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Elenco Incendi dell’Inceneritore

Elenco degli incendi all’inceneritore di Parona Lomellina
Aprile 2012   Parona, incendio all’inceneritore
Marzo 2012   Parona, in fiamme il rullo di trasporto dell’inceneritore
Marzo 2012   Fiamme all’Inceneritore
Novembre 2010  

Danni gravi, ma il termo funziona

Ottobre 2008   Ancora un incendio, l’inceneritore fermo due mesi
Marzo 2008   Riapre il «termo», i rifiuti tornano a Parona
Ottobre 2006   Incendio al «Termo», danni contenuti

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Si è di nuovo Incenerito l'Inceneritore - 5 Novembre 2010 ore 9.00

Incendio del 05-09-2010

Incendio Inceneritore – Aprile 2012

la Provincia Pavese 1 Aprile 2012

Parona, incendio all’inceneritore

E’ il terzo incendio in due settimane all’inceneritore di Lomellina Energia a Parona: l’altra notte i vigili del fuoco hanno lavorato circa 4 ore per spegnere le fiamme, propagatesi in modo accidentale, secondo i primi accertamenti per per autocombustione, e smassare il materiale carbonizzato, mettendo in sicurezza l’impianto che ogni anno brucia 380mila tonnellate di rifiuti provenienti da Vigevano, Lomellina e Oltrepo, e produce 380 megawatt di energia. Il 22 marzo, un incendio si era verificato nella prima mattinata in uno dei nastri di trasporto su cui si muovono i rifiuti stoccati. Un altro incendio il 17 marzo.

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Si è di nuovo Incenerito l'Inceneritore - 5 Novembre 2010 ore 9.00

Incendio del 05-09-2010

Fiamme inceneritore – Marzo 2012

la Provincia Pavese 18 marzo 2012

Fiamme all’inceneritore

 

PARONA Allarme ieri mattina alle 9,30 all’inceneritore, per un principio di incendio in un’area all’aperto di stoccaggio rifiuti. Ad originare le fiamme è stato un processo chimico di autocombustione. L’allarme al 115 è scattato immediatamente. Sul posto sono arrivate tre squadre dei vigili del fuoco: due da Vigevano, una da Mortara. In poche decine di minuti i pompieri hanno domato le fiamme evitando che si propagassero. Intanto tiene banco la questione “vigevanese” riguardo all’inceneritore. Il Comune guidato da Andrea Sala ha fatto capire che è intenzionato a cedere le quote che ha all’interno di Lomellina Energia tramite la municipalizzata Asm Isa. Vigevano ora ha il 20% di Lomellina Energia, ma i rapporti tra l’amministrazione leghista di Sala e la società che fa riferimento alla Linea Holding Group sono burrascosi. Tanto che Asm Isa sembra sempre più intenzionata a vendere le sue quote di Lomellina Energia. Se si concretizasse quest’evento non ci sarebbe più alcun controllo pubblico locale sulla società che gestisce il termodistruttore di Parona dove arrivano anche i rifiuti del consorzio lomellino di raccolta rifiuti Clir (28mila tonnellate circa all’anno) e di Voghera e dei comuni dell’Oltrepò (47mila tonnellate). «La scelta ventilata da Asm Isa è di strategia aziendale – spiega il presidente del Clir Marco Rivolta – non siamo in grado di commentarla quindi. E’evidente però che se uscisse Asm da Lomellina Energia non ci sarebbe più sul territorio un soggetto che gestisce l’inceneritore con cui rapportarsi». «Quelle di Vigevano sono valutazioni ancora in divenire, non c’è niente di ufficiale – spiega Silvano Colli, attuale sindaco di Parona e primo cittadino anche all’epoca della nascita del termodistruttore – dell’intenzione di uscire da Lomellina Energia parlerò con Sala presto».(a.m. e s.b.)

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Incendio del 05-09-2010

Fiamme rullo inceneritore – Marzo 2012

la Provincia Pavese – 23 marzo 2012

Parona, in fiamme il rullo di trasporto dell’inceneritore

 

PARONA. Dopo l’incendio di sabato mattina ancora fiamme ieri nel termodistruttore di Lomellina Energia a Parona. L’incendio si è verificato nella prima mattinata in uno dei nastri di trasporto su cui si muovono i rifiuti stoccati. «Il nostro sistema di sicurezza ha funzionato, quando sono arrivati i pompieri il rogo praticamente era già spento – fanno sapere da Lomellina Energia – questo principio d’incendio non è collegato a quello di sabato. A volte accadono questi eventi quando si manovrano rifiuti. Dopo l’incendio del 2008 abbiamo ulteriormente aumentato i nostri sistemi di sicurezza». L’allerta al 115 è comunque scattata intorno alle 5 di ieri mattina. Sul posto sono arrivate tre squadre dei vigili del fuoco. Due da Vigevano ed una da Mortara. I pompieri sono stati impegnati fino alle 10,30 di mattina. Lo spegnimento delle fiamme però è durato solo poche decine di minuti. Per il resto i vigili del fuoco hanno controllato che non ci fossero altri focolai sul nastro trasportatore, che si trova in un capannone coperto dell’inceneritore. Il meccanismo che muove i rifiuti è andato parzialmente distrutto in seguito all’incendio di ieri. Probabilmente ad originare le fiamme è stata una scintilla tra alcune parti meccaniche del sistema di trasporto dell’immondizia.

L’inconveniente di ieri mattina non ha bloccato le funzionalità dell’impianto che ogni anno brucia 380mila tonnellate di rifiuti provenienti da Vigevano, Lomellina ed Oltrepò e produce 380 megawatt di energia che vengono immessi nel sistema elettrico nazionale.(s.b.)

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Si è di nuovo Incenerito l'Inceneritore - 5 Novembre 2010 ore 9.00

Incendio del 05-09-2010

Incendio Inceneritore – Novembre 2010

la Provincia Pavese – 06 novembre 2010

Danni gravi, ma il termo funziona

PARONA. L’inceneritore continua a ricevere rifiuti solidi urbani. In attesa di quantificare i danni, che dovrebbero ammontare comunque a qualche centinaio di migliaia di euro, è stata però scongiurata l’emergenza in seguito all’incendio scoppiato l’altra sera nel capannone di stoccaggio della frazione organica stabilizzata, il cosiddetto compost. L’incidente non ha determinato conseguenze nella gestione della raccolta dei rifiuti in Lomellina e nel Vogherese, zone che smaltiscono l’immondizia a Parona. Lo comunicano Vincenzo Filisetti e Andrea Fava, presidente e amministratore delegato di Lomellina Energia, la società che gestisce l’impianto di strada Scochellina autorizzato a bruciare 380mila tonnellate l’anno di rifiuti solidi urbani e di combustibile da rifiuto. «Il rapido intervento dei vigili del fuoco, oltre alla disponibilità di diversi sistemi di sicurezza e di protezione ambientale recentemente potenziati anche a seguito degli incendi del 2008, ha preservato le aree di produzione che, pertanto, continuano a funzionare senza alcun problema garantendo la continuità del pubblico servizio», assicurano. Le cause dell’incidente, che non ha determinato danni a persone, sono in fase di accertamento da parte dei tecnici, anche se con tutta probabilità l’origine dell’incendio è accidentale. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Pavia, Vigevano, Mortara, Robbio, Garlasco e Milano, che hanno spento le fiamme evitando che l’incendio si propagasse dal capannone lungo 150 metri e largo 50 alle altre zone del termodistruttore. «Tutti gli elementi di messa in sicurezza sono stati resi operativi e, grazie all’intervento dei vigili del fuoco e del personale interno dello stabilimento, l’incendio è stato circoscritto – commentano Filisetti e Fava – La società si è subito attivata informando le istituzioni competenti, dalla Provincia al Comune e all’Arpa. Ringraziamo, inoltre, chi si è prodigato nell’opera di spegnimento dell’incendio e, in particolare, i comandi dei vigili del fuoco, l’Arpa di Pavia, il Servizio di soccorso pubblico 118 e le stazioni locali dei carabinieri». Anche il sindaco Silvano Colli è stato informato dell’accaduto. «Mi spiace che si sia verificato questo incidente, che per fortuna non ha avuto conseguenze – dice – Malgrado tutto, ritengo che l’impianto di Lomellina Energia sia uno dei più sicuri d’Italia». L’altra sera, malgrado il fumo denso sprigionatosi dal capannone, non è stato necessario far evacuare la popolazione, mentre nemmeno il traffico lungo l’ex statale 494 fra Vigevano e Mortara è stato interrotto. Nel 2008 all’inceneritore erano scoppiati due incendi. – Umberto De Agostino

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la Provincia Pavese – 05 novembre 2010

Fiamme all’inceneritore, crolla un capannone

PARONA. Fiamme visibili a distanza, un fumo denso su tutta la zona industriale di Parona, vigili del fuoco mobilitati da tutta la provincia e da Milano: l’incendio è scoppiato ieri poco dopo le 20 al termodistruttore di via Scochellina. Le fiamme si sono estese causando il crollo del tetto di un capannone lungo 150 metri e largo una cinquantina, bloccando l’attività. Si prevedeva che le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza sarebbero proseguite per tutta la notte. In prima battuta non era possibile ipotizzare con certezza quale potesse essere la causa precisa dell’incendio. E neppure se la causa sia stata di natura dolosa o accidentale: ma si propendeva per la seconda ipotesi. Non è escluso che le fiamme siano partite, come era avvenuto in altre occasioni, da un nastro trasportatore. L’allarme è stato lanciato al numero per le emergenze dei vigili del fuoco: il comando di Pavia ha immediatamente coordinato l’invio di squadre anche dotate di autobotte. I vigili del fuoco oltre che da Pavia e da Vigevano sono partiti dalle sede dei volontari di Mortara, Garlasco e Robbio, vista la difficoltà tecnica di spegnimento delle fiamme. Sono stati poi chiesti in rinforzo mezzi anche da Milano: alle 22 stavano lavorando una trentina di operatori. Non sembrava almeno all’inizio dell’intervento che ci fosse il pericolo di un ’estensione delle fiamme anche ad altre parti dell’impianto di incenerimento dei rifiuti di via Scochellina. La popolazione nella zona, almeno durante la prima parte dell’intervento, non è stata sgomberata e non risultavano ferito o persone intossicate. Anche la circolazione dei veicoli sulla ex strada statale 494, che collega Vigevano Mortara e passa a lato della zona industriale di Parona, almeno fino alle 22 era regolare. Erano comunque già stati avvisati i tecnici dell’Arpa (Agenzia regionale per la prorezione ambientale), per poter effettuare i rilievi necessari a valutare il pericolo di inquinamento per l’ambiente, e di conseguenza anche la necessità di eseguire ulteriori interventi nell’area circostante l’inceneritore di Parona. Gli ultimi due casi di incendio all’inceneritore si erano verificati nel marzo e nell’ottobre 2008, sempre nelle ore serali. In un caso, le fiamme erano partite da un nastro trasportatore, nell’altro da una delle torri dell’impianto. (a.m.)

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Incendio del 05-09-2010

Incendio Inceneritore – Ottobre 2008

la Provincia Pavese – 13 novembre 2008

Asm: «Termo, fate chiarezza sugli incendi»

VIGEVANO. «In dieci anni non è mai successo niente, in sette mesi due incendi: è strano, e vogliamo capire bene cosa è accaduto, anche per evitare che questi fatti si ripetano». Rosario Mandoliti è presidente di Asm Isa, che partecipa per il 20% a Lomellina Energia, la società che gestisce il termovalorizzatore di Parona. Gli incendi di marzo e ottobre non lo convincono e lo preoccupano: «E’ chiaro che c’è stato anche un danno per l’attività di smaltimento – spiega Mandoliti – ma è fondamentale capire che cosa è successo, perché sulle cause le ipotesi sono ancora aperte». «In genere – spiega Mandoliti – quando succedono cose del genere, non si esclude nulla, nemmeno la casualità. Però vogliamo essere più tranquilli, perché è strano che in pochi mesi ci siano stati due incendi di cui uno ha colpito la nuova linea: se penso che alla prima linea del termo non è mai successo niente in dieci anni, credo sia doveroso interrogarsi sulle cause. Possono sicuramente essere anche coincidenze, ma vogliamo capire meglio». Per questa ragione più persone sono al lavoro per fare luce sulle ragioni dei due incendi: «C’è un ’indagine esterna, affidata a uno studio specializzato di Seregno – spiega Mandoliti – e Asm Isa ha chiesto, in quanto socio di Lomellina Energia, che fosse istituita anche una commissione interna, che inizierà a lavorare tra pochi giorni e che sarà formata da un rappresentante di Lomellina Energia e Cogeme, dal consigliere delegato di Foster Wheeler e da un nostro rappresentante che incaricherò domani (oggi per chi legge, ndr). Abbiamo tutti interesse a capire con certezza che cosa è accaduto a marzo e a ottobre, e credo sia anche un dovere farlo per una società come Asm Isa, partecipata dall’ente pubblico. Sono indagini che stiamo facendo per nostra tranquillità. C’è stato anche un danno economico che non ricadrà sulle tasche dei cittadini». Quando riprenderà a lavorare a pieno ritmo il termo? «Una linea è ripartita il 5 novembre – risponde Mandoliti – l’altra dovrebbe ripartire in questi giorni». «Noi siamo preoccupati per questi incendi, a distanza di poco tempo, al termo di Parona – afferma Leonardo Ciliesa, esponente dei Comitati civici lomellini -. Qual è il problema? Gli esperti dicono che gli incendi ai termovalorizzatori possono produrre diossina. E’ successo in questo caso o no? Vorremmo delle risposte, chiediamo ai sindaci della zona e a Lomellina Energia di monitorare la situazione delle acque, dei terreni e del latte prodotto dalle mucche degli allevamenti della zona». «Non c’è stata emissione di diossina – afferma Mandoliti – abbiamo dati certi. Tra l’altro, voglio sottolineare che durante il periodo di fermo del forno, le concentrazioni di Pm10 erano le stesse di quando il termo è in attività». d.artioli@laprovinciapavese.it

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la Provincia Pavese – 16 ottobre 2008

Parona, ancora un incendio L’inceneritore fermo due mesi

PARONA. Un altro incendio nei nastri trasportatori, e un nuovo blocco del termovalorizzatore di Lomellina Energia: anche questa volta – dopo l’analogo episodio del marzo scorso – gli impianti rimarranno fermi circa due mesi, per il ripristino dell’attività di smaltimento rifiuti.

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la Provincia Pavese – 16 ottobre 2008

Rifiuti lomellini portati a Pero

PARONA. Stop al “termo” dopo l’incendio: da domani i rifiuti prodotti in Lomellina saranno smaltiti nell’impianto di Pero, gestito da Amsa spa di Milano. La destinazione dell’immondizia per i prossimi due mesi, in attesa che i tecnici riparino il guasto ai nastri trasportatori danneggiati. In ogni caso, per i contribuenti lomellini non ci sarà aggravio nella bolletta della Tarsu, come confermato dalla direzione aziendale del Clir spa, che gestisce la raccolta dei rifiuti urbani in 41 Comuni lomellini. A Pero arriverà anche la spazzatura di alcuni paesi del Milanese, fra cui Abbiategrasso, che si appoggiavano al termovalorizzatore. Le zone del Vogherese e del Varzese smaltiranno invece negli impianti Fertilvita di Giussago e Corteolona. Come è già successo dopo l’incendio di marzo, le istituzioni pubbliche e le società lombarde che gestiscono il ciclo dei rifiuti hanno attivato la consueta strategia del mutuo soccorso, in attesa di riattivare le unità danneggiate dall’incendio. Il servizio di raccolta rifiuti dai cassonetti non sarà interrotto e nemmeno a rischio: gli abitanti del bacino provinciale B (Lomellina, Vogherese e Varzese) non avranno nulla da temere. «Nessuna conseguenza per i cittadini e i conferitori: la raccolta continuerà con la consueta calendarizzazione locale e i cittadini non si accorgeranno del disservizio del termovalorizzatore», conferma Linea Group Holding, il gruppo lombardo che controlla Lomellina Energia. Anche i rapporti economici fra Clir spa e Lomellina Energia non saranno modificati. L’accordo prevede che la società con sede a Mortara versi 96,90 euro a tonnellata a Lomellina Energia: con il contributo di 5 euro dovuto al Comune di Parona, la tariffa per lo smaltimento dei rifiuti al termovalorizzatore arriva a un totale di 101,90 euro. «Fino a oggi (ieri per chi legge) la società non ci ha imposto alcun aumento di tariffa a causa dell’incendio scoppiato nei giorni scorsi», confermavano ieri pomeriggio dalla direzione aziendale del Clir spa di Mortara. E dovrebbe essere così anche per i prossimi due mesi, tempo previsto per la riattivazione delle due caldaie paronesi, che sono autorizzate a bruciare fino a 380mila tonnellate l’anno di rifiuti. Le fiamme si erano sprigionate sabato sera nell’area dei nastri trasportatori che convogliano il rifiuto secco, il cosiddetto combustibile da rifiuto (Cdr), verso il forno della prima delle due caldaie. Non sono stati coinvolti i dipendenti al lavoro a quell’ora, ma la società è stata costretta a fermare gli impianti. «L’incendio è avvenuto in una sezione dell’impianto che, nei dieci anni di funzionamento, non ha mai manifestato alcun tipo di inconveniente: al riguardo, abbiamo già dato avvio a un’approfondita indagine, affidata a consulenti esterni, per cercare di stabilire le cause di questo evento – aggiunge la società Linea Group Holding -. Inoltre, la sosta forzata consentirà di realizzare la manutenzione delle caldaie». Come già successo nel marzo scorso, gli operai dovranno lavorare per circa due mesi per rimettere in funzione lo stabilimento di Lomellina Energia. Nel frattempo, l’immondizia lomellina sarà inviata a Pero e quella dell’Oltrepo occidentale a Giussago e Corteolona. Senza alcun costo in più per i contribuenti delle tre zone. Umberto De Agostino

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Incendio del 05-09-2010

Incendio Inceneritore – Marzo 2008

la Provincia Pavese – 31 maggio 2008

Riapre il «termo», i rifiuti tornano a Parona

PARONA. «Poteva nascere un’emergenza rifiuti gravissima: invece, la popolazione neanche si è accorta che una caldaia dell’inceneritore è rimasta chiusa 2 mesi. Adesso riaprirà». Parla l’assessore provinciale all’Ecologia, Ruggero Invernizzi: dal 3 giugno, i rifiuti urbani di Lomellina e parte dell’Oltrepo torneranno a essere smaltiti al termodistruttore. E’ finito lo stop causato dall’incendio del 25 marzo, che aveva comportato la chiusura della prima delle due caldaie. Lo comunica Vincenzi Filisetti, il presidente di Lomellina Energia, società che gestisce l’impianto. «Il primo intervento di ripristino è completato, rispettando i tempi programmati». L’inceneritore di Parona riprenderà la normale attività accettando i rifiuti solidi urbani provenienti dal bacino provinciale B (relativo a Lomellina, Vogherese e Varzese), oltre che di alcuni Comuni della provincia di Milano. In questi due mesi, l’immondizia lomellina è stata inviata all’impianto di Pero, comune del Milanese, gestito appunto da Amsa spa Milano, mentre l’Oltrepo smaltiva i rifiuti negli impianti di Corteolona e di Giussago, che vengono gestite invece dalla società Ecodeco. Si dovrà attendere ancora un mese, invece, per l’accettazione delle altre tipologie di rifiuti, fra cui quelli speciali: solo allora si potrà affermare che tutto l’impianto di Parona Lomellina ritornerà alla sua piena normalità. «Ringraziamo pubblicamente la Provincia di Pavia e le società Ecodeco e Amsa di Milano che, durante il periodo di emergenza causata dall’incendio, hanno reso possibile l’operazione di “mutuo soccorso” garantendo la continuità del servizio di raccolta e di smaltimento rifiuti», aggiunge Filisetti. E l’assessore Invernizzi sottilinea la rapidità – vista la complessità dell’intervento – dei lavori necessari per il ripristino dell’unità di pretrattamento dei rifiuti del termodistruttore lomellino. «Una tempistica assolutamente soddisfacente – rimarca Invernizzi – La possibilità, immediatamente operativa, di portare nel frattempo i rifiuti in un’altra struttura subito disponibile, ha evitato di creare una situazione di reale emergenza-immondizia». Senza raggiungere i livelli che si stanno creando in altre zone d’Italia – il riferimento è ovviamente alla Campania – «questo avrebbe sicuramente creato disagi alla popolazione residente». Ruggero Invernizzi ricorda inoltre che «non ci sarà nessun aumento di costi del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti», per i Comuni e di conseguenza per i cittadini degli 89 comuni della provincia che complessivamente fanno capo alla struttura di Parona. L’inceneritore ha un centinaio di dipendenti, e funziona da dieci anni nella zona della cascina Scocchellina, a quattro chilometri dalle case di Parona, paese di 1700 abitanti. Tornando agli interventi di ripristino all’inceneritore: sono durati come inizialmente previsto due mesi: «in questo periodo, il servizio di raccolta e smaltimento è stato sempre garantito», dice ancora Ruggero Invernizzi, commentando la ripresa dell’attività. Ogni giorno nell’impianto di Pero arrivavano poco meno di 200 tonnellate che vengono prodotte in Lomellina. «Per i cittadini della zona non ci sarà alcun aggravio sulla bolletta», aveva assicurato l’assessore provinciale all’Ambiente. Il Vogherese e del Varzese, zone che conferivano i rifiuti a Parona, si sono appoggiate invece agli impianti di smaltimento di Giussago e di Corteolona. (ha collaborato Umberto De Agostino) – Anna Mangiarotti

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la Provincia Pavese – 26 marzo 2008

Parona, ieri sera fiamme all’inceneritore

PARONA. Fiamme visibili a distanza, vigili del fuoco mobilitati da tutta la provincia: un nastro trasportatore ha preso fuoco ieri verso le 20 al termodistruttore, creando un incendio che almeno all’inizio dell’intervento ha creato difficoltà operative alle squadre coordinate dal comando di Pavia. La particolare posizione del nastro trasportatore, chiuso all’interno di una struttura di protezione, rendeva secondo le prime informazioni difficile lo spegnimento. Alle 22, erano sul posto complessivamente undici squadre di operatori specializzati. Proprio perché le operazioni di spegnimento – a un paio d’ore da quando è stato lanciato l’allarme – erano ancora in corso non era possibile ipotizzare quale potesse essere la reale causa dell’incendio, e neppure se di natura dolosa o accidentale. L’allarme è stato lanciato ieri alle 19.50, al numero per le emergenze dei vigili del fuoco: il comando di Pavia ha immediatamente coordinato l’invio di squadre anche dotate di autobotte. I vigili del fuoco oltre che da Pavia e da Vigevano sono anche partiti dalle sede dei volontari di Mortara, Garlasco e Robbio, vista la difficoltà tecnica di spegnimento delle fiamme. A scopo precauzionale, il 118 ha mandato un’ambulanza della Croce Rossa di Gambolò. Non sembrava almeno all’inizio che ci dovesse essere il pericolo di un’estensione delle fiamme, anche ad altre parti dell’impianto di incenerimento dei rifiuti di via Scochellina. La popolazione nella zona almeno inizialmente non è stata evacuata: la circolazione sulla ex strada statale 494, almeno fino alle 22, era regolare. Erano comunque già stati avvisati i tecnici dell’Arpa (Agenzia regionale per la prorezione ambientale), per poter effettuare i rilievi necessari a valutare il pericolo di inquinamento per l’ambiente, e di conseguenza anche la necessità di eseguire ulteriori interventi, nell’area circostante l’inceneritore di Parona. (a.m.)

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Incendio del 05-09-2010

Incendio Inceneritore – Ottobre 2006

la Provincia Pavese – 10 ottobre 2006

Incendio al «Termo» di Parona Vigili in azione, danni contenuti

PARONA. Incendio di ignota origine sabato notte al termodistruttore, nel cantiere della seconda caldaia. Le fiamme hanno distrutto il legno delle impalcature. Sul posto dalle 23.45 i vigili del fuoco partiti da Vigevano, Mortara e Robbio, mentre i volontari di Garlasco andavano a presidiare la sede di Vigevano, per non lasciarla sguarnita. I pompieri hanno dovuto anche salire a un’altezza di 30 metri, per dirigere meglio i getti d’acqua.

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Incendio del 05-09-2010