Sagra delle Offelle del 2010

Sagra Offella anno 2010

Parona, 1 – 2 – 3 – 4 ottobre 2010

Alcune foto in archivio della Nuova Stagione

Foto Archivio Festa Parona con WWF anno 1998

Con il WWF – Festa di Parona del 1998

Foto Archivio Festa Parona con Green Peace anno 1998

Con Green Peace – Festa di Parona del 1998

Foto archivio cin il WWF Festa di Parona del 2006

Con il WWF – Festa di Parona del 2006

Foto archivio con il WWF e l'attuale Sindaco Festa di Parona del 2006

Con il WWF e l’attuale Sindaco – Festa di Parona del 2006

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Nuove centrali in Lomellina

Nuove centrali in Lomellina
 
Abbiamo appreso dai giornali locali di un ennesimo pericolo per la Lomellina, territorio che continua a essere devastato, grazie alla complicità di amministratori pronti a far cassa sulla salute delle persone e sulla distruzione del territorio, con l’autorizzazione di nuove centrali elettriche che utilizzano mais, che serve per l’alimentazione degli animali e delle persone.
Chiediamo di limitare al massimo la competizione tra colture alimentari e energetiche. In ogni caso andranno privilegiate le prime rispetto alle seconde, essendo il diritto all’alimentazione elemento imprescindibile per uno sviluppo sostenibile. Competizione che a livello mondiale ha reso impossibile a intere popolazioni accedere a una corretta alimentazione, affamandole.
Solo nelle situazioni in cui vi sia una potenzialità di produzione locale adeguata a quote significative di domanda energetica, le biomasse potrebbero essere usate per la produzione combinata di calore ed elettricità (co-tri-generazione) in moderni impianti di piccole dimensioni, secondo un concetto di filiera corta: la movimentazione eccessiva delle biomasse non solo ne aumenta i costi ma, soprattutto, ne rende negativi i bilanci energetici e ambientali.
In un quadro generale che tenga conto anche della limitatezza delle risorse e della disponibilità di terra, il WWF ritiene che le bioenergie dovrebbero svilupparsi nel rispetto dei seguenti punti:

  • ogni singola iniziativa deve essere sottoposta preventivamente a un accurato bilancio energetico (conteggio dell’energia spesa e ricavata) e di emissioni relativo all’intera filiera (coltivazione, lavorazione dei prodotti, trasporto, uso finale);
  • la comunità locale dovrà essere coinvolta nei processi decisionali;
  • le piante geneticamente modificate non devono essere utilizzate per scopi energetici;
  • deve essere posto un limite superiore alla fertilizzazione chimica;
  • devono essere privilegiate le colture energetiche a più alta resa (tonn/ha/anno) e a più basso impatto ambientale;
  • deve essere preventivamente effettuata una valutazione di impatto ambientale da parte di esperti indipendenti, per valutare i rischi ecosistemici (in particolare: erosione, riduzione della biodiversità, aumento della diffusione di malattie delle piante a causa della semplificazione operata, inquinamento delle acque superficiali e profonde a causa della coltivazione e delle operazioni di trasformazione della biomassa in combustibile);
  • Il biogas può essere generato anche da quelle biomasse di scarto che comunque sarebbero prodotte dalla filiera agro-alimentare: liquami prodotti negli allevamenti zootecnici, residui colturali, scarti organici e acque reflue dell’agro-industria, fanghi di depurazione delle acque reflue urbane e industriali e frazioni organiche di rifiuti urbani.
Chiediamo l’applicazione della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) per i nuovi impianti in Lomellina, così come previsto dalla direttiva europea n. 42/2001/CE e come già recepito anche da altre regioni italiane. La Lomellina ne ha proprio bisogno
Fabrizio VareseWWF Lomellina 5 Agosto 2010
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Confienza, commissione per la Centrale

CONFIENZA. La questione della centrale a biomasse da un megawatt che sta sorgendo in via Vespolate è balzata anche sul tavolo del consiglio comunale di lunedì sera in un’affollata aula consigliare. L’esito è stata l’istituzione di una commissione di vigilanza sulla centrale che sarà composta dal sindaco, da un membro della maggioranza, da uno della minoranza e da un tecnico esterno.
 Questa commissione è il frutto di una contromozione prestentata dalla maggioranza in seguito a quella presentata dalla minoranza Rinnovamento nella tradizione con allegate le 827 firme di contrarietà all’insediamento. «Non partecipiamo alla votazione sulla contromozione della maggioranza – ha sottolineato l’ex sindaco Carlo Veggiotti – vorrebbe dire arrivare ad un punto di non ritorno e di ammissione dell’attivazione della centrale, noi non la vogliamo a priori. Il primo cittadino avrebbe dovuto dire un no secco alla centrale nella conferenza dei servizi del 29 dicembre e avvisare i confienzesi prima di quanto ha fatto». Il sindaco Michele Zanotti Fragonara ha evidenziato: «La commissione si farà per dare maggiori garanzie. Stiamo stendendo una bozza di convenzione con l’Area Impianti per garantire, in caso di attivazione della centrale, che il personale sia assunto a Confienza, che venga fornita legna al nostro comune a prezzi irrisori e che ci possa essere un controllo continuo. La minoranza non vuole la centrale, ma non porta documentazioni tecniche sufficienti per motivare questa volontà».
 Durante la seduta un consigliere di maggioranza, Cesare Casalone, ha bacchettato sia il sindaco: «Anch’io ho saputo della centrale solo nel periodo natalizio». Al termine della seduta una quarantina di persone hanno atteso i consiglieri di maggioranza all’esterno del Municipio accogliendoli con un applauso ironico. Presenti alcuni rappresentanti del Wwf Lomellina che tramite il presidente Fabrizio Varese hanno voluto precisare di essere: «contrari all’installazione della centrale di Confienza perché le autorità competenti non hanno valutato l’effetto sommatorio determinato dalla concentrazione in pochissimi chilometri di impianti altamente inquinanti, la pianura padana è una delle cinque zone con l’aria più inquinata al mondo e il territorio lomellino è già compromesso da insediamenti industriali molto inquinanti». (s.b)

ARCHIVIO LA PROVINCIA PAVESE

Fonte: http://ricerca.gelocal.it/laprovinciapavese/archivio/laprovinciapavese/2010/02/17/PV4PN_PV404.html

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Cofienza: Basta con gli impianti inquinanti

BASTA CON GLI IMPIANTI INQUINANTI

Salvaguardiamo la nostra salute

 

La Provincia di Pavia e la Regione Lombardia stanno autorizzando in Lomellina senza alcuna programmazione, decine e decine di centrali elettriche a combustione: una centrale elettrica ad olio di Palma alla Morsella a Vigevano; una centrale ad olio di palma e una a cippato ad Olevano ; a Mortara la SIT verrà ampliata per bruciare scarti di legno e rifiuti solidi urbani, e non ultima una centrale elettrica a cippato a Confienza.

Le autorità competenti non hanno valutato l’effetto sommatorio determinato dalla concentrazione in pochissimi chilometri di impianti altamente inquinanti.

La pianura padana è una delle cinque zone con l’aria più inquinata al mondo.

Il territorio lomellino è già compromesso da insediamenti industriali molto inquinanti!!!

In questi giorni i dati sull’aria dell’Arpa sono preoccupanti:le polveri sottili (PM10) superano i limi consentiti dalla legge per numerosi giorni all’anno.

Sono state raccolte migliaia di firme di cittadini che segnalano questo problema.

Duecento medici della Lomellina hanno sottoscritto un documento che denuncia il pericolo per la salute dei cittadini.

La Provincia di Pavia esporta circa i 2/3 dell’ energia elettrica prodotta, quindi non c’é nessuno interesse per i cittadini a costruire tali impianti.

 

Chi vuole questi impianti non persegue un interesse collettivo!

Perchè non si fa una valutazioane ambientale strategica (VAS) ?

 

In formato stampabile vedi anche il Volantino (PDF 39 KB)

 

Cergnago, 15 febbraio 2010

WWF Lomellina

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Centrale di Confienza, biomasse ok

CONFIENZA. Sulla vicenda della centrale elettrica da un megawatt che dovrebbe essere attivata nell’area di via Vespolate scendono in campo anche le associazioni ambientaliste Wwf e Legambiente. Il responsabile del Wwf Lomellina Fabrizio Varese evidenzia: «Ho seguito il dibattito tra la maggioranza e la minoranza sulla realizzazione della centrale elettrica e come assocazione ambientalista non vogliamo entrare nella discussione – spiega -. Ci preoccupa però il proliferare di queste centrali definite ecologiche perchè bruciano combustile rinnovabile. Sui controlli dell’Arpa e degli enti preposti non ci sono dubbi, ma i dati dovrebbero essere diffusi subito».
 Gianfranco Bernardirello di Legambiente afferma: «Non entriamo nella questione politica, affrontiamo la situazione da un punto di vista ambientale – spiega -. Le firme raccolte contro la centrale sono un’esternazione numerica di una parte della cittadinanza. Legambiente non è contraria ad impianti di queste dimensione purchè funzionino esclusivamente a biomasse legnose. Inoltre la filiera di approvigionamento del legno non deve essere corta, ma cortissima e ci dev’essere un controllo da parte di un comitato tecnico anche con membri nominati da associazioni ambientaliste».
 Intanto lunedì sera, alle 21, si terrà il consiglio comunale durante quale sarà presentata la mozione della minoranza “Rinnovamento nella tradizione” con allegate le 827 firme contro la centrale: «Presenteremo la mozione per mettere il sindaco di fronte ad una presa di coscienza che doveva avvenire prima di concedere le autorizzazioni, quindi in autunno – spiega il consigliere Sandro Gallina – alla conferenza dei servizi il nostro sindaco doveva contrapporsi dando parere negativo all’insediamento. Se davvero il sindaco, come dichiarato, vuole farsi portavoce dell’espressione popolare di malcontento voti senza esitazione con la minoranza la mozione di contrarietà alla realizzazione della centrale». Il sindaco Michele Zanotti Fragonara risponde: «In consiglio si interpreterà lo strumento legislativo vigente nel rispetto del parere di tutti». (s.b)

ARCHIVIO LA PROVINCIA

Fonte: http://ricerca.gelocal.it/laprovinciapavese/archivio/laprovinciapavese/2010/02/12/PV5PO_PV501.html

 

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Confienza, centrale Gli ambientalisti prendono tempo

 CONFIENZA. Mentre il Wwf Lomellina prende tempo per esprimere un parere, a un manifesto affisso dai promotori della petizione contro la centrale elettrica a biomasse per ringraziare gli 827 firmatari risponde l’amministrazione comunale con un altro manifesto. E’ l’ultima polemica in ordine di tempo sull’impianto da un megawatt della padovana “Area Impianti”.
 «Prima che consigliere d’opposizione sono un cittadino – spiega il promotore della raccolta, Sandro Gallina – non agiamo in malafede come dice l’amministrazione. Abbiamo agito in trasparenza e la gente apriva le porte di casa per firmare. E’ un dato di fatto che 827 confienziesi non vogliono questa centrale. Non è un attacco al sindaco, ma siamo contrari a quest’impianto a 200 metri in linea d’aria dalle case».
 Risponde il sindaco Michele Zanotti Fragonara: «Se fosse dipeso da me avrei deciso, come già successo in passato, indicando di ricercare altrove aree disponibili. Visto che la mia opinione non è stata richiesta ed è stata avviata la procedura autorizzativa in Provincia, il mio parere non risulta determinante. Nonostante questo mi faccio portavoce dell’espressione popolare portando agli organi competenti la documentazione di dissenso».
 La dirigenza di Area Impianti sottolinea: «Il sindaco, il 29 settembre, ci ha convocati per avere dettagli sul progetto, molti sindaci nemmeno lo fanno». Il presidente del Wwf Lomellina, Fabrizio Varese, evidenzia: «Ci stiamo interessando alla vicenda, nei prossimi giorni daremo un parere». La minoranza ha presentato una mozione con le firme. (s.b)

ARCHIVIO LA PROVINCIA PAVESE

Fonte: http://ricerca.gelocal.it/laprovinciapavese/archivio/laprovinciapavese/2010/02/08/PV2PO_PV207.html

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Lettera aperta ai cittadini di Parona

Lettera aperta ai cittadini di Parona

Cari cittadini,

il WWF da anni partecipa alla festa dell’ Offella, con il suo banchetto, al fine di sensibilizzare i paronesi sulla grave distruzione ambientale del territorio di Parona. Siamo convinti che tale distruzione determini gravi rischi alla salute dei cittadini di Parona e della Lomellina. Voi avete scelto il vostro futuro e quello di Parona, con il vostro voto alle elezioni amministrative.

Avete scelto il vostro futuro scegliendo di farvi governare per i prossimi anni dal Sindaco Colli.

A questo punto non ci resta che porvi delle domande:

  • Per la promessa di alcuni posti di lavoro valeva la pena di distruggere il bello e salubre territorio di Parona?
  • Non pensate che la situazione attuale possa provocare danni alla Vostra salute?
  • Questo è l’ambiente in cui volete fare crescere i vostri figli?
  • Vi sentite tranquilli per l’aria puzzolente che respirate?
  • Bevete e usate con tranquillità per cucinare l’acqua del rubinetto?
  • Siamo sicuri che nella frutta e nella verdura dei nostri orti non siano presenti sostanze pericolose, come ad esempio la diossina, visto che non sono state effettuati carotaggi del terreno?
  • Pensate che ancora bisogna costruire insediamenti industriali e commerciali sul territorio di Parona?
  • Perché Obama investe nell’economia verde per creare tanti posti di lavoro?
  • Perché la raccolta differenziata, con il riciclaggio dei rifiuti, crea più posti di lavoro di un inceneritore?
  • Perché la Germania, Paese più a nord dell’Italia, sta investendo tanto nell’energia fotovoltaica/solare mentre da noi si continua a investire in centrali inquinanti?
  • Perché si autorizza la costruzione di tanti capannoni commerciali? Non portano via terreno all’agricoltura? Questo non è consumo di suolo?

Il WWF chiede all’ Amministrazione di Parona di dare risposte a queste preoccupazioni con i fatti, atti concreti non parole.

WWF Lomellina, Parona, 3 ottobre 2009

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Chiesto l’incontro con i vertici Asm

SARTIRANA. Ipotesi di una centrale nucleare sulle sponde del Po: dopo il Pd, anche il gruppo provinciale La rosa nel pugno-Partito socialista organizza un’assemblea pubblica su un argomento che ha calamitato su Sartirana le attenzioni di politici, ambientalisti e cittadini.
 Per la serata “Nucleare: cosa fare se una centrale fra Lombardia e Piemonte…” venerdì, alle 21.15, nella sala polifunzionale interverranno politici e ambientalisti di Lombardia e Piemonte: coordina Gianluca Cominetti. Intanto anche il Wwf Lomellina si schiera contro l’ipotesi, peraltro allontanata dopo vari passaggi dal sindaco Ernesto Prevedoni Gorone. «Il nucleare – commenta Fabrizio Varese – è una scelta sbagliata: oggi risultano bloccati i programmi di espansione dell’energia nucleare in quasi tutto il mondo». (u.d.a.)

ARCHIVIO LA PROVINCIA PAVESE

Fonte: http://ricerca.gelocal.it/laprovinciapavese/archivio/laprovinciapavese/2009/09/01/PV2PO_PV213.html

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Nucleare in Lomellina

Nucleare in Lomellina

 

In questa calda estate, mentre la gente pensava di godersi, finalmente, le sospirate vacanze, è tornato l’incubo di un ritorno al nucleare in Lomellina, a offuscare l’orizzonte del nostro futuro. La nostra terra famosa per le sue coltivazioni di riso, con il un terreno fertile e produttivo, che gli amministratori con la solita avidità vogliono ricoprire con cemento, asfalto, inceneritori e per ultimo una centrale nucleare, o, forse più. Con la scusa che la zona è sicura sismicamente, la grande disponibilità di acqua, che verrebbe sottratta all’agricoltura rendendo impossibile la risicultura e le altre coltivazioni, che siamo al centro di un triangolo industriale, Torino, Milano, Genova, ormai morente da anni, qualche sindaco si è dichiarato disponibile ad accettare, in cambio di dubbie compensazioni economiche, questi impianti. Voglio ricordare la posizione dell’associazione su questa problematica, a cura di Andra Masullo, che si occupa da anni della questione.

NUCLEARE: UNA SCELTA SBAGLIATA SOTTO TUTTI I PROFILI

Chi scrive ha l’onore il vanto di aver contribuito fin dal 1975, attraverso il WWF, a scongiurare una scelta, quella nucleare, dimostratasi sbagliata sotto tutti i profili, compreso quello economico, come dimostra il fatto che due soli paesi al mondo, Giappone e Francia, continuano a considerarla una valida opzione. Permettetemi di fare un po’ di storia per motivare la mia inquietudine quando sento ipotizzare, a dire il vero senza molta convinzione, il ritorno del nucleare in Italia. Nel 1945 due ordigni nucleari vengono sganciati su Hiroshima e Nagasaki, seminando, con una potenza senza precedenti, distruzione e morte fra le popolazioni inermi. Si tratta della applicazione più aberrante della tecnologia che la storia dell’umanità abbia mai conosciuto, fatta a scopo sperimentale, dietro la facciata di una azione bellica di una violenza inusitata ed inutile verso un paese praticamente già sconfitto. Il cinismo e l’ipocrisia guida lo sviluppo dell’energia nucleare, anche nell’epoca postbellica. Negli Stati Uniti, negli anni ‘60, isotopi radioattivi vengono somministrati a cavie umane inconsapevoli, fra le quali anche molte donne in gravidanza per studiarne gli effetti. Vengono inoltre taciute le conseguenze degli effetti delle esplosioni atomiche sperimentali, al punto che l’intero cast di un film girato in un’area del deserto del Colorado, garantita come sicura dal governo, muore nel giro di pochi anni per i tumori contratti a seguito dell’esposizione alle forti dosi di isotopi radioattivi presenti. Anche le altre potenze atomiche non sono da meno in quanto a cinismo. La Francia effettua esplosioni nucleari sperimentali in Polinesia, sull’atollo di Mururoa, dopo averne deportato la popolazione indigena. Molti individui riportati sull’atollo negli anni successivi si ammalano e muoiono per i tumori contratti. Gli esperimenti continuano fino ai nostri giorni nel totale disprezzo della condanna pressoché unanime della comunità internazionale. In Unione Sovietica numerosi gravi incidenti in depositi di materiale radioattivo vennero tenuti segreti, nonostante vaste aree risultassero altamente contaminate. La Cina continua i suoi esperimenti fino ai giorni nostri. Per fare accettare alla opinione pubblica gli esperimenti bellici, si moltiplicano i programmi nucleari per la produzione di energia, diffondendo l’illusione di avere fra le mani il controllo di una forma di energia pulita, controllabile e praticamente infinita. I numerosi incidenti più o meno gravi, compresi i casi in cui vengono sfiorati ed evitati per pura fatalità eventi catastrofici (Browns Ferry e Harrisburg, La Hague, Sellafield, Sverdlovsk/Celjabinsk, Chernobyl, ecc.) che si verificano in tutto il mondo vengono tenuti il più possibile segreti, in un clima di omertà tecnocratica organizzata su scala mondiale. E’ il primo caso eclatante in cui la tecnologia supera i suoi stessi scopi ed anziché essere al servizio dell’uomo, cerca con tutti i mezzi di asservirlo fino all’estremo sacrificio, come accade ai numerosi tecnici che intervengono per domare l’incidente di Chernobyl, o i più recenti incidenti in Giappone, votandosi a morte sicura. Ma quando il suo successo sembra inarrestabile, sono gli stessi meccanismi di mercato che lo hanno creato, più che la crescente opposizione, a decretare la fine del mostro. Attualmente risultano praticamente bloccati i programmi di espansione dell’energia nucleare, in quasi tutti i paesi del mondo. Per il contenimento della radioattività ed il controllo del processo di fissione è stato infatti necessario introdurre sistemi estremamente complicati e costosi, che si basano fra l’altro su una gestione operativa pressoché perfetta, presupponendo un controllo scrupoloso del personale addetto. Si era inventata la macchina più sofisticata mai progettata, verso la cui perfezione gli addetti manifestavano una gran fede che li portava a sottostimare i costi e i rischi. E sulla base di questa fede venne disseminato il mondo di queste centrali, senza aver ancora risolto problemi gravissimi come la gestione delle scorie prodotte e lo smantellamento degli impianti al termine del loro ciclo di vita. I costi di tali sistemi, ancor prima dell’opposizione delle popolazioni seguita ad alcuni clamorosi incidenti, mettevano presto in crisi l’industria nucleare, che vedeva annullati i suoi programmi d espansione in quasi tutti i paesi, con l’eccezione di quelli che avevano compiuto tale scelta per palesi motivi strategici militari. Infatti tali centrali producono tra le scorie anche il plutonio, che è l’elemento di base per gli ordigni nucleari; ed alcuni paesi in via di sviluppo, come la Corea, il Pakistan, l’India, l’Iran, l’Irak, il Brasile, l’Argentina, il Sudafrica, trovano nello sviluppo delle centrali nucleari una facile strada per aggirare i divieti imposti dai trattati internazionali di non proliferazione delle armi atomiche. Questa tecnologia che sembrava destinata a fornire al mondo, già dal 2000, la stragrande maggioranza dell’energia, fornisce oggi appena il 6,9% dell’energia primaria, e secondo l’International Energy Agency, questo contributo già modesto è destinato a ridursi al 4,3% nel 2030. Questa tecnologia svela in tutti i sensi il volto peggiore del modello di sviluppo dominante ed i valori che ne sono il fondamento. L’ambiente viene utilizzato come fonte di risorse da sfruttare e pattumiera dove nascondere le scorie. E di scorie nucleari vengono disseminati i fondali degli oceani, con conseguenze ecologiche inimmaginabili. L’uomo viene considerato poco più di un ingranaggio al servizio della grande macchina, e come tale trattato come un oggetto “usa e getta”.

In sintesi questa tecnologia mette in luce i seguenti “valori”:

  • assenza di responsabilità verso le generazioni future
  • totale asservimento della scienza al potere economico e militare
  • fede assoluta nella tecnologia e nei suoi ideatori
  • scarsa considerazione del valore della vita umana
  • considerazione esclusivamente utilitaristica dell’ambiente
  • visione autoritaria e militaresca dell’organizzazione sociale

E il nostro Paese deve ancora fare i conti con quel poco di nucleare fatto in passato, occupandosi dello smantella mento degli impianti e della collocazione finale delle scorie prodotte; considerando i costi di queste operazioni certamente l’energia nucleare prodotta in Italia risulterà la più costosa mai prodotta al mondo. Le operazioni di stoccaggio delle scorie radioattive rappresentano il più grave dei problemi non risolti del ciclo di produzione di energia nucleare. Sono molte le allarmanti singolarità legate a questa questione per cui per valutare un qualsiasi soluzione proposta è necessario premettere le seguenti considerazioni: Il fatto che la ricerca di una soluzione di questo problema abbia goduto per oltre 50 anni degli investimenti più massicci di cui nessuna altra tecnologia ha mai goduto nella storia, ci fa ritenere che il problema resterà irrisolto anche perché non esiste la possibilità scientifica di dimostrare il mantenimento delle condizioni di sicurezza necessarie per i tempi plurimillenari necessari per le scorie di maggior pericolosità (alcuni isotopi del plutonio rimangono fortemente tossici e radioattivi per alcune centinaia di migliaia di anni). Nessun opera dell’uomo può ragionevolmente sfidare un tempo di gran lunga più lungo della storia delle più antiche civiltà. Nessuna attività umana viene intrapresa senza aver risolto il problema della chiusura del suo ciclo produttivo, sia in termini tecnici che economici. Le soluzioni fino ad oggi proposte sembrano rivolte a prendere tempo, forse qualche secolo, nella speranza (sic!) che le generazioni future trovino soluzioni effettive per gli elementi trans-uranici dalla vita più lunga. Non esistono in nessuna parte del mondo esperienze consolidate di cui si possa dimostrare la sicurezza e l’affidabilità. La impossibilità di una soluzione sicura è confermata dal fatto che alcuni studi in passato hanno preso perfino in considerazione l’ipotesi di spedire tali scorie nello spazio (!) In realtà nel cercare dove seppellire le scorie è la scelta nucleare a essere definitivamente seppellita: come si fa anche soltanto a progettare una nuova centrale se non si sa dove mettere i rifiuti delle sole quattro che hanno lavorato appena per pochi anni? Per smantellare le centrali italiane ci vorranno 2, 6 miliardi di euro entro il 2020: tanti soldi e tanto tempo. Nessuno sa con esattezza quanto costerà conservare le scorie prodotte e sorvegliarle per millenni. Perché questi costi non vengono inseriti nei costi del kWh prodotto come si fa per qualsiasi altro tipo di centrale elettrica ? E intanto si continua ad ingannare la gente dicendo che il costo del kWh nucleare è il più basso sul mercato e non si dice che queste costosissime operazioni di chiusura verranno comunque eseguite con le tasse pagate dai cittadini.

Gli abitanti della Lomellina sono disposti a subire ancora una volta, quello che i politici e gli affaristi senza scrupoli vogliono imporre?

 

WWF Lomellina Fabrizio Varese (comunicato stampa del 29/08/2009)

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Vigevano, Wwf contro l’Asm

VIGEVANO. «Il fallimento della raccolta differenziata porta a porta a Vigevano non dipende dallo scarso senso civico dei cittadini, come sostenuto da Comune e da Asm Isa spa». Il Wwf Lomellina, per bocca del coordinatore Fabrizio Varese, porta a paragone Novara, dove la differenziata raggiunge punte del 70%. «Un’amministrazione comunale capace e lungimirante ha coinvolto in prima persona i cittadini e poi le scuole, dall’asilo alle superiori, oltre all’Università – comunica Varese -. La popolazione adulta è stata informata con serate e dibattiti in diverse fasce orarie, con distribuzione capillare di materiale informativo. Poi sono state coinvolte le associazioni, che hanno agito informando i soci e fornendo collaborazione per risolvere eventuali problemi». Addirittura, il Comune di Novara ha stampato le informazioni in più lingue, fino a otto, per attuare la raccolta differenziata. «Non sarà che il fallimento a Vigevano è dovuto al fatto che il Comune di Vigevano è socio, tramite Asm, del termodistruttore di Parona, su cui guadagna con i contributi Cip6 previsti per le fonti assimilabili alle energie rinnovabili?», conclude.

ARCHIVIO LA PROVINCIA PAVESE

Fonte: http://ricerca.gelocal.it/laprovinciapavese/archivio/laprovinciapavese/2009/06/16/PV2PO_PV202.html

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