{"id":697,"date":"2010-08-05T00:15:46","date_gmt":"2010-08-04T22:15:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/index.php\/2010\/08\/05\/metano-artico\/"},"modified":"2024-08-24T18:55:33","modified_gmt":"2024-08-24T16:55:33","slug":"metano-artico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/metano-artico\/","title":{"rendered":"Fuga di metano nell&#8217;Artico"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">In questa sezione pubblichiamo la traduzione degli articoli che parlano della fuga del metano nell&#8217;Oceano Artico. A fianco riportiamo anche gli articoli originali in lingua inglese consultabili direttamente sul sito di origine. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Vi invitiamo a leggere anche i precenti articoli salvati in Archivio: <a title=\"L'Antartide sta per esplodere\" href=\"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/antartide-metano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">L&#8217;Antartide sta per esplodere<\/a><\/span><\/span><\/p>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Siamo in un periodo di censura mediatica di giornali e televisioni (sar\u00e0 a causa delle guerre), l\u2019opinione pubblica sembra disinteressata a tematiche di rilevante importanza. Con Internet abbiamo la conoscenza in tempo reale, non \u00e8 difficile assemblare le notizie, analizzare i dati, farsi un\u2019opinione per non credere a tutti coloro che sostengono teorie contrarie all\u2019evidenza.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">E\u2019 palese a tutti che i fenomeni ambientali di questo periodo siano anomali, i segnali sono ovunque. Studi nelle carote di ghiaccio, dimostrano che la composizione dell\u2019atmosfera, \u00e8 simile a quella di periodi neri vissuti in diverse ere dai nostri antenati. Quelli sono stati millenni terribili, il genere umano non si \u00e8 estinto per una pura casualit\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Le cause che hanno determinato periodi di surriscaldamento e di glaciazione sono diverse, ipotizzano impatti di meteoriti, attivit\u00e0 vulcaniche, spostamenti dell\u2019asse terrestre, attivit\u00e0 solari, correnti oceaniche. Tutti questi fenomeni sembrano avere un comune denominatore: \u201cla composizione dell\u2019atmosfera terrestre\u201d. Tracce archeologiche di questi fenomeni coincidono con le anomalie climatiche riscontrate nei ghiacci di milioni di anni. Questi eventi oggi non sono in corso, come aggravante siamo statisticamente in un periodo freddo, eppure stiamo assistendo a delle anomalie simili a quelle del passato, causate senza ombra di dubbio dalle attivit\u00e0 dell\u2019uomo. Rimango incredulo e mi terrorizza sentire le pezze giustificative di alcuni scienziati che lavorano per le banche e le multinazionali che vengono pagati per smontare teorie evidenti come queste.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Dobbiamo metterci in testa che tutto questo sta veramente capitando perch\u00e9 lo vediamo con i nostri occhi.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Dobbiamo ripensare all\u2019opinione pubblica della guerra nel Vietnam, gli USA l\u2019hanno persa, anche per colpa di un fotografo, che immortal\u00f2 con uno scatto, l\u2019esecuzione sommaria con un colpo in testa ad un sospetto Viet Cong. Il colpo \u00e8 stato sparato da parte di un capo della polizia sudvietnamita, alleata degli Americani, i militari lo osservavano con indifferenza. La foto fece presto il giro del mondo (nel 1969 vinse il Pulitzer Prize for Spot News Photography) e contribu\u00ec ad influenzare l\u2019opinione pubblica contro la guerra.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">La pace va difesa perch\u00e8 \u00e8 una causa nobile, l\u2019ambiente invece \u00e8 necessario per l\u2019esistenza di tutti i popoli.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Di seguito parleremo di un fenomeno che giornali e televisioni trattano con superficialit\u00e0, invece dovrebbe allarmare tutti: \u201cFughe enormi di Metano nell\u2019Oceano Artico\u201d. Tema che avevamo gi\u00e0 trattato nel 2008 con il titolo: \u201cL\u2019Antartide sta per esplodere\u201d. Uno studio italiano ha rilevato che la marea nera del Golfo del Messico ha &#8220;spezzato&#8221; la Loop Current, una delle principali componenti della Corrente del golfo. Se poi aggiungiamo il metano artico, che scioglie i ghiacci e rende meno salina l\u2019acqua degli oceani capiamo che rischiamo veramente l\u2019estinzione. Il caldo scioglie i ghiacci, la bassa salinit\u00e0 interrompe la corrente e i ghiacci si ricongelano di nuovo per migliaia di anni, oppure il metano esplode e sposta l\u2019asse terrestre. Bastano poche ricerche nel mondo scientifico per capire che ci sono alte probabilit\u00e0 che questi fenomeni possano veramente capitare. In passato la glaciazione \u00e8 successa pi\u00f9 volte, ma non sappiamo con certezza la causa. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Speriamo di non capirlo sulla nostra pelle.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Solo dopo che l&#8217;ultimo fiume sar\u00e0 stato avvelenato.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Solo dopo che l&#8217;ultimo pesce sar\u00e0 stato catturato.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">Soltanto allora l&#8217;uomo capir\u00e0 che il denaro non si mangia<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\">(<strong>Indiani d\u2019America<\/strong>)<\/span><\/span><\/p>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Relax News<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><strong>Fonte: The Independent &#8211; Ambiente<\/strong> Venerd\u00ec 5 Marzo 2010<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Studio: enormi fughe di metano nell&#8217;Oceano Artico<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Uno studio ha detto che il metano \u00e8 fuoriuscito nell&#8217;atmosfera dal permafrost instabile del Mar Glaciale Artico pi\u00f9 velocemente di quanto gli scienziati avevano pensato e potrebbe peggiorare il riscaldamento globale.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Dal 2003 al 2008, un gruppo di ricerca internazionale guidato da University of Alaska Fairbanks studia la Siberia orientale Artica, che copre oltre due milioni di chilometri quadrati del fondo marino nell\u2019Oceano Artico, \u00e8 quanto sostenuto da Natalia Shakhova e Igor Semiletov, gli scienziati intervistati.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">&#8220;Questa scoperta rivela una fonte di grandi dimensioni di gas metano che viene trascurato che esce dal permafrost sottomarino, piuttosto che sulla terra&#8221;, dice lo studio.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">&#8220;Le emissioni diffuse potrebbe avere effetti drammatici sul riscaldamento globale in futuro&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Studi precedenti si erano concentrati in Siberia e la fuga del metano era dovuta allo scongelamento del permafrost a terra.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Gli scienziati hanno a lungo pensato che il permafrost sotto l&#8217;Artico Siberiano orientale ha agito come un coperchio di una barriera impermeabile, che ha sigillato il metano, un potente gas serra 30 volte pi\u00f9 potente dell&#8217;anidride carbonica.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Ma le osservazioni del gruppo di ricerca hanno dimostrato che il permafrost sommerso sotto il coperchio \u00e8 perforato e fuoriesce una grande quantit\u00e0 di metano in atmosfera.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Pi\u00f9 dell\u2019 80 per cento delle acque profonde e pi\u00f9 della met\u00e0 delle acque superficiali, dicono che i livelli di metano sono circa otto volte superiori a quello trovato in acqua di mare normale, secondo lo studio pubblicato sulla rivista Science.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">I ricercatori hanno avvertito che il rilascio di una frazione del metano immagazzinato sotto il coperchio, potrebbe innescare un brusco riscaldamento climatico.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">&#8220;Il Permafrost dell\u2019Oceano inferiore contiene grandi quantit\u00e0 di carbonio, gli esperti temono che il rilascio di gas metano farebbe aumentare le temperature a valori pi\u00f9 alti nell&#8217;atmosfera, creando cos\u00ec una reazione a catena che porterebbe a fare aumentare le fughe di metano dal permafrost e di conseguenza ad un aumento del riscaldamento globale\u201d, cos\u00ec hanno detto.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Le attuali concentrazioni di metano come media dell\u2019Artico sono circa 1,85 parti per milione, il pi\u00f9 alto in 400.000 anni, ha detto Shakhova.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Le concentrazioni al di sopra della piattaforma artica della Siberia orientale sono ancora pi\u00f9 alti, e gli scienziati sono preoccupati perch\u00e9 il permafrost sottomarino &#8220;aveva gi\u00e0 dato segni di destabilizzazione&#8221;, ha aggiunto.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">&#8220;Se si destabilizza ulteriormente le emissioni di metano &#8230; avremmo valori notevolmente pi\u00f9 elevati&#8221;<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">registrazioni geologiche indicano che le concentrazioni di metano nell&#8217;atmosfera hanno oscillato tra i circa 0,3-0,4 parti per milione durante i periodi di freddo e i 0,6-0,7 parti per milione durante i periodi caldi.<\/span><\/span><span style=\"font-size: 12pt;\"><!--nextpage--><\/span><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Fonte: The Independent &#8211; Ambiente &#8211; Cambiamenti climatici <\/strong>(Luned\u00ec, 22 Febbraio 2010)<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Il livello di metano pu\u00f2 avere un aumento imprevedibile, avvertono gli scienziati<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p>Una rapida accelerazione dei fenomeni \u00e8 iniziata per un gas molto pi\u00f9 nocivo della CO2<br \/>Con Michael McCarthy, ambiente &#8211; Editore<\/p>\n<p>I livelli atmosferici di metano, il gas serra che \u00e8 molto pi\u00f9 potente dell&#8217;anidride carbonica, sono aumentate significativamente negli ultimi tre anni consecutivi, \u00e8 quanto hanno detto oggi gli scienziati &#8211; hanno il timore che un grande riscaldamento globale &#8220;<em><strong>feedback&#8221; (aumento artificioso della risposta del sistema climatico rispetto all\u2019aumento della CO2), stia per iniziare<\/strong><\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Da qualche tempo c&#8217;\u00e8 stata la preoccupazione che la grande quantit\u00e0 di metano, o &#8220;gas naturale&#8221;, rinchiusi nella tundra ghiacciata dell&#8217;Artico potrebbe essere rilasciato appena il permafrost si scioglie dal riscaldamento globale. Ci\u00f2 darebbe un ulteriore impulso al cambiamento climatico, un effetto talvolta indicato come &#8220;la bomba a tempo del metano&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Questo perch\u00e9 il metano (CH4) \u00e8 ancora pi\u00f9 efficace nel trattenere il calore del sole nell&#8217;atmosfera rispetto il CO2, l&#8217;obiettivo principale di preoccupazione internazionale sul clima per gli ultimi due decenni. In un periodo relativamente breve, come 20 anni, il CH4 ha un potenziale di riscaldamento globale pi\u00f9 potente di 60 volte rispetto al CO2, anche se decade pi\u00f9 rapidamente. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Ora arriva la prima notizia che i livelli di metano in atmosfera hanno continuato ad aumentare considerevolmente nel 2008 e nel 2009, dopo che nel 2007 per via di un\u2019ondata di calore senza precedenti nell&#8217;Artico, hanno causato una contrazione record del ghiaccio marino.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Anche se i ricercatori non possono ancora essere certi, ci sono delle spiegazioni, si teme che l&#8217;aumento delle temperature ha forse iniziato ad attivare il meccanismo del &#8220;<em><strong>feedback<\/strong><\/em>&#8220;. Livelli atmosferici pi\u00f9 alti di gas potrebbe produrre pi\u00f9 riscaldamento, a sua volta libererebbe pi\u00f9 metano, che produce ancora pi\u00f9 riscaldamento, e cos\u00ec via in un incontrollabile effetto. Questo si pensa sia accaduto alla fine dell&#8217;ultima glaciazione, causando un aumento di temperatura molto rapido in pochi decenni.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"> I nuovi dati saranno rivelati questa mattina in un importante convegno di due giorni sui gas a effetto serra nell&#8217;atmosfera, che si terr\u00e0 presso la Royal Society di Londra. Saranno comunicate in una presentazione del professor Euan Nisbet, della Royal Holloway College dell&#8217;Universit\u00e0 di Londra, e dal dottor Ed Dlugokencky del Sistema Terra Laboratorio di Ricerca di Boulder, in Colorado, che \u00e8 gestito dalla US National Oceanic e Atmospheric Administration (NOAA ).<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Entrambi gli uomini sono i maggiori esperti su CH4 in atmosfera, e il dottor Dlugokencky in particolare, che \u00e8 responsabile della rete globale NOAA di stazioni di monitoraggio metano, \u00e8 talvolta indicato come &#8220;il custode del metano nel mondo.&#8221; In una presentazione sul tema &#8220;Global metano nell&#8217;atmosfera del 2010: bilancio, i cambiamenti e i pericoli&#8221;, i due scienziati hanno rivelato che, dopo un decennio di quasi crescita zero, la media globale di metano in atmosfera \u00e8 aumentato di circa 7ppb (parti per miliardo) all&#8217;anno nel corso del 2007 e\u00a0 nel 2008.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"> Vanno su: &#8220;Durante la prima met\u00e0 del 2009, globalmente in media atmosferica di CH4 [circa] 7ppb maggiore di quanto non fosse nel 2008, suggerendo che la crescita continuer\u00e0 nel 2009. Esiste la possibilit\u00e0 di aumento delle emissioni di CH4 dai feedbacks forte del clima positivo nell&#8217;Artico, dove ci sono zone instabile di carbonio nel permafrost &#8230; quindi le cause di questi recenti aumenti deve essere considerata&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Il Professor Nisbet ha detto nel fine settimana che i nuovi valori non stabiliscono necessariamente una nuova tendenza. &#8220;Potrebbero essere solo un paio di anni di forte crescita, e possono di nuovo regredire,&#8221; ha aggiunto. \u00abMa vi \u00e8 la preoccupazione che le cose cominciano a cambiare verso una rinnovata crescita di feedback.&#8221;<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"> Il prodotto di attivit\u00e0 biologica dei microbi, di solito in vegetazione in decomposizione o di altro materiale organico, &#8220;gas naturale&#8221; \u00e8 emesso da fonti naturali e attivit\u00e0 umane. Le zone umide possono emettere fino a un terzo del totale prodotto. Ma valori elevati vengono anche rilasciati dalla produzione di gas per combustibile, anche in agricoltura, compresa la produzione di riso in risaie e rutti di vacche mentre rumina (che \u00e8 noto come &#8220;eruttazione bovina&#8221;). Tuttavia, le diminuzioni di metano scompaiono dal clima abbastanza rapidamente, e fino a poco tempo fa si pensava che il metano della Terra era &#8220;bilanciato&#8221; ovvero pi\u00f9 o meno in equilibrio.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Valori atmosferici di gas ora sono pari a circa 1.790 parti per miliardo. Hanno cominciato a misurarli nel 1984, quando era pari a circa 1.630 ppb, e sono andati in costante crescita. Si pensava che ci\u00f2 fosse dovuto al settore del gas russo, che prima del collasso dell&#8217;Unione Sovietica era stata colpita da perdite enormi.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"> Dopo il 1991, ingenti sono stati gli investimenti nel fermare le fughe di notizie da un settore privato del gas russo, che rallentava l&#8217;aumento del metano.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><em><strong>Il recente aumento del metano in atmosfera: <\/strong><\/em><br \/><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Molti scienziati del clima pensano che la tundra artica congelata, come quella a Sermermiut in Groenlandia, \u00e8 una bomba ad orologeria in termini di riscaldamento globale, perch\u00e9 titolare di una grande quantit\u00e0 di metano, un gas serra estremamente potente. Nel corso di millenni il metano si \u00e8 accumulato sotto la terra a latitudini pi\u00f9 settentrionali in tutto il mondo, ed \u00e8 stato effettivamente ritirato dalla circolazione dal permafrost che funge da coperchio impermeabile. Ma come il permafrost comincia a fondere, con temperature in aumento, il coperchio si pu\u00f2 aprire &#8211; con risultati potenzialmente catastrofici.<\/span><\/span><\/p>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Fonte: wikipedia.org<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong>Il metano nell&#8217;atmosfera terrestre<\/strong><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Il metano \u00e8 un gas serra presente nell&#8217;atmosfera terrestre in concentrazioni molto inferiori a quelle della CO2 ma con un potenziale di riscaldamento globale ben 23 volte superiore.[senza fonte]<\/span><\/span><br \/><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">La sua concentrazione in atmosfera \u00e8 aumentata da 700 ppb (parti per miliardo) nel periodo 1000-1750 a 1.750 ppb nel 2000, con un incremento del 150%.<\/span><\/span><br \/><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Il metano \u00e8 responsabile del 20% dell&#8217;incremento dell&#8217;effetto serra.<\/span><\/span><br \/><br \/><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">ppb = Parts per billion &#8211; in inglese \u00e8 Parti per miliardo<\/span><\/span><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Effetto Serra<\/strong><br \/>L&#8217;effetto serra \u00e8 un fenomeno naturale che fa parte dei complessi meccanismi di regolazione dell&#8217;equilibrio termico di un pianeta o di un satellite grazie alla presenza di un&#8217;atmosfera contenente alcuni gas detti appunto gas serra.<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Gas serra<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Sono chiamati gas serra quei gas presenti in atmosfera, di origine sia naturale sia antropica, che assorbono ed emettono a specifiche lunghezze d&#8217;onda nello spettro della radiazione infrarossa, emessa dalla superficie terrestre, dall&#8217;atmosfera e dalle nuvole. Questa loro propriet\u00e0 causa il fenomeno noto come effetto serra.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Il vapore acqueo (H2O), il biossido di carbonio (CO2), l&#8217;ossido di diazoto (N2O), il metano (CH4) e l&#8217;ozono (O3) sono i gas serra principali nell&#8217;atmosfera terrestre.<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Glaciazione<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Oggi i ghiacciai occupano 110 di tutte le terre emerse,ma durante la storia della Terra hanno avuto superfici pi\u00f9 grandi. In particolare nell\u2019ultimo milione di anni per almeno 11 volte si sono estesi per poi contrarsi di nuovo,arrivando ad occupare nel massimo della loro espansione 13 della superficie emersa. Durante l&#8217;ultima glaciazione, detta del Wurm, che inizi\u00f2 circa 75 000 anni fa e conobbe il suo acme intorno a 20.000 anni fa, l&#8217;Europa era ricoperta da una coltre di ghiacci spessa 2000-3000 metri che dal polo Nord scendeva fino alla latitudine di Londra.<\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Possibili cause delle glaciazioni<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Le cause che portano il clima terrestre a entrare e uscire ciclicamente da una glaciazione, come pure le fluttuazioni dette periodi interglaciali, sono ancora controverse. Vi \u00e8 tuttavia un consenso generale nell&#8217;indicare che una serie di fattori sono determinanti per il verificarsi di questo processo: la variazione della composizione dell&#8217;atmosfera (in particolare la quantit\u00e0 di biossido di carbonio (CO2) e metano (CH4)); i cambiamenti periodici dell&#8217;orbita terrestre intorno al Sole noti come cicli di Milankovitch; la variazione dell&#8217;orbita del Sole all&#8217;interno della Via Lattea; i movimenti delle placche tettoniche che determinano la posizione dei continenti sulla superficie terrestre; variazioni dell&#8217;attivit\u00e0 solare; le eruzioni vulcaniche e l&#8217;eventuale impatto di meteoriti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Effetti delle glaciazioni<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">La Scandinavia mostra alcuni dei tipici effetti delle glaciazioni come i fiordi e la presenza di numerosi laghi.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">L&#8217;interruzione del flusso della Corrente del Golfo, la quale rappresenta la pompa climatica di un importante ecosistema, ha un effetto determinante su tutto l&#8217;emisfero boreale.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Proprio sotto la Groenlandia infatti avviene il raffreddamento delle acque trasportate dalla corrente, che si immergono fino alle pi\u00f9 remote profondit\u00e0 del mare per ripercorrere all&#8217;inverso il percorso. Prima dell&#8217;ultima era glaciale si ebbe un breve innalzamento interglaciale della temperatura della Terra, che provoc\u00f2 lo scioglimento superficiale dei ghiacci nell&#8217;emisfero settentrionale. Si formarono delle pozze d&#8217;acqua stagnante o dei laghetti proglaciali, bloccati da dighe naturali di ghiaccio o ghiaia alle loro estremit\u00e0. Quando sotto l&#8217;effetto della spinta dell&#8217;acqua accumulata le dighe naturali cedettero, si ebbero violente inondazioni che modellarono la costa della Groenlandia e delle altre regioni artiche.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Questo enorme afflusso di acqua dolce riversatosi improvvisamente nel mare, assieme alle variazioni indotte sul mantello terrestre dal peso del ghiaccio, ebbe un&#8217;influenza sul momento d&#8217;inerzia della Terra che determin\u00f2 variazioni della rotazione terrestre e quindi effetti sul clima legati all&#8217;assestamento postglaciale.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Notizia tratta da &#8220;Le scienze online&#8221; del 19\/12\/2000<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Durante l&#8217;ultima glaciazione registrata in Antartide un brusco riscaldamento di 32 gradi in poche decine di anni, eventi simili sono avvenuti anche nell\u2019emisfero boreale<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Gli strati di ghiaccio pi\u00f9 antichi dell\u2019Antartide indicano un incremento di 32 gradi nelle temperature della zona avvenute in pochi decenni verso la fine dell\u2019ultima era glaciale, conclusasi circa 19.000 anni fa. Secondo James White, professore associato presso l&#8217;Universit\u00e0 del Colorado a Boulder, che ha presentato i risultati della ricerca all\u2019ultimo convegno dell\u2019American Geophysical Union, si tratta del pi\u00f9 grande e improvviso evento di riscaldamento mai registrato nell\u2019emisfero australe. Tale risultato contraddice precedenti valutazioni secondo le quali, durante l\u2019ultima deglaciazione, il riscaldamento dell\u2019Antartide fu molto pi\u00f9 graduale di quelli documentati dalle ricerche effettuate in Groenlandia.\u00abIl riscaldamento registrato \u2013 ha spiegato White \u2013 \u00e8 il primo a poter essere comparato con i grandi eventi dello stesso tipo avvenuti nell\u2019emisfero boreale durante i periodi interglaciali, sia per il valore dell\u2019incremento di temperatura sia per la sua rapidit\u00e0\u00bb.Dalle analisi dei campioni di ghiaccio presi nella zona di Siple Dome, durante la spedizione finanziata dalla National Science Foundation lungo la costa occidentale dell\u2019Antartide, \u00e8 emerso inoltre che il periodo di brusco riscaldamento \u00e8 coinciso con un significativo aumento del livello del mare, documentato dai ricercatori dell\u2019Australian National University.\u00abLe indicazioni fornite dai carotaggi di Siple Dome \u2013 ha continuato White \u2013 inducono a pensare che tale zona abbia addirittura potuto innescare la fine del periodo glaciale. A causa della sua posizione costiera, Siple Dome era sensibile a eventi climatici avvenuti nella zona, come parziali collassi della calotta di ghiaccio dell\u2019Antartide occidentale, che avrebbero causato un aumento globale del livello dei mari. Inoltre, non bisogna dimenticare che un secondo evento di brusco riscaldamento avvenne 15.000 anni fa. Secondo le nostre conoscenze, esso avrebbe preceduto un evento analogo nel nord dell\u2019Oceano Atlantico chiamato Bolling\/Allerod.\u00bb<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Notizia tratta dal Forum <strong>Climatologia e cambiamenti climatici<\/strong> di: <a title=\"Abruzzo Meteo\" href=\"https:\/\/www.abruzzometeo.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">abruzzometeo.it<\/a> <\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">\u00a0<\/span><\/span><\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Cronostoria dell&#8217;ultima Glaciazione(25-18000anni Fa)&#8230;<\/span><\/span><\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">\u00a0<\/span><\/span><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Nella sua massima espansione i ghiacci ricoprivano una superfice di 40 milioni di Km2, tre volte quella attuale. Comunque l&#8217;estensione glaciale in Groenlandia e nell&#8217;Antartide aveva una estensione poco diversa da quella attuale, anche se con uno spessore maggiore. In USA il giaccio era continuo dall&#8217;Atlantico al Pacifico, con limite del giaccio continuo ad ovest del 100\u00b0 meridiano W sul 49\u00b0 parallelo, ad est 40\u00b0 parallelo.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">In Europa il ghiaccio copriva in maniera continua la Scandinavia fino in mare aperto, l&#8217;Inghilterra settentrionale e Scozia, Galles e parte dell&#8217;Irlanda.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Sulle Alpi 150 mila Km2 di ghiaccio, con punte di 1800 mt di spessore, dove nel versante italiano, i ghiacciai alpini, erano su ampi tratti delle Prealpi e dell&#8217;alta pianura padana, dove uscivano dalle valli i ghiacciai che si fondevano inseme, formando i ghiacciai pedemontani.Anche l&#8217;Appennino ospitava apparati glaciali, lunghi dei kilometri, fino a comprendere la Sila e il Pollino. Il limite delle nevi permanenti era sceso in Italia di 1200mt. I mari a quel tempo, per l&#8217;accumolo di ghiaccio, erano sotto livello di 100\/110 mt rispetto all&#8217;attuale.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">In Europa centrale il mese pi\u00f9 caldo registrava valori di 4\u00b0\/5\u00b0 gradi.In inverno l&#8217;albedo e la massa di ghiaccio costruiva un possente anticiclone termico situato fra le Alpi e il Baltico, con temperature di media oltre i -40\u00b0!!<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Isole Britanniche, Scandinavia e Germania settentrionale gelo perenne, con Europa centro-occidentale clima freddo da tundra, con estati con max di temperatura di 8\u00b0\/9\u00b0 e invernali di -18\u00b0\/ -20\u00b0.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">L&#8217;Africa settentrionale, il lembo meridionale dell&#8217;Iberia e la Sicilia, rientravano nella area temperata umida, con frequenti passaggi ciclonici (depressioni) che entravano da ovest verso est, flusso perturbato oceanico, apportando copiose precipitazioni, con richiami di gelo costante e nevicate poco pi\u00f9 a nord sempre in area Mediterranea, per frequenti irruzioni di aria gelidissima, in arrivo dalle Alpi. La poderosa influenza dei ghiacciai, aveva obbligato lo spostamento delle zone climatiche verso l&#8217;equatore.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Pensate che studiosi americani, hanno stabilito, con ricostruzioni, che questa ultima era glaciale, registrava condizioni astronomiche simili alle nostre,, e secondo i parametri di Milankovitch, 18.000 anni fa, vi era solo una differenza menno dell&#8217;1% rispetto all&#8217;epoca presente, con asse a 23\u00b0 44&#8242; oggi 23\u00b0 27&#8242;, ed eccentricit\u00e0 0,019, oggi 0,017.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Vi era solo la differenza che nel perielio, minima distanza dal sole con l&#8217;avvento dell&#8217;inverno, non era in dicembre-gennaio, ma in vicinanza dell&#8217;equinozio d&#8217;autunno, per la precessione dell&#8217;asse, ma sempre da calcoli eseguiti, considerando l&#8217;intero anno, la radiazione era praticamente identica all&#8217;attuale, anche se registrava max maggiori in marzo-maggio e inferiori a settembre-novembre.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: arial,helvetica,sans-serif;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Roberto Madrigali<\/strong>&#8230;.<\/span><\/span><\/div>\n<p>\u00a0<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Socio fondatore, Consigliere dell&#8217;associazione meteo &#8220;AQ Caput Frigoris&#8221;: <\/span><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n\n<figure class=\"wp-block-post-featured-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"501\" height=\"372\" src=\"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/Artico.jpg\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" alt=\"\" style=\"object-fit:cover;\" srcset=\"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/Artico.jpg 808w, https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/Artico-300x223.jpg 300w, https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/Artico-768x570.jpg 768w, https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/Artico-80x60.jpg 80w\" sizes=\"auto, (max-width: 501px) 100vw, 501px\" \/><\/figure>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Artico<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questa sezione pubblichiamo la traduzione degli articoli che parlano della fuga del metano nell&#8217;Oceano Artico. A fianco riportiamo anche gli articoli originali in lingua inglese consultabili direttamente sul sito di origine. Vi invitiamo a leggere anche i precenti articoli salvati in Archivio: L&#8217;Antartide sta per esplodere<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3444,"comment_status":"closed","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[123,883,880,881,865,886,884,887,890,866,891,888,861,882,862,885,44,889],"class_list":["post-697","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ultime","tag-america","tag-artico","tag-cambiamenti","tag-clomatici","tag-corrente","tag-era","tag-fughe","tag-glaciale","tag-glaciazione","tag-golfo","tag-indiani","tag-loop-current","tag-marea","tag-metano","tag-nera","tag-surriscaldamento","tag-usa","tag-vietnam"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/697","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=697"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/697\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3445,"href":"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/697\/revisions\/3445"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3444"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=697"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=697"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nuovastagione.eu\/new\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=697"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}