parona inquinata

Termina l’Amministrazione di Lorena: un decennio di scenografia senza risultati


COMUNICATO STAMPA
Insieme per Parona – Minoranza Consiliare
Parona, 22 giugno 2024

Termina l’Amministrazione di Lorena: un decennio di scenografia senza risultati

«Dieci anni persi. Gli inquinatori non sono ancora stati identificati. Bastava la volontà politica.»

Cosa aveva fatto l’amministrazione precedente (quella seria)

Durante il mandato del precedente sindaco Colli, l’amministrazione comunale aveva adottato misure rigorose per il controllo ambientale, riconoscendo apertamente le problematiche esistenti sul territorio:

  1. La presenza di cinque attività con autorizzazione AIA nel nostro comune: due fonderie, un termovalorizzatore, due industrie chimiche.
  2. Le ispezioni avevano rilevato violazioni delle normative ambientali da parte di Vedani Metalli e Fonderia Vigevanese, segnalate alle autorità giudiziarie.
  3. Concentrazioni di PM10 superiori ai limiti normativi e microinquinanti organici nell’aria avevano superato i parametri dell’OMS.
  4. La presenza di diossine e PCB nelle uova degli allevamenti locali le aveva rese non idonee al consumo umano (con Ordinanze Sindacali n. 38, 39 e 40 del 2011).

Il Comune aveva richiesto alla Regione Lombardia un incontro urgente per istituire un tavolo tecnico permanente, ottenendo il coinvolgimento dell’Istituto Mario Negri che aveva condotto indagini approfondite, evidenziando le differenze tra Parona e altri territori della Lomellina.

Cosa ha fatto (e non ha fatto) Lorena

Lorena, invece, ha drasticamente ridotto le entrate derivanti dagli incentivi dell’inceneritore – fondi cruciali per continuare gli studi ambientali – destinando le risorse residue a studi inadeguati a identificare i responsabili dell’inquinamento.

Di conseguenza, Parona, pur avendo ottenuto titoli di giornale che la classificano tra le zone più inquinate d’Europa, non ha visto progressi significativi nella lotta contro l’inquinamento. Gli studi commissionati dall’amministrazione Lorena sono stati ridicolizzati dai giornali locali per la loro inverosimiglianza, generando sfiducia verso le istituzioni.

Le dichiarazioni dell’ATS e la risposta inadeguata

Il responsabile dell’ATS Lombardia ha dichiarato in televisione la necessità di decorticare 20 cm di terreno per rimuovere la diossina. La risposta di Lorena? Condurre ulteriori studi per verificare la presenza di diossina nei terreni. Una mossa inutile: gli studi precedenti avevano già evidenziato un aumento della contaminazione.

Scenografia, non soluzioni

L’amministrazione Lorena ha adottato misure scenografiche come:
– L’utilizzo di “nasi” per rilevare gli odori
– Telecamere per verificare la veridicità dei video pubblicati sui social

Ma non è riuscita a fornire soluzioni concrete.

La mia interrogazione sui video trasmessi in Consulta

Ho presentato un’interrogazione riguardante i video trasmessi durante una riunione della Consulta operativa del 16 maggio 2024 con la ditta Intals, un mese prima delle elezioni. Video che mostravano emissioni dai camini ed emissioni fuggitive dai tetti e dal perimetro dell’azienda.

Avevo già presentato una richiesta formale di accesso agli atti in data 5 giugno 2024 (Prot. n. 3760) per ottenere copia di quei video. Ad oggi, nessuna risposta.

Nella mia interrogazione ho chiesto:

  1. Una descrizione dettagliata delle emissioni documentate (giorni e minuti)
  2. Chi ha realizzato il monitoraggio e con quale apparecchiatura
  3. Chi ha curato il trattamento dei dati
  4. I dettagli sui finanziamenti (e se Intals ha pagato direttamente)
  5. La conformità dell’apparecchiatura alle normative vigenti
  6. Le cause tecniche che hanno impedito il trasferimento dei dati
  7. Il verbale della seduta della Consulta del 16 maggio 2024

La mia conclusione

Dopo dieci anni, gli inquinatori non sono ancora stati identificati. Un compito che richiederebbe solo la volontà politica di risolvere il problema.

La recente dichiarazione di voler continuare sulla stessa linea della precedente amministrazione preoccupa i cittadini di Parona, che chiedono azioni reali e risolutive.

Chiedo quindi un maggiore impegno per scoprire i responsabili dell’inquinamento. Sottolineo che la conformità alle normative ambientali può creare nuovi posti di lavoro, non diminuirli – contrariamente a quanto spesso sostiene la disinformazione che fa breccia nella popolazione.

Insieme per Parona
Renato Soffritti – Capo Gruppo