elenco con i link ai vari argomenti
 
Riportiamo solo i titoli perché il sito del Comitato dei cittadini di Parona per la salute e l’Ambiente al 20/08/2024 non è raggiungibile.
 
 
Dossier

Diossine

Che cosa sono

Indice

Che cosa sono le Diossine

Esposizione

La catena alimentare

Bioaccumulo

TEF e TEQ

Effetti sulla salute umana

Effetti sugli organismi

Come si formano

Indice

Come si formano le Diossine

Incidenza delle fonti

Processi chimici

Processi di combustione

Come si diffondono

Indice

Come si diffondono le Diossine

Aria

Suolo

Acqua

Vegetali

Valori di fondo

I PCB

Indice

I PCB

Come si formano

Valori di fondo

Incidenti

Indice

Contaminazioni e incidenti da Diossine

Nitro, Virginia USA (1949)

Midland, USA (Anni ‘60)

VIETNAM (1963-1975)

Bolsover, INGHILTERRA (1968)

Times Beach USA (1971)

Seveso, ITALIA (1976)

FRANCIA (1998)

BELGIO (1999)

Studio Cenci

Indice

Lo Studio Cenci

Il progetto

Risultati Diossine

Appendice C

Glossario

Documentazione

Al comitato avevo anticipato alcune domande per il professore contenute nel Comunicato Stampa che non è stato pubblicato da nessun giornale locale. Sappiamo che i valori rilevati nei muschi a Parona prima del raddoppio dell’inceneritore erano:

nel 2002 : WHO-TEQ values for PCDD/Fs pg/g = 1,8

nel 2005 : WHO-TEQ values for PCDD/Fs pg/g = 2,3

nel 2006 : WHO-TEQ values for PCDD/Fs pg/g = 4,6

pertanto dalle risposte ottenute dal Professore, diciamo che lo stato deli terreni non è per niente rassicurante, eventuali esami fatti sui cittadini che si alimentano con prodotti locali, potrebbero dare risultati peggiori di quelli forniti dallo studio di R.M. Cenci sui muschi. Inoltre dobbiamo prendere atto che i fanghi della depurazione in agricoltura favoriscono la diffusione delle diossine nella catena alimentare, pertanto a Parona dovrebbero essere banditi.

Visto che le diossine si bioaccumulano nel tempo, visto che dal 2002 al 2006 sono più che raddoppiate, visto che dopo il raddoppio dell’inceneritore non hanno più pubblicato niente, ci chiediamo se oggi sono ancora rispettati i limiti di legge per i valori nei terreni agricoli. Una proiezione dei dati sul raddoppio dell’inceneritore dovrebbe considerarsi allarmante, pertanto è probabile che non faranno altri studi simili. Sempre più inceneritori moderni (di nuova tecnologia come il nostro), finiscono sul banco degli imputati per le nanopolveri o per inquinamento da diossine trovate nelle carni di pollo o nel latte materno. Questi sono i dati rilevati vicino all’inceneritore di Parona, il gemello dell’inceneritore di Robbins, chiuso a Chicago per inquinamento e razzismo ambientale. Come già detto sopra, documentazione e ulteriri dettagli li trovate sul sito del comitato.

Poi ci sono le solite rassicurazioni del sindaco di Parona Colli: “il termo non è in mano ai privati ma è delle banche pertanto fate sonni tranquilli” – Se chi rappresenta i cittadini ragiona in questi termini, può arrecare più danni delle diossine.

Documenti suggeriti:

APAT – Diossine Furani e PCB – Febbraio 2006 (PDF 370 Kb)

Diossine Ambiente e Salute di Federico Valerio – Dicembre 2008 (PDF 191 Kb)

ASL Salerno – Le diossine? …per saperne di più (PDF 87 Kb)

Diossine Latte a Brescia – Volantino Comitati – 31-12-2007 (PDF 607 Kb)

Diossine Latte a Brescia – Prof. Marino Ruzzenenti – 20-09-2008 (PDF 588 kb)

Diossine Latte Montale – Prof.sa Patrizia Gentilini 13-02-2010 (PDF 589 Kb)

Diossine e inquinamento a Taranto – TarantOggi 11-05-2010 (PDF 130 Kb)

Incenerimento e Salute umana – Studio Greenpace e WWF 2003 (PDF 870 Kb)

Rischi Salute Medici della Valsugana – Relazione – 2010 (PDF 990 Kb) 

Diossine

Comunicati Stampa Rete Comitati Pavesi

Comunicato Stampa della Rete dei Comitati Pavesi – 23 Aprile 2011 (PDF 295 KB)

 


Comunicato Stampa Coordinamento Comitati – 7 febbraio 2010

 

L’Associazione Futuro sostenibile in Lomellina, Vigevano sostenibile e il Comitato dei Cittadini di Parona per la Salute e l’Ambiente incontrano il sindaco di Mortara Robecchi e la sua giunta Mercoledì 16 febbraio alle ore 21 a Mortara a Palazzo Cambieri per uno scambio di idee e di proposte per uno sviluppo della città di Mortara che rispetti la salute e la qualità della vita dei suoi abitanti.

Durante l’incontro sottoporremo all’ attenzione degli amministratori comunali un’analisi delle criticità ambientali del nostro territorio e consegneremo la lettera firmata dai 200 medici lomellini.

Le tre associazioni con questo incontro intendono iniziare una collaborazione che permetta di individuare insieme all’amministrazione un percorso di ripristino e di tutela ambientale e al tempo stesso di sviluppo economico sostenibile che sfoci in un progetto condiviso da approfondire in una consulta per l’ambiente sulla base dei principi fondamentali della politica ambientale quali i principi di precauzione, di prevenzione e di correzione alla fonte.

Comitati

Lettera aperta Medici di Parma

ISDE

*(Associazione Internazionale dei Medici per l’Ambiente)

Parma, 1 Settembre 2010

I MEDICI CHIAMANO PARMA

Lettera aperta alla città

Al Sindaco di Parma Pietro Vignali,

a tutti gli Amministratori di Parma e Provincia,

al Direttore Clinica Pediatrica Prof. Sergio Bernasconi,

al Direttore Pediatria e Oncoematologia Dr. Giancarlo Izzi,

alla Responsabile Registro Tumori Dr.ssa Maria Michiara,

ai colleghi Medici,

ai colleghi Farmacisti,

a tutti gli Operatori Sanitari,

a tutti gli Ordini Professionali della Provincia Parma,

al Magnifico Rettore Università di Parma Gino Ferretti,

al Vescovo Don Enrico Solmi,

all’Ufficio Salvaguardia del Creato,

all’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti,

all’Unione Parmense Industriali,

al Presidente Camera di Commercio Andrea Zanlari

al direttore Arpa Giuseppe Dallara

a tutti i cittadini di Parma,

Ancora una volta i cittadini di Parma hanno interpellato i medici sul progetto di un inceneritore per rifiuti nel vostro territorio e ancora una volta i medici ISDE*, impegnati nella tutela dell’ambiente e della salute, rispondono all’appello, non potendo sottrarsi all’impegno di dare la propria testimonianza a Voi, come a tante altre comunità in Italia che si trovano ad affrontare il vostro stesso problema.
Vogliamo iniziare raccontando una storia vera: c’era una volta, negli anni 50’, un paese nel Borneo colpito dalla malaria. L’Organizzazione Mondiale della Sanità trovò una soluzione al problema: il DDT, un potenteinsetticida. I primi risultati furono positivi: le zanzare morirono, la malaria passò. Ma presto apparvero i primi effetti collaterali: i tetti in paglia delle case iniziarono a rovinarsi e crollare poiché il DDT aveva sterminato anche un tipo di vespa che si nutriva delle larve di un bruco che distruggeva i tetti di paglia. La soluzione allora fu quella di utilizzare lamiera per coprire i tetti al posto della paglia, ma si rivelò pessima, perché la lamiera diventava rovente con il caldo e rumorosa sotto le piogge tropicali. Inoltre la morte degli insetti, causata dal DDT, portò alla scomparsa delle lucertole che se ne cibavano e dei gatti che si cibavano di lucertole. Senza gatti i topi aumentarono a dismisura e alla fine l’Organizzazione Mondiale della Sanità dovette far arrivare nell’isola altri gatti per porre rimedio alla situazione. Questa storiella, narrata da Amory Lovins (fondatore di un famoso istituto di ricerca americano), ci dice che se non si capiscono le connessioni fra le cose, le soluzioni possono rivelarsi peggiori del problema che si voleva risolvere: alcuni decenni fa si è pensato di risolvere il problema dei rifiuti bruciandoli, ma la cura si è rivelata assai peggiore del male! Del resto, per capirlo, basterebbe pensare a cosa c’è scritto in un pacchetto di sigarette e ricordare che ogni processo di combustione comporta la formazione di centinaia di sostanze tossiche diverse, molte delle quali persistenti e cancerogene, che si accumulano in aria, acqua, terreno e catene alimentari a partire da rifiuti inerti e praticamente innocui.
Cari Cittadini, ragionate insieme a noi: se le malattie infettive, cause di gravissime epidemie per secoli e millenni, sembrano oggi in gran parte – almeno nel mondo occidentale – debellate grazie alle migliori condizioni igieniche in cui viviamo, la sfida che oggi dobbiamo affrontare è quella di combattere, o piuttosto di prevenire l’insorgenza di tante malattie croniche: tumori, malattie endocrino-metaboliche come obesità e diabete, allergiche e autoimmuni come asma e artriti, neurodegenerative come l’Alzheimer, disturbi della fertilità e problemi riproduttivi, che sono in continuo aumento. Rispetto a questo carico enorme di sofferenze che colpisce noi e le nostre famiglie emerge con crescente evidenza la grande responsabilità che riveste l’esposizione – specie nelle prime fasi della vita – ad agenti inquinanti, presenti ormai stabilmente nel cibo, nell’acqua, nell’aria e nel nostro stesso organismo. Molte di queste sostanze (diossine e metalli pesanti) sono persistenti, entrano nella catena alimentare inquinando i foraggi e, assunti dagli animali, finiscono nei nostri alimenti: carni e latticini! In particolare, per quanto attiene agli inceneritori, è importante ricordare che tantissimi studi nazionali e internazionali hanno dimostrato come decine di sostanze cancerogene escano da queste macchine causando gravi danni alle popolazioni esposte alle loro emissioni: tumori, malattie cardiorespiratorie ed endocrino-metaboliche e persino malformazioni infantili.
L’ultimo recentissimo studio, pubblicato sulla rivista Occup. Environ. Med. (67:493- 499; 2010) concerne un’indagine condotta da ricercatori dell’Università di Lione su una vasta area in cui sono attivi 21 inceneritori. In questo studio, che ha riguardato 304 neonati con gravi difetti all’apparto genitale, si sono evidenziati rischi statisticamente significativi, fino a quasi sei volte l’atteso in relazione all’esposizione – calcolata su un modello di ricaduta entro 10 km da ogni impianto – alle diossine emesse dagli inceneritori. Nel Commento relativo a tale studio, il Prof David Kriebel del Dipartimento Salute ed Ambiente del Massachussets letteralmente ha affermato: “Lo studio Cordier suscita serie preoccupazioni in relazione ai rischi per la salute dovuti alle emissioni di impianti urbani di incenerimento dei rifiuti. Questo dato,combinato con l’evidenza di altri effetti negativi di questa tecnologia, dovrebbe essere di per sé determinante nella scelta della gestione dei rifiuti. Infatti, oltre ad essere molto pericolosi per la salute, tali impianti:
  1. provocano la produzione di ceneri pesanti e scorie tossiche comunque da smaltire;
  2. contribuiscono al riscaldamento globale;
  3. impediscono la riduzione dei rifiuti e il riciclaggio, poiché una volta che questi impianti costosissimi sono stati costruiti, i gestori vogliono avere garantita una sorgente continua di rifiuti per alimentarli”.
Il concetto per cui spargendo nell’ambiente sostanze cancerogene e mutagene si determini un aumento del numero di tumori e di altre malattie non dovrebbe essere così difficile da comprendere! Ciò diventa del tutto inaccettabile nel caso della combustione dei rifiuti, perché di questi veleni possiamo fare assolutamente a meno, attuando una gestione virtuosa dei rifiuti che comporti la loro riduzione ed il loro riciclaggio.
La domanda allora diventa: perché ci si ostina a bruciarli?
La Federazione Italiana degli Ordini dei Medici individuò, già in un documento del febbraio 2008, nell’incentivazione abnorme data, soltanto nel nostro paese, all’incenerimento anziché alle azioni di riduzione, riciclo e recupero dei materiali il vero motivo di questa pratica distruttiva, antieconomica e pericolosa che non riguarda solo i rifiuti ma anche le cosiddette “biomasse”, vegetali ed animali. In virtù di assurdi incentivi, infatti, oggi gli allevatori guadagnano di più dal bruciare la pollina delle galline che non dalla vendita degli animali o delle uova: vi sembra, cari cittadini di Parma, che una politica che premia gli escrementi più delle uova e degli stessi animali possa avere un fondamento di razionalità?
La soluzione della gestione dei rifiuti è semplice e sempre più praticata in tutto il mondo: si chiama riduzione dei rifiuti e raccolta differenziata “porta a porta” finalizzata al riciclo e al recupero della materia e non alla sua distruzione! Quest’anno ben 200 Comuni in più rispetto al passato sono stati premiati da Legambiente ed in complesso sono 1488 i comuni che attivando i servizi di raccolta differenziata hanno evitato l’emissione in atmosfera di 2,3 milioni di tonnellate di CO2 e di sostanze tossiche e cancerogene. Sette milioni di tonnellate di rifiuti sono state sottratte alle discariche, con riduzione delle tariffe, nuovi posti di lavoro, risparmio di materiali vergini e, soprattutto, tanta salute per l’ambiente e per le persone.
Qualcuno vi dirà che recentemente sono stati costruiti impianti moderni, di taglia sempre più grande, che utilizzano particolari filtri che sono in grado di ridurre il Particolato Totale Sospeso (PTS). La realtà è molto diversa: i nuovi inceneritori, essendo in genere molto più grandi e potenti, producono infatti molto più particolato, e se anche è vero che la frazione più grossolana (che determina danni minori alla salute) viene trattenuta dai suddetti sistemi di filtraggio, è stato dimostrato che le frazioni fini ed ultrafini – che sono enormemente più dannose per la salute umana – vengono disseminate nell’ambiente per decine di chilometri! Sappiate inoltre, che restano invariate le normative di monitoraggio e che i microinquinanti (metalli pesanti, PCDD/PCDF ed IPA) vengono misurati, per legge, solo 3-4 volte all’anno, per cui su 8000 ore di funzionamento annuo, i campionamenti riguardano solo 24 ore! Sempre per legge, infine, i controlli sono prescritti al di fuori delle fasi di accensione e di spegnimento e delle fasi critiche di funzionamento, quando le combustioni portano alla formazione di diossine in quantità decine di volte superiore rispetto al funzionamento normale.
Ma abbiamo iniziato con una storia e vogliamo terminare con un altro aneddoto, anche questo assolutamente vero. Nel 1854 a Londra, imperversava il colera e molto prima che venisse scoperto il “vibrione”, un attento e solerte medico inglese di Sanità Pubblica, il Dr John Snow, sospettando che l’infezione si diffondesse attraverso l’acqua di una fontana, cui tutti attingevano, ne impose la chiusura. La sua ipotesi fu irrisa dal Royal College of Physicians che, al contrario, riteneva che il morbo si spandesse per via aerea ed il Dott Snow rischiò quasi il linciaggio, poiché la popolazione, già esasperata dalla gravissima epidemia che causava decine di morti ogni giorno, mal sopportava l’imposizione di andarsi a procurare l’acqua a chilometri di distanza. Ma con la chiusura della fontana in pochi mesi la città di Londra fu risanata, grazie al “buon senso” di un medico attento e coraggioso.
Cari cittadini di Parma, la Storia ha tante Lezioni da insegnare: dobbiamo cominciare a chiudere le “fontane dei veleni” se non vogliamo compromettere in modo irreversibile il futuro dei nostri figli e nipoti, e dobbiamo impedire che sempre nuove “sorgenti di veleni” – facilmente evitabili – vengano aperte, come avverrebbe con la costruzione di un inceneritore nella Vostra città, che vive, fra l’altro, di una fiorente attività agroalimentare.
Cittadini di Parma, di fronte a chi sostiene a spada tratta l’incenerimento dei rifiuti, chiedetevi se, per caso, non abbia qualche conflitto di interesse.
I medici firmatari di questa lettera rispondono solo alla loro coscienza e per questo sono qui a testimoniare quali siano i rischi di una dissennata decisione sulla gestione dei rifiuti nella Vostra città.
Sottoscrivono l’appello “I Medici chiamano Parma”
Abbate Giuseppina Psichiatra – ISDE PALERMO
Ascierto Paolo Antonio Oncologo-Immunologo – NAPOLI
Bai Edoardo Medico del Lavoro – MILANO
Baldi Germano, Medico di Famiglia – CAVA DE’ TIRRENI (SA)
Belpomme Dominique, oncologo, presidente ARTAC, ISDE France, Paris
Bolognini Michelangiolo Medico Igienista – PISTOIA
Burgio Ernesto Pediatra – Comitato Scientifico ISDE ITALIA
Cappelletti Roberto, Chirurgo generale, ISDE Borgo Valsugana (TN)
Castagneto Bruno, Oncologo NOVI LIGURE (AL).
Cavasin Francesco Reumatologo, ISDE TREVISO
Caviglione Marco Medico di Medicina Generale ISDE SAVONA
Ciannella Gerardo Pneumologo Medicina Preventiva e del Lavoro NAPOLI
Cigala Fulgosi Francesca psichiatra FERRARA
Comella Giuseppe Oncologo ISDE NAPOLI
Degli Esposti Davide Service de Biochimie et Biologie Moléculaire – VILLEJUIF France
Di Carlo Maria Elena Pediatra – BORGO VALSUGANA (TN)
Esposito Gennaro Psichiatra Nola, Acerra, Marigliano -NAPOLI
Faggioli Antonio, Specialista Igiene e Sanità Pubblica – ISDE BOLOGNA
Franceschi Paolo ISDE Pneumologo – ISDE SAVONA
Frusi Mario Gastroenterologo – ISDE CUNEO
Galassi Andrea Medico di Medicina Generale – FORLI’
Garetti Gianluca Medico di Medicina Generale – ISDE FIRENZE
Gennaro Valerio Epidemiologo Istituto Tumori- GENOVA
Gentilini Patrizia, Oncologo-Ematologo – ISDE FORLÌ
Ghirga Giovanni Pediatra – CIVITAVECCHIA
Grandori Luisella, Pediatra – MODENA
Guida Michele, Oncologo – BARI
Invernizzi Giovanni Pneumologo ed Allergologo – ISDE SONDRIO
Laghi Ferdinando Medicina Interna ISDE CASTROVILLARI (CS)
Malventano Monica Pediatra FERRARA
Mandalà Mario Oncologo – BERGAMO
Marfella Antonio Tossicologo Oncologo – ISDE NAPOLI
Masera Giuseppe Oncoematologo Pediatra – MILANO
Mazzi Gustavo, Medico Trasfusionista AOSMA – PORDENONE
Medri Laura, Anatomia Patologica – FORLI’
Migaleddu Vincenzo Medico Radiologo – ISDE SASSARI
Miserotti Giuseppe, Medico di Famiglia Presidente Ordine Medici Chir. Odont. – PIACENZA
Morigi Massimo, Geografia delle Malattie – ISDE ROMA
Muggiano Antonio, Oncologo – CAGLIARI
Neyroz Paolo Biochimica Univ. – BOLOGNA
Palazzi Giovanni Pediatra MODENA
Palmieri Giuseppe, Biomolecular Chemistry (CNR) SASSARI
Panizza Celestino Medico del Lavoro ISDE BRESCIA
Pedretti Gian Piero – Ostetrico Ginecologo – ISDE FORLÌ
Pisacane Alfredo Clinica Pediatrica NAPOLI
Portaluri Maurizio, Radioterapia BRINDISI
Ridolfi Ruggero, Oncologo-Endocrinologo ISDE FORLÌ
Rivoltini Licia, Immunologa, Istituto Tumori MILANO
Rigo Marco Medico di Medicina Generale ISDE BORGO VALSUGANA
Rominzi Roberto, Presidente ISDE Italia AREZZO
Rosetti Danila Medico di Medicina Generale ISDE FORLI’
Rovinazzi Alberto Maria Ginecologo FORLI’
Sibilia Lucio Psichiatra Università ROMA
Tamino Gianni Biologo, Comitato Scientifico ISDE ITALIA
Terzano Bartolomeo Specialista in Malattie Infettive ISDE CAMPOBASSO
Timoncini Giuseppe Pediatra, Allergologo ISDE FORLI’
Tullio Francesco Psichiatra ISDE PERUGIA
Ugazio Giancarlo Patologo TORINO
Valerio Federico Chimica Ambientale GENOVA
Vantaggi Giovanni, Medico di Medicina Generale referente ISDE per l’Umbria TERNI
Vigotti Mariangela Ricercatrice Università PISA
Zoli Alessandra Fisiatra FORLI’
Farmacia SS. Annunziata, Farmacia S. Francesco, Farmacia Ranieri, Farmacia Brandonisio Parma

vedi: la lettera aperta originale alla citta da parte dell’ISDE – 1 Settembre 2010 (PDF – 152 KB)

 

Associazioni