Comunicato Stampa: Il “Boomerang” di Cremona e il fallimento della TARI a Parona

“Il boomerang di Cremona certifica l’inefficienza della Giunta Bovo-Moretti-Lorena”

Parona, 1 agosto 2026 – Durante l’ultimo Consiglio Comunale, l’Assessore all’Ambiente e al Bilancio Marco Lorena ha tentato di difendere l’insostenibile aumento della TARI del 34% paragonando i costi di Parona con quelli di Cremona. Secondo l’Assessore, i paronesi dovrebbero considerarsi privilegiati perché pagano mediamente 172 euro pro capite contro i 192 euro di un cittadino cremonese.

Il gruppo “Insieme per Parona” risponde dati alla mano: questo confronto è un clamoroso “boomerang” che certifica l’inefficienza gestionale della Giunta Bovo-Moretti-Lorena.

1. Il “regalo” dell’inceneritore sprecato dall’amministrazione

La differenza di 20 euro citata dall’Assessore non è merito di una buona gestione, ma l’effetto di un privilegio geografico che questa amministrazione sta letteralmente bruciando.

  • Smaltimento (CTS): Un cittadino di Cremona deve pagare 49,04 euro solo per smaltire i propri rifiuti. Parona, grazie alla convenzione per ospitare l’inceneritore, paga 0 euro (fino a 800 t/a).
  • Il paradosso: Nonostante Parona parta con un “bonus” di circa 50 euro di risparmio netto a testa rispetto a Cremona, alla fine i cittadini pagano quasi la stessa cifra.

2. Logistica record: Parona spende quasi il doppio di una città

Il motivo del fallimento emerge dalla logistica (raccolta e trasporto), settore di diretta competenza dell’Assessore Lorena. I numeri ufficiali ISPRA 2024 sono impietosi:

  • Cremona (71.000 abitanti) gestisce la raccolta con un costo logistico (CRT+CRD) di 44,47 euro per abitante.
  • Parona (1.800 abitanti) spende per lo stesso servizio ben 76,01 euro per abitante.

È inaccettabile che un piccolo comune spenda quasi il doppio di un capoluogo di provincia per trasportare i rifiuti. Se Parona avesse la stessa efficienza logistica di Cremona, i paronesi pagherebbero una TARI di appena 120 euro, non 172.

3. Chi inquina non paga: i cittadini “ammortizzatore” delle industrie

I dati catastrofici di Parona non sono causati dalle famiglie, ma da un sistema che favorisce le grandi utenze.

  • Le attività industriali e commerciali producono il 72,60% dei rifiuti totali del paese.
  • Eppure, il costo del servizio viene scaricato pesantemente sulle utenze domestiche, che coprono il 41,30% della spesa pur producendo solo il 27,40% dei rifiuti.

L’amministrazione ha persino ammesso in aula che la realtà industriale e il centro commerciale “non riciclano bene”, causando un aumento dei volumi del 23,49% in due anni. Di fatto, i cittadini pagano bollette gonfiate per trasportare i rifiuti prodotti da chi non differenzia correttamente.

4. Un aumento approvato “al buio” e senza prove contabili

Mentre si tartassano i residenti, l’Assessore Lorena ha portato in aula un Piano Finanziario approvato “con perplessità” dai tecnici comunali.

La Relazione di Validazione (Determina n. 28) dichiara esplicitamente che il gestore (Sangalli) “non ha provveduto alla trasmissione della documentazione contabile necessaria alla verifica”. Si chiedono 100.000 euro in più ai cittadini senza aver nemmeno controllato i conti della ditta.


Conclusione

L’esempio di Cremona prova che Parona è un comune strutturalmente inefficiente. L’amministrazione usa il vantaggio economico dell’inceneritore per coprire i costi spropositati di un servizio di raccolta fuori mercato.

Con un avanzo di amministrazione di quasi 3 milioni di euro, questo aumento è una precisa scelta politica contro le famiglie paronesi.

Soffritti Renato
Capogruppo Consiliare “Insieme per Parona”