Archivi tag: raccolta differenziata

Analisi bilanci società raccolta rifiuti

Analisi sui bilanci di due società di Servizi di Igiene Urbana (17 Ottobre 2008)

  • ASM di Vigevano coinvolta nel processo di incenerimento dei rifiuti
  • ASSA di Novara che effettua il porta a porta finalizzato al recupero, al riciclo e al riutilizzo dei rifiuti

L’analisi dei due bilanci evidenzia senza ombra di dubbio che anche economicamente l’incenerimento dei rifiuti è un processo da avversare. Basta osservare i dati delle due società per rendersi conto che nel 2006 i cittadini di Vigevano per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti hanno un Pro Capite di spesa equivalente a 183,96 € rispetto a Novara che ne spende solo 133,41 € facendo il porta a porta. L’analisi occupazionale dello stesso anno ci dice che a Vigevano risultano occupati in ASM 64 dipendenti (uno ogni 933 su 59.714 abitanti) e in ASSA a Novara 192 (uno ogni 529 su 101.536 abitanti). L’analisi dei costi di smaltimento dice che ASM Vigevano spende 2.791.795 € su 349.953 quintali di RSU prodotta mentre ASSA di Novara ne spende 2.712.000 € su 486.440 quintali. I costi della raccolta dicono che ASM Vigevano spende 8.193.224,60 €, mentre ASSA Novara ne spende 10.833.650,31 €. I dati della raccolta differenziata attestano Vigevano al 23,48%, notevolmente sotto ai limiti imposti dall’art 205 del D.lgs. 152/2006 che impone che si raggiunga una quota di differenziata pari al 45% entro il 31 dicembre 2008, mentre Novara è al 68,48%, che è ben oltre alla soglia prevista per il 2012.

Da questa analisi si può dedurre:

Non è vero che il porta a porta costa di più e non è praticabile nelle città ma solo in piccoli paesi.  Da questi dati si può dedurre che il porta a porta costa meno perché si riducono i rifiuti da conferire in discarica o agli inceneritori, questo a vantaggio di più posti di lavoro in quanto il processo impegna più risorse umane. Un altro vantaggio della raccolta differenziata è il ricavo che aumenta per via delle materie pregiate che vengono rivendute (carta, cartone, plastica, legno, vetro, metalli) che per Novara equivale ad un’entrata di 1.159.258 € per il 2006. Dall’analisi dei dati nel tempo, si nota anche che a Novara diminuisce la quantità di rifiuto prodotto per abitante, i dati del 2006 danno 1,31 KG al giorno per Novara e 1,61 KG per Vigevano. Per concludere, dopo aver letto i dati del confronto con la virtuosa Novara, Vi invito a ridere leggendo l’analisi conclusiva del Rapporto rifiuti della provincia di Pavia del 2006 che cerca di giustificare i fallimentari risultati della raccolta differenziata.

 Nel 2008 la regione Piemonte ha sanzionato i comuni che non hanno rispettato i limiti di RD.

Nell’elenco non sono presenti comuni della provincia di Novara.
 
Come potrà aumentare la RD della nostra Provincia se i Comuni del C.L.I.R. (Consorzio Lomellino Incenerimento Rifiuti) hanno una convenzione con l’inceneritore che stabilisce delle penali se si conferisce meno di quanto pattuito?
La Regione Lombardia cosa sta facendo ?

 Documenti e link:

 Sintesi Bilancio 2006 2007 ASM Vigevano 17 Ottobre 2008 (PDF 129 KB)

 Sintesi Bilancio 2006 ASSA Novara 17 Ottobre 2008 (PDF 7 KB) Completo (PDF 7,03 MB)

 Confronto Novara con Vigevano 17 Ottobre 2008 (PDF  8 KB)

Dati Raccolta Differenziata ASSA di Novara anno 2007 (PDF 830 KB)

Comunicato Stampa Comune di Novara 23 Febbraio 2007 (PDF 18 KB)

 Analisi Assessore di Forlì sulla raccolta rifiuti di Novara 30 Agosto 2008 (PDF 20 KB)

 

Raccolta Differenziata

WWF – Raccolta differenziata Vigevano

COMUNICATO STAMPA DEL WWF SULLA RACCOLTA DIFFERENZIATA A VIGEVANO

Abbiamo appreso dai giornali locali del fallimento della raccolta differenziata porta a porta fatta a Vigevano, nella zona del centro e che si vuole ritornare alla raccolta della spazzatura con i cassonetti. Negli articoli il presidente di Asm-Isa, Rosario Mandoliti, e l’amministrazione comunale di Vigevano davano la colpa di questo allo scarso senso civico dei cittadini. Come associazione WWF Lomellina siamo convinti che non ci sia niente di vero in questa assurda accusa.
Prendendo ad esempio la città di Novara, molto più grande di Vigevano con una popolazione che supera i centomila abitanti, l’amministrazione ha puntato molto, con investimenti adeguati , a un traguardo notevole, con punte che superano il settanta per cento. L’iniziativa è partita coinvolgendo in prima persona i cittadini, che sono i principali artefici del risultato, insieme ad una amministrazione capace e lungimirante, che ha voluto arrivare al successo.
Sono state coinvolte le scuole dalle classi dell’asilo, fino arrivare alle classi delle superiori e coinvolgendo anche l’università. La popolazione adulta è stata informata capillarmente con serate e dibattiti in diverse fasce orarie dedicate al tema, con distribuzione capillare di materiale informativo. Sono state coinvolte tutte le associazioni, che hanno agito informando i loro soci e fornendo collaborazione per risolvere eventuali problemi.
Il calcio d’inizio, usando un termine sportivo è stato dato da piccole zone sparse per la città, per vedere come reagiva la popolazione e a quali risultati portava. Venivano corretti gli eventuali errori nel conferimento dei rifiuti negli appositi contenitori per la raccolta differenziata. Dove la popolazione residente era di nazionalità diversa, venivano stampate le informazioni per attuare la raccolta differenziata in più lingue, fino a otto, coinvolgendo anche le loro comunità. Quando la raccolta differenziata arrivava a risultati soddisfacenti si ampliavano le zone. L’ultima zona è stata quella del centro, per la sua complessità fatta di vicoli e molti negozi, studi professionali, uffici istituzionali e una bassa concentrazione di residenti.
Si è passati da una raccolta differenziata che non raggiungeva il ventinove per cento nel duemilatre, a oltre il settanta per cento a fine duemilaotto. In pochi anni la città di Novara è arrivata in testa alle classifiche nazionali con grande orgoglio degli amministratori, ma soprattutto di quello dei cittadini, veri artefici e orgogliosi del traguardo. Non dimentichiamo, inoltre che la tassa su i rifiuti in questi anni non è aumentata.
L’esatto contrario di quello fatto a Vigevano, non sarà che il fallimento dell’iniziativa è dovuta a fatto che comune di Vigevano tramite l’ASM è socia dell’inceneritore di Parona e su questo guadagna con i famigerati CIP6 elargiti alle fonti “assimilabili” alle energie rinnovabili? Ricordiamo peraltro che a causa di questa devianza giuridica l’Italia paga una penale alla Ue e la Provincia di Pavia che non rispetta i minimi di legge regionale sulla raccolta differenziata dovrebbe pagare un’ulteriore penale.

WWF Lomellina Fabrizio Varese

6 Giugno 2009

WWF

WWF Lomellina

Documenti Novara

In tutto il mondo, ormai da diversi anni, grandi città, come Seattle, San Francisco e Camberra, hanno fatto la drastica scelta di azzerare la produzione dei loro “rifiuti” entro il 2020. Questo significa, letteralmente, che tra quindici anni in questi paesi non ci saranno più rifiuti da smaltire, anche grazie ad una nuova progettazione dei prodotti, già avviata, che ne allungherà la vita e che faciliterà il loro riuso e il loro riciclo. Ma questa scelta significa anche che, da subito, è stata azzerata la categoria mentale che classifica come “rifiuto” qualunque oggetto che non serve più.

Nel frattempo, le città che hanno fatto la scelta innovativa del “Rifiuto Zero” (Zero Waste) hanno rinunciato a costruire inceneritori, in quanto avrebbero bloccato l’innovazione, e hanno organizzato forme di raccolta “porta a porta” dei materiali post consumo, separati dagli stessi cittadini secondo diverse tipologie, finalizzate al riciclaggio del materiale raccolto.

Novara rispetto alla provincia di Pavia sta percorrendo questa strada e i risultati sono ben visibili:

Obiettivo Rifiuti Zero a Novara – ing Fabio Tomei 6 giugno 2009 (PDF 12 KB)

Dati Raccolta differenziata tramite il Porta a Porta Anno 2007 ( PDF 1,3 MB)

Progetto territoriale Raccolta differenziata Porta a Porta Anno 2006 (PDF 7,2MB)

Raccolta Differenziata Porta a Porta Anno 2006 ( PDF 250 KB)

Osservazioni e proposte al documento di indirizzo relativo alla revisione del programma provinciale dei rifiuti (PDF 35 KB – Novara 29 Agosto 20006) – Nel documento dell’ ing.Fabio Tomei (COORDINAMENTO PROVINCIALE PER L’AMBIENTE) è specificata la composizione del rifiuto.

Sintesi del progetto di Raccolta con dati occupazionali Anno 2005 (PDF 490 KB)

 

 

 

Novara

Questionario di Parona Viva

La lista civica “Parona Viva” ha distribuito un questionario ai cittadini. Abbiamo  letto alcuni quesiti e intendiamo dire la nostra.

Ci meravigliamo che alcuni candidati, che erano insieme a Colli nei consigli comunali nelle passate legislature, non li abbiano ritenuti inutili o senza senso.

Ci riferiamo in primis alla questione posta ai cittadini:

  • Sei favorevole ad incentivare ulteriormente la raccolta differenziata dei rifiuti ?

Non è una domanda da fare ai cittadini nel modo in cui è posta. Un assessore e un consigliere che aderiscono a Parona Viva, nel 1997 sostenevano spudoratamente l’ex Sindaco Silvano Colli che firmava le Convenzioni con Clir-Provincia Regione e Lomellina Energia. Hanno condiviso come garanzia all’inceneritore un quantitativo di 90.000 t/a di conferimento, che equivale all’ammontare dei rifiuti di tutto il bacino del CLIR. Se all’inceneritore conferiamo di meno paghiamo delle penali. Altri paesi che avevano le piazzole ecologiche, hanno chiesto sconti per via del fatto che conferivano meno rifiuti al CLIR, ma non li hanno ottenuti perché le regole del consorzio prevedono il pagamento in base al bacino di utenza e non in base al quantitativo conferito, per questi motivi in tanti hanno deciso di non ricorrere più a queste isole ecologiche, i ricavi erano inferiori ai guadagni del recupero. Pieve del Cairo effettua la raccolta differenziata con costi altamente ridotti perché è uscita dal CLIR, questo per dire quanto costa incenerire i rifiuti. Forse questi ex consiglieri non sanno nemmeno che il CLIR non è predisposto per questo tipo di raccolta, proprio perché se i rifiuti si recuperano non si possono incenerire. La raccolta differenziata è un tema che conosciamo molto bene, è possibile effettuarla in presenza di inceneritori solo dove la mole è notevolmente superiore ai quantitativi destinati a questi impianti (l’incenerimento influisce comunque negativamente sulle percentuali del quantitativo recuperato). Da noi non è conveniente e nemmeno possibile se non si modificano le convenzioni vigenti, a meno che non usciamo dal CLIR come ha fatto Pieve del Cairo, ma a noi non conviene, visto che non paghiamo il conferimento. Se “Parona Viva” è improvvisamente diventata così sensibile al tema Raccolta Differenziata  dovrebbe porre la domanda nel seguente modo:

  • Chi incentiva la raccolta differenziata senza inceneritori spende meno, noi purtroppo non abbiamo questa realtà, siete favorevoli a spendere più soldi per fare altrettanto ?

Un altro quesito del questionario chiede:

Sei favorevole ad un ulteriore sviluppo industriale?

Una domanda del genere non dovrebbe nemmeno essere posta ai cittadini, in quanto la situazione dell’aria è talmente compromessa da non consentire ulteriori insediamenti. Il consumo di suolo sottratto alle aree agricole per favorire l’espansione urbanistica civile e industriale è passata secondo i dati ISTAT dal 9,6% del 1991 al 17,7 del 2000-2002. il principale motivo dell’ampliamento della superficie è dovuto alla politica comunale che, in questi ultimi anni, ha favorito il sorgere di strutture industriali, di grossi insediamenti commerciali e di un inceneritore (avvenuto col silenzio assenso di quasi tutti gli aderenti di parona viva). Il nostro paese con soli 2000 abitanti ha una superficie urbanizzata superiore a quella di Mortara (10%) che ne ha 15.000 e poiché dal 2002 ad oggi è continuata la cementificazione, non si esclude di  superare anche Vigevano (20,7) che ha più di 40.000 abitanti. I piani regolatori pongono dei limiti all’espansione urbanistica, pertanto se i cittadini fossero così incoscienti da dire che sono favorevoli ad un ulteriore sviluppo industriale, non sarebbe comunque possibile. Se pensano a nuovi posti di lavoro, ne abbiamo già abbastanza: i dati occupazionali e della struttura economica tramite l’ “8° censimento generale dell’Industria e dei servizi effettuato dall’ISTAT nel 2001” dicono che su una popolazione censita di 1698 abitanti risultavano occupati 1271 addetti in 165 Imprese nell’anno 2001 (Imprese, Artigianato,Istituzioni), su un territorio di appena 9,3 Km Quadrati.

Forse qualcuno ha in mente di fare lavorare anche i minorenni e i pensionati?

Se proprio si voleva formulare un quesito su questo tema sarebbe stato più logico porlo in questi termini:

  • Ritieni giusto che con tutti gli insediamenti industriali che abbiamo sul nostro territorio abbiamo ancora così tanti disoccupati ?

Un altro quesito del questionario dice:

Ritieni che sia necessario un migliore controllo della qualità dell’aria?

Anche questa domanda non dovrebbe essere posta ai cittadini, in quanto l’aria viene misurata delle centraline stabilite con una convenzione con Lomellina Energia. Le centraline che misurano il PM10 sono state inventate per monitorare le città percorse da automobili, se non c’era la convenzione con l’inceneritore difficilmente avremmo avuto questi rilevatori sul territorio. In materia le normative sono chiare, sul sito dell’Arpa si possono tranquillamente scaricare. Parona è un paese anomalo, i motivi del PM10 così alto sono legate ad un eccesso industriale. Sannazzaro ha una raffineria che inquina tantissimo, ma ha il PM10 più basso di Parona perché le industrie sono meno e di conseguenza circolano anche meno Camion. Le centraline rilevano gli inquinati PM10, NOx. So2 e No2, No, pertanto non serve a niente misurare gli inquinanti secondari che sono influenzati dai primari. Quello che invece serve a Parona è uno studio sui terreni per sapere il grado di contaminazione da diossine, oppure l’analisi del latte di una mucca dopo un anno di pascolo vicino all’inceneritore per misurare le diossine nell’aria, oppure l’analisi del capello sui cittadini che abitano in prossimità dell’area industriale per sapere la quantità di metalli pesanti che hanno nell’organismo. Se l’analisi risultasse positiva, diventerebbe urgente intervenire con terapie chelanti per evitare danni seri al loro organismo. Tutto questo si può fare utilizzando i soldi della convenzione destinati ad inutili studi statistici epidemiologici.

Questi temi li conosce bene il nostro medico curante.

Non dobbiamo aspettare il lungo termine per scoprire che anche Parona rientrerà nei posti dove è sconsigliato vivere, dobbiamo sapere prima cosa ci attende, almeno per limitare eventuali danni in futuro tramite una prevenzione.

Allego una lettera inviata al ministro dell’Ambiente, anche noi potremmo avere o abbiamo gli stessi problemi.

Storia del Polo Petrolchimico e Danni dell’industria

Non siamo contrari ai questionari, possono essere dei validi strumenti per sapere le preferenze dei cittadini, magari su temi di incertezza, i quesiti vanno posti in  modo diverso, tramite delle idee propositive da sottoporre a valutazione. Il questionario di Parona Viva non ha queste caratteristiche, mancano le idee tipiche di coloro che hanno esperienza politica e amministrativa. E’ il solito modo di fare: “ottenere visibilità senza idee e proposte”.

Peccato che dobbiamo rispondere solo a Parona Viva, la vecchia volpe del Colli ha capito che quando è in contraddizione è più conveniente il silenzio.