EMISSIONI INTALS: IL METODO CHE FUNZIONA. COSÌ I CITTADINI HANNO OTTENUTO RISPOSTE DALLE ISTITUZIONI

Parona, 19 agosto 2026
Il Capogruppo di minoranza “Insieme per Parona”, Renato Soffritti, illustra i risultati dell’interpellanza sulle emissioni fuggitive dello stabilimento Intals S.p.A. e lancia un appello ai cittadini: “Segnalate con precisione. Solo così possiamo essere efficaci.”
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Parona – La battaglia contro le emissioni fuggitive dello stabilimento Intals S.p.A. ha ottenuto un risultato importante: per la prima volta, il Comune di Parona ha ufficialmente riconosciuto e documentato le emissioni segnalate dai cittadini, trasmettendo i filmati agli enti preposti (Provincia, ARPA e ATS). Lo rende noto il Consigliere Comunale Renato Soffritti, Capogruppo della lista civica “Insieme per Parona”, che nei mesi scorsi ha presentato un’interpellanza formale (prot. 3400 del 04/05/2026) per sollecitare verifiche oggettive attraverso le telecamere comunali.
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I FATTI
Lo scorso 4 maggio, Soffritti ha chiesto al Sindaco e alla Polizia Locale di visionare le registrazioni delle telecamere comunali e di richiedere a Intals le immagini delle proprie telecamere aziendali, per verificare le emissioni documentate dai cittadini in diverse date (tra cui il 1° maggio, il 3 e l’8 giugno 2026). L’interpellanza è stata poi discussa nel Consiglio Comunale del 15 luglio 2026 (delibera n. 11), dove il Sindaco ha risposto per iscritto e il Comune ha confermato di aver:
• visionato le riprese della telecamera comunale, confermando le emissioni fuggitive segnalate;
• acquisito i filmati trasmessi dai cittadini;
• trasmesso tutto il materiale a Provincia, ARPA e ATS in due tranche (27 maggio e 11 giugno 2026);
• ricevuto da Intals cinque comunicazioni di anomalia nel periodo interessato, alcune delle quali solo dopo le segnalazioni dei cittadini.
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IL RUOLO DECISIVO DI ENRICO CANNA E DEL DIFENSORE REGIONALE
A dare una svolta alla vicenda è stato il cittadino Enrico Canna, che da anni documenta con precisione ogni episodio di emissioni. Dopo aver raccolto e sistematizzato le segnalazioni e i video dei cittadini, Canna si è rivolto al Difensore Regionale della Lombardia, segnalando il mancato riscontro della Provincia alle sue precedenti richieste.
Il Difensore Regionale ha quindi sollecitato formalmente la Provincia di Pavia (prot. provinciale n. 46315 del 23 luglio 2026), costringendo l’ente a rispondere per iscritto.
“Senza Enrico Canna, la Provincia non avrebbe mai risposto”, dichiara Soffritti. “Lui ha avuto l’intuizione di coinvolgere il Difensore Regionale, e questo ha rotto un silenzio che durava da mesi. Con la quinta elementare, ma con una competenza giuridica che molti laureati si sognano, ha saputo utilizzare gli strumenti che la democrazia mette a disposizione dei cittadini. È stato lui ad attivare la leva che ha fatto scattare la risposta della Provincia. ”
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LA RISPOSTA DELLA PROVINCIA
A seguito della trasmissione dei materiali da parte del Comune e della sollecitazione del Difensore Regionale, la Provincia di Pavia ha risposto formalmente in data 18 agosto 2026 (prot. 0050838/2026). Nella risposta, l’U.O. Rifiuti ha chiarito che:
• i filmati e le segnalazioni dei cittadini, per quanto legittimi, non sono considerati sufficienti per attivare provvedimenti amministrativi o sanzionatori, in quanto mancherebbe una “verifica dal vivo” e analisi strumentali dei fumi;
• la Provincia ha comunque ottenuto da Intals un impegno formale a realizzare opere di miglioramento strutturale entro 29 mesi (autorizzazione MNS N. 7/2025-RIFIUTI del 5/1/2026);
• le segnalazioni di emissioni e odori sono diminuite rispetto agli anni scorsi, e la ditta ha sempre segnalato le anomalie verificatesi in impianto.
“La risposta della Provincia è un documento importante – commenta Soffritti – perché conferma che le nostre segnalazioni hanno avuto un impatto e hanno contribuito a ottenere un impegno formale di miglioramento. Tuttavia, ci dispiace che la Provincia si sia nascosta dietro la mancanza di ‘verifica dal vivo’, quando avrebbe potuto e dovuto organizzare sopralluoghi in concomitanza con le nostre segnalazioni. Inoltre, il fatto che le segnalazioni siano diminuite non significa che il problema sia risolto: potrebbe significare che i cittadini, stanchi di non vedere risultati, hanno smesso di segnalare. Noi non ci fermeremo.”
Durante la discussione in Consiglio Comunale, l’Assessore all’Ambiente Marco Lorena ha dichiarato che l’obiettivo è rendere sistematico il controllo delle telecamere comunali (circa ogni dieci giorni), e ha riconosciuto che Intals ha segnalato solo due episodi su tre relativi al mese di giugno, ammettendo quindi che l’azienda non ha sempre comunicato tempestivamente le anomalie.
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IL METODO CHE HA FUNZIONATO
“Questo risultato non è frutto del caso”, dichiara Soffritti. “È il frutto di un metodo preciso, che ha coinvolto quattro livelli:
1. I cittadini che hanno filmato e segnalato con data e ora certa;
2. Enrico Canna, che ha raccolto, sistematizzato e dato valore giuridico alle segnalazioni, e che ha avuto l’intuizione di coinvolgere il Difensore Regionale;
3. Il Consigliere Comunale che ha trasformato le segnalazioni in atti formali (interpellanze, solleciti, richieste di accesso agli atti);
4. Il Difensore Regionale, che ha sollecitato la Provincia rompendo il silenzio.
“Senza le segnalazioni precise dei cittadini – prosegue Soffritti – non avremmo avuto le prove. Senza il lavoro di documentazione di Enrico Canna, quelle prove sarebbero rimaste ‘fumo’ (senza cattivo gioco di parole). Senza il Difensore Regionale, la Provincia avrebbe continuato a non rispondere. Senza l’atto politico formale, il Comune avrebbe potuto ignorarle. Invece, il Comune ha risposto, ha visionato i filmati e ha confermato le emissioni. E la Provincia, grazie all’azione di Canna e del Difensore Regionale, è stata costretta a rispondere. È un successo del metodo democratico.”
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UN APPELLO AI CITTADINI
Soffritti lancia anche un appello ai cittadini che vogliono contribuire alla battaglia:
“Ogni segnalazione è preziosa, ma deve essere fatta con metodo: video o foto con data e ora certa, descrizione oggettiva di ciò che si vede (colore, densità, durata), e tempestività. Le segnalazioni generiche o le polemiche sui social non servono a nulla. Solo i dati precisi e verificabili possono diventare prove e produrre risultati concreti. Il nostro gruppo è aperto a tutti, ma chiediamo a chi vuole collaborare di farlo con serietà e rispetto, perché è l’unico modo per essere ascoltati.”
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I PROSSIMI PASSI
Nonostante i risultati ottenuti, la battaglia non è finita. Soffritti annuncia che:
• Solleciterà Provincia, ARPA e ATS, che ad oggi non hanno ancora risposto al Comune nonostante la trasmissione dei materiali (avvenuta il 27 maggio e l’11 giugno 2026), per chiedere conto dei tempi e delle iniziative;
• Continuerà a monitorare che le verifiche delle telecamere comunali diventino sistematiche, come proposto dall’Assessore Lorena;
• Chiederà che Intals rispetti i tempi previsti per i miglioramenti strutturali (29 mesi dalla notifica dell’autorizzazione) e che le anomalie vengano segnalate tempestivamente, senza attendere le segnalazioni dei cittadini;
• Valuterà l’opportunità di ulteriori azioni, anche sul piano penale, qualora le emissioni dovessero persistere nonostante gli impegni assunti.
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UN RINGRAZIAMENTO SPECIALE
“Un ringraziamento speciale va al signor Enrico Canna – conclude Soffritti – che con la sua tenacia, la sua competenza giuridica autodidatta e la sua instancabile passione civile ha raccolto e sistematizzato decine di segnalazioni, trasformandole in uno strumento di pressione istituzionale. È stato lui a coinvolgere il Difensore Regionale, rompendo un silenzio che durava da mesi. Lui ha la quinta elementare, ma sa citare il Codice di Procedura Penale come un avvocato. È l’esempio che la cultura civica non dipende dai titoli di studio, ma dalla volontà di non arrendersi. A lui, al Difensore Regionale che ha accolto le sue istanze, e a tutti i cittadini che hanno filmato e segnalato va il nostro più sentito ringraziamento. Insieme, stiamo dimostrando che la partecipazione attiva, se fatta con metodo, funziona. ”
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Per informazioni:
Renato Soffritti
Capogruppo “Insieme per Parona”