vedani residui

Emissioni fuggitive Intals: servono interventi concreti

COMUNICATO STAMPA
Insieme per Parona – Minoranza Consiliare
Parona, 20 ottobre 2024

«Il Sindaco parla di azioni legali, ma noi abbiamo visto tutto. E i morti sul lavoro sono tre.»

Alla luce delle recenti dichiarazioni del Sindaco – che annuncia azioni amministrative e legali contro Intals – il gruppo “Insieme per Parona” chiarisce la sua posizione. Giovedì 24 ottobre si insedia la Consulta ambientale. Noi ci saremo, ma non per fare da comparse.

Lo dico da consigliere che c’era già nel 1995

Ho iniziato nel 1995. Allora lottavamo contro l’inceneritore. Poi è arrivata la Vedani (oggi Intals). Nel 2000 è stata autorizzata. Due impianti così su un territorio piccolo non erano l’ideale, ma nessuno ci ascoltava.

E sapete chi era in maggioranza e non reagiva? L’attuale sindaco Massimo Bovo. All’epoca, da vigile, chiamava i carabinieri contro di noi quando cercavamo di sensibilizzare l’opinione pubblica durante la Sagra. Oggi parla di azioni legali. Ma dov’era allora?

Tre morti sul lavoro. Punto.

Nel 2005, in poco più di cinque mesi, ci furono due decessi alla Vedani. Oggi siamo a tre morti sul lavoro in quella fabbrica. La sicurezza non è una chiacchiera da comunicato.

Le emissioni fuggitive: l’esempio dell’auto

Il problema vero è che i controlli guardano solo i camini. Le emissioni più pericolose – le fuggitive – escono dai tetti, dai punti di lavorazione a terra, dalle fessure dell’edificio. Senza filtri. Senza controlli.

Facciamo un esempio: un’auto con lo scarico bucato a monte. Le autorità misurano alla fine del tubo e dicono “tutto ok”. Ma i gas nocivi sono già usciti prima. Ecco cosa fa l’ARPA alla Intals. Il Comune lo sa: ha filmato per settimane quelle fuoriuscite. E poi? Niente provvedimenti.

Il WWF Lomellina ha chiesto chiarimenti all’ARPA

Anche il WWF Lomellina, insieme all’associazione Sostenibilità Equità Solidarietà, ha presentato richieste di approfondimento all’ARPA dopo le nostre segnalazioni. Le risposte ottenute finora non sono state convincenti. E non lo sono nemmeno per loro. Questo dimostra che non siamo solo noi a denunciare: il problema è reale e documentato.

Quello che ho visto in questi anni

Nel 2007, da consigliere, riuscii a far emettere un’ordinanza al sindaco Ganzi per costringere la Vedani a smaltire residui tossici stoccati all’aperto. In pochi giorni furono rimossi. Servì un atto di forza. Oggi serve lo stesso coraggio.

Nel 2009, con Colli sindaco, sotto la mia pressione furono emesse due ordinanze sulle diossine e avviati studi importanti che evidenziarono la grave situazione ambientale.

Le scorie radioattive da Ambivere

Poi arrivarono le scorie radioattive. Un esperto pagato dal Comune e finanziato dalla Intals ci disse che erano innocue, che avremmo potuto persino mangiarle. Così furono portate tutte a Parona, senza fideiussione. Ad Ambivere dissero: “L’incubo è finito”. Da noi è iniziato.

La Consulta? Una vetrina

La Consulta ambientale ascolta solo ciò che suggerisce il Sindaco. Quando chiesi i video che il Comune aveva mostrato alla Consulta (riprese delle emissioni fuggitive), non li ottenni. Presentai un’interrogazione. La risposta confermò che i cittadini che pubblicavano video sui social avevano ragione.

Cosa dice la legge (Enrico Canna)

Il Sindaco può emettere ordinanze contingibili e urgenti (art. 13 D.lgs. 22/1997 e art. 13 legge 833/1978) per ordinare la cessazione di attività nocive o imporre adeguamenti immediati. Lo stesso Intals dichiara che un nuovo impianto di aspirazione fumi è “in corso dal 2023”, ma senza una data certa.

Il Sindaco può firmare subito un’ordinanza che metta la ditta con le spalle al muro. Senza parole al vento. Senza attendere il 2025.

Chiediamo

– Che ARPA e ATS attivino misure urgenti sulle emissioni non convogliate
– Che il Comune renda note quante ordinanze sono state emesse contro aziende inquinanti dal 2016 a oggi
– Che il Sindaco usi subito i poteri che la legge gli dà

Conclusione

Non accettiamo più parole al vento. Il tempo di aspettare è finito. Continueremo a fare il nostro ruolo di stimolo e controllo, dentro e fuori la Consulta. Per la salute dei cittadini e dei lavoratori. Per Parona.

Insieme per Parona
Capo Gruppo: Renato Soffritti