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Un tranquillo 11 Settembre di paura

 
 

Per un tranquillo 11 Settembre di paura,  visti anche i lati oscuri che rimarranno su quel giorno, Nuova Stagione vi suggerisce un’interessante interpretazione apocalittica trovata in rete.

Quando i re della terra … vedranno il fumo del suo incendio piangeranno e faranno cordoglio per lei e diranno: “Ahi! Ahi! Babilonia, la gran città, la potente città! Il tuo giudizio è venuto in un momento!

 

Le due torri gemelle

 

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BABILONIA LA GRANDE MERETRICE – Bibbia CEI

 

Il TELERISCALDAMENTO

Parona Lomellina è un paese di creduloni. In tutti i posti dove intendono costruire centrali o inceneritori promettono sconti sull’energia anche con il teleriscaldamento. Da noi succede la stessa cosa, ma non vediamo nessun vantaggio economico per i cittadini. Tanti soldi vengono dati al comune per bruciare i rifiuti, ma li spendono per le società pubblice, i paesani continuano ad essere salassati dalle bollette. Eppure chi vince le elezioni continua ad avere consensi elettorali per le balle che racconta sul teleriscaldamento. Noi ovviamente non siamo dei creduloni, queste bugie non hanno mai convinto quelli della Nuova Stagione. Le minoranze dovrebbero almeno chiedere delle spiegazioni.


Il Governo Ombra propone dei contributi per i paronesi.

Leggi l’articolo della Provincia Pavese del 9 Agosto 2010 ( PDF 103 KB) (NUOVO)

 

Dove andiamo – di Vincenzo Mecca

 

Dove andiamo?

 

Il sangue s’annida

tra sassi e capelli,

il corpo si confonde

tra macerie e pupille;

crollano muri di pietra,

erigono invisibili barriere,

in che mondo viviamo?

tamburi di guerra accecano,

più non sappiamo

in che storia viviamo;

é un infinito imbuto,

un cieco imbuto di anime,

più non sappiamo

la vita e la morte,

indecifrabili sono i confini

tra i quali si rincorrono

oceani di miserie e misteri;

in che silenzio viviamo?

le foreste stanno bruciando,

le città stanno bruciando,

nelle bianche, soffocanti pianure

in silenzio osserviamo;

le strade sono ostruite

da ombre impressioniste,

i cieli sono strati

di nuvole barocche,

i mari sono sorgenti

di rancori medievali;

il dio illusione

tesse la tela

con fili d’acciaio

per anime che vagano:

dove guardare, andare non sanno;

le distanze sono concetti

d’un immanente rifugio,

in silenzio ci ribelliamo.

 

Autore: Vincenzo Mecca

 

Vincenzo Mecca