{"id":361,"date":"2012-10-28T02:00:00","date_gmt":"2012-10-28T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/index.php\/2012\/10\/28\/giornali\/"},"modified":"2024-09-08T15:10:42","modified_gmt":"2024-09-08T13:10:42","slug":"giornali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/giornali\/","title":{"rendered":"Giornali"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><!--nextpage--><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: 'arial', 'helvetica', sans-serif;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong> &#8211; 25 ottobre 2012<br \/>\n<strong><a title=\"Mortara-Parona E\u2019 lotta tra Comuni per l\u2019inceneritore\" href=\"https:\/\/laprovinciapavese.gelocal.it\/pavia\/cronaca\/2012\/10\/25\/news\/mortara-parona_e_lotta_tra_comuni_per_linceneritore-11154880\/?ref=search\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mortara-Parona E\u2019 lotta tra Comuni per l\u2019inceneritore<\/a><\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: 'arial', 'helvetica', sans-serif;\">MORTARA Il Comune di Mortara vuole 400mila euro dal Comune di Parona: ha gi\u00e0 arruolato un avvocato per recuperare, prima in via extragiudiziale poi eventualmente andando in giudizio, questi soldi. Sono fondi che spettano a Mortara in base a un accordo del 2003 (ma entrato in vigore nel 2011 con effetto contabile retroattivo fino al 2007) per cui il Comune di Parona si era impegnato a versare ogni anno a Mortara parte dei profitti che le casse paronesi ricevono da Lomellina Energia, societ\u00e0 che gestisce l&#8217;inceneritore. Il termodistruttore di Parona, che ogni anno brucia 280mila tonnellate di rifiuti provenienti per lo pi\u00f9 da Vigevano, Lomellina ed Oltrep\u00f2, rende mediamente 6\/7 milioni di euro all&#8217;anno. Parte dei soldi vanno al Comune di Parona, che ospita questa struttura aperta a fine anni &#8217;90, e che per compensare il danno ambientale causato anche al vicino territorio di Mortara ha accettato di versare ai vicini mortaresi parte degli introiti paria a circa 600mila euro all&#8217;anno. Un terzo di questi dovrebbero andare a Mortara. I soldi sono arrivati per gli esercizi dal 2007 al 2009: mancano all&#8217;appello il 2010 e il 2011. E dal prossimo anno Parona avr\u00e0 norme di bilancio pi\u00f9 stringenti come tutti i Comuni sotto i 5mila abitanti. Anche questo potrebbe avere fatto s\u00ec che l&#8217;amministrazione leghista di Mortara abbia accelerato i tempi per avere i soldi che le spettano: \u00abAbbiamo inviato diversi solleciti a Parona, ma i soldi non li abbiamo ancora visti. Cos\u00ec abbiamo avviato la richiesta ufficiale, tramite avvocato, per averli &#8211; spiega l&#8217;assessore al Bilancio di Mortara Fabio Farina, senza specificare le cause che hanno indotto l&#8217;amministrazione leghista mortarese ad avviare la pratica proprio ora &#8211; contiamo di averli senza andare in tribunale\u00bb. Da Parona il sindaco Silvano Colli tranquillizza i vicini mortaresi: \u00abE&#8217;solo una questione contabile, non politica &#8211; sottolinea il primo cittadino di Parona &#8211; ci mancherebbe che non diamo a Mortara quanto spetta. In una quindicina di giorni risolveremo la situazione\u00bb. L&#8217;avvocato assoldato dalla giunta di Mortara, Massimo Ticozzi di Pavia, sta ricevendo tutta la documentazione sul caso. Poi, in accordo con la giunta mortarese Marco Facchinotti, <\/span><\/span><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: 'arial', 'helvetica', sans-serif;\">decider\u00e0 la linea da tenere. <\/span><\/span><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: 'arial', 'helvetica', sans-serif;\"><strong>Sandro Barberis<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/div>\n<hr \/>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: 'arial', 'helvetica', sans-serif;\"><strong>Commento Nuova Stagion<\/strong><\/span><\/span><strong><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: 'arial', 'helvetica', sans-serif;\">e<\/span><\/span><\/strong><\/span><strong><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: 'arial', 'helvetica', sans-serif;\">:<\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: 'arial', 'helvetica', sans-serif;\"> Come Giuda per i 30 denari, Mortara da dato il suo &#8220;<strong><em>Si al raddoppio in cambio di soldi<\/em><\/strong>&#8220;. A differenza del traditore storico che si \u00e8 pentito, si \u00e8 impiccato e non ha voluto i denari pattuiti perch\u00e8 sporchi di sangue, loro li pretendono. E&#8217; giusto darglieli, perch\u00e8 gli spettano.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: 'arial', 'helvetica', sans-serif;\">Leggi la <a title=\"Delibera del consiglio comunale di Mortara sul raddoppio dell'inceneritore di Parona\" href=\"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Parere-Comune-Mortara.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">delibera del consiglio comunale <\/a>di Mortara sul raddoppio dell&#8217;inceneritore di Parona, \u00e8 la copia non conforme all&#8217;originale, <strong><em>ringraziate Forza Italia, Alleanza Nazionale e l&#8217;UDC<\/em><\/strong> per avere venduto l&#8217;ambiente e la vostra salute per 30 denari.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong> &#8211; <\/span><span style=\"font-size: 16px; line-height: 20px;\">23 ottobre 2012<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Vigili del fuoco all\u2019inceneritore<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">PARONA Vigili del fuoco all&#8217;inceneritore. E&#8217; intervenuta una squadra speciale del comando di Pavia. Secondo le prime ricostruzioni, durante lo stoccaggio della spazzatura \u00e8 stato trovato un rifiuto che gli addetti dell&#8217;inceneritore non erano certi di poter bruciare nel normale ciclo di incenerimento. Quindi, vista la massima attenzione e precauzione prestata dagli operatori del termodistruttore, sono stati allertati i vigili del fuoco. I pompieri , chiamati ieri nel tardo pomeriggio, sono rimasti a Parona fino verso le 20. Da oggi i vertici di Lomellina Energia (societ\u00e0 suddivisa al 20% tra Asm Isa di Vigevano e la societ\u00e0 bresciana Mf Waste del gruppo Cogeme) faranno maggiore chiarezza, dopo il tempestivo intervento dei pompieri, sul problema verificatosi ieri pomeriggio. La sicurezza infatti \u00e8 tra le priorit\u00e0 della direzione dell&#8217;inceneritore-, guidato da Vincenzo Filisetti, dove ogni anno si bruciano 380mila tonnellate di rifiuti provenienti per la maggior parte dalla Lomellina e dall&#8217;Oltrep\u00f2. Basti pensare che con quello di ieri nel 2012 sono gi\u00e0 quattro gli interventi dei pompieri a Parona: le tre volte precedenti per\u00f2 era stato per piccoli incendi che si erano sviluppati nell&#8217;immondizia.<\/span><\/p>\n<div>\n<hr \/>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: 'arial', 'helvetica', sans-serif;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong> &#8211; <span style=\"line-height: 20px;\">24 ottobre 2012<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Rischio aria contaminata<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">PARONA Subito \u00e8 stata informata l\u2019Arpa (agenzia per la protezione ambientale) di Pavia. E\u2019 stata esclusa l\u2019eventuale contaminazione, perch\u00e8 il sistema di controlli all\u2019inceneritore ha funzionato. \u00abCerto \u2013 spiegano all\u2019Arpa di Pavia \u2013 un apparecchio di quel tipo non dovrebbe stare tra i rifiuti urbani: \u00e8 un contenitore di sorgente radioattiva utilizzato per le gammagrafie industriali. Il materiale radioattivo, in questo caso l\u2019Iridio 192, registra nei condotti l\u2019eventuale presenza di crepe nelle saldature e nelle giunzioni\u00bb. Se lo strumento fosse stato incenerito, spiegano all\u2019Arpa \u00abun po\u2019 di radioattivit\u00e0 si sarebbe dispersa nell\u2019aria. Infatti, a differenza di altri rifiuti radioattivi, questo apparecchio non si decontamina. Per\u00f2, non c\u2019\u00e8 stato inquinamento\u00bb. Tra l\u2019altro, queste apparecchiature, fanno notare all\u2019Arpa, sono fatte di piombo o di uranio impoverito, \u00abperch\u00e9 l\u2019uranio scherma molto bene la radiazione\u00bb. Intanto, Lomellina Energia ha diffuso una nota, spiegando che tutti i rifiuti conferiti all\u2019impianto di Parona sono regolarmente sottoposti alla verifica della presenza di eventuali tracce di radioattivit\u00e0 tramite specifici dispositivi e seguendo una procedura validata dagli organi di controllo competenti in materia come Arpa\u00bb. In particolare, luned\u00ec \u00abun carico proveniente da una societ\u00e0 pubblica di gestione rifiuti ha evidenziato tracce di radioattivit\u00e0 riconducibili alla presenza di materiali differenti (di origine medicale) da quelli abitualmente riscontrati ed \u00e8 stata quindi attivata la procedura dedicata ai casi di questo tipo, allertando immediatamente Arpa e Vigili del Fuoco per le opportune verifiche in sito\u00bb. (<strong>d.a.<\/strong>)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>vedi anche:<\/strong> <a title=\"Sei in: La Provincia Pavese \/ Cronaca \/ Rifiuto radioattivo buttato in un cassonetto E-mail Stampa Condividi  Rifiuto radioattivo buttato in un cassonetto\" href=\"https:\/\/laprovinciapavese.gelocal.it\/pavia\/cronaca\/2012\/10\/24\/news\/rifiuto_radioattivo_buttato_in_un_cassonetto-11012443\/?ref=search\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rifiuto radioattivo buttato in un cassonetto<\/a><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>la Provincia Pavese <\/strong>&#8211; 30 maggio 2012<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Il Comitato per l\u2019ambiente rilancia il suo appello<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">PARONA Il Comitato dei cittadini di Parona per la salute e l\u2019ambiente lancia l\u2019allarme sul possibile aggravamento della situazione ambientale. Nel mirino ci sono l\u2019ampliamento della discarica per rifiuti non pericolosi della Waste Italia di Albonese e il biogestore progettato dalla Aboneco Recycling di Parona. Il Comitato ha formulato alcune osservazioni: per la Aboneco riguardano particolari aspetti dei processi di approvvigionamento e di stoccaggio dei rifiuti, delle loro caratteristiche chimiche e biologiche e del processo di combustione del biogas. \u00abPer quest\u2019ultimo processo, non essendo precisate le quantit\u00e0 di nitrati e di monossido di carbonio prodotti, non \u00e8 possibile valutare l\u2019impatto sullo stato dell\u2019aria in un contesto che non consente assorbimento di ulteriori emissioni nocive\u00bb, spiega il Comitato. Nel caso di Waste, le osservazioni riguardano aspetti di inquinamento del suolo e dell\u2019acqua per la presenza di numerosi fontanili nell\u2019area di confine tra la discarica e il territorio paronese. <strong>Umberto De Agostino<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong><strong>vedi anche il <\/strong>comunicato stampa e le osservazioni<span style=\"font-size: 16px; line-height: 20px; text-align: justify;\"> del Comitato di Parona<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"line-height: 20px;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong><span style=\"text-align: justify;\"> &#8211; 24 aprile 2012<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Parona, arriva anche la centrale a biogas<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><em>Nella Parona dell\u2019inceneritore e delle polemiche sulla diossina, ora spunta il progetto di un impianto per la produzione di biogas.<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">PARONA La Aboneco Recycling vuole costruire un digestore anaerobico di rifiuti biodegradabili lungo l\u2019ex statale 494 Vigevanese, ai confini con Vigevano, dove si trova la sede legale. Al momento, la societ\u00e0 guidata dall\u2019amministratore unico Massimiliano Sommi ha richiesto alla Provincia la verifica di assoggettabilit\u00e0 alla Valutazione d\u2019impatto ambientale. Il nuovo impianto, se autorizzato, potr\u00e0 trattare rifiuti non pericolosi con il sistema della digestione anaerobica, che permette una valorizzazione della frazione umida dei rifiuti solidi urbani. Sar\u00e0 cos\u00ec possibile ottenere biogas utilizzabile per produrre energia elettrica e termica, e sequestrare buona parte dell\u2019azoto contenuto nel digestato, utilizzabile per produrre concimi chimici facilmente trasportabili a basso costo. \u00abDobbiamo ancora decidere, nell\u2019eventualit\u00e0 che il progetto sia approvato, se produrre energia elettrica o consegnare a terzi il materiale prodotto dal digestore\u00bb, commenta Sommi, fratello di Mauro, che in municipio ricopre la carica di assessore con deleghe a cura e ordine del territorio, sicurezza, immigrazione, ordine pubblico, protezione civile, innovazioni tecnologiche e connettivit\u00e0. Nel dettaglio, il progetto consiste nella realizzazione di un impianto per la messa in riserva, scambio di rifiuti e recupero di rifiuti non pericolosi. Per Parona, che ospita da pi\u00f9 di un decennio l\u2019inceneritore di Lomellina Energia e dove la tutela dell\u2019ambiente e il livello del Pm10 sono una tematica all\u2019ordine del giorno, si tratta dell\u2019ennesimo progetto legato ai rifiuti. La famiglia Sommi precisa: \u00abSi tratta di un\u2019iniziativa lodevole sotto l\u2019aspetto ambientale, visto che la digestione anaerobica \u00e8 una delle tecnologie migliori per il trattamento e la stabilizzazione di rifiuti organici\u00bb. La famiglia Sommi controlla la Aboneco srl, con sede a Mortara, presente sul mercato nazionale dal 1985 e oggi guidata da Marco Della Torre. Questa societ\u00e0 si occupa di lavori di bonifica ambientale e di risanamento di aree inquinate, oltre che dello smaltimento dei rifiuti. Tra le prestazioni offerte, Aboneco srl annovera un servizio di manutenzione degli impianti fognari (disotturazioni, spurghi e ispezioni di rete) e di spazzamento stradale di tipo meccanico-manuale, compreso lo sgombero della neve. La controllata Aboneco Recycling torna oggi con un nuovo progetto legato alla lavorazione dei rifiuti, dopo che cinque anni fa concep\u00ec un impianto per la selezione e il recupero di rifiuti urbani e speciali non pericolosi, in grado di lavorare 25mila tonnellate l\u2019anno di rifiuti. In quel caso, la Aboneco Recycling voleva recuperare materiali ferrosi e non da destinare a una successiva operazione di riciclo. L\u2019area individuata dalla societ\u00e0, gi\u00e0 di sua propriet\u00e0, si trova nella zona industriale-artigianale verso Vigevano, a poche centinaia di metri dall\u2019inceneritore di Lomellina Energia. La stessa in cui ora dovrebbe sorge il digestore anaerobico. L\u2019Abonecoha scommesso su un processo di lavorazione dei rifiuti organici che si sta diffondendo a macchia d\u2019olio: nel 2011 grazie al biogas l\u2019Italia produceva circa 1,7 milioni di megawatt-ora. <strong>Umberto De Agostino<\/strong> <\/span><\/p>\n<\/div>\n<div><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><strong>la Provincia Pavese <\/strong>&#8211; 29 maggio 2012<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><strong>Clir, 20 Comuni morosi per due milioni di euro<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">PARONA Il Clir spa vanta un credito di circa due milioni di euro da una ventina di Comuni soci. In ogni caso, i mancati introiti, relativi al 2011 e ai primi mesi del 2012, non condizioneranno il servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti. In altre parole, i camion del Clir svuoteranno i cassonetti di tutti i 41 Comuni, anche di quelli morosI. Il problema \u00e8 stato sollevato nell\u2019assemblea riunitasi per l\u2019approvazione del consuntivo 2011, secondo cui il valore della produzione ammonta a 8,2 milioni di euro e l\u2019utile netto \u00e8 di 15.500 euro. Il presidente Federico Bertani ha bacchettato: \u00abLa quota dovuta al Clir per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, in quanto derivante da accordi approvati dall\u2019assemblea e quantificata in base al numero di abitanti, \u00e8 inserita nel bilancio di previsione e, appena questo diviene esecutivo, automaticamente impegnata dal responsabile. Ci\u00f2 facendo, la somma ricade per intero sul patto di stabilit\u00e0 al momento dell\u2019impegno e quindi i conseguenti pagamenti non vengono pi\u00f9 a pesare sul patto, ma solo sulla cassa del Comune\u00bb. La motivazione utilizzata da molti soci che bloccano o rimandano i pagamenti al Clir per riuscire a centrare l\u2019obiettivo fissato dal patto di stabilit\u00e0 \u00e8 stata respinta: \u00abNon \u00e8 tecnicamente accettabile, a meno che s\u2019intenda ridurre a fine anno gli impegni assunti, ma ci\u00f2 sarebbe illegale a meno che ci siano motivazioni ben valide, e si ricade inevitabilmente nelle sanzioni di elusione del patto di stabilit\u00e0 interno con conseguenti reprimende della Corte dei Conti\u00bb. Bertani ha fatto presente che la motivazione del blocco dei pagamenti di parte corrente potrebbe essere solo dovuta alla mancanza di disponibilit\u00e0 liquide e quindi per evitare l\u2019anticipazione di cassa e il conseguente pagamento di interessi passivi, ma non per il rispetto del patto di stabilit\u00e0. Fra i Comuni morosi c\u2019\u00e8 Mede, rappresentato a Parona dal sindaco Lorenzo Demartini. \u00abAbbiamo problemi a far quadrare i conti e cercheremo di pagare le mensilit\u00e0 dovute al Clir quanto prima, ma ritengo che si debbano sollevare anche altre questioni nell\u2019interesse della nostra societ\u00e0 \u2013 spiega Demartini \u2013 Per esempio, mi chiedo perch\u00e9 non possiamo svincolarci da Lomellina Energia, che applica tariffe superiori del 15% a quelle del bacino A, cio\u00e8 Pavese e dell\u2019Oltrepo orientale: spero che torneremo a riparlarne\u00bb. <strong>Umberto De Agostino<\/strong> <\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong> &#8211; 27 maggio 2012<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Rifiuti, la raccolta differenziata al 40%<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">PARONA La raccolta differenziata porta a porta \u00e8 l\u2019obiettivo ultimo del Clir spa. Alla fine dell\u2019anno la percentuale si attester\u00e0 intorno al 48% con una popolazione servita di 22mila persone. \u00abCi avviciniamo a grandi passi a quel fatidico punto di pareggio che ci consentir\u00e0 di estendere il servizio a costo zero\u00bb, ha chiarito ieri il presidente Federico Bertani di fronte all\u2019assemblea dei soci, prima di inaugurare la nuova sede operativa di via Stazione. E ora il Clir pensa alla costruzione di un digestore anaerobico per la gestione della frazione umida, la cosiddetta Forsu. \u00abSono in corso da tempo colloqui con aziende del settore, che potrebbero diventare partner per raggiungere con pi\u00f9 facilit\u00e0 la massa critica necessaria per le economie di gestione \u2013 ha aggiunto \u2013 Va tributato un plauso agli otto Comuni che ci hanno permesso di attivare questo servizio, molto positivo dal punto di visto numerico e di impatto sulla popolazione\u00bb. Inoltre, dal settembre 2011 i 41 Comuni del bacino Clir si sono superati nella produzione di rifiuti differenziati, cio\u00e8 che non finiranno nell\u2019inceneritore di Lomellina Energia: carta, plastica, umido, verde, metallo, vetro, ingombranti, legno, e terre provenienti dallo spazzamento delle strade. Il totale dei rifiuti prodotti \u00e8 compreso fra le 22mila tonnellate del febbraio scorso e le 45.800 dell\u2019ottobre 2011: la percentuale di differenziata non scende mai al di sotto del 40%. Bertani ha anche accennato al trattamento della frazione verde, \u00abil primo risultato concreto\u00bb: a giorni la piattaforma di Sannazzaro permetter\u00e0 la gestione di 7mila tonnellate l\u2019anno di verde \u00abcon maggior flessibilit\u00e0 ed economicit\u00e0\u00bb. E a settembre il servizio a calotte elettroniche entrer\u00e0 in funzione a Frascarolo, Torre Beretti, Pieve Albignola, Ottobiano, Valeggio e Nicorvo. Ciascun utente dotato di apposita chiave elettronica potr\u00e0 conferire sacchetti da 15 litri di rifiuto non differenziato nei cassonetti in cui sono state installate queste calotte elettroniche, con lo scopo di incentivare la percentuale di raccolta differenziata. Ieri, dopo l\u2019approvazione del bilancio consuntivo 2011, l\u2019inaugurazione della sede operativa del Clir spa, spostata da Mortara a Parona, a pochi passi dall\u2019inceneritore. L\u2019opera, del costo di 1,7 milioni di euro, \u00e8 stata completata in due anni. Dopo l\u2019alzabandiera, taglio del nastro affidato al presidente Bertani e al sindaco Silvano Colli: presenti, fra gli altri, anche l\u2019onorevole Marco Maggioni, l\u2019assessore provinciale all\u2019Ambiente, Alberto Lasagna, e il suo predecessore Ruggero Invernizzi. Alle 12.15 visita guidata all\u2019insediamento che riunisce le attivit\u00e0 operative del Clir. La nuova sede di Parona ospita anche un impianto di messa in riserva dei rifiuti in orari in cui gli impianti di smaltimento sono chiusi, come il sabato, dalle 15 alle 18. <strong>Umberto De Agostino<\/strong> <\/span><\/p>\n<\/div>\n<div><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong> &#8211; <span style=\"line-height: 20px;\">25 maggio 2012<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Parona, il Clir inaugura la nuova sede<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">PARONA Tutto pronto per l\u2019inaugurazione della nuova sede operativa del Clir spa, spostata da Mortara all\u2019area periferica di via Stazione, a pochi passi dall\u2019inceneritore di Lomellina Energia. Il taglio del nastro \u00e8 fissato per domani, alle 11, dopo l\u2019approvazione del bilancio consuntivo 2011 da parte dei Comuni soci. Il presidente Federico Bertani illustrer\u00e0 le strategie e i piani di sviluppo aziendali e poi lascer\u00e0 la parola al sindaco Silvano Colli e al direttore generale Marco Rivolta per l\u2019illustrazione del cantiere e del risultato finale. Alle 12.15 visita guidata all\u2019insediamento che riunisce le attivit\u00e0 operative del Clir. Con questo investimento, costato 1,5 milioni di euro, tutti i settori saranno riuniti in un unico spazio: la nuova sede ospiter\u00e0, fra l\u2019altro, un impianto di messa in riserva dei rifiuti in orari in cui gli impianti di smaltimento sono chiusi, come il sabato, dalle 15 alle 18. (<strong>u.d.a.<\/strong>)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<hr \/>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong><span style=\"text-align: justify;\"> &#8211; 15 maggio 2012<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Parona, sabato si inaugura la sede del Clir<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">PARONA Tutto pronto per l\u2019inaugurazione della nuova sede operativa del Clir spa, spostata da Mortara all\u2019area periferica di via Stazione a pochi passi dall\u2019inceneritore di Lomellina Energia. Il taglio del nastro \u00e8 fissato per sabato 26 maggio, alle 11, dopo l\u2019approvazione del bilancio consuntivo 2011 da parte dei Comuni soci. Il presidente Federico Bertani illustrer\u00e0 le strategie e i piani di sviluppo aziendali e poi lascer\u00e0 la parola al sindaco Silvano Colli e al direttore generale Marco Rivolta per l\u2019illustrazione del cantiere. Con questo investimento, costato 1,5 milioni di euro, tutti i settori operativi saranno riuniti in un unico spazio: la nuova sede ospiter\u00e0 un impianto di messa in riserva dei rifiuti in orari in cui gli impianti di smaltimento sono chiusi, come il sabato, dalle ore 15 alle ore18. (<strong>u.d.a.<\/strong>)<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong> &#8211; <span style=\"line-height: 20px; text-align: justify;\">30 aprile 2012<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Una sola tariffa di smaltimento dei rifiuti, c\u2019\u00e8 l\u2019accordo<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">PAVIA Vota compatto il consiglio provinciale e approva all\u2019unanimit\u00e0 un ordine del giorno in cui si impegna a rendere uguali le tariffe di smaltimento rifiuti per i Comuni della provincia di Pavia. I centri che conferiscono la propria spazzatura all\u2019inceneritore di Parona pagano infatti un milione e 250mila euro in pi\u00f9 rispetto a quelli che smaltiscono nel termovalorizzatore di Corteolona. La tariffa versata a tonnellata dai cittadini dei due bacini ha una differenza di 12,61 euro, il costo pagato nel Centro integrato Ecodeco \u00e8 di 99,74 euro a tonnellata, 112,35 euro invece quello di Parona. A sollevare una questione che, spiega l\u2019assessore provinciale Alberto Lasagna, \u00e8 \u201cvecchia di quasi vent\u2019anni\u201d \u00e8 stato il gruppo del Carroccio. Per Giorgio Guardamagna, consigliere della Lega nord, \u00abla crisi morde e i cittadini, gravati da mille balzelli, vanno aiutati\u00bb. \u00abLa convenzione siglata con la societ\u00e0 Lomellina Energia, proprietaria dell\u2019impianto di Parona, risale al \u201997 \u2013 spiega Lasagna \u2013. Abbiamo ereditato una situazione complessa, ma cercheremo di intervenire. Abbiamo gi\u00e0 contattato l\u2019azienda e lo stesso assessore regionale Belotti per trovare una soluzione. I contratti sottoscritti con Corteolona e Parona sono diversi, peraltro il primo ha accettato anche un contenimento tariffario\u00bb. Sul fatto che sia necessario intervenire per livellare due tariffe inique sono tutti d\u2019accordo. \u00ab\u00c8 ingiusto penalizzare i residenti di quello che viene definito \u201cbacino B\u201d, cio\u00e8 quello di Parona \u2013 sostiene Martina Draghi, consigliere provinciale del Pd \u2013. L\u2019obiettivo della Provincia \u00e8 quello di individuare un unico soggetto che raccolga e smaltisca i rifiuti, possibilmente a maggioranza pubblica\u00bb. Il Piano rifiuti, sottolinea l\u2019esponente del Partito democratico, risale al 2009.: \u00abAveva diviso il territorio in due ambiti. Peraltro i contratti sono con societ\u00e0 private \u2013 precisa Draghi \u2013. La situazione ora \u00e8 complessa e l\u2019eredit\u00e0 \u00e8 pesante e non si pu\u00f2 pensare che in sei mesi riusciamo a risolvere problemi che il centro destra non ha risolto in 18 anni di governo\u00bb. Il dito \u00e8 puntato contro la precedente amministrazione, ma il consigliere del Carroccio Guardamagna leva gli scudi, difende la maggioranza di cui faceva parte appellandosi alla crisi che ha cambiato il contesto: \u00abLa situazione economica ora \u00e8 cambiata in modo preoccupante\u00bb. <strong>Stefania Prato<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong> &#8211; <span style=\"text-align: left;\">21 aprile 2012<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Parona, per il caso diossina l\u2019agricoltore patteggia un anno<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><em>Caso diossina in tribunale: l\u2019agricoltore Antonio Marchesoni, di Parona, patteggia 1 anno di reclusione. Per il veterinario Riccardo Ricali, anche lui accusato di falso, sentenza rinviata.<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong><em>di Filiberto Mayda <\/em><\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">PARONA Un anno di reclusione, pena sospesa, per il reato di falso ideologico in concorso. Per l\u2019agricoltore e allevatore Antonio Marchesoni, settantuno anni, (che poi agricoltore e allevatore proprio non \u00e8) la vicenda giudiziaria delle uova alla diossina di Parona si \u00e8 chiusa ieri davanti al giudice dell\u2019udienza preliminare Stefano Vitelli: cos\u00ec consigliato dal suo avvocato, ha scelto di patteggiare. E come ci dice al telefono, \u00abper quello che mi riguarda \u00e8 andata bene: ci\u00f2 che conta \u00e8 far sapere cosa sta succedendo a Parona\u00bb. Lo stesso che aveva commentato Riccardo Ricali, cinquantasette anni, veterinario dell\u2019Asl, che ieri mattina ha deciso di andare avanti: venerd\u00ec prossimo sar\u00e0 sentito dal gup durante la discussione e il caso potrebbe andare a sentenza. Ma di cosa vengono accusati i due, peraltro noti ambientalisti? Il reato, tecnicamente, \u00e8 quello di falso ideologico, ma dice pochissimo. La storia \u00e8 decisamente interessante e, se il giudice ritenesse di voler trasmettere gli atti alla procura, potrebbe anche nascere un\u2019indagine sul caso diossina. In breve: Ricali e Marchesoni sono convinti da tempo che Parona sia contaminata dalla diossina provocata dal termovalorizzatore. Di analisi \u00abserie\u00bb secondo i due non ne erano mai state fatte. Realizzarle privatamente \u00e8 costoso e non ha gran valore. E allora, per poter inviare i materiali al Piano nazionale dei residui, i due avrebbero falsamente attestato che Marchesoni aveva un\u2019azienda agricola e un allevamento di suini, cos\u00ec da poter prelevare i campioni e farli analizzare. Non solo, anche i campioni stessi &#8211; che non potevano provenire dall\u2019azienda agricola, inesistente &#8211; erano stati presi (in buona sostanza, del granturco) da un campo distante qualche centinaio di metri dalla casa di Marchesoni. Ad aggiungere confusione alla vicenda, il fatto che alcune uova analizzate (tra cui quelle delle galline del Marchesoni stesso), erano risultate contaminate dalla diossina. In buona sostanza, secondo l\u2019accusa, le basi della richiesta di analisi e anche il materiale da analizzare non erano corretti. Ma ci\u00f2 che ha del paradossale, e che forse potrebbe spingere la procura a volerci vedere chiaro, \u00e8 che la diossina non solo era nelle uova, ma anche nel granturco inviato per le analisi. Insomma, ci sar\u00e0 anche stato un falso (ancora da dimostrare), ma il falso ha fatto scattare l\u2019allarme diossina a Parona. Sarebbe come, si \u00e8 lasciato sfuggire Ricali, \u00abse qualcuno salvasse un uomo che annega nel fiume e poi venisse condannato per divieto di balneazione\u00bb. Se ne riparler\u00e0 venerd\u00ec prossimo, davanti al giudice Vitelli.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<hr \/>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">l<strong>a Provincia Pavese<\/strong> &#8211; 20 aprile 2012<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong><span style=\"font-size: 12pt;\">Parona, oggi il caso diossina in tribunale<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">PARONA Il giallo delle uova alla diossina questa mattina finir\u00e0 sul tavolo del giudice dell\u2019udienza preliminare del tribunale di Vigevano. Di fronte a lui ci saranno il veterinario del paese Riccardo Ricali e l\u2019agricoltore Antonio Marchesoni. Sono accusati di falso ideologico: avrebbero falsato delle analisi chimiche riguardo alla presenza di diossina nelle uova allevate da Marchesoni. A documentare il falso ideologico ci sono anche delle intercettazioni telefoniche. \u00abSono in attesa dell\u2019udienza prima di valutare la linea da seguire\u00bb ha evidenziato ieri l\u2019agricoltore Marchesoni che pattegger\u00e0. Il veterinario di Parona invece ha intenzione di raccontare quello che, secondo lui, sta succedendo a Parona dove oltre alla diossina nelle uova sono stati trovati anche valori di Pm10 stratosferici nell\u2019aria. Se da una parte oggi si potrebbe gi\u00e0 chiudere il procedimento a carico dei due paronesi, che avevano dato da mangiare alle galline un triturato presumibilmente alla diossina fatto con mais raccolto nelle zone pi\u00f9 inquinate di Parona, dall\u2019altra potrebbero tornare nelle aule di tribunale i fascicoli sull\u2019inquinamento a Parona. Pi\u00f9 volte cittadini e comitati per l\u2019ambiente hanno lamentato una situazione insostenibile. Il loro indice \u00e8 puntato contro il termodistruttore di Lomellina Energia (che brucia 380mila tonnellate di rifiuti all\u2019anno) e contro le aziende inquinanti che negli ultimi vent\u2019anni si sono insediate alla periferia del paese. Tanto che nel mese di marzo anche la Provincia aveva disposto controlli a sorpresa in <span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">alcune industrie di Parona ritenute inquinanti.(<strong>s.b.<\/strong>) <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<hr style=\"text-align: justify;\" \/>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong><span style=\"text-align: justify;\"> &#8211; <\/span><span style=\"line-height: 20px;\">19 aprile 2012<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Giallo diossina, il caso arriva in aula<\/span><\/span><\/strong><\/span><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><em>Scoppia il giallo diossina a Parona: domani mattina, davanti al giudice dell\u2019udienza preliminare, compariranno il veterinario Riccardo Ricali e l\u2019agricoltore Antonio Marchesoni, imputati di falso ideologico. Secondo le accuse avrebbero indicato dei dati non veri nella procedura di analisi dei mangimi. In particolare, sarebbe stata diversa la zona di provenienza, ossia non dalla cascina Marchesoni, ma da un campo di Parona. Il risultato? Il campo era inquinato.<\/em> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong><em>di Filiberto Mayda<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">PARONA Riccardo Ricali, veterinario di Parona, e Antonio Marchesoni, agricoltore dello stesso paese, domani mattina si ritroveranno davanti al giudice dell&#8217;udienza preliminare per rispondere del reato di falso ideologico, ovvero Ricali, pubblico ufficiale, avrebbe commesso un falso in documentazioni relative ad analisi chimiche, Marchesoni lo avrebbe aiutato. Analisi sulla diossina a Parona. Vicenda delicatissima, dunque, e dal processo (dove Marchesoni ha deciso di patteggiare, mentre il medico intende difendersi) potrebbe magari scaturire un&#8217;indagine ben pi\u00f9 ampia e profonda sul caso-diossina a Parona, con tutto quello che ne consegue. \u00abNon so se \u00e8 stato regolare o meno quello che abbiamo fatto &#8211; dice Marchesoni &#8211; ma lo abbiamo fatto per Parona, per denunciare la presenza della diossina, dei veleni che ci uccidono\u00bb. Non bastava chiedere delle analisi? A quanto pare no. E poi sono costosissime. E ancora, \u00e8 complicato accedere al Piano nazionale che le prevede. E c&#8217;\u00e8 chi si mette in mezzo, chi non vuole che si parli di diossina a Parona. La storia, che poi un processo pubblico potrebbe portare alla luce, nasce dunque insieme all&#8217;inceneritore, ai soldi che ci hanno girato intorno, a quello che brucia e come lo brucia. Un anno fa Antonio Marchesoni, ambientalista, lancia l&#8217;allarme: \u00abA novembre, in via precauzionale, avevamo consegnato due uova a un veterinario locale in modo da capire se ci fosse qualche difficolt\u00e0 legata all\u2019inquinamento atmosferico. Poi un mese fa, veniamo a sapere dalla stampa che effettivamente a Parona esiste un problema di diossina nelle uova \u00bb. Insomma, la diossina sembra che ci sia. E fa paura. Il veterinario \u00e8 Riccardo Ricali, che ottiene un primo risultato: dimostrare che la diossina pu\u00f2 contaminare le uova. Ma la storia strana \u00e8 che le galline di Marchesoni non avrebbero mangiato il mangime della sua propriet\u00e0, perch\u00e9 di mais non ne ha. Per dimostrare che la diossina \u00e8 presente e contamina gli animali, allora, era necessario utilizzare mais locale. E quale si va a prendere? Quello di un campo periferico di Parona in una zona ritenuta &#8211; a ragione o a torto &#8211; inquinata. Insomma, il granturco \u00e8 quello pi\u00f9 a rischio della zona. Le galline mangiano un &#8220;triturato&#8221; alla diossina, o almeno, presumibilmente alla diossina. E i risultati lo confermano. Il fatto \u00e8 che la certificazione tecnica non sarebbe stata veritiera: insomma, non si fa cenno preciso a come \u00e8 stato realizzato il mangime. Ma intanto il caso \u00e8 scoppiato. Non basta. Marchesoni fa richiesta anche di allevare un maiale. L&#8217;idea, probabilmente, \u00e8 di nutrirlo nello stesso modo, utilizzando prodotti agricoli di Parona, e poi di sottoporlo ad analisi. Ma il progetto di agricoltore e veterinario trova un ostacolo. Qualcuno li sta controllando, ha gi\u00e0 denunciato le presunte irregolarit\u00e0 alla procura. Chi sta cercando di scoprire se c&#8217;\u00e8 un rischio diossina finisce indagato, al punto che viene persino permessa l&#8217;intercettazione telefonica. Non solo, si arriva al paradosso: un giorno si presentano anche i carabinieri dei Nas: vogliono sequestrare il maiale. Ma il maiale non c&#8217;\u00e8, deve ancora arrivare, i militari non ci credono, perquisiscono la cascina. Poi se ne vanno. L&#8217;intera storia, domani mattina, sar\u00e0 ripercorsa davanti al giudice. E Ricali ha intenzione di raccontare tutto quello che sta accadendo a Parona. E sar\u00e0 presente anche un pm.<\/span><\/p>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong> &#8211; <span style=\"text-align: left;\">13 aprile 2012<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Centrali, ora si muove il ministero<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">MORTARA Gli occhi dei ministeri romani dell\u2019Ambiente e della Salute arrivano in Lomellina. I due dicasteri hanno risposto ad un esposto di 27 pagine presentato dall\u2019associazione Futuro Sostenibile in Lomellina guidata da Alda Rosa. Un fascicolo in cui si analizzano le criticit\u00e0 presenti in un territorio piccolo come un fazzoletto, ma denso di fonti di inquinamento. La zona \u00e8 quella intorno a Mortara e comprende anche i territori di Parona ed Olevano. Ma anche quello di Castello d\u2019Agogna, che seppur non abbia sul proprio territorio centrali inquinanti, \u00e8 a poche decine di metri dai camini della Sit di Mortara e della nascente Biolevano, della multinazionale Maire Tecnimont e che brucer\u00e0 180mila tonnellate di pioppelle all\u2019anno. \u00abMa cos\u00ec tante pioppelle non sono prodotte in tutta la nostra provincia\u00bb spiega Alda Rosa, numero uno di Futuro Sostenbile. Dopo l\u2019esposto dell\u2019associazione ambientalista sia il ministero dell\u2019Ambiente che quello della Salute hanno risposto. Poche stringate righe in cui chiedono ai quattro comuni coinvolti (Mortara, Parona, Castello d\u2019Agogna ed Olevano) di acquisire informazioni \u00abin merito alle segnalazioni e ad eventuali azioni intraprese\u00bb. I problemi evidenziati dal dossier inviato a Roma da Futuro Sostenbile riguardano i problemi di inquinamento nella zona di Mortara. A Parona infatti ci sono cinque siti inquinanti, a Mortara altrettanti ed \u00e8 stato autorizzato il raddoppio dell\u2019inceneritore della Sit, ad Olevano sta nascendo la centrale della Mairie Tecnimont e ne \u00e8 stata autorizzata un\u2019altra (simile a quella di Occimiano Monferrato) ad olio di palma. Castello d\u2019Agogna \u00e8 stata toccata solo marginalmente in quanto confina sia con Olevano che con Mortara \u00abIl problema \u00e8 che non c\u2019\u00e8 stato un piano comune della Provincia negli anni passati &#8211; spiega Alda Rosa &#8211; non \u00e8 immaginabile che ogni Comune possa autorizzare un impianto, che s\u00ec \u00e8 previsto dalla legge, ma che si trova a pochi chilometri da un di un paese vicino. La risposta dei ministeri dimostra che c\u2019\u00e8 interesse per i problemi dei cittadini\u00bb.(<strong>s.b.<\/strong>)<\/span><\/p>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong> &#8211; 07 aprile 2012<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Parona, alla Bimetal il triplo di rifiuti<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">PARONA La Bimetal vuole aumentare la capacit\u00e0 di trattamento e di recupero di rifiuti non pericolosi. Se accettata, la richiesta di ampliamento, collegata alla verifica di assoggettabilit\u00e0 alla Valutazione d\u2019impatto ambientale, dovrebbe portare dalle attuali 2.600 a 7mila tonnellate l\u2019anno. Questo succede a Parona, dove l\u2019inceneritore di Lomellina Energia pu\u00f2 lavorare 380mila tonnellate annue, il Pm10 \u00e8 costantemente fonte di polemiche e i valori della diossina, anche se al di sotto dei limiti di legge, sono i pi\u00f9 elevati di tutta la Lomellina. La ditta, con sede legale a Vigevano e insediamento produttivo al chilometro 35 dell\u2019ex statale 494 Vigevanese, aveva gi\u00e0 ottenuto la certificazione per il recupero dei rifiuti metallici di ferro, acciaio, alluminio e leghe di alluminio. Dopo il periodo iniziale di \u201crodaggio\u201d a seguito dell\u2019iscrizione nel registro delle imprese che effettuano il recupero dei rifiuti non pericolosi e dopo aver analizzato il mercato in cui si trova a operare, la direzione aziendale guidata da Ivanoe Brunello, legale rappresentante e direttore tecnico dell\u2019impianto, ha deciso che \u00abl\u2019area e le quantit\u00e0 in stoccaggio R13 \u201cistantaneo\u201d sono adeguate all\u2019attuale momento di lavoro, mentre risulta necessario aumentare la quantit\u00e0 annuale di trattamento e recupero (R4) dei rifiuti non pericolosi a oggi autorizzati\u00bb. Il geometra Massimo Boari ha steso la relazione tecnica: \u00abNon ci sono ulteriori variazioni diverse dal solo aumento della potenzialit\u00e0 annuale e del corrispondente valore di potenzialit\u00e0 giornaliero di recupero; non ci sono variazioni inerenti i rifiuti ritirabili, n\u00e9 nelle aree di stoccaggio R13 utilizzate n\u00e9 nel fatto che viene utilizzata solo l\u2019area coperta, cio\u00e8 il capannone industriale\u00bb. Oggi l\u2019area di messa in riserva e di recupero di rifiuti non pericolosi ha una superficie di circa 2mila metri quadrati, di cui 600 saranno utilizzati per la nuova lavorazione. La superficie utilizzata \u00e8 al coperto: nessuna attivit\u00e0 sar\u00e0 effettuata all\u2019esterno. Naturalmente, la decisione definitiva sull\u2019ampliamento sar\u00e0 della Regione. <strong>Umberto De Agostino<\/strong><\/span><\/p>\n<div><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong><span style=\"line-height: 20px; text-align: justify;\"> &#8211; <\/span><span style=\"line-height: 20px;\">21 marzo 2012<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Lomellina assediata diventa terra di rifiuti<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 12pt;\">di Filiberto Mayda<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">VIGEVANO Nevica a Parona, nevica a Sannazzaro de&#8217; Burgondi. Neve in questi due piccoli comuni della Lomellina che distano l&#8217;uno dall&#8217;altro non pi\u00f9 di una ventina di chilometri. Nevica, eppure il cielo \u00e8 solo nascosto da una sottile nebbia alta. A trasformare l&#8217;aria in fiocchi bianchi \u00e8 un fenomeno dovuto alla condensazione di vapori emessi da due grandi impianti, che fanno paura: il termodistruttore di Parona e la raffineria dell&#8217;Eni. La gente del posto ci ha fatto l&#8217;abitudine, ma c&#8217;\u00e8 ancora chi prima si stupisce e poi si spaventa. E mette insieme storie e fatti che raccontano come la Lomellina, terra di riso e di cascine, si stia trasformando nella pattumiera della provincia di Pavia, in una delle zone che politica ed affari hanno deciso di eleggere territorio dei rifiuti e dell&#8217;inquinamento. La Lomellina, d&#8217;altro canto, ha una serie di vantaggi: non \u00e8 densamente abitata, ha buone vie d&#8217;accesso per quanto riguarda il trasporto su asfalto, ha una situazione di povert\u00e0 industriale e di disoccupazione che rendono difficile contestare anche il peggiore dei progetti se porta soldi e magari qualche posto di lavoro. Lomellina, terra di discariche e di inceneritori. Non lo diciamo noi, lo dice l&#8217;Arpa Lombardia, presentando la situazione ambientale della provincia di Pavia: \u00abIl numero di imprese industriali vede la provincia di Pavia all\u2019ottavo posto nel panorama regionale, con una concentrazione delle attivit\u00e0, di tipologia estremamente varia, in Lomellina, ove si localizza anche il maggior numero di discariche\u00bb. I numeri possono aiutare. E sono solo i numeri recenti, quelli disponibili tra le carte di un&#8217;amministrazione provinciale che negli ultimi vent&#8217;anni ha fatto di tutto salvo programmare la gestione e la raccolta dei rifiuti. Sono quelli degli impianti di trattamento rifiuti e in esercizio nel 2011 appena trascorso, la bellezza di 110, ossia uno ogni 5.000 abitanti, uno ogni 26 chilometri quadrati. Insomma, in una giornata limpida ci si potrebbe guardare attorno certi di posare lo sguardo, prima o poi, su un piccolo o grande impianto. Veniamo ai numeri pi\u00f9 dettagliati, dunque. Ci sono 9e impianti autorizzati per trattamento e recupero fanghi in agricoltura, 10 autorizzati per solo stoccaggio di rifiuti, 7 per termodistruzione, 7 di discarica, 5 di compostaggio, 19 di autodemolizione, 10 di selezione e cernita, 53 di recupero rifiuti vari, 3 di depurazione rifiuti liquidi, 4 di inertizzazione, 10 piattaforme per rifiuti urbani, 53 piazzole ecologiche di Comuni, 1 gassificatore. \u00abQuesti impianti \u2013 spiegano all&#8217;assessorato provinciale alle politiche ambientali &#8211; possono essere autorizzati contemporaneamente a pi\u00f9 di una delle citate attivit\u00e0 contemporaneamente\u00bb. Vi sono poi quelli autorizzati ed in esercizio: 7 impianti mobili di triturazione rifiuti e 81 impianti di recupero in procedura semplificata. Negli ultimi 3 anni sono stati rilasciati (non considerando le autorizzazioni di rinnovo e per varianti sostanziali agli impianti) atti di iscrizione al registro impianti di recupero per 14 nuovi impianti in procedura semplificata e autorizzazioni per 34 nuovi impianti in procedura ordinaria (vi sono comprese quelle per le piazzole per rifiuti urbani e gli impianti mobili). Negli ultimi 3 anni, infine, sono state respinte 2 istanze di iscrizione in procedura semplificata, cancellati 2 impianti dal registro dei recuperatori in semplificata e revocate 2 autorizzazioni per impianti in procedura ordinaria. Infine, un ultimo dato numerico: negli ultimi dieci anni la Regione Lombardia ha esaminato per la provincia di Pavia 82 procedure di diverso tipo che sono poi state autorizzate. Lo scenario \u00e8 impressionante. Per tornare alla \u201cneve\u201d di Parona, basti dire che intorno al paese, a far ala al termodistruttore, ci sono un&#8217;industria di prodotti chimici, una di produzione di vernici, una fonderia di alluminio e una di ghisa. Sono, come vedremo, affari importanti, spesso milionari. L&#8217;utile, in questi progetti, \u00e8 altissimo, la tecnologia richiesta spesso non supera quella artigianale, i costi bassi. Una mancata e seria pianificazione provinciale della gestione dei rifiuti \u00e8 forse la causa di quanto sta accadendo, del proliferare di domande per realizzare impianti di trattamento dei rifiuti e discariche per l&#8217;amianto. L&#8217;amministrazione provinciale di Pavia si \u00e8 sempre difesa spiegando che non era sua competenza (e non lo \u00e8 tuttora) indicare i siti adatti a discariche per lo smaltimento dell&#8217;amianto. Qual \u00e8 la situazione attuale sotto il profilo normativo? I criteri di localizzazione per le discariche di inerti ci sono (anche se nel Piano provinciale rifiuti il termine \u201camianto\u201d non compare quasi mai), ma basati sul principio di escludere alcune aree non idonee, non assumendosi la responsabilit\u00e0 di indicare quelle idonee. Insomma, come ci conferma l&#8217;attuale assessore provinciale all&#8217;Ambiente, Alberto Lasagna, \u00ab\u00e8 mancata la pianificazione di lungo periodo prima da parte della Regione e poi della Provincia nel non sollecitare la stessa Regione. Con buona probabilit\u00e0, anche se non posso averne a posteriori la certezza, una migliore pianificazione avrebbe evitato la situazione nella quale ci troviamo adesso\u00bb. All&#8217;inizio del 2012 proprio l\u2019assessore Alberto Lasagna ha cercato di convincere la Regione a dare una frenata di tre, quattro mesi alle conferenze di servizio sulle discariche di amianto per dare tempo alla Provincia di fare quello che non \u00e8 stato fatto nel decennio precedente: fornire, insieme ai sindaci del territorio, un&#8217;indicazione appunto pianificatoria rispetto alle discariche per il cemento-amianto. Siamo di fronte a vicende che hanno visto la popolazione pavese schierarsi contro i progetti, la politica a interrogarsi e gli imprenditori a difendersi. Tutto regolare sotto il profilo amministrativo e ovviamente penale. Eppure, in questi anni, si \u00e8 sempre sentita la necessit\u00e0 di tenere la guardia alta. Anche perch\u00e9, a volte, storie che sono al centro di storie giudiziarie hanno sfiorato la provincia di Pavia. E&#8217; il caso dell&#8217;inchiesta sull&#8217;assessore regionale Nicoli Cristiani. Da un colloquio intercettato, a un tavolo di ristorante, gli investigatori scoprono che imprenditori e politici si dividono la Lombardia. Meglio, gli affari sui rifiuti in Lombardia. Una vera e propria spartizione del territorio.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong> &#8211; <span style=\"line-height: 20px;\">17 marzo 2012<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\"><strong>\u00abL\u2019inceneritore non rende\u00bb Vigevano vuole andarsene<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 16px; line-height: 20px;\"><strong>di Sandro Barberis <\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Il matrimonio tra Vigevano e Lomellina Energia dura da quasi otto anni. Nell\u2019estate del 2004 l\u2019amministrazione comunale vigevanese di area Forza Italia guidata da Ambrogio Cotta Ramusino compr\u00f2 per 6,5 milioni di euro il 20% del termodistruttore di Parona (nella foto un particolare dell\u2019interno), che aveva aperto i battenti nel 2000. Nel 2005 \u00e8 stata realizzata anche la seconda linea dell\u2019inceneritore. Ora il termo paronese ha due forni che bruciano 380mila tonnellate di rifiuti all\u2019anno e garantiscono la produzione di 38 megawatt di energia elettrica. L\u2019Asm Isa (che al 95,23% \u00e8 del Comune di Vigevano) ha il 20% di Lomellina Energia a cui paga oltre 2 milioni 800mila euro per gettare nei forni i rifiuti raccolti nei cassonetti di Vigevano. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">VIGEVANO Nell\u2019arco di qualche mese il termovalorizzatore di Parona, che brucia 380mila tonnellate all\u2019anno di rifiuti, potrebbe non avere pi\u00f9 alcun controllo pubblico. Il Comune di Vigevano \u00e8 sempre pi\u00f9 intenzionato a disfarsi della quota che detiene all\u2019interno di Lomellina Energia, la societ\u00e0 che gestisce l\u2019impianto paronese, tramite la municipalizzata Asm Isa che si occupa della raccolta dei rifiuti in citt\u00e0. Alla base della scelta dell\u2019amministrazione leghista di Vigevano c\u2019\u00e8 una divergenza di vedute con gli altri soci di Lomellina Energia. Non solo. C\u2019\u00e8 anche un problema di tipo economico. Intorno all\u2019impianto di Parona ruota un fiume di denaro, 80 milioni di euro all\u2019anno circa, ma la struttura non rende, o rende pochissimo. Dall\u2019esercizio 2011 potrebbero non arrivare dividendi agli azionisti di Lomellina Energia che sono l\u2019Asm Isa di Vigevano (20% delle quote) e la societ\u00e0 Mf Waste, una controllata della Linea Group Holding che fa riferimento al gruppo bresciano Cogeme, che ha il resto delle azioni. A causare la non redditivit\u00e0 delle due linee dell\u2019inceneritore di Parona \u00e8 anche un\u2019azione legale che Lomellina Energia ha in corso con il Gse, societ\u00e0 che ritira e colloca sul mercato i 38 megawatt di energia elettrica prodotta annualmente dal termovalorizzatore paronese. A dicembre, dopo una comunicazione del Gse a Lomellina Energia, c\u2019\u00e8 stata una riduzione da parte della societ\u00e0 che acquista energia della tariffa pagata all\u2019inceneritore di Parona per i certificati verdi (documenti che attestano la produzione di energia elettrica da fonti alternative). Questo ha provocato una differenza nei conti di Lomellina Energia di circa 4,5 milioni di euro. \u00abNon sappiamo ancora se questa somma sar\u00e0 iscritta come entrata nel bilancio 2011 che \u00e8 in fase di chiusura &#8211; spiega l\u2019amministratore delegato di Linea Holding Fabrizio Scuri &#8211; se questi soldi saranno inseriti a bilancio nel 2011 l\u2019impianto di Parona ha guadagnato e potrebbero esserci dividendi. Se non sar\u00e0 inserita questa somma a bilancio invece chiuder\u00e0 intorno alla parit\u00e0 tra entrate ed uscite\u00bb. Quindi anche la municipalizzata di Vigevano rischia di restare a bocca asciutta dalla divisione degli \u201cutili\u201d 2011. Non solo, oltre al mancato introito, c\u2019\u00e8 anche la beffa. Asm Isa, guidata da Davide Battaglia consigliere comunale di maggioranza dell\u2019amministrazione leghista di Andrea Sala, \u00e8 sia in parte proprietaria dell\u2019impianto di Parona che \u00e8 diretto da Vincenzo Filisetti (un uomo di punta della Cogeme). Ma allo stesso tempo \u00e8 anche cliente del termodistruttore, a costi altissimi come ribadito a pi\u00f9 riprese dal sindaco di Vigevano. Asm Isa paga a Lomellina Energia 112,35 euro per ogni tonnellata di rifiuti indifferenziati che getta nei forni di Parona. Da Vigevano arrivano annualmente circa 25mila tonnellata di rifiuti. A conti fatti Asm sborsa all\u2019anno oltre 2 milioni e 800mila euro. Spesa che per forza di cose ricade poi sulle tasche dei vigevanesi. Un costo che non solo non \u00e8 diminuito dal 2004 (quando il Comune di Vigevano compr\u00f2 per 6,5 milioni di euro il 20% di Lomellina Energia), ma \u00e8 aumentato. L\u2019ultimo ritocco nel 2011 \u00e8 stato di 3 euro alla tonnellata. \u00abLa tensione \u00e8 altissima\u00bb ha detto in settimana Sala riguardo ai rapporti che intercorrono tra il Comune di Vigevano e gli altri soci di Lomellina Energia, che ha in progetto la costruzione di una terza linea di incenerimento a Parona: \u00abGi\u00e0 si ferma spesso la prima linea. Siamo decisamente contrari alla costruzione della terza &#8211; ha ribadito il sindaco di Vigevano Andrea Sala &#8211; va contro i principi ambientali della mia amministrazione. La priorit\u00e0 \u00e8 la salute dei cittadini e la qualit\u00e0 dell\u2019aria. Questa volont\u00e0 \u00e8 in contrasto con la politica industriale di Lomellina Energia, che sa che vogliamo vendere le quote\u00bb. Da Asm Isa arriva una conferma delle intenzioni di cedere le azioni possedute all\u2019interno di Lomellina Energia: \u00abLa nostra posizione sulla cessione delle quote &#8211; spiega il presidente del consiglio d\u2019amministrazione Davide Battaglia &#8211; \u00e8 in totale sintonia con quella del sindaco\u00bb.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong> &#8211; 14 marzo 2012<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>\u00abRifiuti, basta nuovi inceneritori\u00bb<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">SANTA CRISTINA Oggi a Milano, nella sede della Regione, la direzione generale Territorio e urbanistica presenter\u00e0 la Vas (valutazione ambientale strategica) del Programma regionale di gestione dei rifiuti. I sindaci della Bassa, a partire da Santa Cristina, si presenteranno alla prima conferenza con un documento in cui si chiede, senza mezzi termini, di non prevedere pi\u00f9 alcun tipo di impianti in provincia di Pavia. Una formula necessariamente generica, quella utilizzata dal sindaco Elio Grossi, visto il contesto in cui verr\u00e0 presentata l\u2019osservazione. Ma l\u2019obiettivo \u00e8 uno solo: il raddoppio dell\u2019inceneritore di Corteolona. Che infatti, nella premessa, viene citato espressamente, cos\u00ec come nella parte finale del documento. \u00ab La produzione dei rifiuti solidi urbani in provincia \u00e8 di circa 300 mila tonnellate rispetto alla capacit\u00e0 di termodistruzione di 380 mila tonnellate di Parona e di 75 mila di Corteolona \u2013 si fa notare nell\u2019osservazione che verr\u00e0 presentata oggi \u2013 a fronte di una raccolta differenziata del solo 28 per cento del totale prodotto. Per questo motivo le amministrazioni che aderiscono a questa richiesta chiedono di non procedere ad ulteriori autorizzazioni di realizzazioni di nuovi impianti finalizzati alla termodistruzione e che promuova l\u2019incremento di recupero\/riciclo dei rifiuti e della frazione umida\u00bb. Ma oggi la Regione dovrebbe anche svelare le carte in materia, illustrando quale sar\u00e0 il suo orientamento intema di rifiuti. La conferenza sulla Vas, infatti, \u00e8 anche l\u2019occasione per spiegare successivamente, provincia per provincia, la programmazione prevista per la gestione dei rifiuti nei prossimi anni. \u00abSorprese non dovrebbero essercene \u2013 commenta Grossi \u2013. La partita si gioca comunque con la seconda conferenza Vas. Intanto noi mettiamo subito in chiaro come la pensiamo\u00bb.(<strong>g.s.<\/strong>)<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong> &#8211; 17 novembre 2011<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Centrale a biogas, \u00e8 scontro<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">CILAVEGNA Una centrale elettrica a biogas nascer\u00e0 nelle campagne verso Parona. Una societ\u00e0 di scopo costituita da agricoltori e imprenditori della zona realizzer\u00e0 infatti un impianto alimentato a mais della potenza di un megawatt: la giunta ha gi\u00e0 dato parere positivo, in attesa che se ne discuta il 29 novembre prossimo in consiglio comunale, convocato per l\u2019assestamento generale del bilancio. L\u2019area in questione \u00e8 prevista nel Piano di governo del territorio in fase di stesura. E l\u2019impianto per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili \u00e8 gi\u00e0 fonte di polemiche fra la maggioranza di centrodestra e l\u2019opposizione del Partito democratico. Il sindaco Giuseppe Colli difende la posizione della giunta. \u00abLa convenzione fra il Comune e la societ\u00e0 proponente ci permetter\u00e0 di introitare una somma complessiva di 100mila euro, in parte da destinare a finalit\u00e0 economiche e sociali \u2013 spiega \u2013 Mi sembra che l\u2019operazione sia vantaggiosa per il nostro paese, tanto pi\u00f9 che l\u2019impianto sar\u00e0 alimentato da fonti rinnovabili e non prevede emissioni inquinanti\u00bb. Inoltre, 15mila euro saranno destinati alla parrocchia dei santi Pietro e Paolo, mentre una parte rilevante dell\u2019accordo \u00e8 costituita dall\u2019assunzione di manodopera locale. \u00abAbbiamo chiesto espressamente di attingere ai cittadini di Cilavegna ancora senza lavoro, oltre alle ditte locali che saranno chiamate per la manutenzione ordinaria e straordinaria\u00bb, conferma il sindaco. Dalla minoranza di centrosinistra, per\u00f2, si alzano le prime barricate. \u00abLa centrale non ci convince per nulla: siamo perplessi perch\u00e9 riteniamo che sarebbe corretto usare il mais, che sarebbe impiegato nella centrale come carburante, per quello che \u00e8, cio\u00e8 un alimento \u2013 spiega Alberto Pisani, ex assessore e oggi sui banchi della minoranza con Progetto per Cilavegna \u2013 La giunta sostiene che non poteva fare diversamente ed era costretta a dare il via libera, ma noi crediamo che si potesse dire di no. Ci sar\u00e0 un ritorno economico per il Comune, ma la Lomellina \u00e8 gi\u00e0 fin troppo satura di centrali di questo tipo e alla fine anche la nostra sarebbe realizzata solo per una motivazione economica\u00bb. Il sindaco Colli chiosa: \u00abNon mi sembrano appropriate le accuse di Pisani. Dall\u2019operazione il Comune ricever\u00e0 solo benef\u00ecci, sia in termini di introiti economici sia di occupazione\u00bb. <strong>Umberto De Agostino<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong> &#8211; 16 novembre 2011<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Fanghi, amianto e adesso le ceneri<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">di Filiberto Mayda GALLIAVOLA Saranno i tre punti del \u201ctriangolo maledetto\u201d: l\u2019ipotizzata discarica per l\u2019amianto alla cascina Gallona di Ferrera Erbognone, al confine con il territorio di Sannazzaro; l\u2019impianto di trattamento fanghi di Lomello; e, ora si teme, il progetto che pareva dimenticato della discarica di \u00abprodotti inerti e ceneri inertizzate\u00bb (tra cui quelle dell\u2019inceneritore di Parona) a Galliavola. Un progetto, quest\u2019ultimo, gi\u00e0 bocciato dal Comune, dalla Provincia e dalla Regione, perch\u00e9 &#8211; in buona sostanza &#8211; ritenuto troppo vicino all\u2019area residenziale. Ma la normativa, nel frattempo, sarebbe cambiata, e quella distanza \u00e8 stata ridotta. Insomma, a sentire il proponente del progetto, ossia Asm Lomellina, oggi questa discarica si potrebbe fare. E, a quanto pare, \u00e8 in discussione, davanti al Tribunale amministrativo regionale, il ricorso presentato da Asm. \u00cc giudizi negativi da parte del Pirellone erano stati abbastanza chiari: dal corso d\u2019acqua dell\u2019Agogna c\u2019\u00e8 una distanza di soli 320 metri, l\u2019area interessata dall\u2019intervento \u00e8 di ben 147mila metri quadrati con un depositivo definitivo di circa 500mila metri cubi. Insomma, \u00e8 grande. E a soli 650 metri di distanza ci sono le prime abitazioni, in particolare la casa di riposo per anziani. Mancava poi, nel progetto, un \u00abidoneo piano di gestione delle terre di scavo, considerate rifiuti\u00bb e non si teneva conto che la discarica sarebbe sorta nel \u00abcorridoio ecologico primario individuato dalla Rete Ecologica Regionale\u00bb, che prevede un corridoio di salvaguardia di 500 metri dall\u2019asta fluviale del torrente Agogna. Infine, il progetto di ripristino viene giudicato \u00abinsufficiente alla ricomposizione naturalistica\u00bb. Insomma, una bocciatura a tutto tondo. Ma Asm non si era arresa, ricorrendo al Tar. Della vicenda, da un paio di anni, nessuno aveva pi\u00f9 parlato. Ora la giunta guidata dal sindaco Luigi Borlone ha incaricato della propria tutela legale lo studio Robecchi Majnardi di Pavia. \u00abA breve ci sar\u00e0 una riunione fra i legali incaricati e i capigruppo consiliari, in cui la situazione sar\u00e0 illustrata nei minimi dettagli\u00bb, conferma Carlo Carrera, capogruppo di maggioranza. Ma le polemiche politico-amministrative non mancano. \u00abCi stupiamo che il sindaco di Galliavola non ha ancora comunicato alla popolazione che cosa stia succedendo sul fronte discarica delle ceneri \u2013 commenta Loredana Longo, capogruppo della minoranza \u201cTradizione e futuro\u201d \u2013 Noi non entriamo nel merito dei pesanti contenuti dell\u2019istanza cautelare presentata l\u2019estate scorsa da Asm, che ha l\u2019evidente scopo di ribaltare la prima sentenza da cui la societ\u00e0 \u00e8 uscita perdente, ma facciamo notare a tutti che la guerra agli impianti a rischio non \u00e8 finita: pertanto state e stiamo tutti in allerta\u00bb. La vicenda giudiziaria era ripresa in primavera, quando la Regione aveva dato un parere di compatibilit\u00e0 ambientale sfavorevole: fra le osservazioni sollevate anche dal Comune, la progettata discarica si troverebbe appunto a meno di un chilometro della casa di riposo La Castellana. \u00abGi\u00e0 due anni fa avevo fatto rilevare che si trova a meno di mille metri dal perimetro del sito individuato da Asm: questa distanza \u00e8 prevista dal decreto della giunta regionale 8\/220 del 2005\u00bb, dice Borlone. Asm Lomellina Inerti, costola di Asm Isa spa di Vigevano, aveva presentato un primo ricorso e ora, con l\u2019istanza cautelare, ribadisce il fatto che la normativa regionale non impedirebbe la nascita di un impianto per lo stoccaggio delle ceneri. Una legge successiva a quella citata dal Comune, infatti, avrebbe ridotto la distanza a 500 metri. Con buona pace degli anziani della casa di riposo. (ha collaborato <strong>Umberto De Agostino<\/strong>)<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><strong>La Lomellina<\/strong> &#8211; Il settimanale della Gente &#8211; Mercoled\u00ec 09 Novembre 2011<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Spunta una nuova centrale a biogas<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Un Pgt che non rompe con il passato. L\u2019opposizione cos\u00ec vede il Piano di Governo del Territorio che l\u2019amministrazione del sindaco Giuseppe Colli sta preparando perch\u00e9 sia adottato in via definitiva entro la prossima primavera. \u201cIl giudizio \u2013 apre il consigliere di Progetto per Cilavegna Alberto Pisani \u2013 per ora non pu\u00f2 che essere parziale, perch\u00e9 ho potuto di vedere solo di recente quanto si sta preparando e mi pare, comunque, che si sia ancora ad un livello di bozza.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Questo almeno \u00e8 quello che ho potuto constatare in commissione urbanistica\u2026 Non va a sconvolgere la fisionomia di Cilavegna e perci\u00f2 si pone in continuit\u00e0 con quanto si \u00e8 fatto in passato, del resto il tecnico che si sta occupando della redazione del Pgt \u2013 l\u2019architetto Renato Lavezzi \u2013 \u00e8 quello che storicamente ha seguito lo sviluppo dell\u2019urbanizzazione di Cilavegna\u201d. A livello generale Progetto per Cilavegna condivide la scelta di tenere conto della ripartizione insediativa che si \u00e8 prodotta nel tempo, cos\u00ec come la volont\u00e0 di limitare il pi\u00f9 possibile il consumo di suolo in accordo alle linee guida regionali. Ciononostante, ad un giudizio tutto sommato positivo su quelli che sono gli indirizzi generici del Pgt, si sostituisce una valutazione maggiormente critica della scelta di prevedere l\u2019insediamento di una centrale elettrica a biogas nell\u2019area che collega il paese a Parona. \u201cLa centrale \u2013 spiega Pisani \u2013 non ci convince per nulla. Siamo perplessi perch\u00e9 riteniamo che sarebbe corretto usare il mais, che sarebbe impiegato nella centrale come carburante, per quello che \u00e8, un alimento. L\u2019amministrazione dice che non poteva fare diversamente ed era costretta a dare il via libera, per\u00f2 io credo si potesse dire di no. Di certo ci sar\u00e0 un ritorno economico per il comune, ma la Lomellina \u00e8 gi\u00e0 fin troppo satura di centrali e quindi alla fine questa la si farebbe solo per una motivazione economica\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Pi\u00f9 conciliante invece la posizione circa il recupero delle aree industriali dismesse, quella storica dell\u2019ex Cagi e quella collocata dietro la Comez, sulla strada per Gravellona. \u201cDovr\u00e0 essere trovata una soluzione adatta \u2013 dichiara il consigliere comunale \u2013 per l\u2018ex Cagi che, trovandosi a ridosso del centro citt\u00e0, necessita di essere recuperata. Gli insediamenti dietro la Comez, invece, sono di difficile recupero in questo momento economico, per\u00f2 \u00e8 importante che si trovino soluzioni che tutelino le aziende che sono ancora aperte in quell\u2019area\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><a title=\"Inceneritori, le verit\u00e0 nascoste\" href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2011\/03\/07\/inceneritori-le-verita-nascoste\/95799\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Inceneritori, le verit\u00e0 nascoste<\/a> &#8211; <a title=\"Home Page del Fatto Quotidiano\" href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il Fatto Quotidiano<\/a> &#8211; 7 Marzo 2011<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Aveva 46 anni Antoine Lavoisier quando, nel 1789, pubblic\u00f2 il suo Trait\u00e9 \u00c9l\u00e9mentaire de Chimie (Trattato elementare di chimica) . Un trattato che apr\u00ec le porte della chimica moderna e che racchiudeva una delle leggi pi\u00f9 importanti su cui si \u00e8 basata la ricerca: la legge della conservazione della massa. Forse alcuni di voi la ricordano dagli studi del liceo, forse altri ne avranno sentito parlare in qualche trasmissione scientifica; a Palazzo Chigi di Lavoisier non sembrano averne mai avuto notizia.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Da tempo i nostri politici parlano di \u201ctermovalorizzatori\u201d, termine inesistente sia nel gergo tecnico sia nella stessa lingua italiana, che lo ha dovuto adottare per forza di cose, non essendoci in Italia un confronto pubblico tra i diversi pareri in gioco. Anche in questi giorni, mentre a fatica si tenta di riportare la situazione napoletana alla normalit\u00e0, la bufala viene riproposta come soluzione. Gli inceneritori &#8211; chiamiamoli con il loro vero nome \u2013 seguono le stesse leggi della chimica di tutti gli altri processi in natura, riducendo per combustione il volume dei rifiuti immessi, modificandone la composizione chimica, ma non la massa. Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">All\u2019inaugurazione dell\u2019inceneritore di Acerra, Berlusconi lo aveva definito \u201cun dono di Dio\u201d, una tecnologia innovativa da adottare in giro per l\u2019Italia, che \u201cinquina quanto due auto di media cilindrata poste a 110 metri di altezza\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">La verit\u00e0, come spesso accade rispetto alle dichiarazioni dei nostri politici, \u00e8 ben altra. L\u2019impianto di Acerra \u00e8 ben lontano dall\u2019essere un prodigio della tecnica: dell\u2019energia prodotta, solo un quarto viene impiegata per produrre elettricit\u00e0. Il calore in eccesso, che potrebbe essere recuperato per il teleriscaldamento, viene smaltito in aria e in acqua, contribuendo ulteriormente all\u2019abbassamento dell\u2019efficienza di produzione, differentemente da quanto dichiarato da alcuni esponenti politici. La pochissima energia elettrica prodotta, in parte riassorbita dall\u2019impianto per il suo funzionamento, viene incentivata oltremisura con i fondi del Cip6, destinati sulla carta alle fonti rinnovabili, il cui 92% \u2013 oltre 2.5 miliardi di euro all\u2019anno \u2013 \u00e8 invece finito ad arricchire le imprese che avevano costruito gli inceneritori.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">A una scarsa efficienza energetica si aggiunge l\u2019estrema pericolosit\u00e0 dei prodotti di scarto. Nel solo impianto di Acerra dovrebbero essere processate 81.21 tonnellate di rifiuti solidi urbani ogni ora, dai quali \u00e8 stata eliminata (a meno di non smaltire le ecoballe che la stessa Fibe, azienda costruttrice dell\u2019impianto, ha prodotto per anni illegalmente) la cosiddetta \u201cfrazione umida\u201d. In sostanza, il potere calorifico che permette il parziale recupero dell\u2019energia si basa principalmente su materiali come plastica, legno e carta, ampiamente riciclabili e dalle quali si potrebbe risparmiare fino a 7 volte l\u2019energia impiegata per produrne di nuove e allo stesso tempo dare un serio apporto all\u2019occupazione, visto l\u2019indotto che si crea intorno alla filiera del riciclaggio.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Tuttavia, non si tratta unicamente di un problema energetico. In uscita dall\u2019impianto, tra scorie provenienti dalla camera di combustione e dalle ceneri ottenute dal trattamento dei fumi, escono circa 21 tonnellate di rifiuti speciali, il cui smaltimento resta un compito difficile, generalmente affidato ad impianti di stoccaggio dedicati. Il problema di eliminare le discariche, quindi, \u00e8 solo ridotto al costo di un aumento della tossicit\u00e0 del rifiuto da stoccare.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Le centinaia di materiali diversi che vengono combusti nell\u2019impianto comprendono anche metalli pesanti e cloro \u2013 per citarne alcuni \u2013 che inevitabilmente fuoriescono dai camini, spesso legandosi chimicamente lontano dalle centraline di rilevamento per creare composti tossici di cui l\u2019uomo \u00e8 bioaccumulatore (es. diossine) o ridotte a dimensioni cos\u00ec piccole da illudere i sensori previsti dalla legge (nanopolveri), ma sufficientemente per superare la nostra barriera ematocerebrale e causare un aumento dell\u2019incidenza di patologie oncogene.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Si tratta di circa 65 tonnellate ogni ora a cui vanno aggiunti i reagenti immessi nel trattamento, arrivando a circa 80 tonnellate ogni ora di composti di varia natura immessi in atmosfera, che vanno a precipitare sul terreno di un\u2019area valutabile in qualche centinaio di chilometri quadrati. Nonostante le certezze della scienza, la strategia per affrontare la questione dei rifiuti in Italia \u00e8 sempre la stessa: assegnare agli inceneritori il ruolo cardine della soluzione, aprire qualche nuova discarica con la scusante dell\u2019emergenza e sbandierare dichiarazioni a vuoto sull\u2019importanza della raccolta differenziata all\u2019interno del ciclo.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Peccato che sia le leggi italiane \u2013 in particolare il Dlgs 152\/06 e la Legge 296\/06 \u2013 sia le direttive europee sostengano il contrario, obbligando a quote di riciclaggio del 60% entro quest\u2019anno. Ad oggi, invece, solo 25 province riescono a superare la quota del 40%. Campania e Lazio sono i fanalini di coda tra le Regioni, con poco pi\u00f9 del 10% e la Sicilia non gode di posizioni migliori: Palermo e Messina non raggiungono il 5%, saturando discariche che dovrebbero essere destinate ad accoglierne solo una piccola percentuale. San Francisco, la cui popolazione raccoglie quella di Napoli e Roma messe insieme, ha superato da poco il 75% della raccolta differenziata, raddoppiando in pochi mesi la quota attraverso la raccolta porta a porta.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Ma il riciclaggio \u00e8 nemico degli inceneritori, perch\u00e9 li priva della loro materia prima, impoverendo le qualit\u00e0 caloriche del rifiuto urbano e rendendo poco conveniente il recupero energetico, persino in presenza dei fondi del Cip6. Le dichiarazioni dei politici inneggianti a un tragitto obbligato che impieghi entrambe le soluzioni, cominciando dalla costruzione di impianti di incenerimento, mostra l\u2019evidente ignoranza rispetto a semplici principi di fisica e di chimica, o peggio, la malafede nella pianificazione della gestione dei rifiuti.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">L\u2019Italia persiste nell\u2019adottare tecnologie obsolete e non sostenibili, che in fondo riflettono perfettamente i caratteri della sua classe dirigente. Assenza di pianificazione a lungo termine, ignoranza diffusa e corruzione: forse i veri rifiuti da smaltire siedono in Parlamento.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong> &#8211; <\/span><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">10 febbraio 2011<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Corteolona, il no in Provincia<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">CORTEOLONA. Ecodeco ci metter\u00e0 almeno tre mesi per rivedere il piano di ampliamento dell\u2019inceneritore di Corteolona, ma nel frattempo il fronte del no non intende stare a guardare.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">E al prossimo consiglio provinciale si presenteranno tutti insieme, sindaci e cittadini, per chiedere a Piazza Italia di esprimersi su questo progetto. L\u2019occasione sar\u00e0 la mozione dei consiglieri di Rifondazione Teresio Forti e Giuseppe Invernizzi. Poche righe, ma forti: \u00abIl consiglio provinciale si esprime in senso contrario al progetto e impegna questa Amministrazione ad intervenire presso la Regione affinch\u00e8 non venga rilasciata l\u2019autorizzazione\u00bb. Due i punti su cui Rifondazione fa leva: \u00abL\u2019impianto ha una capacit\u00e0 di ulteriori 230 tonnellate di rifiuti &#8211; spiega Invernizzi &#8211; quindi risponde ad esigenze ben diverse da quelle del territorio provinciale. Inoltre, stando al Piano rifiuti deciso dalla Provincia, l\u2019inceneritore non serve. Abbiamo gi\u00e0 Parona, che brucia pi\u00f9 del fabbisogno locale\u00bb. Rifondazione ha fatto appello al popolo dei contrari sparso tra 25 paesi della Bassa affinch\u00e8 si presenti in consiglio per \u00abevitare che non si discuta la mozione\u00bb. In effetti il sindaco di Belgioioso Fabio Zucca, nonch\u00e8 consigliere provinciale, aveva gi\u00e0 presentato un\u2019interpellanza, ma dopo due mesi non se n\u2019\u00e8 ancora discusso: \u00abCome territorio sicuramente non abbiamo bisogno di un inceneritore. E poi sono contrario ad un modello che prevede solo centri commerciali e rifiuti. Ma qui siamo in una regione dove decide il Pirellone non il territorio, vedi il caso di Borgarello\u00bb. Anche Santa Cristina ci sar\u00e0: \u00abNon solo, se avremo la possibilit\u00e0 di intervenire lo faremo. Tanto pi\u00f9 che ora proporremo alla Convenzione ambientale del Basso Pavese (che comprende 17 Comuni) di dire no al progetto di Ecodeco\u00bb. Cos\u00ec come ci sar\u00e0 Monticelli: \u00abLa nostra provincia gi\u00e0 smaltisce rifiuti di Sondrio, Emilia e Piemonte, che necessit\u00e0 abbiamo di un nuovo inceneritore, che indubbiamente inquina, se non per occuparci di scarti di altre regioni? In pi\u00f9 il Piano rifiuti approvato da Piazza Italia prevede pi\u00f9 differenziata e non nuovi impianti\u00bb. Non mancheranno neppure cittadini del Comitato contro il temovalorizzatore: \u00abCi saremo sicuramente con cartelli e striscioni &#8211; spiega Cristina Barzaghi &#8211; I nostri politici amano contarci e, in periodo pre-elezioni, faremo valere i nostri numeri e il nostro dissenso\u00bb.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">&#8211;<strong>Linda Lucini<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong> &#8211; 04 gennaio 2011<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Clir, sconto a chi differenzia meglio i rifiuti<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"line-height: 20px; font-size: 16px;\">MEDE. <strong>Il metodo di calcolo degli importi a carico dei Comuni soci del Clir spa va rivisto secondo \u00abcriteri di maggiore equit\u00e0\u00bb. All\u2019orizzonte della societ\u00e0 di raccolta e smaltimento dei rifiuti con sede a Mortara si profila una rivoluzione<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"line-height: 20px; font-size: 16px;\">Ovvero, i Comuni pi\u00f9 popolosi seguono una \u00abpratica virtuosa\u00bb che, paradossalmente, sembra penalizzarli sotto l\u2019aspetto economico. Ne parla il sindaco di Mede, Giorgio Guardamagna. \u00abL\u2019argomento \u00e8 gi\u00e0 stato affrontato nell\u2019ultimo anno: credo che nel calcolare le somme dovute dai soci vada tenuto conto di alcuni aspetti oggettivi, primo fra tutti, il costo superiore a carico dei Comuni con la piazzola ecologica e che svolgono la raccolta differenziata porta a porta &#8211; dice &#8211; Inoltre, i Comuni al di sotto dei 5mila abitanti versano il 10% in meno rispetto a quelli maggiori: in questo modo, l\u2019attenzione posta da alcuni Comuni soci a pratiche virtuose \u00e8 sostanzialmente penalizzata da un sistema di calcolo dei costi ormai superato\u00bb. Senza contare che non tutti i Comuni hanno aderito al progetto di monitoraggio ambientale svolto dall\u2019istituto di ricerche \u00abMario Negri\u00bb di Milano, convenzionato con il Clir spa. In sostanza, Mortara, Mede, Robbio, Gambol\u00f2, Sannazzaro, Cilavegna e Dorno chiedono \u00abmaggiore equit\u00e0\u00bb nella distribuzione delle spese. Mario Arcelloni, vice sindaco ed ex sindaco di Robbio, aggiunge: \u00abDieci anni fa costruimmo la piazzola ecologica con una spesa di circa 60mila euro e oggi paghiamo al Clir 15mila euro l\u2019anno per la gestione. Sono costi consistenti, che la gran parte dei 41 Comuni soci non ha mai sostenuto: al contrario, chi si \u00e8 dato da fare, viene penalizzato\u00bb. Oggi il Clir suddivide le tonnellate prodotte in tutto il bacino per il numero di abitanti di ogni Comune, ma qualcuno chiede di rivedere il sistema. Silvano Colli, sindaco di Parona (2mila abitanti) ed ex presidente del Clir, commenta: \u00abIl criterio in discussione era stato deciso 30 anni fa, quando fu costituito il Clir. Ora, se si vuole rimettere in gioco, sarebbe necessaria l\u2019unanimit\u00e0 del territorio\u00bb. In questa fase la mozione Guardamagna \u00e8 al vaglio del consiglio d\u2019amministrazione del Clir, guidato dal presidente Federico Bertani, e del direttore generale Marco Rivolta. In sintesi, il sindaco di Mede suggerisce a tutti i soci di \u00abuniformarsi alle pratiche virtuose\u00bb gi\u00e0 messe in atto dai Comuni maggiori. La decisione, forse, gi\u00e0 entro gennaio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">&#8211;<strong>Umberto De Agostino<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><strong>AGORA VOX<\/strong> &#8211; 12 Gennaio 2011<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Incenerire i rifiuti costa pi\u00f9 che fare la raccolta differenziata<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Sfatato l\u2019antico mito che mandare i rifiuti agli inceneritori conviene alla tasche dei cittadini: riciclare costa meno e fa risparmiare.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Ma a chi avesse ancora qualche dubbio che ambiente e risparmio possano andare d&#8217;accordo, rispondono i<strong> dati di uno studio della Regione Lombardia<\/strong>: nei territori che fanno maggior ricorso all&#8217;incenerimento, questa scelta si traduce in un maggior costo a carico dei cittadini. Questo \u00e8 vero in particolare nei capoluoghi, come ben sanno a <strong>Cremona<\/strong>, citt\u00e0 al 44% di raccolta differenziata, dove il costo medio per abitante \u00e8 di 128 euro, mentre a <strong>Pavia<\/strong>, che a fatica raggiunge il 28% potendo contare sul mega-inceneritore di <strong>Parona<\/strong>, la spesa schizza a 161 euro, ben 33 euro in pi\u00f9. Ma pi\u00f9 in generale il risparmio appare chiaro anche confrontando i dati medi provinciali: le province che superano il 50% di raccolta differenziata e che mandano all&#8217;inceneritore solo piccole quote dei propri rifiuti spendono meno di quelle in cui si trova la gran parte degli inceneritori lombardi: nelle province di Milano, Brescia e Pavia si spende infatti di pi\u00f9 che in quelle di Bergamo, Cremona e Varese.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">E&#8217; quanto emerge da uno studio commissionato da Regione Lombardia sui costi del conferimento e smaltimento dei rifiuti che mette a confronto il sistema dei sacchetti colorati con il tradizionale utilizzo dell&#8217;inceneritore.<strong> E dal paragone gli impianti di incenerimento escono decisamente sconfitti <\/strong>mentre la raccolta differenziata si dimostra il sistema pi\u00f9 conveniente per la gestione dei rifiuti lombardi. Dal dossier, emerge anche un altro dato: tra la raccolta porta a porta e i cassonetti costa meno la raccolta domiciliare rispetto a quella stradale. In media 69,31 euro per abitante con il porta a porta e 74,45 euro per i cassonetti. Quello che vale per la Lombardia, vale anche per il Piemonte: la costruzione del mega-inceneritore del Gerbido, oltre a vanificare i lodevoli sforzi dei cittadini e delle amministrazioni per fare una buona raccolta differenziata, comporter\u00e0 sicuramente un aumento dei costi a carico di tutti noi. Diffidate quindi da chi vi racconta che con l\u2019inceneritore tutti i problemi saranno risolti. Oltre a ci\u00f2 il pericolo \u00e8 che pi\u00f9 i comuni diventeranno \u201cvirtuosi\u201d aumentando la quantit\u00e0 di raccolta differenziata, pi\u00f9 si dovranno bruciare rifiuti \u201cspeciali\u201d o addirittura \u201cpericolosi\u201d oppure importare rifiuti da altre zone, cos\u00ec che oltre alla beffa dei fumi della ciminiera avremo il danno dei fumi di gas di scarico dei camion. Non \u00e8 certo questo il futuro che vogliamo per noi e per i nostri figli e per questo vi invitiamo a tenere d\u2019occhio il sito internet di Rivalta Sostenibile ed i prossimi comunicati perch\u00e9 saranno indette iniziative informative sull\u2019inceneritore del Gerbido.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Noi della Nuova Stagione lo avevano detto nel 2008, dimostrandolo con una dettagliata <a title=\"Analisi bilanci societ\u00e0 raccolta rifiuti \" href=\"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/analisi-bilanci-rifiuti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Analisi tra le due realt\u00e0<\/a>.<\/span><\/span><\/p>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong> &#8211; 15 dicembre 2010<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">\u00abServe il porta a porta\u00bb<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">VOGHERA. Il movimento Voghera 5 Stelle riapre il confronto sulla differenziata. S\u2019invita palazzo Gounela a stralciare il contratto con l\u2019inceneritore. Dopo il dibattito alla fondazione Adolescere, il gruppo consiliare di minoranza fa sintesi con un documento: \u00abSi bruciano rifiuti a Parona perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un contratto capestro che impone addirittura un \u201cminimo garantito\u201d. Voghera farebbe bene a sedersi al tavolo con Lomellina Energia e con la Provincia per rivederlo anticipatamente\u00bb. Solo cos\u00ec secondo il Movimento 5 Stelle si potr\u00e0 dare slancio alla differenziata, scongiurando sanzioni europee. \u00abServe il porta a porta &#8211; sprona il gruppo consiliare d\u2019opposizione -. Vorremmo adottare il sistema sperimentato con successo a Capannori, affidandoci ad esperti della gestione rifiuti e mettendo in atto un coinvolgimento diretto delle associazioni e dei cittadini\u00bb. Si vuole informare e motivare i cittadini, a tutela dell\u2019ambiente e del portafoglio. Il movimento Voghera 5 Stelle insiste sui conti: \u00abDal centro multiraccolta di strada Folciona all\u2019inceneritore di Parona il trasporto dei rifiuti indifferenziati costa 350mila euro l\u2019anno. La differenziata non pu\u00f2 essere lasciata alla sola buona volont\u00e0 dei cittadini. Servono sensibilizzazione e incentivi. Con la raccolta porta a porta si potrebbero anche risparmiare i cassonetti stradali e dare lavoro\u00bb.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">la Provincia Pavese &#8211; 10 dicembre 2010<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">\u00abAvviate la raccolta dell umido\u00bb<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">VOGHERA. Legambiente chiede all\u2019Asm di \u00abavviare senza ulteriori indugi la raccolta separata dell\u2019umido domestico, da destinarsi all\u2019impianto di compostaggio della nostra citt\u00e0, e di non obbligarci a bruciare nell\u2019inceneritore di Parona ogni speranza di soluzione\u00bb. L\u2019associazione propone inoltre \u00abdi rivedere i termini contrattuali, in scadenza nel 2012, tra Asm e l\u2019inceneritore: finch\u00e9 non si abbasser\u00e0 la quantit\u00e0 di rifiuti da conferire all\u2019incenerimento non si potr\u00e0 mai partire seriamente con la raccolta differenziata\u00bb. Il circolo cittadino di Legambiente presenta i dati di una sua campagna per la raccolta dell\u2019alluminio, e ne approfitta per chiedere un maggiore impegno di Asm: \u00abAbbiamo concluso un\u2019azione dimostrativa &#8211; spiega la presidente del circolo, Chiara Depaoli &#8211; e in pochi mesi abbiamo recuperato 40 chili di acciaio, 28 di alluminio e 7 di scatolette alimentari. Abbiamo comunicato l\u2019esito all\u2019Asm. Siamo soddisfatti di avere visto comparire in citt\u00e0 alcune campane blu per la raccolta delle lattine: \u00e8 un segnale apprezzabile, ma non basta\u00bb. Per Legambiente, finora \u00ab\u00e8 mancata la volont\u00e0 politica per fare una convinta raccolta differenziata, accampando spesso ragioni economiche (\u00abcosta troppo\u00bb) altrove superate. L\u2019associazione sottolinea che l\u2019Asm \u00ab\u00e8 una societ\u00e0 in cui il Comune di Voghera rappresenta il 98 per cento dei soci, con un consiglio di amministrazione composto da autorevoli rappresentanti di partito della citt\u00e0\u00bb. Per questo l\u2019azienda dovrebbe impegnarsi a conferire meno rifiuti nell\u2019inceneritore di Parona, che secondo Legambiente \u00ab\u00e8 uno dei siti della nostra provincia con il pi\u00f9 alto livello di inquinamento da pm10. Bisogna ridurre la produzione di rifiuti, sia per diminuire i costi dello smaltimento, sia per trarre un utile dalla vendita delle \u201cmaterie secondarie\u201d raccolte in modo differenziato e conferite agli impianti di lavorazione, dove verranno trasformate in nuovi beni da collocare sul mercato\u00bb. L\u2019associazione ricorda che \u00abmanca completamente un progetto per aumentare la percentuale di raccolta differenziata, sia da parte della Provincia, che del Comune, che di Asm\u00bb. &#8211;<strong> Daniele Ferro<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong> &#8211; 17 novembre 2010<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Discarica nella cava \u00abServe un esame pi\u00f9 approfondito\u00bb<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">CODEVILLA. \u00abCredo proprio che la Provincia chieder\u00e0 la Valutazione di impatto ambientale per il progetto sull\u2019ex cava Bettaglio. In questo modo il piano passerebbe al vaglio della Regione: la questione si complica e i tempi si allungano\u00bb. Mario Anselmi, assessore provinciale all\u2019Agricoltura (nonch\u00e9 ex sindaco di Torrazza Coste, e residente a poche centinaia di metri dalla cava) spiega che il progetto di recupero ambientale presentato dall\u2019azienda Enerty, \u00abnon convince i tecnici della Provincia, che l\u2019hanno ritenuto incoerente. Da una parte &#8211; prosegue Anselmi &#8211; si prevede di recuperare il laghetto che \u00e8 in stato di abbandono, dall\u2019altra per\u00f2 si riempirebbe una cava di materiale inerte: i due obiettivi sono in contrasto tra loro\u00bb. La Provincia ha gi\u00e0 chiesto all\u2019azienda di approfondire il piano attraverso una serie di consistenti integrazioni tecniche, tra cui uno studio idrogeologico, ma ancora non si \u00e8 stabilita la prossima data di discussione, e la Conferenza dei servizi di un mese fa, come spiega Anselmi, \u00abnon ha prodotto nulla\u00bb. L\u2019assessore invita a non forzare i toni: \u00abParlare di discarica in questo momento &#8211; dice &#8211; mi sembra un po\u2019 forzato. Credo che bisogna aspettare il lavoro delle istituzioni, e solo quando saranno fatti gli approfondimenti potremo dire se si tratta di un recupero ambientale o di una discarica. In quest\u2019ultimo caso comunque il piano non passerebbe, perch\u00e9 essendoci l\u2019inceneritore a Parona non si possono fare discariche\u00bb. Ma come residente cosa pensa? \u00abNon sono preoccupato &#8211; risponde Anselmi &#8211; perch\u00e9 ho fiducia nelle istituzioni: se la Provincia chieder\u00e0 la Via anche la Regione far\u00e0 il proprio dovere\u00bb. La mobilitazione dei cittadini per\u00f2 continua. Questa sera si riunisce la consulta Ambiente di Torrazza (il cui acquedotto verrebbe coinvolto in un eventuale inquinamento prodotto dalla cava) e si attende che Provincia e Regione diano una risposta alla segnalazione che la consulta e il comitato \u00abTuteliamo e valorizziamo il territorio\u00bb hanno fatto a inizio novembre: la cava, seppur privata, \u00e8 luogo di passeggiate, e alcuni hanno notato che l\u2019acqua (prima che iniziasse a piovere come negli ultimi giorni) era diminuita di molto. La presenza di una pompa idraulica nella cava, secondo i cittadini, dimostrerebbe che l\u2019azienda ha gi\u00e0 iniziato i lavori. In ogni caso, precisano al comitato, \u00abnoi abbiamo solo fatto una segnalazione: la verifica spetta alle istituzioni\u00bb<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Daniele Ferro<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><!--nextpage--><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong> &#8211; 15 novembre 2010<\/span><\/span><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Mortara mette a posto il bilancio<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">MORTARA. I fondi entrati dopo l\u2019accordo con il Comune di Parona dovrebbero consentire a Mortara di rispettare il patto di stabilit\u00e0. Un\u2019intesa per la messa in funzione della seconda linea dell\u2019inceneritore, siglata per oltre 400mila euro, a saldo del dovuto per gli anni scorsi. \u00abQuesti fondi ci consentono di stare abbastanza tranquilli, anche se serviranno ancora alcuni giorni per avere la certezza definitiva &#8211; spiega il sindaco di Mortara, Roberto Robecchi -. Entro il 22 novembre, giorno del consiglio comunale, quando si discuter\u00e0 l\u2019assestamento di bilancio, il quadro sar\u00e0 comunque preciso\u00bb. Il problema di Mortara, come quello di molti altri comuni, \u00e8 stato quello di far quadrare i conti di fronte ai vincoli decisamente severi imposti dalla legge di stabilit\u00e0, la ex Finanziaria. L\u2019amministrazione comunale sta infatti limando i conti per poter rientrare nei parametri, come conferma anche l\u2019assessore al bilancio Fabio Farina: \u00abTutto il lavoro che stiamo facendo va in questa direzione\u00bb, afferma per ora senza sbilanciarsi. Sta di fatto che anche Mortara si \u00e8 gi\u00e0 premunita, adottando anche lo strumento del cosiddetto \u00abanticipo fatture\u00bb, per consentire ai fornitori del Comune che eventualmente avessero necessit\u00e0, di vedersi anticipare il pagamento di crediti, di avvalersi del supporto di alcune banche con cui \u00e8 stato stipulato un accordo per avere condizioni particolarmente favorevoli. Con questa entrata diventata quindi una certezza non si dovrebbe ripetere lo scenario che si era verificato nel 2007: la giunta leghista, appena insediata, sfor\u00f2 i parametri del patto, con conseguenze sui conti dell\u2019anno successivo e con un seguito di polemiche da parte degli ex di Forza Italia e di An, ora Pdl, passati all\u2019opposizione. Ma n\u00e9 nel 2008 n\u00e9 nel 2009 il patto fu sforato un\u2019altra volta, e sembra a questo punto che, anche quest\u2019anno si dovrebbe arrivare al rispetto dei parametri indicati. &#8211; <strong>Simona Marchetti <\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong> &#8211; 11 novembre 2010<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Gambol\u00f2, ritorna l&#8217;incubo della discarica<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">GAMBOLO\u2019. \u00abIl settore immobiliare \u00e8 sotto del 50% da due anni. Una discarica ci darebbe il colpo di grazia. Sembra una beffa: la ripresa d\u00e0 i primi segnali adesso\u00bb. Preoccupa l\u2019ipotesi di una discarica di cemento amianto alla frazione Belcreda. \u00abChi da Milano verrebbe in agriturismo? E quanto varrebbero i nostri prodotti sul mercato? Cos\u00ec ci fanno chiudere\u00bb, protestano gli agricoltori. Intanto in municipio la giunta registra le dimissioni dell\u2019assessore all\u2019ecologia Davide Albertin, le cui competenze passano al sindaco Elena Nai. Mentre con l\u2019ex vicesindaco Antonio Costantino, da luglio consigliere di minoranza, la Lega ribadisce contrariet\u00e0 al progetto: \u00abIn base ai nuovi criteri imposti dalla Regione, il 100% del territorio gambolese non pu\u00f2 ricevere insediamenti: discorso morto e sepolto\u00bb. Il dibattito sulla discarica si mescola a quella che, secondo il Carroccio, \u00e8 una \u00abcrisi politica dentro il Pdl\u00bb. \u00abSolo strumentalizzazioni &#8211; replica il vicesindaco Gianpiero Zucchetti -. Albertin esce per ragioni personali e lo capisco: la politica rischia di impegnare troppo se si ha famiglia. La discarica non c\u2019entra, continua a restare un\u2019ipotesi lontana, nemmeno tra le priorit\u00e0 in discussione in giunta\u00bb. In municipio non ci sarebbe nulla pi\u00f9 di una bozza di massima presentata da una societ\u00e0 di Milano. Una manifestazione di interesse, per come la intende Zucchetti, a cui l\u2019esecutivo Nai ha dato disponibilit\u00e0, autocandidandosi a ospitare un sito di stoccaggio di cemento amianto simile a quello che potrebbe essere realizzato a Ferrera. Localit\u00e0 Belcreda, dove cio\u00e8 dal 1992 al 1998 sono state smaltite 1 milione e 533mila tonnellate di rifiuti solidi urbani. L\u2019opzione Gambol\u00f2 prenderebbe piede se Ferrera facesse un passo indietro, essendo stato previsto dalla Provincia un solo sito in Lomellina. E cio\u00e8, se alla consultazione popolare prevista a Ferrera in gennaio prevalessero i no. \u00abSu 800 elettori bastano 401 contrari e io mi adeguo. D\u2019altra parte continua a non esserci nessun progetto, solo Cava Manara lo ha presentato in Regione\u00bb, ha ripetuto il sindaco di Ferrera, Giovanni Fassina. Gambol\u00f2 ha quindi paura che si riapra il capitolo a dodici anni dallo smantellamento della discarica di rsu di Belcreda: \u00abFiniamo come Parona e torniamo nell\u2019incubo\u00bb. Il clima \u00e8 questo nonostante gli addetti ai lavori abbiano pi\u00f9 volte sottolineato che l\u2019amianto reso inerte in discarica non presenta rischi rispetto alle lastre sui tetti. \u00abE chi ci garantisce che non ci sia dispersione di particelle? E le conseguenze sulla viabilit\u00e0?\u00bb. Secondo il consigliere di opposizione della Lega la questione sar\u00e0 risolta entro l\u2019anno dalla Provincia su iniziativa della Regione, che ha chiesto di irrigidire i criteri di identificazione delle aree per potenziali discariche. E Gambol\u00f2 risulterebbe incompatibile a qualsiasi tipologia di discarica. &#8211; <strong>Simona Bombonato<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong> &#8211; 10 novembre 2010<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">\u00abLe polveri sono sotto controllo\u00bb<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">PARONA. Le cause dell\u2019incendio scoppiato gioved\u00ec scorso all\u2019inceneritore non saranno note prima di 15 giorni. Intanto i vigili del fuoco continuano a stazionare nell\u2019area dell\u2019impianto dei rifiuti di strada Scochellina. \u00abLo scopo \u00e8 controllare che non ci siano focolai nascosti sotto i cumuli di detriti ancora da rimuovere\u00bb, fanno sapere da Cogeme, cui fa capo Lomellina Energia, la societ\u00e0 che gestisce il termovalorizzatore da 380mila tonnellate annue di rifiuti. Intanto, il paese sembra ormai abituarsi ai picchi del Pm10: le polveri sottili sono balzate dai 24 microgrammi al metro cubo di gioved\u00ec agli 80 di domenica. \u00abPurtroppo viviamo cos\u00ec da anni e non c\u2019\u00e8 alcuna soluzione con tutte queste industrie\u00bb, dice una donna che esce dal negozio di alimentari di piazza Nuova. Ma secondo l\u2019assessore Giuseppe Ferretti il picco di domenica \u00e8 dato da un fattore ben preciso: \u00abIl Pm10 sale in autunno e in inverno quando le famiglie accendono i termosifoni\u00bb. E il sindaco Silvano Colli gli fa eco: \u00abTanto rumore per nulla. Questo valore \u00e8 stato raggiunto solamente un giorno\u00bb. Ma qualcuno mette in relazione il Pm 10 con le fiamme sprigionatesi dal capannone di stoccaggio della frazione organica stabilizzata, il cosiddetto compost. L\u2019incidente non aveva determinato conseguenze nella gestione della raccolta dei rifiuti in Lomellina e nel Vogherese, zone che fanno parte del bacino provinciale B e che smaltiscono l\u2019immondizia urbana a Parona. Ieri all\u2019impianto di Lomellina Energia stazionava ancora un mezzo dei Vigili del fuoco, mentre all\u2019esterno qualcuno si \u00e8 chiesto il motivo di uno sversamento di acque dall\u2019area dell\u2019inceneritore in un fosso limitrofo. \u00abSono acque autorizzate, pulite, derivanti dal processo di lavorazione del termovalorizzatore\u00bb, spiegano sempre da Cogeme. Ieri mattina il direttore Emilio Lorena ha preferito far rispondere all\u2019ufficio stampa. Le operazioni di rimozione dei detriti sotto il capannone andato in fumo sono ancora in corso a cinque giorni dall\u2019incendio scoppiato all\u2019impianto: \u00abLe cause dell\u2019incidente, che non ha causato danni a persone, sono in fase di accertamento\u00bb. (<strong>u.d.a.<\/strong>)<\/span><\/span><\/p>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong> &#8211; 06 novembre 2010<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Tre centraline controlleranno l&#8217;aria<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">PARONA. Prorogato per i prossimi cinque anni il monitoraggio dell\u2019inquinamento atmosferico. Ieri il sindaco Silvano Colli (nella foto) e il presidente di Lomellina Energia, Vincenzo Filisetti, hanno firmato l\u2019accordo per le tre centraline di rilevamento della qualit\u00e0 dell\u2019aria situate a Parona, Mortara e Vigevano, dal 2007 gestite dall\u2019Agenzia regionale per la protezione dell\u2019ambiente. Le apparecchiature sono di propriet\u00e0 di Lomellina Energia srl, la societ\u00e0 che gestisce il termodistruttore e che fa capo a Linea Group Holding. A Parona l\u2019Arpa rilever\u00e0 il Pm10, mentre a Mortara sar\u00e0 possibile registrare anche le concentrazioni di Pm2.5. Le tre centraline saranno inserite nella rete regionale di monitoraggio della qualit\u00e0 dell\u2019aria gestita dall\u2019Arpa. \u00abIl rinnovo del monitoraggio garantir\u00e0 alla popolazione sicurezza e tranquillit\u00e0 sotto l\u2019aspetto del monitoraggio ambientale\u00bb, commenta il sindaco Colli. (<strong>u.d.a.<\/strong>)<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong> &#8211; 06 novembre 2010<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Danni gravi, ma il termo funziona<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">PARONA. L\u2019inceneritore continua a ricevere rifiuti solidi urbani. In attesa di quantificare i danni, che dovrebbero ammontare comunque a qualche centinaio di migliaia di euro, \u00e8 stata per\u00f2 scongiurata l\u2019emergenza in seguito all\u2019incendio scoppiato l\u2019altra sera nel capannone di stoccaggio della frazione organica stabilizzata, il cosiddetto compost. L\u2019incidente non ha determinato conseguenze nella gestione della raccolta dei rifiuti in Lomellina e nel Vogherese, zone che smaltiscono l\u2019immondizia a Parona. Lo comunicano Vincenzo Filisetti e Andrea Fava, presidente e amministratore delegato di Lomellina Energia, la societ\u00e0 che gestisce l\u2019impianto di strada Scochellina autorizzato a bruciare 380mila tonnellate l\u2019anno di rifiuti solidi urbani e di combustibile da rifiuto. \u00abIl rapido intervento dei vigili del fuoco, oltre alla disponibilit\u00e0 di diversi sistemi di sicurezza e di protezione ambientale recentemente potenziati anche a seguito degli incendi del 2008, ha preservato le aree di produzione che, pertanto, continuano a funzionare senza alcun problema garantendo la continuit\u00e0 del pubblico servizio\u00bb, assicurano. Le cause dell\u2019incidente, che non ha determinato danni a persone, sono in fase di accertamento da parte dei tecnici, anche se con tutta probabilit\u00e0 l\u2019origine dell\u2019incendio \u00e8 accidentale. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Pavia, Vigevano, Mortara, Robbio, Garlasco e Milano, che hanno spento le fiamme evitando che l\u2019incendio si propagasse dal capannone lungo 150 metri e largo 50 alle altre zone del termodistruttore. \u00abTutti gli elementi di messa in sicurezza sono stati resi operativi e, grazie all\u2019intervento dei vigili del fuoco e del personale interno dello stabilimento, l\u2019incendio \u00e8 stato circoscritto &#8211; commentano Filisetti e Fava &#8211; La societ\u00e0 si \u00e8 subito attivata informando le istituzioni competenti, dalla Provincia al Comune e all\u2019Arpa. Ringraziamo, inoltre, chi si \u00e8 prodigato nell\u2019opera di spegnimento dell\u2019incendio e, in particolare, i comandi dei vigili del fuoco, l\u2019Arpa di Pavia, il Servizio di soccorso pubblico 118 e le stazioni locali dei carabinieri\u00bb. Anche il sindaco Silvano Colli \u00e8 stato informato dell\u2019accaduto. \u00abMi spiace che si sia verificato questo incidente, che per fortuna non ha avuto conseguenze &#8211; dice &#8211; Malgrado tutto, ritengo che l\u2019impianto di Lomellina Energia sia uno dei pi\u00f9 sicuri d\u2019Italia\u00bb. L\u2019altra sera, malgrado il fumo denso sprigionatosi dal capannone, non \u00e8 stato necessario far evacuare la popolazione, mentre nemmeno il traffico lungo l\u2019ex statale 494 fra Vigevano e Mortara \u00e8 stato interrotto. Nel 2008 all\u2019inceneritore erano scoppiati due incendi. &#8211; <strong>Umberto De Agostino<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">l<\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>a Provincia Pavese<\/strong> &#8211; 05 novembre 2010<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Fiamme all inceneritore, crolla un capannone<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">PARONA. Fiamme visibili a distanza, un fumo denso su tutta la zona industriale di Parona, vigili del fuoco mobilitati da tutta la provincia e da Milano: l\u2019incendio \u00e8 scoppiato ieri poco dopo le 20 al termodistruttore di via Scochellina. Le fiamme si sono estese causando il crollo del tetto di un capannone lungo 150 metri e largo una cinquantina, bloccando l\u2019attivit\u00e0. Si prevedeva che le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza sarebbero proseguite per tutta la notte. In prima battuta non era possibile ipotizzare con certezza quale potesse essere la causa precisa dell\u2019incendio. E neppure se la causa sia stata di natura dolosa o accidentale: ma si propendeva per la seconda ipotesi. Non \u00e8 escluso che le fiamme siano partite, come era avvenuto in altre occasioni, da un nastro trasportatore. L\u2019allarme \u00e8 stato lanciato al numero per le emergenze dei vigili del fuoco: il comando di Pavia ha immediatamente coordinato l\u2019invio di squadre anche dotate di autobotte. I vigili del fuoco oltre che da Pavia e da Vigevano sono partiti dalle sede dei volontari di Mortara, Garlasco e Robbio, vista la difficolt\u00e0 tecnica di spegnimento delle fiamme. Sono stati poi chiesti in rinforzo mezzi anche da Milano: alle 22 stavano la vorando una trentina di operatori. Non sembrava almeno all\u2019inizio dell\u2019intervento che ci fosse il pericolo di un \u2019estensione delle fiamme anche ad altre parti dell\u2019impianto di incenerimento dei rifiuti di via Scochellina. La popolazione nella zona, almeno durante la prima parte dell\u2019intervento, non \u00e8 stata sgomberata e non risultavano ferito o persone intossicate. Anche la circolazione dei veicoli sulla ex strada statale 494, che collega Vigevano Mortara e passa a lato della zona industriale di Parona, almeno fino alle 22 era regolare. Erano comunque gi\u00e0 stati avvisati i tecnici dell\u2019Arpa (Agenzia regionale per la prorezione ambientale), per poter effettuare i rilievi necessari a valutare il pericolo di inquinamento per l\u2019ambiente, e di conseguenza anche la necessit\u00e0 di eseguire ulteriori interventi nell\u2019area circostante l\u2019inceneritore di Parona. Gli ultimi due casi di incendio all\u2019inceneritore si erano verificati nel marzo e nell\u2019ottobre 2008, sempre nelle ore serali. In un caso, le fiamme erano partite da un nastro trasportatore, nell\u2019altro da una delle torri dell\u2019impianto. (<strong>a.m.<\/strong>)<\/span><\/span><\/p>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<table style=\"width: 837px; height: 44px;\" border=\"0\">\n<tbody style=\"text-align: left;\">\n<tr style=\"text-align: left;\">\n<td style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-343\" src=\"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/AlexZanotelli-2010.jpg\" alt=\"Padre Alex Zanotelli\" width=\"238\" height=\"197\" \/><\/span><\/span><\/td>\n<td style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">E&#8217; stata questa la settimana che ha fatto esplodere la grande bugia sui rifiuti a Napoli. Nel luglio 2008 Berlusconi annunciava in tv che la tragedia della &#8216;monnezza&#8217;in Campania era risolta .In questa settimana La &#8216;monnezza&#8217; per strada (Napoli e provincia) , e la ribellione della gente di Terzigno e Boscoreale contro le discariche nel Parco Nazionale del Vesuvio hanno sgonfiato il &#8216;pallone&#8217; mediatico. Nell&#8217;anno diciassettesimo dal primo commissariamento , dobbiamo ammettere che siamo in piena crisi rifiuti.<\/span><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"text-align: left;\">\n<td style=\"text-align: left;\" colspan=\"2\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Ho vissuto in prima persona questa drammatica settimana che ha visto i paesi vesuviani ribellarsi all&#8217;imposizione di un&#8217;altra discarica nel loro territorio,la Cava Vitiello , che potrebbe contenere 15 milioni di tonnellate di rifiuti. E questo nel Parco Nazionale del Vesuvio! La stessa Unione Europea ha giudicato questo &#8220;un&#8217;aberrazione&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Nel pomeriggio di domenica 25 settembre, sono stato a Boscoreale(adiacente alla discarica), per portare la mia\/nostra solidariet\u00e0 alla popolazione che la notte precedente era stata picchiata a sangue dalla polizia e al sindaco che faceva lo sciopero della fame.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Quella resistenza civile e pacifica si era scontrata con le forze dell&#8217;ordine che avevano manganellato i manifestanti inermi, con le mani alzate. A queste persone umiliate e ferite, sono arrivate come balsamo le parole del vescovo De palma di Nola: &#8220;La chiesa \u00e8 solidale con le migliaia di persone che in questi giorni giustamente protestano per difendere la loro terra e la propria vita. Tale protesta \u00e8 sacrosanta e non \u00e8 nel modo pi\u00f9 assoluto influenzata o originata da presenza camorristica. Dire che dietro la protesta c&#8217;\u00e8 la camorra \u00e8 solo creare un alibi per nascondere le carenze o le inadempienze delle istituzioni.&#8221;<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">A notte fonda ,ci siamo incamminati con tanta gente verso la rotonda di Via Panoramica, dove i cittadini dei paesi vesuviani(Boscoreale, Boscotrecase e Terzigno) hanno allestito un presidio. Ci ha accompagnati, in questo tragitto un odore nauseabondo, di discarica, che mi ha fatto ricordare la &#8220;puzza&#8221;insostenibile della discarica Di Korogocho(Nairobi-Kenya)! E&#8217; una &#8220;puzza&#8221; che avvolge tutti i paesi vesuviani e fa vomitare la gente. In prossimit\u00e0 della discarica , ad accoglierci ci sono i poliziotti anti-sommossa, armati fino ai denti. Il confronto con i poliziotti diventa serrato. C&#8217;\u00e8 chi urla, chi piange, chi chiede spiegazioni, chi insulta. &#8220;Caricatemi! urla una donna che fronteggia la polizia. Sono qui per essere caricata!Lotto per la vita dei miei 6 figli e 4 nipoti. Voglio che vivano, non che muoiano! Sono stata operata di cancro(mostra la ferita!), non mi importa della mia vita, voglio che i miei figli e nipoti vivano. Caricatemi!&#8221; Sui volti delle persone leggo la rabbia, la disperazione, l&#8217;impotenza.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Verso mezzanotte, un amico mi sussurra all&#8217;orecchio:&#8221;Ti aspettano a Terzigno,andiamo!&#8221; Ci rimettiamo in macchina. E la &#8220;puzza&#8221; diventa nostra compagna di viaggio! Com&#8217;\u00e8 possibile-mi chiedo- che siamo ancora alle prese con il problema dei rifiuti? Non era gi\u00e0 stato tutto risolto dal Governo Berlusconi, due anni fa?Purtroppo in questo paese la menzogna diventa verit\u00e0! Davvero la Menzogna regna sovrana!La verit\u00e0 \u00e8 un&#8217;altra! La Campania \u00e8 diventata da venti anni lo sversatoio nazionale dei rifiuti tossici , per un accordo criminale fra industria del Centro-Nord e la camorra. La criminalit\u00e0 organizzata ha fatto il lavoro sporco di seppellire i rifiuti tossici nel Triangolo della morte, nelle Terre dei fuochi e nel Casertano.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">I Rifiuti tossici producono diossine che bombardano soprattutto le donne incinte e i neonati: le conseguenze sono tumori, leucemie, malformazioni. Recentemente la Procura di S.Maria Capuavetere(Caserta), ha affermato che in quella zona c&#8217;\u00e8 un 80% in pi\u00f9 di tumori sulla media nazionale. Al disastro dei rifiuti tossici, dobbiamo aggiungere il disastro ecologico dei rifiuti ordinari, che deve essere riconosciuto come crimine ecologico, frutto di decisioni politiche che coprono enormi interessi finanziari.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">E&#8217; stata la vittoria dei potentati economico-finanziari che hanno costretto la politica a scegliere la strada delle discariche e dell&#8217;incenerimento. La migliore espressione di tutto questo \u00e8 il Decreto 90(2008) del governo<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Berlusconi che impone alla Campania, con la forza militare, 12 megadiscariche e 4 inceneritori. Se i 4 inceneritori entreranno mai in funzione, la Campania dovr\u00e0 importare rifiuti dal resto d&#8217;Italia per farli funzionare. (Per la verit\u00e0 c&#8217;\u00e8 finora un solo inceneritore, quello di Acerra, che potrebbe bruciare 600.000 tonnellate l&#8217;anno, ma solo una delle tre linee di lavoro funziona). Le nuove amministrazioni provinciali (Cesaro) e regionali (Caldoro), confermano il bando per i due inceneritori di Napoli Est e di Salerno, ma se ne prevedono ancora un paio:uno a Giugliano, dedicato alle famose ecoballe (7 milioni di tonnellate accatastate alla Taverna del Re!) e un altro a S.Maria La Fossa. Sappiamo che anche gli inceneritori producono diossine e nano particelle e questo in un territorio gi\u00e0 minato dai rifiuti tossici. E&#8217; chiaro che non si vuole la raccolta differenziata (\u00e8 una scelta politica!), perch\u00e9 se venisse fatta seriamente (al 70%), non ci sarebbe bisogno degli inceneritori.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">E tutto questo ci viene imposto con la forza militare, con il divieto di resistenza o dissenso, pena la prigione. Arrivati a Terzigno, sono in tanti all&#8217;una di notte a dire no alla nuova discarica , a rivelare la verit\u00e0 delle cose contro la menzogna di O&#8217; Sistema. Chiedo a tutti di unirsi a tutte le altre comunit\u00e0 di resistenza. Come Chiaiano , dove da anni uno zoccolo duro sta resistendo a quella discarica nel cuore di Napoli, a 800 metri dal polo ospedaliero della citt\u00e0. E&#8217; una resistenza incredibile quella di Chiaiano che non ha mai accettato quella ferita mortale inflitta al suo territorio. Altrettanto incredibile \u00e8 l&#8217;inventivit\u00e0 dei paesi vesuviani, in particolare delle donne.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Il 26 settembre le&#8221;donne vulcaniche&#8221;(cos\u00ec si definiscono) di Boscoreale occupano i tre istituti superiori della cittadina. Lo stesso giorno i sindaci dei Comuni Vesuviani, dopo l&#8217;incontro con il presidente della provincia Cesaro, gli dicono: &#8220;Noi sindaci restiamo e dormiamo qui, siamo in occupazione. &#8220;Un&#8217;occupazione che durer\u00e0 fino al giorno seguente quando i sindaci ricevono la promessa di un tavolo previsto per il 30 settembre con Caldoro e Cesaro .&#8221;Non siamo disposti-diranno i sindaci- a svendere la nostra salute.&#8221;<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Il 30 settembre Giornata di lutto cittadino nei quattro Comuni. Saracinesche abbassate , scuole deserte ,uffici pubblici chiusi e manifesti funebri ai muri:gesto simbolico per la morte del Parco Nazionale del Vesuvio.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Il 1 ottobre una grande marcia da Terzigno per arrivare alla discarica di Boscoreale. Una marcia di solidariet\u00e0 con questo popolo abbandonato e umiliato. Basta con un Sistema che schiaccia e uccide. Marcio anch&#8217;io nel cuore della notte, con tanti resistenti da Chiaiano, Pianura, Napoli&#8230; E&#8217; solo unendoci insieme che vinceremo.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Il 3 ottobre le &#8220;mamme vulcaniche&#8221; accompagnate dai Sindaci sono partite alle sei del mattino a piedi, per recarsi al Santuario di Pompei per la Supplica alla Madonna. E&#8217; stato il Vescovo di Pompei . C. Liberati, a ricevere quelle mamme bravissime:&#8221; Le mamme sono preoccupate grida il Vescovo perch\u00e9 non vogliono vedere contaminati l&#8217;ambiente e l&#8217;acqua&#8221; .<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">E continuiamo cos\u00ec a camminare senza stancarci , con queste comunit\u00e0 impegnate a difendere la vita. Ed \u00e8 questo il posto giusto dove restare, a fianco di tanti fratelli e sorelle impegnate contro un sistema di morte. &#8220;Essere a favore della vita o della morte. Ogni giorno vedo con pi\u00f9 chiarezza che \u00e8 questa l&#8217;opzione da seguire amava dire Romero camminando con il suo popolo. In ci\u00f2 non esiste neutralit\u00e0 possibile. O serviamo la vita o siamo complici della morte di molti esseri umani. Qui si rivela qual \u00e8 la nostra fede: o crediamo nel Dio della vita o usiamo il nome di Dio servendo i carnefici di morte&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Alex Zanotelli<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Rifiuti e differenziata, i perch\u00e9 del disastro<\/strong> &#8211; 30 Settembre 2010<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Fonte: <a title=\"Il Manifesto\" href=\"http:\/\/www.ilmanifesto.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il Manifesto<\/a> &#8211; <strong>Lettere e Commenti di Giulio Viale<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">\u00abSe teniamo al 40 per cento la soglia da raggiungere per la differenziata, la termovalorizzazione non la faremo mai&#8230; Quindi se \u00e8 vostra intenzione, maggioranza e opposizione, dovete abbassare la quota della differenziata\u00bb. Cos\u00ec, secondo Repubblica del 23 settembre, l&#8217;intercettazione di una telefonata tra il ras dei rifiuti dell&#8217;Abruzzo Rodolfo Di Zio e l&#8217;Assessore regionale all&#8217;ambiente, entrambi arrestati ed entrambi in combutta tanto con maggioranza che con l&#8217;opposizione della Regione, nonch\u00e9 con la societ\u00e0 lombarda Ecodeco &#8211; ma anche con il comitato anti-discariche &#8211; per costruire nella regione uno o due inceneritori e garantirsi un quantitativo di rifiuti da bruciare sufficiente ad alimentarli. Da notare che il 40 per cento di raccolta differenziata \u00e8 una prescrizione di legge valida su tutto il territorio nazionale da raggiungere entro l&#8217;anno in corso, mentre al 2012 questa percentuale dovr\u00e0 salire al 65 per cento; anche se per chiedere l&#8217;abbassamento della soglia si \u00e8 gi\u00e0 mosso persino l&#8217;Anci, l&#8217;associazione dei Comuni italiani: anch&#8217;esso preoccupato, evidentemente, che gli inceneritori attivi o in programma nei rispettivi territori di riferimento restino &#8220;all&#8217;asciutto&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Quello che il signor Di Zio pretendeva era una modifica della legge regionale che abbassasse la raccolta differenziata rispetto agli standard regionali, senza preoccuparsi della normativa nazionale, consapevole del fatto che con il &#8220;federalismo&#8221; le regioni, delle leggi nazionali, se ne fottono. Non ci potrebbe essere smentita pi\u00f9 chiara e sincera &#8211; perch\u00e9 proferita dalla viva voce di un affarista del settore &#8211; della tesi tante volte sostenuta su giornali, in Tv, in convegni &#8220;scientifici&#8221; e in mille e mille Consigli comunali, provinciali e regionali, secondo cui raccolta differenziata e incenerimento (ribattezzato &#8220;termovalorizzazione&#8221; per indorare la pillola) non sarebbero incompatibili ma complementari; n\u00e9 conferma pi\u00f9 pregnante della tesi degli ambientalisti pi\u00f9 seri &#8211; quindi, non di quelli, come Realacci, trasformatisi in sponsor dell&#8217;incenerimento &#8211; che hanno sempre sostenuto che o si fa l&#8217;una o si fa l&#8217;altro.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Ed eccoci di fronte alla spiegazione del disastro della Campania, dove da sedici anni la raccolta differenziata \u00e8 al palo (con l&#8217;eccezione di alcuni comuni &#8220;virtuosi&#8221;, uno dei quali \u00e8 stato anche commissariato dal ministro dell&#8217;Interno Maroni perch\u00e9 il suo sindaco faceva &#8220;troppa&#8221; raccolta differenziata) in attesa degli inceneritori previsti dal &#8220;piano&#8221; regionale: prima quattordici, poi tre, poi uno, poi quattro, poi cinque, poi non si sa pi\u00f9: quello che c&#8217;\u00e8, inaugurato in pompa magna dal duo Berlusconi e Bertolaso un anno e mezzo fa, con tanto di pernacchio agli ambientalisti, non funziona e non funzioner\u00e0 mai; ma \u00e8 bastato a tener ferma la raccolta differenziata e ad accumulare dieci milioni di tonnellate di ecoballe nelle campagne pi\u00f9 fertili della penisola, perch\u00e9 doveva fare ricca, con gli incentivi all&#8217;incenerimento, prima l&#8217;Impregilo (la societ\u00e0 pi\u00f9 amata da Berlusconi, dopo Mediaset), poi l&#8217;A2A, la multiservizi dei sindaci berlusconiani di Milano e di Brescia.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Ed ecco spiegato anche il disastro dei rifiuti siciliani, in attesa anch&#8217;essi da una decina di anni di quattro inceneritori (poi cancellati; per diventare subito dopo nove; uno per Provincia; per di pi\u00f9 in una Regione che le Province si \u00e8 impegnata ad abolirle). O eccoci di fronte alla spiegazione del perch\u00e9 in Emilia, regione una volta nota per la sua buona amministrazione, ma da tempo controllata dal colosso Hera e dai suoi inceneritori, la raccolta dei rifiuti porta a porta si fa con il contagocce e i cassonetti stradali &#8211; molto sporchi &#8211; dominano il paesaggio urbano. O, ancora, ecco spiegato il mistero di Argelato: l&#8217;unico comune italiano che ha respinto con un referendum promosso dalle destre la raccolta dei rifiuti porta a porta, costringendo alle dimissioni il sindaco del Pd che l&#8217;aveva fortemente voluta; e questo nonostante che il Pd vi abbia ancora qualcosa come il 70 per cento dei voti. Perch\u00e9 Hera, nel momento di assumere la gestione dei rifiuti ad Argelato, aveva mobilitato i quadri del Pd&#8230; per mettere sotto scacco loro il sindaco.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Il fatto \u00e8 che la raccolta dei rifiuti, se \u00e8 differenziata e soprattutto se \u00e8 &#8220;spinta&#8221; con il porta a porta, \u00e8 un servizio di vicinato: richiede un rapporto diretto, un colloquio permanente, un&#8217;interazione bidirezionale tra gli utenti e l&#8217;azienda (e con gli operatori dell&#8217;azienda): per promuovere l&#8217;adeguamento continuo del servizio, la qualificazione del personale (si tratta, in fin dei conti, di un servizio front-line) e la collaborazione della cittadinanza. Pi\u00f9 la direzione e gli interessi dell&#8217;azienda si allontanano dal territorio, pi\u00f9 evanescente &#8211; e inefficace &#8211; diventa questo rapporto.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Hera, che \u00e8 ormai una multinazionale &#8211; ha intrecciato interessi e azionariato persino con una societ\u00e0 inglese &#8211; \u00e8 un buon esempio di questo processo. I suoi interessi centrali sono la finanza, la borsa, i grandi impianti (soprattutto gli inceneritori) mentre il servizio di raccolta \u00e8 sempre pi\u00f9 delegato in subappalto a cooperative dove si risparmia sui salari, non c&#8217;\u00e8 formazione, il turnover \u00e8 altissimo e il coinvolgimento del personale nullo. In queste condizioni la raccolta porta a porta \u00e8 solo un onere e non promette niente di buono. Quello che vale per i rifiuti urbani vale per tutti i servizi pubblici locali: gestione delle acque, trasporto e mobilit\u00e0, distribuzione di gas ed energia elettrica (pi\u00f9 si risparmia o si installano fonti rinnovabili, meno l&#8217;azienda guadagna); ma poi anche cultura, assistenza sociale, ecc. Taglieggiando l&#8217;utenza, queste grandi aziende sono anche in grado di destinare ai comuni che ne sono azionisti una quota dei loro profitti. \u00abIo sono contento perch\u00e9 Hera destina un milione all&#8217;anno di dividendi al mio Comune\u00bb mi ha detto una volta un militante del Pd. S\u00ec, ma da dove li ha presi?<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">In questo modo \u00e8 l&#8217;azienda che controlla il comune e non viceversa. L&#8217;inceneritore di Brescia (ex ASM; oggi di A2A), la gallina dalle uova d&#8217;oro della rifiutologia italiana, \u00e8 un esempio da manuale. Se il comune di Capannori (in provincia di Lucca) \u00e8 riuscito a diventare un campione italiano di raccolta differenziata (e il primo a puntare sull&#8217;obiettivo rifiuti zero) \u00e8 perch\u00e9 ha mantenuto &#8211; insieme ad altri quattro comuni di media dimensione &#8211; il controllo di un&#8217;azienda di igiene urbana con il cento per cento di azionariato pubblico: cosa che la legislazione italiana ormai mette al bando, imponendo, sotto le false apparenze della &#8220;liberalizzazione&#8221;, la privatizzazione dei servizi pubblici locali.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Se ad Argelato vince invece il ritorno alla raccolta dei rifiuti con i cassonetti stradali, \u00e8 perch\u00e9 la multiservizi Hera ha ormai assunto il comando sulle vicende politiche a amministrative del territorio.<\/span><\/span><\/p>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><strong>Anci, la raccolta differenziata dei rifiuti sia legata al loro effettivo riutilizzo e recupero<\/strong> &#8211; 15 Settembre 2010<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">&#8220;La <a title=\"Direttiva 98\/CEE del 2008 sui rifiuti\" href=\"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Direttiva_2008_98_CE.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">direttiva Europea 98\/2008<\/a> impone i criteri di efficienza, economicit\u00e0 e valenza ambientale, ovvero l&#8217;effettivo riciclo dei materiali raccolti con il metodo della differenziata -ha spiegato Filippo Bernocchi, Vicepresidente dell&#8217;Associazione con delega ai Rifiuti- mentre la norma nazionale impone meramente il raggiungimento di una certa percentuale, il 65%, di raccolta differenziata, senza considerare come e in che misura avviene l&#8217;effettivo riutilizzo&#8221;<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Roma, 15 set. &#8211; (Adnkronos)<\/strong> &#8211; &#8221;Agganciare gli obiettivi di raccolta differenziata dei rifiuti al loro effettivo riutilizzo e recupero, in linea con il nuovo dettato comunitario&#8221;. E&#8217; questa la principale proposta dell&#8217;Anci, formulata nel corso dell&#8217;audizione della Commissione Ambiente del Senato. Filippo Bernocchi, Vicepresidente dell&#8217;Associazione con delega ai Rifiuti, ha consegnato alla Commissione un documento con le proposte di emendamento dell&#8217;Anci relative allo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva europea sui rifiuti. Tra queste, appunto, quella dell&#8217;abbandono della soglia del 65% di raccolta differenziata, che dovrebbe essere sostituita con gli obiettivi di riciclo, riutilizzo e recupero stabiliti dall&#8217;Europa. &#8221;Infatti, &#8211; ha affermato Bernocchi &#8211; occorre puntare sulla qualit\u00e0 delle raccolte che non comporti aggravi di costi economici e ambientali per la comunit\u00e0. Gli obiettivi di effettiva preparazione per il riutilizzo e per il riciclaggio posti al 2020 con il recepimento della <a title=\"Direttiva CEE\/98 del 2008 sui rifiuti\" href=\"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Direttiva_2008_98_CE.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Direttiva 98\/2008<\/a> sono il fine da perseguire per la sostenibilit\u00e0 nella gestione dei rifiuti e gli stessi possono trovarsi in contrasto con una previsione di raccolta differenziata al 60 e 65%&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">&#8221;I Comuni &#8211; ha detto Bernocchi &#8211; valutano in modo positivo lo schema di decreto legislativo allo studio della Commissione, che contribuisce a definire un quadro di regole chiaro, seppure ancora incompleto, sul ciclo integrato dei rifiuti&#8221;. Resta per\u00f2, fa notare ancora Bernocchi, &#8221;il rischio di creare confusione in merito agli obiettivi da raggiungere&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">La direttiva Europea, infatti, &#8221;impone i criteri di efficienza, economicit\u00e0 e valenza ambientale, ovvero l&#8217;effettivo riciclo dei materiali raccolti con il metodo della differenziata &#8211; ha spiegato Bernocchi &#8211; mentre la norma nazionale impone meramente il raggiungimento di una certa percentuale, il 65% appunto, di raccolta differenziata, senza considerare come e in che misura avviene l&#8217;effettivo riutilizzo&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">L&#8217;Anci prende posizione a favore dell&#8217;eliminazione della soglia e di un&#8217;aderenza maggiore ai criteri stabiliti da Bruxelles: &#8221;Riteniamo necessario &#8211; ha sottolineato infatti Bernocchi &#8211; che tutti i materiali provenienti dalla raccolta differenziata trovino un effettivo sbocco sui mercati del riciclo, in linea con quanto stabilito dalla direttiva europea, che pone obiettivi di riciclo e non di raccolta, dato che \u00e8 noto che attualmente non sempre i materiali raccolti in maniera differenziata riescono a trovare sbocco certo sui mercati del riciclo&#8221;. L&#8217;Anci ha presentato inoltre tre ulteriori proposte di emendamento. Tra queste, la necessit\u00e0 di &#8221;chiarire definitivamente che le operazioni di sgombero della neve esulano dall&#8217;applicazione delle norme relative alla gestione dei rifiuti&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">&#8220;Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni, soprattutto dai Comuni trentini &#8211; ha detto Bernocchi &#8211; dalle quali risulta che i sindaci vengono spesso coinvolti in pesanti provvedimenti giudiziari per non aver conferito in discarica la neve spalata ai lati delle strade&#8221;. Nel corso dell&#8217;audizione, infine, Bernocchi ha posto l&#8217;accento sulla necessit\u00e0 &#8221;di intervenire in tempi brevi con ulteriori modifiche al Codice dell&#8217;Ambiente, che riguardino innanzitutto la definizione chiara dei ruoli e delle competenze delle Autonomie locali, la questione della tariffa rifiuti, la gestione integrata e la questione dell&#8217;assimilazione dei rifiuti urbani&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Aumenta la raccolta<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">la Provincia Pavese \u2014 12 settembre 2010<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">MORTARA. Il settore dello smaltimento rifiuti non sente la crisi, stando al bilancio del primo semestre di raccolta nell\u2019area servita dal Clir. Il dato della raccolta nei comuni del consorzio \u00e8 in aumento, in valore assoluto, nel primo semestre di quest\u2019anno, se paragonato allo stesso periodo dell\u2019anno scorso. \u00abAbbiamo registrato un incremento del 4,1% &#8211; spiega l\u2019ingegner Marco Rivolta, direttore del consorzio che riunisce 41 comuni lomellini &#8211; considerando sia l\u2019indifferenziato, sia le varie frazioni legate alla differenziata. Complessivamente quindi il dato \u00e8 in crescita, anche se poi quanto conferito all\u2019inceneritore di Parona \u00e8 invece diminuito dello 0,6%\u00bb. Da sempre il dato dei rifiuti \u00e8 uno degli indicatori per capire il trend maxieconomico: pi\u00f9 si acquista, pi\u00f9 si scarta. Meno soldi ci sono a disposizione, meno si acquista, e quidi i rifiuti diminuiscono. In questo caso, da un lato va sottolineato il doppio aspetto: da una parte aumenta la produzione generale dei rifiuti solidi urbani, dall\u2019altra cresce anche la raccolta differenziata, tanto che all\u2019inceneritore di Parona sono state conferite meno tonnellate rispetto allo stesso periodo dell\u2019anno scorso. \u00abIl trend della differenziata \u00e8 comunque in crescita: i dati relativi al primo semestre 2010 vedono un incremento del 30% per quanto rigaurda carta e cartone, rispetto allo stesso periodo dell\u2019anno precedente, del 15% della plastica e del 29% dell\u2019umido\u00bb. A questo dato si aggiunge che anche altri Comuni presto attiveranno, o amplieranno, la differenziata: Gambol\u00f2, ad esempio, da domani passer\u00e0 da 800 a 3 mila abitanti, e dall\u201911 ottobre Dorno comincer\u00e0 a partire con 1500 abitanti del centro storico. Anche Mortara, nei primi mesi del prossimo anno, dovrebbe partire con altri 2mila abitanti circa nel quartiere di San Pio X.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Simona Marchetti<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Rifiuti, Mortara chiede sconti<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>la Provincia Pavese \u2014 10 settembre 2010<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">MORTARA. I Comuni lomellini puntano sulla differenziata, investendo di tasca propria. Ma vorrebbero anche risparmiare sui costi, visto che questo tipo di raccolta dei rifiuti riduce le quantit\u00e0 inviate all\u2019inceneritore: una diminuzione sarebbe possibile, fino a 21,63 euro la tonnellata, ma la richiesta di riduzione per ora non trova alcuna risposta dalla Provincia. Qualche giorno fa il Comune di Mortara ha scritto una lettera al presidente della Provincia, riprendendo un documento di marzo che non aveva avuto risposte e, per conoscenza, anche al vice presidente, il mortarese Marco Facchinotti, e al presidente del Clir Federico Bertani, per fissare un incontro. La richiesta parte da Mortara che ha raggiunto una percentuale del 75% sui 2500 abitanti gi\u00e0 raggiunti dal servizio, con una quota inferiore per\u00f2 sull\u2019intero Comune. Ma arriva anche da Vigevano, che raggiunge una soglia del 23,48%. Nella vicina Novara, la differenziata \u00e8 al 68,48%. La richiesta di riduzione delle tariffe per i Comuni che differenziano i rifiuti \u00e8 confermata da Vigevano e dal Clir. \u00abUna perizia certifica che conferendo meno umido Lomellina Energia risparmia, visto che la gestione di questa frazione organica le costa circa 4,5 milioni di euro l\u2019anno\u00bb, conferma il presidente del Clir Federico Bertani, che aggiunge: \u00abA me stanno a cuore soprattutto gli interessi dei miei associati\u00bb, quindi una richiesta di diminuzione ci sta tutta. Anche il presidente di Asm Vigevano, Luigi Ferrari Bardile, che \u00e8 assessore nella giunta Robecchi, ha promosso la differenziata nella citt\u00e0 lomellina e rilancia: \u00abLa richiesta di riduzione proposta dal sindaco di Mortara \u00e8 corretta: si deve spingere la differenziata, anche in vista di un risparmio. Se si vuole raggiungere questo obiettivo, bisogna che una risposta dalla Provincia arrivi\u00bb. La riduzione, nonostante il responso della commissione del 2008, non \u00e8 stata ancora attuata n\u00e9 dalla Provincia n\u00e9 da Lomellina Energia, la societ\u00e0 che gestisce l\u2019inceneritore di Parona. La Provincia nel 2008 ha istituito un gruppo di lavoro composto da rappresentanti dell\u2019Asm Voghera, del Clir, di Lomellina Energia e dello stesso ente, per verificare la possibilit\u00e0 di ridurre le tariffe dello smaltimento rifiuti secondo un rapporto proporzionale alla quantit\u00e0 di differenziata. E\u2019 stato individuato cos\u00ec un parametro, definito \u201ccosto variabile\u201d, che la stessa commissione ha fissato a 21,63 euro la tonnellata, e che \u00abnel caso in cui il soggetto conferente riesca a raggiungere una percentuale di raccolta differenziata della frazione organica pari al 35% diventa uguale a zero\u00bb.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Simona Marhcetti<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Selezioniamo questo articolo dal giornale l&#8217;Arena di Verona per fare capire che in tempo di crisi diminuiscono anche i rifiuti. Segnaliamo anche nella posta della Olga: &#8220;Mangiamo tutto,non buttiamo via niente&#8221;<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Dall&#8217; articolo sotto allegato una volta di pi\u00f9 la conferma che l&#8217; inceneritore di ca&#8217; del bue \u00e8 una scelta sbagliata anzi&#8230;&#8230; non \u00e8 una scelta.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><a title=\"Tempo di crisi,gettiamo meno rifiuti - L'Arena di Verona del 31 Agosto 2010\" href=\"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Verona-Meno-Rifiuti-31-Agosto-2010.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Tempo di crisi, gettiamo meno rifiuti &#8211; L&#8217;Arena di Verona<\/a> &#8211; 31 Agosto 2010 (PDF 277 KB)<br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Nota di <\/span><\/span><strong><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Gianluigi Salvador:<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">E su questo tema di cambiamento di trend continuo di decrescita della produzione dei rifiuti, urbani e speciali dal 2007 , si dovr\u00e0 rifare la pianificazione e il dimensionamento dei nuovi e vecchi <strong>TCV<\/strong>. Per esempio il <strong>TCV<\/strong> di <em><strong>C\u00e0 del Bue <\/strong><\/em>di <em><strong>VR<\/strong><\/em> con 190.000 t\/a \u00e8 completamente cannato (sovradimensionato) perch\u00e8 ha valutato il trend produzione rifiuti in crescita, mentre ora deve fare i calcoli di come sar\u00e0 la produzione rifiuti fra 30 anni, cio\u00e8 praticamente nulla, se la crisi va avanti e lo andr\u00e0, perch\u00e8 \u00e8 una crisi strutturale ed ambientale.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Cordiali Saluti<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Acronimo TCV<\/strong>=<strong>T<\/strong>ermo <strong>C<\/strong>ancro <strong>V<\/strong>alorizzatori\/e<br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>La Lomellina &#8211; Il settimanale della gente <\/strong>&#8211; Gioved\u00ec 24 Giugno 2010<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Robecchi incenerisce la Provincia<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Il sindaco si augura di aver capito male. Altrimenti, come diceva un famoso film, \u201cci arrabbiamo\u201d. E quel \u201cci\u201d rappresenta tutta la collettivit\u00e0 mortarese, specialmente i cittadini del centro, da mesi dediti alla raccolta differenziata. Che, come ha ripetuto pi\u00f9 volte l\u2019amministrazione, porta con s\u00e9 quale primo e pi\u00f9 evidente beneficio una riduzione dei costi di smaltimento. Un bel sogno, per l\u2019ecologia e per l\u2019economia, se non fosse per il \u201cgi\u00f9 dalle brande\u201d scandito da Ruggero Invernizzi, assessore in Provincia con delega alla Tutela ambientale. Il quale, senza troppi giri di parole, ha fatto intendere che la realt\u00e0 \u00e8 un\u2019altra e un ritocco all\u2019ingi\u00f9 delle tariffe del termovalorizzatore di Parona per ora resta, o cos\u00ec sembra, solo un miraggio. Un po\u2019 come dire a un bambino buono che a Natale, sotto l\u2019albero, invece dei balocchi trover\u00e0 un pezzaccio di carbone. \u201cStando a quanto sostiene l\u2019assessore Invernizzi &#8211; ribatte un combattivo Roberto Robecchi &#8211; le tariffe sarebbero gi\u00e0 basse rispetto a quelle praticate in altre province. Bene, gli rispondo, il nostro territorio si \u00e8 fatto carico di ben due termovalorizzatori: il minimo che possa avere in cambio \u00e8 che i suoi cittadini usufruiscano di tariffe agevolate! A maggior ragione se, come dice l\u2019assessore, ci facciamo carico del conferimento di rifiuti di altre province, evidentemente meno virtuose della nostra. Ricordo poi a Invernizzi &#8211; rincara il primo cittadino di Mortara &#8211; che siamo amministratori pubblici e il nostro compito \u00e8 quello di pensare e di agire per il nostro territorio. I cittadini ci hanno eletti proprio a tale scopo. Il fatto che in questa critica situazione economica mondiale gli impianti di termovalorizzazione siano in difficolt\u00e0 non \u00e8 problema di un amministratore pubblico, ma semmai della propriet\u00e0 che li gestisce. Non solo. Se esistono dei problemi di bilancio, come mai Asm Isa di Vigevano, societ\u00e0 che detiene il 20% di Lomellina Energia, nel 2009 ha ottenuto un riparto dell\u2019utile da 800mila euro? Se la matematica non \u00e8 un\u2019opinione, l\u2019utile complessivo registrato lo scorso anno dal termovalorizzatore di Parona dev\u2019essere di 4 milioni di euro. Mi dica Invernizzi dove sono le famose difficolt\u00e0\u201d. La Provincia di Pavia, ricorda poi Robecchi \u201cha l\u2019obbligo di raggiungere il 60% di differenziata entro il 2012: se non si rivedono le tariffe, come si pu\u00f2 pensare di supportare i Comuni nel sensibilizzare i cittadini? Secondo Invernizzi, come ho letto sulla stampa locale, chiedere l\u2019applicazione di quanto proposto da un gruppo di lavoro, voluto proprio dalla Provincia, sarebbe pretendere \u201ctutto e subito a costo zero\u201d? Le sue dichiarazioni non sembrano certo un esempio della corretta collaborazione fra Provincia e Comuni, a mio avviso in questi casi indispensabile, per raggiungere i risultati auspicati. Perch\u00e9, inoltre, ho dovuto passare attraverso la stampa per avere una risposta, oltrettutto frettolosa e superficiale, a ben 3 mesi dalla mia richiesta? Il Comune di Mortara risponde mediamente entro 30 giorni, mi chiedo come mai la Provincia lasci passare pi\u00f9 di 3 mesi per rispondere ad una specifica richiesta di un sindaco. Un comportamento di questo tipo non mi sembra corretto. Cos\u00ec come non mi sembra corretto affermare, come ha fatto l\u2019assessore, che sono i Comuni a dover contribuire alla raccolta differenziata. Perch\u00e9 non la Provincia? I miei cittadini ed io &#8211; conclude il sindaco &#8211; continuiamo ad attendere un\u2019adeguata e dettagliata risposta scritta\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Informatore Lomellino<\/strong> &#8211; Mercoled\u00ec 23 Giugno 2010<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>In due anni nascer\u00e0 l\u2019inceneritore alla Sit<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Con la conclusione dell\u2019iter autorizzativo \u00e8 ormai certo che il termodistruttore della Sit si far\u00e0. I tempi di realizzazione si dovrebbero aggirare attorno ai 24 mesi, poi l\u2019impianto da quasi 14 megawatt entrer\u00e0 in funzione presso l\u2019area di propriet\u00e0 dell\u2019azienda specializzata in truciolati, creando una ventina di posti di lavoro. La propriet\u00e0 della Sit investir\u00e0 nel progetto circa 35 milioni di euro, necessari per dare autonomia energetica ad un\u2019azienda che spende 8 milioni di euro all\u2019anno per il proprio approvvigionamento di energia elettrica.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><em><strong>C&#8217;\u00e8 chi dice NO&#8230; <\/strong><\/em>lettera dell&#8217;associazione &#8220;<a title=\"Comunicato Stampa Comitato &quot;Futuro Sostenibile in Lomellina&quot;\" href=\"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/NO-inceneritore-SIT-23-Giugno-2010.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Futuro sostenibile in Lomellina<\/a>&#8221; [PDF &#8211; 84Kb]<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Informatore Lomellino &#8211; Mercoled\u00ec 16 Giugno 2010 <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Castello d&#8217;Agogna dice no alla SIT<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Sul tavolo della Conferenza dei Servizi il voluminoso fascicolo con le motivazioni per \u201cstoppare\u201d il progetto dell&#8217;inceneritore alla SIT<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">MORTARA &#8211; Un documento tecnico corposo e dettagliato, quasi venti pagine dattiloscritte che oggi il Comune di Castello d\u2019Agogna metter\u00e0 sul tavolo provinciale dell\u2019ultima conferenza dei servizi per motivare il \u201cno\u201d all\u2019inceneritore della Sit. Infatti questa mattina torna in discussione l\u2019impianto, e allo stesso tempo nessun Comune chiamato ad esprimere un parere, e tanto meno l\u2019amministrazione provinciale, potr\u00e0 dire di non sapere quanto i tecnici di Castello d\u2019Agogna hanno messo nero su bianco. Una relazione firmata dall\u2019ingegnere Carlo Collivignarelli e dai chimici Paolo Senni e Vincenzo Riganti, con la collaborazione di Italo Tordini e Siro Corezzi. Uno studio estremamente autorevole e che non lascia spazio ad interpretazioni tentennanti: \u201cuna valutazione corretta dello stato dell\u2019aria avrebbe escluso la possibilit\u00e0 di realizzare nuovi incrementi emissivi perch\u00e9 la capacit\u00e0 di carico del nostro territorio \u00e8 da considerarsi praticamente nulla\u201d. Molto pi\u00f9 di una semplice tesi, ma una vera e propria tragica realt\u00e0 che ha condotto anche l\u2019Unione Europea ad aprire un procedimento di infrazione contro la Regione Lombardia proprio a causa della pessima qualit\u00e0 dell\u2019aria.<\/span><\/span><\/p>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>la Provincia Pavese <\/strong>&#8211; 15 giugno 2010<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">\u00abRifiuti, costi esagerati\u00bb<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">MORTARA. \u00abI Comuni spendono per la raccolta differenziata, l\u2019inceneritore di Parona gestito da Lomellina Energia, riduce cos\u00ec i costi grazie all\u2019aumento della raccolta della frazione umida ma i cittadini continuano a pagare la stessa tariffa perch\u00e8 la Provincia non interviene per ridurre i costi\u00bb: \u00e8 quanto ha ribadito il sindaco di Mortara Roberto Robecchi in una conferenza stampa che si \u00e8 tenuta ieri mattina in comune. Il primo cittadino ha illustrato i contenuti di una lettera inviata da Mortara alla Provincia, ente competente in materia di smaltimento rifiuti e tariffe, il 23 marzo, ad un mese e mezzo dal via della raccolta porta a porta in centro. Nel documento il sindaco chiedeva di applicare decisioni assunte dal comitato di esperti del novembre 2008, quando un team composto da tecnici indicati dalla Provincia, da Asm Voghera, dal Clir e da Lomellina Energia aveva convenuto di ridurre di 2 euro la tonnellata il costo di smaltimento proprio in conseguenza dell\u2019avvio della differenziata, in particolare per la frazione umida. Sono infatti gli scarti organici a costare non poco a Lomellina Energia, quindi la loro diminuzione dovuta alla raccolta di casa in casa ha comportato un vantaggio produttivo che dovrebbe poi tradursi in una riduzione delle tariffe. \u00abMa non \u00e8 cos\u00ec &#8211; spiega Robecchi &#8211; la nostra lettera alla Provincia di Pavia non ha ottenuto alcuna risposta finora. Neanche l\u2019ha avuta la lettera in questo senso che il Clir aveva inviato nel dicembre del 2008. Intanto per\u00f2 l\u2019unica a guadagnare \u00e8 Lomellina Energia con il suo inceneritore, mentre noi quest\u2019anno per far decollare la differenziata abbiamo speso 25mila euro. Approfittando che entro fine anno vogliamo coinvolgere un altro quartiere della citt\u00e0 con costi in aumento, ci \u00e8 sembrato giusto far sapere che il nostro appello non ha avuto risposte n\u00e8 quello del Clir firmato dal presidente Federico Bertani\u00bb. Robecchi chiede anche il coinvolgimento di altri comuni che come Mortara da qualche tempo hanno applicato la differenziata: \u00abOrmai la raccolta porta a porta si sta espandendo e il Clir conta di raggiungere il 40% entro il 2010. A fine 2009 il dato riguardante la differenziata era del 34%. Vorrei quindi che anche altri comuni si unissero a noi sollecitando la Provincia\u00bb. La richiesta \u00e8 quella di applicare la prevista riduzione delle tariffe in modo da portare un vantaggio anche ai cittadini specialmente in un periodo come questo in cui i comuni faticano a far quadrare i bilanci a causa dei continui tagli dei finanziamenti statali e della crisi che ha portato in molti casi al drastico taglio degli oneri di urbanizzazione. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Simona Marchetti<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"font-weight: normal; font-style: normal; text-align: left;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong> &#8211; 06 giugno 2010<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong><span style=\"font-size: 12pt;\">Sindaci contro l\u2019impianto<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">CORTEOLONA. Si \u00e8 parlato del termovalorizzatore di Corteolona nell\u2019incontro che si \u00e8 svolto venerd\u00ec tra alcuni sindaci del Basso Pavese e la Provincia. Argomentazioni tutte politiche quelle portate dai rappresentanti della Convenzione ambientale, costituita da 15 Comuni. L\u2019assessore all\u2019ambiente Ruggero Invernizzi e il consigliere provinciale Felice Novazzi hanno incontrato il presidente della Convenzione Enrico Berneri, primo cittadino di Monticelli Pavese, e i due vicepresidenti, Giuliano Spiaggi, sindaco di Spessa, e Pietro Scudellari, di Linarolo. Dati alla mano, gli amministratori comunali hanno chiesto all\u2019Ente provinciale quale sia la necessit\u00e0 per la provincia di Pavia di un raddoppio dell\u2019impianto. \u00abIl nostro compito \u00e8 quello di salvaguardare il territorio e la salute dei cittadini &#8211; afferma Berneri &#8211; il potenziamento del Centro di Corteolona costringer\u00e0 la Bassa a diventare il recettore di rifiuti dall\u2019intera Regione. nostri professionisti daranno un parere tecnico, ma, anche se le valutazioni risulteranno ineccepibili, rimane il problema politico. Abbiamo chiesto alla Provincia un incontro con i sindaci per discutere del tema e l\u2019assessore ha dato la propria disponibilit\u00e0\u00bb. Intanto presidente e vicepresidenti della Convenzione hanno ricordato che gli impianti di Corteolona e di Parona hanno una potenzialit\u00e0 di trattare 600mila tonnellate all\u2019anno di rifiuti, a fronte di una produzione di 300mila tonnellate. \u00abL\u2019esubero viene colmato &#8211; precisa Berneri &#8211; con la spazzatura proveniente da altre province. Abbiamo chiesto all\u2019assessore perch\u00e9 il termovalorizzatore di Corteolona debba raddoppiare, visto che nel Piano provinciale dei rifiuti si punta ad incrementare la raccolta differenziata, attualmente al 28%, portandola al 50%\u00bb. \u00abUna contraddizione\u00bb, secondo gli amministratori comunali. Sergio Testa, direttore dei Centri Ecodeco in Italia, parla di \u00abnumeri diversi\u00bb e precisa che il nuovo impianto di Corteolona avr\u00e0 una capacit\u00e0 di 230mila tonnellate di rifiuti urbani trattati e servir\u00e0 il bacino regionale, secondo la normativa vigente. \u00abNon possiamo dare risposte politiche &#8211; spiega Testa &#8211; possiamo fornire risposte tecniche e ragionare sulla viabilit\u00e0. Ci siamo resi disponibili a trattare con le amministrazioni, in modo che i benefici ricadano sull\u2019intero territorio e il progetto venga condiviso\u00bb. I Comuni della Convenzione ambientale: Valle Salimbene, Linarolo, Torre D\u00e8 Negri, Belgioioso, Filighera, Magherno, Spessa, San Zenone, Zerbo, Costa D\u00e8 Nobili, Pieve Porto Morone, Badia Pavese, Monticelli, Chignolo, Santa Cristina. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Stefania Prato<\/strong><\/span><\/p>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"font-weight: normal; font-style: normal; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong> &#8211; 20 maggio 2010<br \/>\n<strong>Il consiglio comunale cancella l&#8217;inceneritore<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p>PAVIA. L\u2019ipotesi di un inceneritore per i rifiuti di Pavia sfuma a mezzanotte: dopo tre ore di confronto serrato, maggioranza e opposizione trovano un accordo e dalle linee guida per l\u2019Asm sparisce ogni accenno ad un impianto per bruciare rifiuti. E si affaccia un \u201cdigestore\u201d. Un digestore, semplificando all\u2019eccesso, \u00e8 un impianto dove la parte umida dei rifiuti, raccolta con la differenziata, fermenta e produce biogas (metano) che pu\u00f2 essere utilizzato per produrre energia o per il teleriscaldamento. Garantisce un ritorno enomico minore rispetto ad un inceneritore, ma basterebbe comunque all\u2019Asm per ottenere dal ciclo dei rifiuti (che oggi \u00e8 solo una spesa) il ritorno economico che serve per raggiungere, entro il 2012 il 40 per cento di raccolta differenziata imposto dalla legge. E\u2019 su questo passaggio che maggioranza e opposizione trovano un accordo dopo tre ore di faccia a faccia sulle linee guida da consegnare all\u2019Asm. Un accordo limitato alla bocciatura dell\u2019inceneritore, per\u00f2: alla fine della seconda serata dedicata alle linee guida dell\u2019Asm, il via libera al pacchetto completo arriva solo dalla maggioranza con l\u2019opposizione schierata compatta per il no. \u00abLinee guida troppo generiche che sostanzialmente danno carta bianca all\u2019Asm senza che il Comune riesca ad esprimere un progetto di sviluppo per una realt\u00e0 fondamentale come Asm\u00bb, riassume Andrea Albergati, ex sindaco ed ex presidente di Asm. Tocca a Massimo Depaoli del Pd e Vincenzo Vigna dell\u2019Idv introdurre il tema caldo della serata: \u00abIl sindaco Cattaneo e l\u2019Asm ripetono che nessuno vuole fare un inceneritore: se \u00e8 vero, basta eliminare dalla pagina 22 delle linee guida il riferimento ad un impianto di questo tipo\u00bb. Che ci sia spazio per un accordo si intuisce quando l\u2019assessore Cristina Niutta si consulta con il capogruppo del Pdl Sandro Bruni e chiede di posticipare questo particolare emendamento: la maggioranza boccia a ripetizione 25 emendamenti dell\u2019opposizione, ma quando si torna al caso inceneritore il sindaco Alessandro Cattaneo propone un emendamento congiunto e bastano pochi minuti per approvare all\u2019unanimit\u00e0 il passaggio che apre la strada ad un digestore. Ma perch\u00e8 investire su un impianto che valorizza la parte umida dei rifiuti invece che puntare su un terzo inceneritore? Al di l\u00e0 dei costi proibitivi per la costruzione di un termovalorizzatore, sarebbe stato difficile trovare rifiuti da bruciare visto che i due impianti gi\u00e0 attivi in provincia (Parona e Corteolona) hanno una capacit\u00e0 doppia rispetto alla quantit\u00e0 di rifiuti effettivamente prodotti. E un digestore darebbe a Pavia la possibilit\u00e0 di investire sulla raccolta differenziata garantendosi un ritorno economico. &#8211; <strong>Stefano Romano<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: normal; font-style: normal; text-align: justify;\">\n<p style=\"font-weight: normal; font-style: normal; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>la Provincia Pavese<\/strong> &#8211; 15 maggio 2010<br \/>\n<strong>\u00abAsm, sull inceneritore marcia indietro inevitabile\u00bb<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p>PAVIA. \u00abForse chi ha scritto le linee d\u2019indirizzo di Asm si era dimenticato che, tramite Linea Group, l\u2019azienda \u00e8 comproprietaria dell\u2019inceneritore di Parona\u00bb. Il capogruppo del Pd Francesco Brendolise commenta la il dietro-front dell\u2019amministrazione Comunale che, in 24 ore, ha ipotizzato di costruire un inceneritore e subito dopo, tramite il sindaco Cattaneo, ha detto di non volerlo costruire. \u00abEra chiaro da subito che un progetto del genere non \u00e8 economicamente sostenibile &#8211; riprende Brendolise -. Per fare un\u2019inceneritore che funzione serve un certo tonnellaggio di rifiuti, che qui non c\u2019\u00e8. La provincia di Pavia ha gi\u00e0 due inceneritori, Parona e Corteolona, un altro non ci sta. Il vero problema \u00e8 che questa amministrazione, a un anno dall\u2019insediamento, dimostra di avere poca esperienza di governo. A Pavia bisogna rilanciare la raccolta differenziata, a questo fine serve un impianto che digerisca l\u2019umido\u00bb. Il vicepresidente di Asm, Vittorio Pesato, sottolinea la piena adesione alla linea del sindaco: \u00abCondivido totalmente le parole di Cattaneo e del presidente di Asm Chirichelli. Faccio solo una considerazione di carattere generale, come dirigente politico. Temo che in Italia ci sia una sorta di caccia alle streghe, ogni volta che si parla di smaltimento di rifiuti il progresso e l\u2019evoluzione vengono fermati. Gi\u00e0 in passato ho parlato della positivit\u00e0 dei termovalorizzatori che, voglio sottolineare, non sono inceneritori. Dico di pi\u00f9, se avessi una casa con un bel giardino lo costruirei io a fianco della mia villa un termovalorizzatore. Perch\u00e9 la vera sfida \u00e8 che quando si parla di un piano industriale per una citt\u00e0 non bisogna mai avere posizioni demagogiche. Ribadisco, faccio questo ragionamento da politico, perch\u00e9 le ragioni tecniche contrarie all\u2019inceneritore, questa volta, prevalgono\u00bb. (<strong>c.e.g.<\/strong>)<\/p>\n<p><strong>la Provincia Pavese<\/strong> &#8211; 13 maggio 2010<br \/>\n<strong>Pavia \u00abcostretta\u00bb a conferire tutto a Corteolona<\/strong><\/p>\n<p>PAVIA. Asm Vigevano, attraverso una partecipazione alla societ\u00e0 che gestisce il termovalorizzatore di Parona, si garantisce entrate per circa 600mila euro l\u2019anno. Anche Asm Pavia, per\u00f2, attraverso Linea group ha una partecipazione con il termo di Parona: perch\u00e8 allora i rifiuti del capoluogo, non possono essere bruciati a Parona in un impianto \u201cpartecipato\u201d? \u00abPerch\u00e8 a stabilire i luoghi di smaltimento \u00e8 il piano provinciale dei rifiuti predisposto, appunto, dall\u2019amministrazione provinciale &#8211; spiega il dirigente del settore rifiuti di Asm Pavia Gabriele Tedeschi -. E Pavia \u00e8 nell\u2019ambito per cui \u00e8 previsto lo smaltimento nel termovalorizzatore di Corteolona\u00bb. Anche le tariffe di smaltimento sono stabilite dalla Provincia e uguali per tutti: incenerire una tonnellata di rifiuti costa 98 euro e 39 centesimi che diventano 108 euro aggiungendo la tassa ambientale (anche questa uguale per tutti i Comuni della provincia) di 10 euro la tonnellata.<\/p>\n<p><strong>la Provincia Pavese<\/strong> &#8211; 13 maggio 2010<br \/>\n<strong>L inceneritore divide Asm crede nel piano ma la Provincia frena<\/strong><\/p>\n<p>PAVIA. Il Comune d\u00e0 il via libera ad Asm per progettare un nuovo inceneritore, il direttore dell\u2019azienda Claudio Tedesi intravvede la possibilit\u00e0 di tamponare i costi di smaltimento dei rifiuti di Pavia, ma l\u2019assessore provinciale all\u2019ambiente Ruggero Invernizzi frena. \u00abIn Regione \u00e8 gi\u00e0 aperta un\u2019istruttoria per il potenziamento dell\u2019impianto di Corteolona &#8211; spiega Invernizzi -. Con ogni probabilit\u00e0, quindi, aumenter\u00e0 ulteriormente la capacit\u00e0 di smaltimento degli impianti in provincia: prima di mettere in cantiere un nuovo impianto sarebbe necessario coordinare gli interventi\u00bb. I numeri dicono che in provincia di Pavia gi\u00e0 si smaltiscono pi\u00f9 rifiuti di quanti se ne producano. Nel 2009 tra Pavese, Oltrepo e Lomellina ne sono state prodotte 350mila tonnellate: solo il termo di Parona pu\u00f2 bruciarne 380mila e la capacit\u00e0 di Corteolona \u00e8 di altre 150mila. Poi si devono aggiungere gli altri impianti per il trattamento della frazione umida a Voghera e Giussago, solo per citare due impianti che lavorano sulla raccolta differenziata. \u00abUno dei punti cardine sta qui &#8211; commenta il direttore generale di Asm Claudio Tedesi -. Le societ\u00e0 pubbliche si occupano di raccolta e i privati di smaltimento. E se lo smaltimento permette di ricavare utili, la raccolta ha costi spaventosi\u00bb. E\u2019 un modo per dire che Asm \u00e8 pronta a progettare il termovalorizzatore ipotizzato nelle linee guida del Comune? \u00abE\u2019 indubbio che sarebbe utile &#8211; risponde Tedesi -. Cito il caso di Asm Vigevano che dalla partecipazione alla societ\u00e0 del termo di Parona ricava 600mila euro l\u2019anno che si devono sottrarre alle spese per lo smaltimento. Pavia, invece, per smaltire i propri rifiuti ha solo spese e nessuna possibilit\u00e0 di ricavo. Quando sar\u00e0 il momento di redigere il piano industriale si potr\u00e0 pensare anche ad un digestore, ad esempio: un impianto per la produzione di energia dal trattamento della parte organica dei rifiuti raccolta con la differenziata\u00bb. E si tocca cos\u00ec un altro nodo: l\u2019obiettivo del Comune \u00e8 raggiungere il 40 per cento di raccolta differenziata entro il 2012, ma al momento Asm non ha la capacit\u00e0 economica di organizzare la raccolta porta a porta. A meno, ovviamente, di non ricavare utili dallo smaltimento progettando un nuovo impianto di termovalorizzazione, o entrando in societ\u00e0 con privati che gi\u00e0 smaltiscono e possano garantire entrate sufficienti a tamponare le uscite per la differenziata.<\/p>\n<p style=\"font-weight: normal; font-size: 12pt; font-style: normal; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><strong>Stefano Romano<br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>la Provincia Pavese<\/strong> &#8211; 13 maggio 2010<br \/>\n<strong>Rifiuti, territorio dimenticato se conta soltanto la logica degli affari<\/strong><\/p>\n<p>(segue dalla prima pagina) Ora il pi\u00f9 grande di tutti, il Comune di Pavia (e la sua azienda municipalizzata) pensa di poter entrare in affari. A dire il vero, l\u2019Asm Pavia in affari c\u2019\u00e8 gi\u00e0, visto che fa del tutto parte di una holding lombarda, Lineagroup, che ha una sostanziosa quota dell\u2019inceneritore di Parona. Ma i soldi ricavati da l\u00ec, ragionano a Pavia, finiscono in una cassaforte unica \u00abregionale\u00bb. A occhio pare quindi che la nuova amministrazione di centrodestra \u00aba trazione leghista\u00bb male si sposi con i piccoli municipi bresciani, i cremonesi e i lodigiani (gli altri soci di Lineagroup) che almeno all\u2019inizio avevano una matrice comune nell\u2019Ulivo di centrosinistra. Ma la politica-partitica deve star fuori, gli affari sono affari: gi\u00e0 questo pone un grosso punto interrogativo sulla via intrapresa da Asm Pavia. Gli inceneritori, soprattutto guardando le esperienze dell\u2019Europa pi\u00f9 avanzata, dovrebbero risolvere il problema dello smaltimento durante l\u2019arduo cammino verso un\u2019alta quota di raccolta rifiuti differenziata. Il legislatore italiano ha aiutato fortemente questi impianti, ad esempio con l\u2019istituzione dei Certificati verdi, simili a obbligazioni vendibili su un mercato apposito da chi, oltre a bruciare rifiuti, produce energia. Gli inceneritori, da un decennio, sono stati cos\u00ec ribattezzati \u00abtermovalorizzatori\u00bb perch\u00e8 vi si ricava energia elettrica (Parona) o, pi\u00f9 efficacemente, calore per il teleriscaldamento (Brescia). Morale: i certificati sono un\u2019iniezione di denaro che per\u00f2 pu\u00f2 durare al massimo 15 anni dopo l\u2019apertura dell\u2019impianto. Secondo alcuni, oggi il vero utile di un inceneritore \u00e8 fornito dai Certificati verdi, sottintendendo che, una volta esauriti, non ci sar\u00e0 pi\u00f9 gran vantaggio economico. Questo \u00e8 il versante industriale e finanziario tutto da chiarire da parte di Asm Pavia. Con un antipatico corollario: quanto costerebbe l\u2019uscita da Lineagroup? In tempi grami come questi, \u00e8 innegabile che sono proprio \u00abi conti\u00bb, il dare e l\u2019avere, il primo pensiero della maggioranza dell\u2019elettorato. Ma non pu\u00f2 essere l\u2019unico elemento su cui ragionare. Se lo smaltimento rifiuti \u00e8 un servizio pubblico, allora la provincia di Pavia \u00e8 gi\u00e0 attrezzata ben oltre il necessario per la fase finale (vedere l\u2019ultimo rapporto della Provincia, febbraio 2010). Invece \u00e8 tra i fanalini di coda per la raccolta differenziata (27,4% contro il 45% previsto per il 2008). Quindi, a rigore, bisognerebbe agire l\u00ec, magari modulando diversamente la tassa per incentivare i cittadini, lavorando sull\u2019educazione con i bambini e le scuole, migliorando il sistema cassonetti. Tutte cose che costano, \u00e8 l\u2019obiezione, e gli incassi dell\u2019inceneritore potrebbero magari finanziarle. O magari no, visto che in provincia di Pavia gli inceneritori ci sono, funzionano da anni, e la raccolta differenziata \u00e8 rimasta poca cosa. Eppure la \u00abpolitica dei rifiuti\u00bb dovrebbe essere una delle priorit\u00e0 per chi rivendica il radicamento sul territorio, fa una bandiera (verde) dell\u2019identit\u00e0 locale. Si ricorda che un ex consigliere regionale leghista, Lorenzo Demartini, eletto in Lomellina, si era fatto paladino di chi si opponeva alla discarica delle ceneri prodotte dall\u2019inceneritore di Parona (che vengono spedite, pagando, in Germania). Che sia cambiata l\u2019indicazione del partito? Se ci sono bilanci in rosso il \u00abterritorio\u00bb passa in secondo piano? Prima gli affari? E allora cominciamo guardando bene \u00abi conti\u00bb, oltre l\u2019incerta durata di un\u2019amministrazione. &#8211;<strong> Roberto Peraro<\/strong><\/p>\n<p><strong>la Provincia Pavese<\/strong> \u2014 12 maggio 2010<br \/>\n<strong>\u00abUn inceneritore di rifiuti per Pavia\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>PAVIA. Asm spende per raccogliere i rifiuti e poi paga per smaltirli: se i conti devono restare in attivo \u00e8 necessario darle gli strumenti per guadagnare. Anche costruendo un nuovo inceneritore. Ridotto ai minimi termini, \u00e8 il piano che il Comune consegna all\u2019Asm. L\u2019ipotesi di un terzo inceneritore in provincia di Pavia dopo quelli di Parona e di Corteolona si affaccia in consiglio comunale quando l\u2019assessore Cristina Niutta legge la relazione sulle linee guida che il Comune di Pavia, di fatto l\u2019azionista unico, consegner\u00e0 all\u2019Asm. In aula ci sono i vertici di Asm: il presidente Giampaolo Chirichelli, il vice Vittorio Pesato, il consigliere di amministrazione che \u00e8 anche vicepresidente di Linea group holding Marco Bellaviti. Il passaggio \u00e8 interlocutorio visto che le linee guida sono state illustrate l\u2019altra sera ma il voto del Consiglio sar\u00e0 solo luned\u00ec prossimo: i temi sul tavolo, per\u00f2, sono fondamentali per il futuro dell\u2019ex municipalizzata. In primo luogo c\u2019\u00e8 il piano di fusione tra le Asm provinciali per far nascere una sola grande azienda multiservizi in grado di competere con i colossi privati, poi c\u2019\u00e8 l\u2019ipotesi di un progressivo abbandono dell\u2019alleanza con Linea group holding, infine la questione della gestione rifiuti che, al momento, \u00e8 solo un costo per l\u2019azienda. Sulla fusione delle Asm provinciali le linee guida di Pavia sono abbastanza generiche: il mandato \u00e8 di far partire i progetti di collaborazione su temi specifici come la gestione dell\u2019acqua e, appunto, dei rifiuti. E\u2019 qui che si innesta l\u2019ipotesi di un impianto di termovalorizzazione (un inceneritore) gestito direttamente da Asm o da una societ\u00e0 nella quale siano rappresentate tutte le Asm della provincia. \u00abE\u2019 opportuno fare un passo indietro &#8211; commenta Bellaviti -. Nelle linee guida il Comune indica l\u2019obiettivo del 40 per cento di raccolta differenziata nel 2012. Ma aumentare la differenziata ha costi enormi: nell\u2019ambito di una politica industriale \u00e8 quindi necessario prevedere anche interventi in grado di dare all\u2019azienda gli strumenti necessari per sopportare i nuovi costi e, si spera, far crescere gli utili\u00bb. E siccome smaltire rifiuti in impianti altrui costa molto, costruire un impianto proprio sarebbe un investimento per il futuro. \u00abIl problema \u00e8 che in provincia di Pavia gli impianti esistenti hanno gi\u00e0 una capacit\u00e0 di smaltimento enormemente superiore alla produzione effettiva di rifiuti &#8211; ribate dall\u2019opposizione Massimo Depaoli, esperto del Pd in temi ambientali -. Gli inceneritori di Parona e Corteolona garantiscono insieme lo smaltimento di circa 500mila tonnellate l\u2019anno di rifiuti solidi urbani, mentre la produzione effettiva \u00e8 di circa 350mila tonnellate l\u2019anno. A parte le valutazioni ambientali su un eventuale inceneritore, quindi, non si capisce quale potrebbe essere la ragione di mercato di una scelta del genere. Dove andrebbero a prendere i rifiuti da bruciare? La relazione, inoltre, sorvola su un aspetto non secondario: Asm, attraverso Linea group \u00e8 gi\u00e0 nella societ\u00e0 che gestisce il termo di Parona\u00bb. Opposizioni e ambientalisti propongono una strada alternativa. \u00abSe un inceneritore sarebbe inutile &#8211; aggiunge Depaoli -, in vista del potenziamento della differenziata \u00e8 necessario puntare alla chiusura del ciclo di smaltimento dei rifiuti umidi. L\u2019ideale sarebbe un digestore in grado di produrre energia pulita\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: normal; font-size: 12pt; font-style: normal; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><strong>Stefano Romano<\/strong><\/span><\/p>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"font-weight: normal; font-size: 12pt; font-style: normal; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;\"><strong>la Pro<\/strong><strong>vincia Pavese<\/strong> &#8211; 29 aprile 2010<br \/>\n<strong>Mortara, Bertani ancora a capo del Clir<\/strong><\/p>\n<p>MORTARA. Federico Bertani \u00e8 stato riconfermato presidente del consiglio d\u2019amministrazione del Clir spa. Al suo fianco il consigliere uscente Eugenio Poles, in rappresentanza del centrosinistra, e Alberto Rozza, figlio dell\u2019ex sindaco di Gambol\u00f2, Silvio. Bertani per\u00f2 non ha raggiunto l\u2019unanimit\u00e0 dell\u2019assemblea della societ\u00e0 che si occupa di rifiuti: si sono astenuti Silvano Colli, sindaco di Parona, e Giuseppe Colli, sindaco di Cilavegna. \u00abAbbiamo deciso cos\u00ec con lo scopo di sensibilizzare i Comuni verso una gestione condivisa della societ\u00e0\u00bb, hanno spiegato. Nei giorni scorsi sembrava che il centrodestra volesse sostituire il medese Poles, ma poi l\u2019assemblea ha preferito mantenere una rappresentanza del centrosinistra lomellino. Eletti anche i revisori dei conti: gli effettivi sono Roberto Recchia (presidente), Arturo Celentano ed Emanuele Carnevale Schianca; i supplenti Gianmario Cervio e Lorena Trecate. Via libera, all\u2019unanimit\u00e0, anche per il bilancio societario 2009, che presenta un utile di 13.524 euro. \u00abGran parte del fondo di riserva sar\u00e0 destinata a potenziare la raccolta differenziata e porta a porta: l\u2019obiettivo \u00e8 di espandere questa pratica in tutto il bacino del Clir\u00bb, ha spiegato il presidente Bertani. (<strong>u.d.a.<\/strong>)<\/p>\n<p style=\"font-weight: normal; font-size: 12pt; font-style: normal; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;\">\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"font-weight: normal; font-size: 12pt; font-style: normal; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;\">L\u2019Araldo Lomellino (18-09-2009)<br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><strong>CLIR, VIA LIBERA ALLA VENDITA DELLE AZIONI DI SUA PROPRIETA&#8217; AI COMUNI SOCI<\/strong><br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: normal; font-style: normal; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Via libera solo per la vendita ai soci di azioni proprie (contrari solo Cilavegna e Parona): \u00e8 il risultato dell\u2019assemblea del Clir di mercoled\u00ec scorso, 16 settembre. Nulla di fatto invece per gli altri due punti, cio\u00e8 la scelta del consigliere d\u2019amministrazione e la nomina del nuovo collegio sindacale, argomenti che, come si prevedeva, sono stati rinviati, visto che \u00e8 mancato un accordo politico, soprattutto tra i sindaci del Pdl.<br \/>\nImportante, anche se particolarmente sofferto \u00e8 stato il via libera per l\u2019acquisto delle azioni proprie attualmente possedute in portafoglio dal Clir. Una quota del 43 per cento che crea problemi al momento di calcolare le maggioranze, non potendo le azioni proprie dare diritto di voto. Gi\u00e0 da ieri dal Clir sono partite le lettere nelle quali i singoli Comuni soci sono invitati a decidere se acquistarle. Lo scopo \u00e8 quello di mantenere inalterato il peso di ogni Comune se le acquisteranno a un prezzo di 5,30 euro, pagabili in dieci anni, senza interessi a partire dal 30 giugno 2010.<\/span><\/span><\/p>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><strong>Disinformazione e presa in giro per i Napoletani<\/strong> (7-2-2008)<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Il presidente del Comitato &#8220;Salute e Ambiente&#8221;, dopo averci coinvolti tutti nel 1998 per fare un ricorso al Tar (vendevamo alle bancarelle per finanziare il deposito), decide in modo autonomo e contro la nostra volont\u00e0 di ritirarlo (scopriamo successivamente una transazione di 600 milioni di lire a suo favore per la realizzazione di un parco dei dossi mai nato e di una cifra non citata di rimborso per le spese legali da lui sostenute). Era uno di noi che sosteneva il riciclo e il riutilizzo dei rifiuti, ma nel 2008 per fare<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"> <a href=\"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Disinformazione-Giornali-Tv-Colli-Marocco-2007.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">disinformazione televisiva a danno dei Napoletani<\/a> (PDF 264 KB) <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">si presenta insieme a Colli su quotidiani e TV <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">(<a href=\"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Corriere-Della-Sera-7-Gennaio-2008.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Corriere Della Sera del 07\/01\/08<\/a> &#8211; PDF 25 KB) <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">(<a href=\"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Tg5-Intervista-Colli-Marocco-7-gennaio-2008.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Canale 5 del 07\/02\/08 Testo<\/a> &#8211; PDF 10 KB) <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">(Canale 5 del 07\/02\/08 &#8211; <a href=\"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Tg5_7_gennaio_2008.flv\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">KLCP FLV File<\/a> 4.74 MB) <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">nel sostenere che ha cambiato idea: &#8220;I termodistruttori non fanno male perch\u00e9 sono sicuri, se a Napoli li costruiscono come abbiamo fatto noi, non avranno problemi ambientali&#8221;. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><a href=\"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/WWF-Comunicato-Transazione.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Comunicato WWF su transazione<\/a> (del 6 Dicembre 2007 &#8211; PDF 13KB ) <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: normal; font-style: normal;\">\n<p style=\"font-weight: normal; font-style: normal;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><strong>Pagina dedicata all&#8217;Inceneritore di Parona stampato su Tabula Rasa ( giornale distribuito gratuitamente dai giovani di Rifondazione Comunista):<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><a href=\"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Pagina-dicembre_2007_Tabula_Rasa.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La nostra America &#8211; Tabula Rasa dicembre- 2007<\/a> (PDF 251 KB) <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><a href=\"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Allegato-Tabula-Rasa-Relazione-Tecnica-Dicembre-2007.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">allegato<\/a> (PDF 83 KB)<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><a href=\"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/La-Barriera-Novembre-2006.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Armi Chimiche &#8211; Novembre 2006 &#8220;La Barriera&#8221; di Vigevano<\/a> (PDF 66 KB)<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><a href=\"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/WWF-Volantino-Parona-paese-turistico-Festa-Parona-Ottobre-2006.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">WWF &#8211; Volantino Festa di Parona Ottobre 2006<\/a> (PDF 560 KB)<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><a href=\"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/ScissioneComitato-Inf-Vigevanese-15-ottobre-1998.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scissione Comitato &#8211; Bruxelles allarme inceneritori<\/a> (15-10-1998 &#8211; PDF 30 KB)<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: normal; font-style: normal;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><strong>Attacco al WWF e a Green Peace durante la festa Patronale del 1998 a Parona<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Vergognoso attacco da parte del presentatore della Festa di Parona organizzata dalla PRO LOCO (lavorava al Consorzio Incenerimentoi Rifiuti), nei confronti di associazioni internazionali quali il WWF e Green Peace che manifestavano il loro dissenso all&#8217;inceneritore. Dal palco per ore ha annunciato che dei disturbatori non avevano nulla a che fare con la festa. Oggi \u00e8 dimostrato che queste persone tutelavano i prodotti locali di Parona, tipicit\u00e0 della festa stessa. Qualcuno si deve essere reso conto che questi attacchi ai pi\u00f9 sembravano ignobili e rovinavano l&#8217;immagine del paese. Dopo tanti anni come presentatore, abbiamo avuto la soddisfazione di non vederlo pi\u00f9 su quel palco. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><a href=\"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/FestaParonaProv-Pavese-9-Ottobre-1998.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Festa di Parona 9 Ottobre 1998<\/a> (PDF 15KB) <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Foto: <a href=\"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/FestaParona-1998.png\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">WWF<\/a> (PNG 256 KB)<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Foto <a href=\"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/FestaParona-1998-N2.png\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Green Peace<\/a> (PGN 248 KB)<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":343,"comment_status":"closed","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[289,305,297,295,291,304,302,299,296,209,307,106,290,293,294,303,279,204,301,308,105,298,292,300,306],"class_list":["post-361","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ultime","tag-aboneco","tag-alex","tag-articoli","tag-asm","tag-bardana","tag-bue","tag-ca","tag-cancro","tag-centraline","tag-clir","tag-gianluigi","tag-inceneritori","tag-lodi","tag-mortara","tag-napoletani","tag-padre","tag-pm10","tag-rifiuti","tag-robecchi","tag-salvador","tag-sit","tag-termo","tag-tribunale","tag-valorizzatore","tag-zanotelli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/361","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=361"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/361\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3917,"href":"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/361\/revisions\/3917"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media\/343"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=361"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=361"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=361"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}