Alcuni spunti ispirati dall’enciclica di Papa Francesco (Bergoglio) che fanno riflettere sul territorio martoriato di Parona.
Il cantico di Francesco d’Assisi ci ricorda che la nostra casa comune è come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, è come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia. Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che ci offre. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. La violenza che c’è nel cuore umano ferito si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell’acqua, nell’aria e negli esseri viventi.
Gli esseri umani distruggono la diversità biologica; gli esseri umani compromettono l’integrità della terra e contribuiscono al cambiamento climatico, spogliando la terra delle sue foreste naturali o distruggendo le sue zone umide; gli esseri umani inquinino le acque, il suolo, l’aria, un crimine contro la natura è un crimine contro noi stessi.
Manca la coscienza di un’origine comune, di una mutua appartenenza e di un futuro condiviso da tutti. Un cambiamento negli stili di vita potrebbe arrivare a esercitare una sana pressione su chi detiene il potere politico, economico e sociale. Quando le abitudini sociali intaccano i profitti delle imprese, queste si vedono stimolate a produrle in un altro modo. La coscienza della gravità della crisi culturale ed ecologica deve tradursi in nuove abitudini. Una buona educazione scolastica nell’infanzia e nell’adolescenza pone semi che possono produrre effetti lungo tutta la vita.
Con i genitori si coltivano le prime abitudini di amore e cura per la vita, come per esempio l’uso corretto delle cose, l’ordine e la pulizia, il rispetto per l’ecosistema locale e la tutela di tutte le creature. Altrimenti il modello consumistico di mercato propagandato dai mezzi di comunicazione avrà sempre la meglio.
Chiamatela come volete Gaia, Maria o qualsiasi altro nome, secondo il proprio convincimento religioso o laico. La Terra è nostra madre, senza di lei non vedevamo la luce, sappiamo con certezza che ritorneremo a Lei (ti sia lieve la terra). Come minimo dovremmo essergli riconoscenti, meglio diventare amici, anche perché non siamo certi, che ha ancora in mente qualcosa per noi.
Il WWF aderisce alla mobilitazione dal 7 al 9 settembre
NUOVI INCENERITORI: SCELTA RETROGRADA DEL GOVERNO
L’EUROPA PUNTA SUL RICICLAGGIO TOTALE
Il Ministro dell’Ambiente ritiri il decreto e apra un confronto con il mondo scientifico e con le Regioni e le comunità locali. L’intervento dirigistico voluto dal Governo per la realizzazione nel nostro Paese di 12 nuovi inceneritori di rifiuti (che si andrebbero ad aggiungere ai 42 già attivi e ai 6 già autorizzati) classificati come infrastrutture strategiche nazionali è teso a imporre alle Regioni una politica retrograda sul piano ambientale ed economico-sociale, che non ha spazio in Europa e non ha futuro in Italia. Lo sostiene il WWF che – ricordando come già oggi l’Italia sia il terzo paese europeo per numero di inceneritori dopo la Francia e la Germania – chiede al Governo di ritirare il decreto legislativo che contiene il piano dei nuovi impianti previsto dall’art. 35 del decreto legge Sblocca Italia e che il 9 settembre, in occasione della Conferenza Stato-Regioni convocata per approvare il decreto, si discuta di come definire piani regionali di gestione del ciclo dei rifiuti, che puntino decisamente in tutta Italia alla loro riduzione, al riuso e al riciclaggio dei materiali, conseguendo e superando al più presto su scala nazionale la soglia del 65% di raccolta differenziata, obiettivo che doveva essere conseguito entro il 2012. Il WWF aderisce alla tre giorni di mobilitazione previste in tutta Italia dal 7 al 9 settembre contro il decreto attuativo pro inceneritori dell’art. 35 del decreto legge Sblocca Italia, in previsione della Conferenza Stato-Regioni del 9 settembre, per almeno 3 buoni motivi: – l’Europa ci chiede nel prossimo futuro che: dal 2025 entri in vigore il divieto di trattamento termico per tutti i rifiuti che risultino riciclabili; la raccolta di rifiuti da imballaggi sia portata fino all’80% entro il 2030; nel 2050 si consegua l’obiettivo del riciclaggio totale; – il trend virtuoso di gestione del ciclo dei rifiuti (e in particolare l’aumento della raccolta differenziata di materiali dall’alto potere calorifico come carta e plastica) renderà a breve non economici i nuovi impianti di incenerimento previsti dal Governo, che entrerebbero in funzione alle soglie del 2020 e dovrebbero restare in esercizio almeno fino al 2050, avendo un tasso di vita – e anche un periodo di ammortamento dell’investimento – di diverse decine di anni; – a fronte di uno spreco di risorse pubbliche che dovrebbero contribuire a pagare la realizzazione e l’esercizio di impianti rispetto ai quali è previsto un sempre minore impiego e di un prelievo forzoso nelle tasche dei cittadini, attraverso il sistema dei contributi alle fonti di energia assimilabili (CIP6 e certificati verdi), si registra un incremento del rischio sanitario per i residenti nei territori limitrofi agli inceneritori in numerosi studi internazionali e nazionali, tanto che persino sul sito ufficiale del Ministero della Salute si può trovare una Tabella tratta dalla «Relazione sullo stato sanitario del Paese 2009¬2010» nella quale si riporta un aumento del rischio relativo di malformazioni congenite e di numerosi tumori maligni in seguito all’esposizione di comunità alle emissioni da incenerimento dei rifiuti».
Il WWF ricorda che già oggi Paesi europei come Germania, Olanda, Danimarca, Svezia, che hanno puntato in passato sull’incenerimento, pur di rientrare nelle spese di costruzione di queste impianti accettano rifiuti provenienti dall’estero a prezzi stracciati per alimentare impianti industriali che altrimenti non si ripagherebbero.
È un gioco perverso che l’Italia non deve alimentare.
APPELLO Al Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni presidenza@pec.regione.lombardia.it All’assessore all’Ambiente Claudia Maria Terzi ambiente@pec.regione.lombardia.it
– CONTRO L’APPLICAZIONE DEL NUOVO DECRETO SULL’ART 35 DELLA LEGGE 164/2014; – PER L’ATTUAZIONE E L’ESTENSIONE DEGLI OBIETTIVI DELLA NUOVA LEGGE REGIONALE DELLA LOMBARDIA SUI RIFIUTI 6 settembre 2015
Quest’annoGiornata Oasi è dedicata alle Foreste, Oasi del mondo. Dal 1 al 24 maggio invia un SMS o chiama da fisso il 45503. Potrai donare 2 euro via SMS oppure 2 o 5 euro da rete fissa.
Domenica 24 Maggio
c/o Via C.A. Dalla Chiesa, MORTARA (zona Campo Sportivo di fronte alla caserma dei carabinieri) Ore 16.00 – 18.00 Visita guidata all’oasi WWF Piccola merenda per i bambini Omaggi e ricordi della festa per tutti Info Fabrizio 349 6209515 lomellina@wwf.it
AL MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA
TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
Direzione Generale per le Valutazioni Ambientali
Divisione II Sistemi di Valutazione Ambientale
Via Cristoforo Colombo, 44
00147 ROMA
AL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’
CULTURALI – Direzione Generale per i Beni
Architettonici ed il Paesaggio
Sez. IV – Paesaggio
Via di San Michele, 22
00153 ROMA
Alla REGIONE LOMBARDIA
Direzione Generale Territorio e Urbanistica
Unità Organizzativa Pianificazione e Programmazione
Territoriale – Struttura Valutazione Impatto Ambientale
Piazza Città di Lombardia, 1
20124 MILANO
Milano, 14 aprile 2015
OSSERVAZIONI FAI, ITALIA NOSTRA, LIPU, WWF ITALIA alla relazione di risposta alla richiesta di integrazioni del Ministero dell’Ambiente e dellaTutela del Territorio e del Mare (rif. prot. dva-2014-0031764 del 03/10/2014) – autostrada regionale integrazione del sistema transpadano direttrice Broni-Pavia-Mortara
OGGETTO: Evento internazionale WWF – Richiesta di adesione a EARTH HOUR 2015
Gentile Sindaco, torna sabato 28 marzo l’Ora della Terra, la più grande mobilitazione globale nata come evento simbolico per fermare il cambiamento climatico. Le luci si spegneranno per un’ora, dalle ore 20.30 alle 21.30, attraverso tutti i fusi orari, dal Pacifico alle coste atlantiche . Quest’anno il messaggio punta al protagonismo delle persone che, tutte insieme, possono “Cambiare il Cambiamento Climatico” e usare per questo la propria energia, come richiama lo slogan Change Climate Change – Use your power: una vera e propria sfida per il futuro di milioni di cittadini e celebrities, aziende e amministrazioni, ciascuno chiamato a promuovere un’azione capace di generare un vero e proprio cambiamento e combattere il cambiamento climatico i cui effetti diventano sempre più evidenti e preoccupanti, e dunque va assolutamente fermato se vogliamo evitare che sconvolga gli ecosistemi, le specie e la vita di milioni di persone.
Dobbiamo mobilitarci tutti, fare la nostra parte e pretendere che i Governi assumano la CRISI del clima come priorità. Da un mondo basato sui combustibili fossili, è necessario approdare ad uno fondato su risparmio, efficienza e rinnovabili. Le giovani e le future generazioni hanno diritto a ricevere in eredità un mondo pieno di vita e che non sia condannato a cambiamenti climatici catastrofici.
Dalla prima edizione del 2007, che ha coinvolto la sola città di Sidney, la grande ola del buio si è rapidamente propagata in ogni angolo del Pianeta lasciando al buio monumenti, piazze e strade per manifestare insieme contro i cambiamenti climatici e si è confermata come evento di forte valenza simbolica, un’occasione per rendere esplicita la volontà di sentirsi uniti in una sfida globale, che nessuno può pensare di vincere da solo.
La Sua Amministrazione, aderendo ad Earth Hour 2015, potrà partecipare su scala internazionale e nazionale a un evento simbolo della lotta al cambiamento climatico, cui aderiscono altre migliaia di enti locali. Le Città sono tra gli attori principali, veri e propri motori dell’innovazione e del cambiamento possibile.
Partecipando all’Ora della Terra, i Comuni possono cogliere l’occasione per dichiarare quali siano le azioni che hanno compiuto e intendono compiere nella propria città per affrontare la crisi climatica e quindi per:azzerare le emissioni di anidride carbonica; diminuire drasticamente l’uso di combustibili fossili ; adottare nuove strategie basate su risparmio, efficienza ed energie rinnovabili, mobilità sostenibile. In attesa di un Suo gentile e gradito riscontro a breve, rimaniamo a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Il WWF Lomellina ringrazia i seguenti comuni che hanno già dato la loro adesione e partecipano all’iniziativa:
Adesione Vigevano – Un grazie anche ad Angela MAMBRINI (Responsabile Servizio Tutela Ambientale)
Adesione Comune di Mede – Un grazie anche a Turati Marina Ufficio Lavori Pubblici
Prot. n. 3434/2015
Facendo seguito alla Vs. nota del 05 marzo 2015, si comunica che questa Amministrazione Comunale aderirà all’iniziativa denominata “Earth Hour” promossa dal WWF Internazionale, attraverso lo spegnimento dell’illuminazione del Monumento ai Caduti sito in Piazza della Repubblica (di fronte al Palazzo Comunale ) il giorno sabato 28 marzo 2015 dalle ore 20.30 alle ore 21.30.
LETTERA APERTA A TUTTI I SINDACI DELLA LOMELLINA per conoscenza alla stampa locale
In attesa dei dati ufficiali, riportiamo, secondo noi, alcune incongruenze dell’analisi dell’Arpa riportate sui giornali. Per quanto riguarda Parona, se la relazione dell’Arpa fosse realistica, dovremmo avere anche in tutti gli altri paesi della lomellina, una situazione simile. Invece non è così, lo studio Negri commissionato dal CLIR, dava valori totalmente diversi tra i vari paesi della Lomellina. Parona è l’unico a superare i limiti delle diossine come paese rurale nel confronto con altre realtà (Robbio, Mede e Sannazzaro) le differenze delle deposizioni al suolo sono notevolmente marcate rispetto al limite di riferimento di 7 – WHO 2001.
Parona ha come:
–I-TDCC Equivalent pg/m2/gg 8,33 (altri paesi variano da 1,5 a 2,74 di Sannazzaro)
–PCB_WHO-TCDD Equivalent 2006 pg/m2/gg 10,06 (altri paesi variano da 0,43 a 0,51)
–Benzo (a) pirene fg/m2/gg 23,24 (altri paesi variano da 0,18 a 17,29 di Sannazzaro)
–IPA-B (a) P Equivalent (EPA) fg/m2/gg 44,31 (altri paesi variano da 1,48 a 21,94 di Sannazzaro)
–IPA-B (a) P Equivalent (ISS) fg/m2/gg 44,63 (altri paesi variano da 0,95 a 27,85 di Sannazzaro)
Deposizioni al suolo (Studio Mario Negri)
E non da meno sono i “Microinquinanti aerodispersi”.
Parona ha come:
–Diossine -I- T TDCC Eq (Valore fg/std. m3) 63,55 (altri paesi variano da 1,70 a 4,09) ( i valori di riferimento sono da 4 a 20 per le aree rurali come quella di Parona e da 30 a 200 per le aree Urbane)
–PCB-WHO-TCDD Eq (Valore fg/std. m3) 12,10 (altri paesi variano da 1,78 a 6,01) ( i valori di riferimento sono di 0,7 per le aree rurali come quella di Parona e 9 per le aree Urbane)
Fonte: EPA-RAPPORTO EPA/600/BP-92001-ac
Come si può vedere solo paesi come Sannazzaro, con una realtà simile alla nostra, si avvicinano a Parona senza mai superarla. Perciò è del tutto normale aspettarci dei valori superiori a Milano.
Deposizioni al suolo
Sappiamo anche che gli studi effettuati da R.M. Cenci sui muschi in provincia di Pavia hanno mostrato bassi livelli entro 0,78 e 1.8 pg/g, un’eccezione è rappresentata dal PAR A, B (Parona)dove ci sono principalmente epta-e octa-diossine (HpCDD, OCDD).
eur23935en
nel 2002 : WHO-TEQ values for PCDD/Fs pg/g = 1,8
nel 2005 : WHO-TEQ values for PCDD/Fs pg/g = 2,3
nel 2006 : WHO-TEQ values for PCDD/Fs pg/g = 4,6
Fonti:
-“DIOXINS, TRACE ELEMENTS, BIOINDICATORS AND BIODIVERSITY IN SOILS di Roberto M. Cenci and Fabrizio Sena” EUR 23935 EN – 2009
– EUR 22132 IT. ISBN 10-92-894-8619-8. 128 pp.
-(2007) EUR 22132 IT/2. ISBN 92-79-03877- x. 238 pp.
Secondo noi lo Studio Negri conferma il bioaccumulo di diossina che lo studio Cenci prima del raddoppio rilevava. Poi l’ARPA ha un Data Base pubblico consultabile che si chiama INEMAR, abbiamo scaricato quelli di Parona, sono dati statistici calcolati però su progetti reali, come potete osservare, smentiscono le conclusioni dell’Ente stesso, perché secondo loro le tonnellate di PM10 prodotte a Parona sono:
Produzione di alluminio di seconda fusione
17,1919
Incenerimento di rifiuti solidi urbani
3,3292
Combustione stoppie
1,10451
Impianti residenziali Camino chiuso o inserto
0,86011
Fonderie di ghisa e acciaio
0,75794
Fonte: Arpa (Dati INEMAR di Parona 2010)
Irrilevante riportare la lunghissima tabella perché si vede bene che le attività industriali sono la causa primaria delle polveri sottili. Le biomasse e il riscaldamento invece sembrano irrilevanti.
Da questo studio ci aspettavamo una conferma che per noi è abbastanza logica, a Parona ci sono due realtà molto impattanti, non serve che lo dica l’ARPA, lo vediamo con i nostri occhi e lo sentiamo con il nostro naso. Una è fastidiosa e visibile ed è legata al processo di fusione dell’alluminio, l’altra è la trasformazione del rifiuto, entra come una risorsa e tramite l’incenerimento lo trasformano in tanti inquinanti. La fusione comporta un recupero della materia, per cui l’inquinamento è provocato solo dal processo di lavorazione, l’incenerimento invece recupera il visibile, quasi tutto il resto lo trasformiamo in sostanze che vanno in atmosfera, per cui l’esperienza di altri paesi ci insegna che è molto indiziato come produttore di diossina, specialmente se non lavora nella massima efficienza. Il suo gemello non a caso è stato chiuso dall’EPA a Robbins per questi motivi.
Noi conosciamo le conseguenze dell’incenerimento, ma non abbiamo gli strumenti per provarlo, siamo sicuri però che l’Arpa sia in grado di farlo. Da poco abbiamo anche pubblicato la relazione tra la diossina e il sesso delle nascite, Parona sembra confermare che stanno nascendo più femmine che maschi con lo stesso rapporto di Seveso. Il dato magari non è grave, ma se si pensa cosa sia in grado di fare la diossina dovrebbero venire i brividi.
Per terminare, ricordo che i singoli soci del WWF Lomellina hanno intrapreso iniziative con altri comitati o persone, facendo esposti al Ministero dell’ambiente, al Prefetto, alla Procura della Repubblica e alla Commissione Europea, perché sono convinti che la salute dei cittadini della Lomellina sia a rischio e gli enti preposti che dovrebbero tutelarla, o sono latitanti o danno risposte incomprensibili come ha fatto l’ARPA.
Forse nessuno ci fa caso, ma la Lomellina sta morendo, non sappiamo più cosa fare.
In occasione di un ciclo di incontri sul territorio denominato “100 tappe in Lombardia”, per iniziativa della Presidenza del Consiglio Regionale, venerdì 31 ottobre alle ore 18:30 si è tenuta la tappa in Lomellina nella sala consigliare del comune di Vigevano.
100 tappe in Lombardia
Il Wwf Lomellina ringrazia la portavoce del M5S Iolanda Nanni perchè in qualità di Consigliera Regionale, ha invitato noi e altre associazioni ad intervenire sulle criticità del territorio.
Tante sono state le tematiche poste all’attenzione del Presidente e dei Consiglieri da parte delle associazioni, dei comitati e dei sindaci. Le questioni più rilevanti riguardavano i problemi dei pendolari della discarica d’amianto, dell’Autostrada e dei problemi ambientali di Parona e del territorio circostante. Orlandi Riccardo del Comitato Ambiente di Parona ha ricordato gli impegni presi in tema di rifiuti, incenerimento, raccolta differenziata, zonizzazione e speciazione delle analisi per stabilire chi inquina. Noi come WWF Lomellina riportiamo di seguito le criticità secondo noi più rilevanti.
Relatore: Soffritti Renato (supplente del Presidente Fabrizio Varese assente per impegni di lavoro)
Incenerimento
All’incenerimento, il WWF Lomellina, ha sempre proposto una politica imprenditoriale diversa e più sostenibile: “La raccolta differenziata finalizzata al recupero dei materiali”, che ha dato risultati migliori sia economici, sia occupazionali e con minori costi per la collettività. Non è mai troppo tardi, per questo speriamo sempre in un cambio di rotta da parte della politica, ad esempio la conversione dell’impianto di incenerimento di Parona e del consorzio CLIR (Consorzio Lomellino Incenerimento Rifiuti) in un modello simile a quello del centro Riciclo di Vedelago (Treviso), con tariffazione “PUNTUALE” come avviene a Ponte nelle Alpi (Belluno). Questi modelli non solo garantirebbero il mantenimento degli attuali posti di lavoro all’inceneritore e al consorzio, ma li aumenterebbero facendo risparmiare alla collettività soldi, migliorando l’ambiente e la salute delle persone.
Salute e studi epidemiologici
Il WWF Lomellina è informato di esposti depositati in procura con segnalazioni anche al Ministro dell’Ambiente e alla Commissione Europea che denunciano un marcato degrado ambientale del territorio di Parona che causa danni alla salute. Vari studi epidemiologici che riguardano la provincia di Pavia confermano un probabile legame con l’inquinamento. Anche su questo auspichiamo dalla Regione Lombardia una politica di eccellenza, anche verso quelle patologie rare non riconosciute dal S.S.N. come la MCS (Sensibilità Chimica Multipla). Sappiamo di conoscenti che hanno fatto fare interpellanze al comune di Mortara, denunciando la situazione ambientale come causa del loro stato di salute, poi sono andati ad abitare in montagna con tutte le spese a loro carico.
Prodotti Locali
Per tutelare la qualità dei nostri prodotti locali, secondo noi servirebbero regole più restrittive sull’uso dei pesticidi in agricoltura e sui relativi controlli, anche inventando strumenti per impedirne alcuni tipi, limitarli o sanzionarli. Lo spargimento dei fanghi a Parona non dovrebbe avvenire come in un qualsiasi paese agricolo della Lomellina, perché secondo gli esperti aumentano il bioaccumulo di diossine, per cui dovrebbero esserci degli accorgimenti precauzionali che portino a evitare altre criticità tipo le autorizzazioni di centrali o nuovi impianti.
Statistica
Un’analisi statistica fatta dal WWF Lomellina ha evidenziato una casistica nelle nascite, simile ad altre zone contaminate da diossina. Parona come a Seveso, dal 2006 al 2013 sono nate più femmine che maschi, rispetto al periodo precedente dal 2002 al 2005, che rispettava la media nazionale di 100 femmine ogni 106 maschi. Il caso potrebbe non preoccupare, ma queste statistiche hanno dato origine a studi mirati sui topi, su questi hanno scoperto la pericolosità della diossina su altri fattori mutanti che coinvolgono anche l’uomo, per questo ci auguriamo al più presto delle risposte da parte degli enti preposti riguardo le diossine presenti nei terreni, nell’aria e nelle uova.
Territorio
Guardando oltre il confine di Parona, non ci tranquillizza sapere che si ha intenzione di trivellare il sottosuolo per motivi estrattivi. Sappiamo quante critiche queste perforazioni hanno avuto nel mondo, non entriamo nel merito se sia giusto o no farle, ma siamo preoccupati sui metodi usati rispetto al passato, una di queste è la fratturazione idraulica (fracking) che a detta di tanti può agire sulla faglia dando origine a terremoti anche in zone non sismiche.
Invitiamo ad acquisire e a leggere la documentazione allegata che dettaglia maggiormente le problematiche ambientali da noi esposte:
Stato di salute del comune di Parona spiegate dalla precedente amministrazione tramite la richiesta di un tavolo di concertazione
Osservazioni WWF Lomellina P.G.T. di Parona Lomellina
Osservazioni del WWF Lomellina e Oltrepò Pavese al P.R.G.R. della Lombardia
Esposto fatto al Ministero dell’Ambiente
Analisi del WWF Lomellina sulla Natalità di Parona Lomellina con i relativi cinque articoli dei settimanali locali.
Due ordinanze dell’ex Sindaco di Parona sulle diossine