L’Associazione Futuro sostenibile in Lomellina ha inviato al Ministero dell’Ambiente un’ampia ed esauriente documentazione attestante la criticità della situazione ambientale della Lomellina, in particolar modo per ciò che riguarda i comuni di Parona, Mortara, Olevano e Castello d’Agogna.
La constatazione che immancabilmente gli amministratori locali non prendono seriamente in considerazione lo stato ambientale fortemente compromesso adottando le misure necessarie per tutelare la salute dei cittadini, nonostante l’appello di medici, scienziati e tecnici, ci ha indotto a questa iniziativa fortemente voluta da tutti i cittadini che hanno coscienza civile e che ci sostengono.
La Direzione Generale Valutazioni Ambientali ha quindi sollecitamente inviato in data odierna alla Prefettura, alla Regione Lombardia, alla Provincia, all’Arpa, ai comuni di Mortara, Olevano, Parona, Castello d’Agogna, al Corpo Forestale e alle varie Direzioni generali del Ministero la richiesta di chiarimenti in ordine allo stato di criticità ambientale da noi denunciato e la trasmissione di informazioni sullo stato dei luoghi e la sussistenza di situazioni di pericolo per la salute dei cittadini e per l’ambiente.
Il ministero ha inoltre inviato all’ISPRA la nostra documentazione su supporto informatico, chiedendo a questo Isituto di redigere un’apposita relazione di approfondimento tecnicoscientifico e di valutazione del danno ambientale.
Alda La Rosa
Presidente Associazione Futuro Sostenibile in Lomellina
Il re è nudo (Sindaco di Parona) cita i nostri morti per sostenere che 90 giorni di sforamento di PM10 a Parona non fanno male alla salute dei vostri bambini.
Avevamo scritto di Colli, delle TV di regime che favorivano le lobby degli inceneritori e della presa in giro ai danni dei Napoletani. Erano fatti che capitavano nel febbraio del 2008. Oggi nella stessa sezione riportiamo le parole di Padre Alex Zanotelli: “O serviamo la vita o siamo complici della morte di molti esseri umani. Qui si rivela qual è la nostra fede: o crediamo nel Dio della vita o usiamo il nome di Dio servendo i carnefici di morte“.
(Ulteriori informazioni li trovate sui siti dei comitati – Puoi accedere dai Menù a Sinistra)
Conferenza Stampa del 19 Ottobre 2010
DRAMMATICA SITUAZIONE SANITARIA IN LOMELLINA E LE ASSURDE AUTORIZZAZIONI PER NUOVE CENTRALI.
I tre Comitati Lomellini per la Salute e per l’Ambiente: Comitato Parona S.A., Futuro Sostenibile in Lomellina e Vigevano Sostenibile ritengono che le autorizzazioni per nuove centrali inquinanti e per le nuove discariche per rifiuti pericolosi in Lomellina, siano in aperto contrasto con la già drammatica situazione sanitaria causata dall’inquinamento atmosferico in Provincia di Pavia e in Lomellina.
Con un lavoro sinergico e proficuo, i tre Comitati hanno effettuato uno studio sul nostro territorio che riguarda gli insediamenti inquinanti e soggetti a IPPC – Impianti potenzialmente pericolosi (che sono ben 31) presenti e di quelli autorizzati e in costruzione in Lomellina (6 discariche e 7 centrali). La mappa(PDF 823 KB) che indica tutti questi impianti è sarà esposta in tutti i paesi e città della Lomellina..
Purtroppo questa già congestionata mappa, dovrà essere modificata per aggiungere un altra centrale di cui avremmo volentieri fatto a meno di parlare Nemmeno il tempo di gioire e festeggiare per la notizia positiva che la Centrale ad olio di palma della Morsella non sarà più costruita, che subito l’egoismo e l’avidità di qualcuno ci ha riportato in trincea per questo nuovo mostro che imprenditori senza scrupoli, vogliono costruire tra Parona e Vigevano. Fa veramente pensare perché quasi incredibile una decisione da Roma contro il parere di tutte le autorità locali..
Questi insediamenti di cui tanti inquinanti e pericolosi, provocano purtroppo ovviamente un livello di inquinamento atmosferico in Lomellina ben più alto dei limiti fissati dalle normative vigenti per il PM10 (POLVERI SOTTILI) a Parona di 90 giorni(Excel 756 KB) e a Vigevano di 38 giorni (Excel 51 KB).
A Mortara la centralina(Excel 48 KB) non misura i PM10 ma solo i PM2,5 che sono comunque abbondantemente più alti rispetto alle indicazioni della Comunità Europea.
Da questo resoconto della situazione sanitaria, si evince che per le malattie logicamente riconducibili all’inquinamento atmosferico, in provincia di Pavia siamo colpiti molto di più della media lombarda ed enormemente di più del resto d’Italia. Un triste esempio i tumori all’apparato respiratorio per gli uomini è maggiore del 10,8% della media lombarda e del 19,7% della media nazionale.
Oggi, coscienti di questa triste situazione per la terra in cui abitiamo e per le persone con cui viviamo e per noi stessi, ci troviamo costretti a interpellare le autorità sanitarie e di controllo competenti (ASL e ARPA), per conoscere le cause di questa stato di cose e richiedere agli Enti responsabili di questa situazione (Comuni, Provincia e Regione) come intendono intervenire per risolverla.
In particolare chiediamo…
Che il monitoraggio in via telematica delle sostanze rilasciate nell’aria dagli impianti non si limiti all’inceneritore di Parona, ma sia esteso a tutti gli impianti che per legge rientrano negli IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control) e che quindi sono soggetti a AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale). Nel Comune di Parona vi sono altre quattro industrie IPPC, a Mortara vi sono cinque IPPC e a Vigevano due.
Che sia triplicato il numero delle centraline per il rilevamento del PM10 e del PM2,5 su tutto il territorio.
Che via sia il monitoraggio delle diossine e che sia fatto con uno studio mirato sugli allevamenti della zona.
Che vi sia il controllo dei metalli pesanti, degli NOX, SOX, CO2, NH3, O3, NO2, HCL, HF e di tutte quelle emissioni nocive, tipo formaldeide.
Che il personale ARPA Regionale attualmente composto solo da due tecnici per una provincia composta da 195 comuni con 89 industrie IPPC sia numericamente adeguato.
Perché la situazione non si aggravi ulteriormente con l’insediamento di altre centrali o industrie inquinanti.
Inoltre chiediamo
Che vi sia concertazione tra i comuni della zona sullo sviluppo industriale della zona. Non è più accettabile che qualsiasi comune anche di soli 200 abitanti decida autonomamente. Le conferenze di servizi sono svuotate di alcun significato. Ogni comune in quella sede cerca di portare a casa benefici economici. Ma adesso non possiamo più parlare di benefici economici ma nella situazione attuale dobbiamo parlare di benefici ambientali.
Che l’effetto sommatorio delle emissioni inquinanti venga certificato da una VAS (Valutazione Ambientale Strategica) su tutto il territorio interessato.
Che Provincia e Regione non si limitino a controllare le procedure autorizzative, ma che diano il loro benestare a ogni singolo impianto solo se questo non aggrava una situazione preesistente.
Che Comuni, Provincia e Regione convochino nelle proprie conferenze di servizi i cittadini e le loro associazioni, perché l’approvazione di qualsiasi impianto deve essere prima di tutto assoggettato al parere di chi sul territorio vive.
Che la Provincia di Pavia mandi un segnale chiaro alla Regione Lombardia chiedendo la moratoria per tutti i nuovi impianti autorizzati, come ad esempio la SIT di Mortara autorizzata, non solo a triplicare la massa legnosa ma anche a bruciare CDR (combustibile derivato da rifiuti) o la Centrale di Olevano autorizzata a bruciare 180000 T/A di massa legnosa con il passaggio di 120 camion al giorno per rifornirla.
Vi chiedono di cambiare l’auto per non inquinare, vi chiedono di fare il bollino blu per non inquinare, vi chiedono di revisionare la caldaia per non inquinare, vi chiedono di non bruciare la legna per non inquinare e poi autorizzano centrali sul territorio con motore diesel inquinante, senza tenere conto di nessuna valutazione sullo stato di salute del nostro territorio. Bruciamo i rifiuti di altre regioni per fare energia, ma non gli basta, dobbiamo produrre energia con le centrali, non per il nostro fabbisogno ma per quello degli altri. Parlano tanto di federalismo, ma alla luce dei fatti fanno pagare alla Lombardia un prezzo altissimo in salute, Il vicesindaco di Vigevano ha ammesso pubblicamente di aver sbagliato ad accettare la centrale per ignoranza in materia, questa dichiarazione gli fa onore, ma cosa dobbiamo pensare dei politici che stanno al vertice della piramide, pagati profumatamente per conoscere questa materia e invece non capiscono che in pianura padana siamo in una cappa che trattiene l’inquinamento, pertanto è il luogo meno adatto per produrre energia con tecnologie obsolete e non sostenibili.Non dimentichiamoci che le leggi le fanno i politici, per questo l’Italia è messa così male.
C’era da aspettarselo e durante una Conferenza Stampa di Vigevano Sostenibile l’avevo anche anticipato. Recentemente il vicesindaco Ferdinando Merlo ha affermato che a Vigevano negli ultimi tre anni l’inquinamento da polveri sottili si è drasticamente ridotto principalmente grazie alla realizzazione di nuove rotatorie «che hanno eliminato le soste delle auto ai semafori e reso molto più scorrevole il traffico in città». Se è vero che il quarto lotto ha tolto una buona parte di auto ferme al semaforo proprio adiacente alla centralina di V.le Petrarca, il vicesindaco dovrebbe però spiegare ai cittadini come mai una drastica diminuzione di polveri sottili nell’aria è stata registrata nel 2008 rispetto al 2006 anche a Pavia (77 giorni oltre i limiti contro 117), Voghera (64 giorni contro 104) e Milano (83 giorni contro 141).
Sempre merito del quarto lotto e delle nuove rotatorie vigevanesi?
O forse un bel contributo all’abbattimento dei pm10 l’hanno dato anche le particolari condizioni atmosferiche dell’autunno-inverno appena passati?
Si avvicinano le elezioni e il vicesindaco Merlo è il primo esponente della maggioranza a prendersi meriti non suoi, sempre che non sia in grado di far piovere o nevicare. Senza dimenticare che la diminuzione di polveri sottili questa Giunta l’avrebbe subito compensata con la centrale della Morsella.Per fortuna il lavoro di Vigevano Sostenibile ha aperto gli occhi a un pò di gente, speriamo abbastanza. E’ bene ricordare ai vigevanesi che nonostante la diminuzione subito sottolineata dal vicesindaco, il numero di sforamenti giornalieri di pm10 nel 2008 è stato ancora del 50% oltre il limite per la protezione della salute umana. Pensate quant’era prima! Inoltre bisogna considerare che il quarto lotto e le nuove rotatorie hanno certamente migliorato la viabilità intorno a Vigevano e in particolare nei pressi della centralina in V.le Petrarca, ma in centro città le cose non sono cambiate molto. Intanto nei giorni scorsi in Lomellina è scattato l’allarme ozono. Proprio a Mortara è stata superata la soglia di allarme, mentre a Vigevano non è dato sapere visto che le centraline non rilevano questo inquinante. Così a bambini e anziani è sconsigliato uscire di casa nei giorni estivi più caldi per l’ozono e in autunno-inverno per le polveri sottili. Questo senza che le centrali elettriche di Vigevano, Olevano e Mortara, tutte già autorizzate dalla Provincia targata PdL-Lega, abbiano ancora iniziato a contribuire all’inquinamento della zona. Insomma, la salute della Lomellina e dei suoi abitanti sta andando in fumo.
Chi dovremo ringraziare di questo tra qualche anno?
Daniele Antonucci
– MeetUp Amici di Grillo di Vigevano e Lomellina (29/08/2009)
COMUNICATO STAMPA DEL WWF SULLA RACCOLTA DIFFERENZIATA A VIGEVANO
Abbiamo appreso dai giornali locali del fallimento della raccolta differenziata porta a porta fatta a Vigevano, nella zona del centro e che si vuole ritornare alla raccolta della spazzatura con i cassonetti. Negli articoli il presidente di Asm-Isa, Rosario Mandoliti, e l’amministrazione comunale di Vigevano davano la colpa di questo allo scarso senso civico dei cittadini. Come associazione WWF Lomellina siamo convinti che non ci sia niente di vero in questa assurda accusa. Prendendo ad esempio la città di Novara, molto più grande di Vigevano con una popolazione che supera i centomila abitanti, l’amministrazione ha puntato molto, con investimenti adeguati , a un traguardo notevole, con punte che superano il settanta per cento. L’iniziativa è partita coinvolgendo in prima persona i cittadini, che sono i principali artefici del risultato, insieme ad una amministrazione capace e lungimirante, che ha voluto arrivare al successo. Sono state coinvolte le scuole dalle classi dell’asilo, fino arrivare alle classi delle superiori e coinvolgendo anche l’università. La popolazione adulta è stata informata capillarmente con serate e dibattiti in diverse fasce orarie dedicate al tema, con distribuzione capillare di materiale informativo. Sono state coinvolte tutte le associazioni, che hanno agito informando i loro soci e fornendo collaborazione per risolvere eventuali problemi. Il calcio d’inizio, usando un termine sportivo è stato dato da piccole zone sparse per la città, per vedere come reagiva la popolazione e a quali risultati portava. Venivano corretti gli eventuali errori nel conferimento dei rifiuti negli appositi contenitori per la raccolta differenziata. Dove la popolazione residente era di nazionalità diversa, venivano stampate le informazioni per attuare la raccolta differenziata in più lingue, fino a otto, coinvolgendo anche le loro comunità. Quando la raccolta differenziata arrivava a risultati soddisfacenti si ampliavano le zone. L’ultima zona è stata quella del centro, per la sua complessità fatta di vicoli e molti negozi, studi professionali, uffici istituzionali e una bassa concentrazione di residenti. Si è passati da una raccolta differenziata che non raggiungeva il ventinove per cento nel duemilatre, a oltre il settanta per cento a fine duemilaotto. In pochi anni la città di Novara è arrivata in testa alle classifiche nazionali con grande orgoglio degli amministratori, ma soprattutto di quello dei cittadini, veri artefici e orgogliosi del traguardo. Non dimentichiamo, inoltre che la tassa su i rifiuti in questi anni non è aumentata. L’esatto contrario di quello fatto a Vigevano, non sarà che il fallimento dell’iniziativa è dovuta a fatto che comune di Vigevano tramite l’ASM è socia dell’inceneritore di Parona e su questo guadagna con i famigerati CIP6 elargiti alle fonti “assimilabili” alle energie rinnovabili? Ricordiamo peraltro che a causa di questa devianza giuridica l’Italia paga una penale alla Ue e la Provincia di Pavia che non rispetta i minimi di legge regionale sulla raccolta differenziata dovrebbe pagare un’ulteriore penale.
Sabato e Domenica ( 20 e 21 Dicembre 2008 ) con gli amici del WWF di Parona abbiamo condiviso e partecipato all’iniziativa del Comitato VigevanoSostenibile: “Vestirci da Babbi Natale per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla centrale ad Oli di Cascina Cavalli”.